La droga
Ho scelto il tema droga perché un giorno, durante una passeggiata, ho trovato a terra un flacone di metadone, e il fatto che fosse stato gettato nell’aiuola davanti ad un asilo mi ha rabbrividito ancora di più di quel che già ero. Ne avevo già sentito parlare, ne avevo anche già parlato, ma la vista ha avuto maggior effetto.
E allora ho iniziato a pensare. Se quella persona ha utilizzato il metadone consegnatogli dal SERT significa che prima ha assunto qualcos’altro. Infatti il metadone è un oppioide sintetico usato come terapia sostitutiva dalla dipendenza da stupefacenti, in particolare dall’eroina.
In Italia il problema delle droghe, soprattutto tra i giovani, è sempre più rilevante e così il Dipartimento politiche antidroga pubblicizza il male della droga tramite un cortometraggio e uno slogan: “Non ti fare fatti la tua vita”. A mio parere, piuttosto di pubblicizzare il “male della droga”, sarebbe preferibile far conoscere la droga nei suoi lati negativi, ma anche in quelli positivi (infatti chi non utilizza le sostanze stupefacenti troverà molti più lati negativi, chi invece ne fa uso troverà più lati positivi) e lasciare ad ognuno la propria libertà di scelta senza che questa implichi la diminuzione della libertà altrui.
Che cos’è la droga
Innanzitutto bisogna dire cos’è la droga.
La droga non è solo la sostanza stupefacente illegale, ma è tutto ciò di cui si abusa, tanto che anche il cioccolato, internet, la pornografia possono diventare droghe. Droga è, infatti, tutto ciò che modifica l’attività mentale delle persone. In Italia molte droghe sono illegali, altre invece sono legali.
La nicotina e il tabagismo
La nicotina è la sostanza stupefacente più diffusa. Il tabagismo è la dipendenza più tollerata e persino incoraggiata attraverso le immense somme di denaro che ovunque nel mondo le multinazionali del tabacco investono in pubblicità.
Circa 80.000 persone muoiono all’anno per patologie legate al fumo (come il cancro al polmone, alla laringe, alla faringe; patologie cardiovascolari, bronchite).
Come già aveva intuito Italo Svevo nel suo romanzo “La coscienza di Zeno”, spegnere l’ultima sigaretta non è solo questione di volontà. I ricercatori dell’Istituto nazionale tumori di Milano hanno infatti scoperto che un gene detto “gene di Zeno” aumenta la predisposizione alla dipendenza dal fumo e causa maggiori difficoltà a smettere.
La sigaretta scandisce la nostra vita, i momenti della giornata e rappresenta quel momento di pausa dal mondo di cui tutti abbiamo bisogno. Come avviene anche per le altre droghe, non viviamo più con la sigaretta, ma finiamo per vivere per la sigaretta e dalla fine di una sigaretta attendiamo con ansia il prossimo momento di pausa dove accenderne un’altra.
La sigaretta nella poesia di Montale
Eugenio Montale nella poesia intitolata “Nuove stanze” rappresenta la sigaretta tra le mani di Clizia, la donna angelo dalla funzione salvifica che rappresenta la cultura.
Durante i preparativi della seconda guerra mondiale i fili di fumo costruiscono un’immaginaria città sospesa che però svanisce all’improvviso all’aprirsi della finestra. Il fumo è l’emanazione e il prolungamento di Clizia: la storia, che continua a procedere fuori dalla finestra, può turbare e sconvolgere l’esercizio della cultura.
Italiano
Il gene di Zeno, “Nuove stanze”, Eugenio Montale.
Baudelaire, Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Britti.
Psicologia
Uber Coca-Freud.
Inglese
Coleridge, Kubla Khan e De Quincey, “Confessions of an English Opium-Eater”.