Pessimismo e ricordi
Esame di Stato 2013-2014
Candidato: Marco Bottene
Un frammento di ricordo
su cui nessuno indaga,
sotto una pioggia fitta
indisturbato e zitto si propaga.
Mi abbandonassero i ricordi!
Ho solo e soltanto
un turbinio di tormenti.
Marco Bottene
Indice
- 1. Introduzione
- 2. Motivazioni della scelta
- 3. Discipline coinvolte
- 4. Percorso argomentativo
- 5. Il pessimismo come concepito dalla psicologia contemporanea
- 6. Pessimismo leopardiano
- 7. Intorno a Leopardi di F. Nietzsche, il ricordo e l'oblio
- 8. Paura di smarrire il passato, Eugenio Montale
- 9. Dialettica dell'illuminismo e il mio pessimismo
- 10. Bibliografia
- 11. Sitografia
1. Introduzione
Probabilmente negli anni dopo il 1798 nessuno avrebbe mai dedotto che pensare alla condizione umana come soggiogata dal pesante peso della tristezza e della noia fosse in alcuni casi sintomo di malattia psicologica.
Per centinaia di anni il buio che soggiornava nei salotti degli aristocratici ha portato in loro pene non certo gradevoli.
Sono convinto tuttavia che se avessimo la possibilità di analizzare a fondo le loro vite e abitudini non ci vorrebbero grandi psicologi per scoprire quale fosse la causa o l'insieme delle cause dei loro mali.
Mi piace pensare, però, alle grandissime fonti che ci hanno lasciato.
Si dice che non tutto il male viene per nuocere e anche se qualcuno pensa che sarebbe meglio lasciare da parte pessimismi e mali di vivere vari io dico che sotto sotto si sbaglia.
Golding disse, nel suo noto romanzo Il signore delle mosche, che l'uomo fa il male come le api fanno il miele.
Non ci vuole molto per capire il punto del mio discorso riguardo alla nota pessimistica che questi autori, primo fra tutto il grande Giacomo Leopardi, infliggevano, forse in maniera consapevole, forse no, alla loro vita.
E' sintomo di appartenenza alla razza umana fare il male anche e soprattutto a se stessi.
La differenza che per fortuna divide me da voi, o voi da tutti, è la reazione, le mille reazioni che ciascuno ha verso le pene che oggi come ieri ci imprigionano e soggiogavano.
Quindi io dico grazie a Giacomo Leopardi e a tutti quelli che iniziarono, che hanno continuato e che continueranno a pensare in maniera negativa, grazie perché siete spunto di riflessione per delle nuove generazioni che hanno perso, a quanto sembra, la facoltà di riflettere su temi anche esistenziali.
Ma che cos'è che ci ha permesso di essere uomini, cos'è stato a condizionare la mente di Leopardi, la mente di Montale, la mia e la vostra mente?
Sono stati i ricordi.
Ognuno di noi fin dal primo giorno di vita registra in sé dei ricordi, riempiendo piano piano il foglio bianco che alla nascita è la sua mente.
Così, ora dopo ora, giorno dopo giorno la sua vita si colora o si annerisce, come nei casi che tratterò più avanti, di mille pensieri e ancora più colori, sensazioni, rumori che distinguono la loro vita da quella di tutti gli altri.
Se allarghiamo in modo totalizzante la mente umana del singolo, soprattutto in senso storico, all'intera umanità, scopriamo che ciò che siamo è frutto di un continuum di processi conoscitivi precedenti a noi.
Ciò che mi preme è dirvi che non possiamo abbracciare tutto lo scibile umano, dagli archetipi fino ad oggi, come del resto la testa del singolo uomo non può memorizzare tutto ciò che accade nella sua vita.
Dirò in seguito che F. Nietzsche propone anche l'oblio come modo per salvarsi dai ricordi, ed è giusto che sia così, è già nella meccanica dell'inconscio.
Leopardi condannava il progresso, perché in senso storico porta al disfacimento della razza umana; rimane pacifico, però, che non si può arretrare nel progresso se non per scelta personale.
Ciò che conosciamo e conosceremo dunque, nella visione futura che andrò a proporre, distruggerà tutto ciò che ora vediamo, di cui godiamo e che abbiamo sempre concepito come realtà relazionale.
2. Motivazioni della scelta
Dopo aver studiato autori quali Leopardi, Nietzsche, Montale ho trovato molto interessanti alcuni spunti che mi hanno portato a sviluppare determinati pensieri riguardo ad alcuni temi.
