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Che mondo sarebbe senza?

VANIN TERESA

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1.1 Premessa: la storia del cacao

Il cacao ha origini molto antiche. Esso veniva utilizzato già ai tempi dei Maya e degli Aztechi per creare una bevanda liquida amara; le fave di cacao costituivano una ricca fonte energetica e rappresentavano la moneta di scambio dell’epoca.

Gli europei scoprirono il cacao solo agli inizi del XVI secolo, con l’esplorazione del continente americano. Inizialmente furono disgustati dalla bevanda fredda e dal gusto amaro. In seguito il cacao venne reinterpretato dagli europei come una medicina.

Solo verso la fine del XVI secolo si cominciò a mescolarlo con lo zucchero e a produrre così una bevanda dolce di gusto gradevole. In questo modo, il prodotto si diffuse rapidamente al di fuori del continente americano e cominciò a diventare simbolo di prestigio, prelibatezza, golosità.

Giunto in Europa, esso divenne da subito monopolio degli spagnoli, i quali imposero il divieto di esportazione dello stesso e istituirono rigidi controlli. In Italia, il cacao e la bevanda che se ne ricava divennero genere di consumo a partire dal XVII secolo; nel 1678 venne rilasciata la prima licenza per vendere “cioccolato in bevanda”.

1.2 Dal Giandujot a Nutella

Nella pasticceria di Alba, nelle Langhe, fondata nel 1944 da Pietro Ferrero, venne creato l’antenato della crema Nutella, ovvero il Giandujot.

Siamo nel 1946, anni molto difficili dovuti alla fine della Seconda Guerra Mondiale. In questi anni le maggiori potenze mondiali erano URSS e gli USA. Queste due potenze erano di blocchi contrapposti: gli USA erano di blocco occidentale con un’economia capitalista e un’organizzazione politica liberale, mentre l’Unione Sovietica era di blocco comunista con un’economia controllata dallo Stato e un’organizzazione politica totalitaria.

Nel frattempo, tutti i paesi europei si trovavano dal 1945 in condizioni drammatiche: inflazione elevata, mancanza di generi alimentari, necessità di ricostruire strade, ferrovie, fabbriche. Da una parte un’economia americana che sovrabbondava di beni, dall’altra un’Europa ridotta alla fame.

Il Piano Marshall dal 1948 al 1952 fu lo strumento principale con cui gli Stati Uniti aiutarono l’Europa a sopravvivere e poi a ricostruire le proprie strutture produttive; ma contemporaneamente garantì anche lo sbocco alla enorme quantità di prodotti

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americani. Attraverso una politica di aiuti massicci, gli Stati Uniti legarono a sé i governi dei diversi stati, condizionandone le scelte e la collocazione a livello internazionale.

Gli accordi monetari nel 1944 sancirono il primato del dollaro, come mezzo di pagamento internazionale, al posto della sterlina. La creazione del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale garantirono agli USA il controllo e la direzione del mercato mondiale.

In questa situazione di crisi, di povertà e di bisogno di lavoro, il pasticcere Pietro Ferrero ebbe un’idea che lo rese con il tempo molto importante.

L’obiettivo di Ferrero era quello di fornire agli acquirenti un prodotto dolciario nutriente e a basso costo che si potesse sostituire al cioccolato, riservato ancora per lo più alle classi più ricche. Si trattava infatti di un panetto da tagliare a fette.

La tavoletta è stata il primo modo di consumare il cioccolato. Esso rappresentava un’alternativa alla classica colazione contadina costituita da un pezzo di pane. Il prodotto fu accolto positivamente, con l’unico svantaggio della difficile spalmabilità.

Infatti, dopo alcune ricerche, nel 1949 si riuscì ad ottenere una crema al cacao e nocciola che prese il nome di Supercrema Giandujot. Come Giandujot divenne una crema resta sostanzialmente un mistero. È diffuso il pensiero secondo cui uno dei panetti di cioccolato si sciolse in una giornata molto calda dell’estate del 1949.

Ora che la crema cominciava a diffondersi, occorreva però anche un nuovo marchio capace di slegare il prodotto dalle sue origini piemontesi. Col senno di poi, l’operazione riuscì perfettamente, in quanto sia la Francia che la Germania che il Belgio, al giorno d’oggi, ritengono il prodotto una propria esclusiva.

Nacque così finalmente il nome attuale di Nutella, con quel tocco un po’ retrò, orecchiabile, accattivante che determinò il successo e la nascita di un mito.

1.3 La diffusione a livello mondiale

Nel 1964 iniziò ufficialmente la produzione di Nutella in Italia. In Germania e Francia Nutella arrivò l’anno seguente, in Australia nel 1978 e negli Stati Uniti solo nel 1985.

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Sintesi

Introduzione tesina sulla Nutella

La seguente tesina di maturità tratta della Nutella e della Ferrero. Il cacao ha origini molto antiche. Esso veniva utilizzato già ai tempi dei Maya e degli Aztechi per creare una bevanda liquida amara; le fave di cacao costituivano una ricca fonte energetica e rappresentavano la moneta di scambio dell’epoca. Gli europei scoprirono il cacao solo agli inizi del XVI secolo, con l’esplorazione del continente americano. Inizialmente furono disgustati dalla bevanda fredda e dal gusto amaro. In seguito il cacao venne reinterpretato dagli europei come una medicina. Solo verso la fine del XVI secolo si cominciò a mescolarlo con lo zucchero e a produrre così una bevanda dolce di gusto gradevole. In questo modo, il prodotto si diffuse rapidamente al di fuori del continente americano e cominciò a diventare simbolo di prestigio, prelibatezza, golosità. Giunto in Europa, esso divenne da subito monopolio degli spagnoli, i quali imposero il divieto di esportazione dello stesso e istituirono rigidi controlli. In Italia, il cacao e la bevanda che se ne ricava divennero genere di consumo a partire dal XVII secolo; nel 1678 venne rilasciata la prima licenza per vendere “cioccolato in bevanda”. La tesina permette anche dei collegamenti interdisciplinari con le altre materie di studio.

Collegamenti

Tesina sulla Nutella

  • Storia - Il secondo dopoguerra.
  • Diritto - Il diritto di marchio.
  • Economia aziendale - I vantaggi e gli svantaggi della quotazione in Borsa.
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