Follia, letteratura e scienza
- Amleto
- Fedra (Seneca)
- Giulio Guidorizzi: Macbeth
- “Ai confini dell’anima” (Shakespeare)
- I greci e la follia. Enrico IV
- (Elio Aristide) (Pirandello)
- Medea (Euripide)
- Film: A Beautiful Mind (John Nash)
- Nietzsche (I biglietti della follia)
- Nikola Tesla “Scienziati pazzi” (La corrente elettrica alternata)
- Fred Hoyle
- Josef Mengele (Teoria dell’Universo Stazionario) (Esperimenti umani ad Auschwitz)
- Campi di concentramento
La follia nel mondo greco
Forte connotazione mistica, ritenuta derivante dall’influsso di qualche divinità (Cassandra) (epilessia “morbo sacro”).
Spazio importante nella religione, (santuario di Apollo a Delfi, divinazione estatica) e nei rituali di trance (Dioniso, Baccanti in stato di estasi).
Trattamento di tipo mistico-religioso, praticato dai sacerdoti del tempio che tentavano di alleviare i sintomi con riti e preghiere. (Elio Aristide)
I malati non erano mai rinchiusi, i greci seppero convivere con loro elaborando forme di controllo all’interno della società: reintegrazione non esclusione.
A volte poteva essere considerata anche una punizione, una maledizione divina: la persona giudicata folle veniva emarginata dalla collettività.
Μανία
Ma la nozione di follia andava oltre la dimensione della patologia.
Platone (nel Fedro): «La follia è tanto superiore alla sapienza in quanto la prima viene dagli dei, la seconda dagli uomini».
Solo quella che giunge «per dono divino»:
- Del poeta ispirato che scopre in sé improvvise energie creative.
- Del profeta che spinge lo sguardo nell’invisibile.
- Di Dioniso che consente di entrare in uno stato mentale di estasi (l’uomo percepisce di avere «un dio dentro di sé»).
- La follia di Amore, («la migliore di tutte» precisa Platone) che porta l’anima vicino alla sua vera natura.
Medea
Temi centrali della tragedia
- Portata in scena da Euripide nel 431 a.C.
Trama: a Corinto vivono Medea, nata nella Colchide, suo marito Giasone ed i loro due figli. La donna ha aiutato il marito a conquistare il vello d’oro, tradendo il padre.
Dopo dieci anni Creonte, re della città, vuole dare sua figlia Glauce in sposa a Giasone. Giasone accetta, abbandonando Medea che medita una tremenda vendetta.
Fingendosi rassegnata, manda doni nuziali a Glauce, la quale, ignara del pericolo, indossa i doni per poi morire dolorosamente insieme al padre Creonte, corso in suo aiuto.
Ma la vendetta di Medea non è conclusa: uccide i figli avuti con Giasone, condannandolo all’infelicità perpetua.
→ Testo
Analisi
Medea ha una mente scissa, conflittuale (moderna psicologia): da un lato vorrebbe uccidere i figli, dall’altro li vorrebbe risparmiare.
Protagonista è la passione di una donna, una passione violenta e feroce che rende Medea una donna forte (padrona della sua vita) e debole (sola, emarginata) allo stesso tempo.
Medea supera il suo senso di maternità: preferisce vedere i suoi nemici morti piuttosto che i suoi figli vivi.
Medea rappresenta tutta la follia che il dolore accumulato può scatenare.
È un personaggio nuovo, violento, passionale.
Non si riesce a condannare questo spirito forte e tragico: vittima di un destino meschino disegnato per lei da uomini, sceglie il più grande dolore personale, piuttosto che sottomettersi all’umiliazione. → Sconvolgimento dei rapporti familiari.
Fedra
Scritta tra il 50 d.C. e il 62 d.C.
Trama:
Fedra, moglie di Teseo, re d’Atene, è sconvolta da una folle passione per il figliastro Ippolito e gli dichiara il suo amore.
Respinta, si vendica accusando il giovane di aver cercato di violentarla.
Teseo maledice il figlio e un mostro marino suscitato dal dio del mare causa ad Ippolito un’orribile morte.
Fedra, disperata, confessa la sua colpa e si uccide.
→ Testo
Analisi
La tragedia presenta uno studio attento e preciso dei comportamenti umani (istinti malefici, irrazionali e folli).
Seneca parla di uccisioni, di incesti, di parricidi, di matricidi, di crisi d’ira e di gesti incontrollabili, di insane passioni e di un uso folle della violenza.
I personaggi che hanno perduto il senno e la ragione, di cui invece sono quasi sempre portavoce i personaggi secondari (nutrici e servi), destinati a rimanere inascoltati.
Del “furor” sono dominati i protagonisti: Fedra è vittima del furor e della passione contro natura (nelle tragedie di Seneca regna sempre il male).
Non si ha il lieto fine, non c’è rimedio alle atrocità commesse e i personaggi sono condannati.
La passione è presentata, in accordo con la dottrina morale stoica, come manifestazione di pazzia in quanto sconvolge l’animo umano e lo travolge irrimediabilmente.
Shakespeare e la follia
Several of Shakespeare’s plays explore the concept of insanity.
Some of the playwright’s characters are truly mad, while others merely assume the appearance of madness.
The character of assumes the appearance.
Lady Macbeth falls into of madness to carry out his plan.
Madness because of her of revenge more easily.
sense of guilt.
The play opens with the news that the invasion by Norwegians has failed thanks to the courage of Macbeth.
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Materie e argomenti
- Greco: Giulio Guidorizzi (Ai confini dell’anima); Elio Aristide; Medea (Euripide)
- Latino: Fedra (Seneca)
- Inglese: Shakespeare (Amleto e Macbeth)
- Italiano: Luigi Pirandello (Enrico IV)
- Matematica: A beautiful mind (John Nash e la teoria dei giochi)
- Fisica: Nikola Tesla (corrente elettrica alternata)
- Scienze: Fred Hoyle (la teoria dell'universo stazionario)
- Storia: esperimenti umani di Joseph Mengele nei campi di concentramento
- Filosofia: Friedrich Nietzsche