Non si può di certo pretendere di riassumere la moltitudine di riflessioni e studi di questi grandi personaggi in poche parole, tuttavia non è del tutto inutile scorgere in qualche riga dei loro testi delle relazioni che mettono in comune l'uno con l'altro.
Il pessimismo proposto in larga scala da Giacomo Leopardi ha molto condizionato l'era contemporanea e il nostro modo di pensare ed essendo io il più delle volte pessimista, mi sono adoperato a tentare, per quel poco che posso, di dare una mia interpretazione di pessimismo proponendolo come lettura degli anni futuri al tempo che ora ci troviamo a vivere.
L'aiuto di Eugenio Montale è fondamentale per comprendere altri tipi di pensiero legati al pessimismo, ancora di più se viene preso in considerazione il tema del ricordo, ed è proprio su questo che mi soffermerò nel corso del mio breve saggio.
Non manca inoltre una mia grande passione che accomuna tutte queste tematiche: la poesia.
Infine credo sia doveroso cercare di dare anche una lettura psicologica a ciò che una volta veniva chiamato pessimismo o male di vivere (dalla denominazione montaliana) e che oggi ha assunto significati molto diversi, legati anche alle relazioni interpersonali e alla salute mentale delle persone.
3. Discipline coinvolte
- 1. Letteratura italiana
- 2. Filosofia
4. Percorso argomentativo
- 1. Spiegazione del significato odierno di pessimismo nella psicologia.
- 2. Introduzione al pessimismo storico e cosmico leopardiani.
- 3. Collegamento con Intorno a Leopardi di F. Nietzsche (spiegazione della sua concezione della storia) e sviluppo del tema del ricordo mettendo a confronto il pensiero di Leopardi con il commento di Nietzsche su Canto notturno di un pastore errante dell'Asia di Giacomo Leopardi.
- 4. Il ricordo e il pessimismo secondo il pensiero di E. Montale più precisamente testi da Occasioni e confronto sempre con la concezione storica di Nietzsche (l'oblio) e il pessimismo storico leopardiano.
- 5. Spiegazione della Dialettica dell'illuminismo, di Horkheimer (Scuola di Francoforte) per spiegare la mia elaborazione di pessimismo nichilistico proiettato nel futuro.
5. Il pessimismo come concepito dalla psicologia contemporanea
Non possiamo affrontare il complesso mondo di oggi e l'oscurità del domani senza una riflessione approfondita sull'esistenza, senza tornare a porci le domande della filosofia, della religione e della morale. Francesco Alberoni
Bisogna premettere che il pessimismo considerato in epoca contemporanea come patologico assume connotati di malattia mentale depressiva.
La depressione si sa è un disagio psicologico che colpisce in maniera imponente la nostra società specialmente per quanto riguarda l'età adolescenziale.
Il nostro vivere sociale si è riempito di muri o precipizi che imprigionano gli adolescenti, (anche gli adulti, io da ventenne parlo per i primi) in trappole, a volte purtroppo letali o molto incidenti, da cui non si esce molto facilmente.
Non entrerò nello specifico, dirò solo ciò che studia e afferma la psicologia di oggi.
Il depresso:
- Vede se stesso, il proprio mondo e il proprio futuro in modo assolutamente e soggettivamente negativi;
- Interpreta costantemente le proprie interazioni con l’ambiente come manifestazioni di sconfitta, privazione o denigrazione;
- Giudica la sua vita come costellata da un susseguirsi di ostacoli, impedimenti, difficoltà e considera se stesso inadeguato, immeritevole, ignobile;
- Attribuisce le proprie esperienze sgradevoli a una propria imperfezione fisica, mentale o morale e, disprezzandosi a causa di questa presunta mancanza, denigra e svilisce se stesso;
- È fermamente convinto che le sue angosce attuali perdureranno all’infinito;
- Nel guardare al futuro, scorge un’esistenza segnata da incessanti avversità, frustrazioni e privazioni.
Il pessimismo è un tratto caratterizzante la depressione.
6. Pessimismo leopardiano
Il pessimismo e la condizione fondamentalmente tragica della vita dell'uomo sono i fulcri delle riflessioni di Giacomo Leopardi.
Si possono tuttavia distinguere due fasi e due strutture diverse, ma conseguenti l'una all'altra, della concezione di pessimismo: uno storico, correlato alla figura della natura benigna, l'altro cosmico, collegato all'evoluzione della natura come maligna.
Letteratura italiana
Pessimismo leopardiano, la memoria di Montale
Filosofia
Il ricordo secondo Nietzsche, la dialettica dell’illuminismo di Horkheimer