La perfezione nella forma
Dalla letteratura alla pittura, dalla scultura alla fotografia per arrivare al design, la ricerca della perfezione nella forma sembra essere una disciplina maniacale che trova esplicazione nelle tante espressioni artistiche.
Un percorso che unisce l’arte rinascimentale più classica, quella del David di Michelangelo, alle immagini di uno dei più grandi fotografi del ’900, Mapplethorpe.
Dal David, considerato un vero e proprio capolavoro della scultura rinascimentale, sembra trasparire un forte concetto di solidità, perfezione e potenza legate assieme da linee armoniose e dolci: un prototipo perfetto di bellezza assoluta.
Robert Mapplethorpe ricerca la perfezione formale attraverso una rigorosa attenzione riguardo l’equilibrio geometrico dei volumi.
Egli delinea la poetica e l’estetica della sua arte attraverso la fotografia, non badando a cosa rappresenti il soggetto, ma affermando di essere comunque attratto da tutto ciò che è scultoreo.
Le sue fotografie sono delle sculture di luce, oggetti che prendono forma all’interno di uno spazio; la fotografia è un procedimento costruttivo delle immagini che ricorda il “levare” michelangiolesco, l’ossessione per il rispetto della regola che domina la natura, una fotografia svincolata dall’emozione dell’artista che misura ogni gesto e ogni variazione della luce.
L’attrazione per la forma appare quindi un filo conduttore che ci porta poi a considerare la dicotomia tra la perfezione degli oggetti seriali prodotti dall’industria e l’unicità dell’artigianato.
Di concerto con lo sviluppo industriale e urbanistico, conseguente alla Rivoluzione, si teorizzò il concetto di capitalismo con la diffusione del liberalismo; questo processo portò a una continua evoluzione dell’industria.
Questa, per rispondere ai gusti semplici provenienti dalla vecchia popolazione rurale, finì col tornare alla produzione, ora automatizzata, di oggetti, di oggetti prima derivati dalla realtà artigianale, ma di scarsa qualità.
Nacquero così movimenti di opposizione che miravano a preservare la posizione dominante dell’artigianato nel campo.
Alcuni di questi furono l’Art Nouveau in Francia, il Liberty in Italia e l’Arts and Craft di William Morris in Inghilterra, corrente che opponeva alla pessima qualità, all’uniformità e alla mancanza di buon gusto dei prodotti industriali, l’unicità e la raffinatezza dei prodotti artigianali.
Questo continuo scontro tra artigianato e industria fece sì che gli imprenditori si rendessero conto che, per creare prodotti di qualità e funzionali, era necessaria la collaborazione tra i due settori.
Fu solo all’inizio del XX secolo, però, che nacque effettivamente il design moderno, quando personalità come Walter Gropius integrarono teoria del design e pratica concreta attraverso nuovi mezzi industriali di produzione.
Nel tentativo di colmare il distacco tra idealismo sociale e realtà commerciale, esistito fino alla fine della prima guerra mondiale, e di promuovere una risposta adeguata all’emergente cultura tecnologica, nel 1919 Gropius fondò il Bauhaus.
L’obiettivo del design moderno, secondo i principi praticati e insegnati dal Bauhaus, era di produrre opere che unissero interessi intellettuali, pratici, commerciali ed estetici attraverso la creatività artistica e l’uso di nuove tecnologie.
L’ideale del design moderno affonda le proprie radici sui concetti di armonia, bellezza, essenzialità ed eleganza teorizzati in epoca classica, seguendoli o contraddicendoli.
Questi concetti sono espressi nell’opera Sul Sublime dell’Anonimo, che già si rifaceva alla poesia ellenistica che con Callimaco assunse un valore in sé.
Arte
- Il David di Michelangelo e la fotografia di Robert Mapplethorpe
- Il Bauhaus di Gropius
- Le Grazie di Canova
Greco
- L’Anonimo del Sublime
- Callimaco e l’alessandrinismo
Latino
- La poetica di Catullo
- La poetica di Orazio
- Quintiliano (X libro dell’Institutio oratoria)
Italiano
- Le Grazie di Foscolo
- La poetica di D’Annunzio
Storia
- La seconda rivoluzione industriale
Filosofia
- Kant – La critica del giudizio
- La concezione dell’arte di Schelling, Hegel, Schopenhauer e Nietzsche