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L’acqua

Argomenti trattati:

  • Storia dell’arte Reggiani Rita
  • Storia
  • Letteratura italiana
  • Chimica
  • Economia e sociologia

Sommario

1. Introduzione

2. Storia dell’arte

L’impressionismo e Monet........................................pag. 2

3. Storia

La prima guerra mondiale, la guerra sottomarina....................pag. 5

4. Letteratura italiana

Giovanni Pascoli..................................................pag. 8

5. Chimica

Alcheni e alcool................................................pag. 13

6. Economia e sociologia

L’inquinamento idrico...........................................pag. 18

7. Carta europea dell’acqua

1. Introduzione

L’acqua come fonte d’ispirazione dei poeti

Non c’è romanzo, poesia e perfino musica che non risalga in un modo o nell’altro a questa immagine.

L’immagine dell’acqua che la grande letteratura è riuscita a catturare può essere talvolta anche sconvolgente, poiché riconosciamo che l’acqua è dentro la nostra mente, dentro le nostre origini, dentro i nostri ricordi.

I romanzi abbondano di tempeste e di uragani, di gorghi marini e di fulmini.

Si potrebbe mettere insieme un’antologia di annegati tratti dalle pagine di tutti i romanzi, e potremmo perfino versare sul loro tragico destino lacrime abbondanti.

Vi sono probabilmente più affogati d’innamorati.

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2. Storia dell’arte

L’impressionismo e Monet

“Questa pozza d’acqua evoca l’idea dell’infinito; in essa si rispecchiano, come in un microcosmo, l’esistenza degli elementi e l’instabilità dell’universo”. Claude Monet

L’impressionismo è un movimento che segna una svolta decisiva nella storia della pittura, la sua nascita è data intorno all’anno 1861, quando un gruppo di artisti inizia a frequentarsi per porre le basi di una pittura più libera e meno accademica.

Come sempre avviene, il movimento inizia a svilupparsi, poiché molti di questi artisti non sono accettati a esporre nei luoghi “ufficiali”, tanto che nel 1863 Napoleone III istituisce il “Saloon des Refusés” (Il salone dei Rifiutati).

Sarà proprio in questo salone che Manet esporrà il suo “Déjeuner sur l’herbe” (colazione sull’erba), quadro che desta grande scandalo sia per il soggetto sia per la nuova tecnica di pittura.

Sarà tuttavia solo nel 1872 che il movimento assumerà il nome d’impressionismo ed esattamente quando il critico Louis Leroy scrive su un celebre giornale satirico un articolo nel quale definisce questo gruppo di pittori “impressionisti”, prendendo la parola da un quadro esposto da Monet, che s’intitolava “Impression soleil levant”.

Il 1886 è l’anno dell’ottava e ultima mostra impressionista e da questa data l’impressionismo può già considerarsi un’esperienza chiusa.

Tuttavia, lascia un’eredità con cui faranno i conti tutte le esperienze pittoriche successive.

Non è dunque azzardato dire che è l’impressionismo ad aprire la storia dell’arte contemporanea.

Se il pittore precursore dell’impressionismo è Edouard Manet, il pittore più impressionista è certamente stato Claude Monet, ma ovviamente hanno dato un notevole contributo alla corrente impressionista anche artisti come Auguste Renoir, Edgar Degas e Paul Cézanne, la cui opera per prima supera l’impressionismo.

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Per gli artisti impressionisti, inoltre, da un punto di vista “tecnico”, sarà il colore e la luce la base per rappresentare la realtà percepita attraverso l’occhio dell’artista.

La grande specificità del linguaggio pittorico impressionista sta, infatti, nell’uso del colore e della luce: l’occhio umano percepisce inizialmente la luce e i colori, dopo di che, attraverso la sua capacità di elaborazione celebrale distingue le forme e lo spazio in cui sono collocate.

Distinguendosi inoltre dai precedenti artisti, gli impressionisti amavano dipingere “en plein air” (all’aria aperta) e preferibilmente vicino a specchi d’acqua, in altre parole là dove vi è un particolare gioco di riflessi di luce.

Nelle varietà dei temi cari all’impressionismo, l’acqua occupa un posto privilegiato.

La sua trasparenza, il suo potere riflettente e la sua condizione di moto continuo ne fanno un modello unico per studiare le variazioni di luce, legate alle mutazioni atmosferiche e al trascorrere del tempo.

In relazione al paesaggio circostante l’acqua assume toni cromatici che incessantemente cambiano: il pittore li fissa sulla tela accostando diverse gradazioni di colore molto ravvicinate, che l’occhio dell’osservatore legge sovrapposte e omogeneamente fuse, recuperando effetti di brillantezza e lucentezza assolutamente inediti.

L’artista che s’identifica maggiormente con l’impressionismo è Claude Monet.

Egli matura il suo interesse per la luce lavorando “en plein air”, è sempre attento alla rappresentazione della natura nel suo infinito variare e nel suo continuo e incessante moto di crescita.

Egli cerca, nei suoi dipinti, di rendere sulla tela le sensazioni che l’ambiente gli suggerisce.

Dipinge sulle spiagge della Normandia e sulle rive della Senna, dove la luce non è univoca come negli atelier.

Il paesaggio, nella sua ricchezza di forme e colori, soggetto a continue mutazioni climatiche ed atmosferiche, è l’oggetto dell’indagine di Monet, per verificare come l’occhio umano possa percepire rapide impressioni captate dall’ambiente, e fermare così sulla tela un istante dell’eterno fluire delle cose.

Monet cerca di trasmettere sensazioni visive: i suoi soggetti sono ripetuti

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innumerevoli volte, ripresi dalla medesima angolatura, ma in diverse ore della giornata e in diverse condizioni atmosferiche, per registrare le infinite varianti temporali, e di conseguenza quelle luministiche e coloristiche.

Questa tendenza nasce dal suo interesse per la modificazione che il soggetto subisce sotto l’effetto delle diverse condizioni meteorologiche e delle diverse ore del giorno.

Il soggetto in sé, per l’artista, rappresenta il supporto che registra le trasformazioni della luce e del colore.

Ogni quadro, pertanto, risulta diverso dall’altro, anche se rimane riconoscibile la forma di base.

Nei quadri di Monet sono rappresentati paesaggi naturali, principalmente fiumi o mari, e la natura in tutta la sua bellezza, mentre raramente appaiono figure di persone.

Egli è affascinato dall’acqua, che risulta mobile e riflettente.

Tutto ciò che la circonda e la sovrasta vi si rispecchia con i suoi diversi colori, i quali s’influenzano, si fondono e vengono respinti.

Secondo questo pittore l’acqua rappresenta la relatività dell’essere di ogni persona, giacché non è mai la stessa.

Nella serie delle Cattedrali di Rouen, Monet non è interessato alla riproduzione della struttura architettonica, ma solo alla resa del gioco di luci e ombre che il sole disegna sulla facciata della chiesa, creando un’armonia di toni che va dal giallo oro, all’azzurro, al blu del cielo.

Allo stesso modo nella serie delle Ninfee, che dipinge fino alla morte, la realtà del fiore quasi non sussiste più se non come pretesto per dar voce ad un mondo di sensazioni cromatiche e luministiche.

Lo stagno con ninfee è un suo tema prediletto a partire dal 1890.

A quella data risale l’acquisto della proprietà di Giverny comprendente un giardino che il pittore dota subito di un piccolo lago artificiale, protetto da alberi frondosi, colorato da moltissime varietà di ninfee e solcato da un ponte di legno di gusto giapponese.

Il luogo è perfetto per gli esperimenti dell’artista, l’acqua garantisce vibranti riflessi luminosi che filtrano dal cielo attraverso le piante mosse dal vento.

Si

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crea un paesaggio che ha la fondamentale caratteristica di essere continuamente soggetto di luce e quindi di colore col succedersi delle stagioni e delle ore del giorno.

L’obiettivo di Monet è di dipingere questo soggetto naturale, quasi metafora della vita stessa, nella sua infinita varietà, mai uguale a se stessa.

“Questa pozza d’acqua evoca l’idea dell’infinito”. “In essa si rispecchiano, come in un microcosmo, l’esistenza degli elementi e l’instabilità dell’universo”.

Queste parole dell’autore sembrano voler rilevare che lo stagno delle ninfee appare quasi come pretesto per evocare variabilità del reale e la tensione all’infinito.

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3. Storia

La prima guerra mondiale, la guerra sottomarina

Il periodo che precedette il primo conflitto mondiale fu caratterizzato da un periodo relativamente stabile e pacifico, che degenerò a partire dal 1914: il mondo intero fu letteralmente sconvolto in proporzioni fino ad allora sconosciute.

Sono molte le ragioni per cui la Prima guerra mondiale, conosciuta anche con il nome di “Grande guerra”, si differenziò nettamente da tutte quelle che la precedettero.

Per la prima volta furono coinvolte in un conflitto nato nel cuore dell’Europa anche le potenze extra-europee, come Giappone e Stati Uniti.

Inoltre la Prima guerra mondiale fu caratterizzata dall’utilizzo da parte di tutte le nazioni coinvolte, di uno spiegamento di forze senza precedenti e dall’utilizzo di nuove armi: fu introdotto l’utilizzo delle più devastanti armi chimiche, gli aerei, inventati pochi decenni prima, i carri armati e sottomarini.

Nel Maggio del 1915, l’U-boat U-20 tedesco affondò il transatlantico RMS Lusitania.

Delle 1.195 vittime, 123 erano civili americani.

Questo evento fece rivolgere l’opinione pubblica americana contro la Germania, e fu uno dei fattori principali dell’entrata in guerra degli Stati Uniti a fianco della Triplice Alleanza.

Il 31 gennaio 1917 la Germania dichiarò che i suoi U-boat si sarebbero impegnati in una guerra sottomarina indiscriminata.

Il motivo principale che differenziò la prima guerra mondiale da tutti gli altri conflitti precedenti furono gli effetti, si trattò proprio di una guerra “totale”, che coinvolse tutta la compagine degli stati belligeranti, non solo a livello bellico ma anche economico, amministrativo e politico.

Notevole, inoltre, l’utilizzo di mirate campagne propagandistiche.

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Le cause del conflitto sono da ricercarsi, da una parte nella crisi dei rapporti internazionali europei, dall’altra nella rapida ed espressiva ascesa della Germania a potenza navale, con conseguenti ripercussioni sul mondo coloniale, ma anche nei movimenti nazionalisti e irredentisti, specie nelle seguenti zone strategiche dell’Europa: Balcani, Alsazia, Lorena, Trentino e Trieste.

Il pretesto fu dato dall’attentato a Sarajevo, ai danni dell’erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando, da parte di un indipendentista slavo.

L’Austria mandò immediatamente un ultimatum alla Serbia, la quale rifiutandosi di scendere a patti emise la dichiarazione di guerra il 28 luglio 1914.

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Sintesi

Storia dell'arte

Impressionismo e Monet

Letteratura italiana

Giovanni Pascoli

Storia

La prima guerra mondiale

Chimica

Alcheni e alcoli

Diritto

Inquinamento idrico

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