Introduzione
Novanta volte ho scritto
diverso,
novanta volte ho letto
diverso,
…mai come oggi amo e
sento che il diverso è me
stesso.
La tesina
La mia tesina ha come titolo il numero novanta perché è collegato al tema della paura.
Si sa che il novanta nella tombola napoletana rappresenta la paura e siccome io sono una persona molto paurosa ho voluto formare la mia tesina intorno a questa tematica che fa parte del mio carattere.
Nella tombola napoletana il novanta è associato alla paura perché essa è grande ed è in grado di disturbare l’animo umano e si è pensato quindi di associarlo al numero più grande della tombola.
V’illustrerò la mia tesina incominciando a parlare di una teoria di Giovanni Verga che attualmente è presente anche se non in maniera persistente: la paura del diverso. Collegata a questa teoria parlerò del pregiudizio contro gli ebrei per quanto riguarda storia e la collegherò ad un libro francese che ho letto che tratta la tematica del razzismo. Ho usato il colore verde per i titoli di queste materie perché il verde è associato alla speranza, perché spero che prima o poi queste paure e questi pregiudizi contro chi è diverso finiscano.
Conclusa la tematica del ‘‘diverso’’ parlerò di un’altra paura che invece è molto presente in questi anni: l’alimentazione. La considero una vera e propria paura perché io stessa per un breve periodo sono stata ossessionata da essa anche se non in modo grave e, per fortuna, sono riuscita a superarla. Per sviluppare questa tematica farò un’introduzione dei Fast Food per quanto riguarda la materia di ristorazione che collegherò all’obesità trattata in alimentazione per poi finire a parlare, in inglese, di uno dei problemi alimentari più critici: l’anoressia. Per queste materie ho usato il grigio che è simbolo di distacco che denota un atteggiamento di auto-protezione, comportamento che hanno le persone che soffrono di disturbi alimentari.
Infine, ma non perché è meno importante, tratterò in legislazione di una tematica che la popolazione italiana sta vivendo ora ma che colpisce soprattutto i giovani: il lavoro. Per questa materia invece ho usato il rosso che significa passione cioè quel sentimento d’intensità che ognuno di noi mette per trovare o per svolgere un lavoro.
Giovanni Verga: la paura del diverso
Giovanni Verga nasce nel 1840 a Catania, dove trascorre l’infanzia e parte dell’adolescenza.
S’interessa di letteratura già in età giovanile, fattore alimentato sicuramente dalla sua famiglia e dagli educatori. All’età di undici anni il suo maestro era Antonino Abate, un giovane poeta e romanziere.
Verga, ben presto, sente la necessità di un incontro con i maggiori esponenti del Romanticismo europeo, perché l’ambiente chiuso della Sicilia non lo soddisfa più.
Si trasferisce a Firenze nel 1869 mentre nel 1872 inizia il periodo detto milanese.
In questo periodo si ha la miglior produzione verghiana infatti, nel 1875, termina il primo ciclo della sua arte.
Dall’esaltazione patriottica presente nei primi romanzi e dall’impostazione romantica dei successivi, si passa al ritorno nell’ambiente chiuso della Sicilia e alla vita dei ceti umili disagiati e della sua terra. Giovanni Verga muore nel 1922 nella sua Catania.
Tratterò una delle novelle più conosciute di Verga: Rosso Malpelo.
La vicenda è ambientata in Sicilia e il protagonista è un ragazzo dai capelli rossi che nel pregiudizio popolare indicava il suo modo di essere ‘‘malizioso e cattivo’’; da qui il soprannome Rosso Malpelo.
A causa di questa discriminazione è maltrattato da tutti, anche dalla sua famiglia.
Malpelo lavora con il padre nella cava, ed è l’unica persona con cui il ragazzo è davvero legato a tal punto da difendere il padre nel momento in cui gli altri operai lo deridono.
Il padre, un giorno, terminò un lavoro a cottimo che consisteva nel togliere un pilastro nella cava che la sera stessa cadde all’improvviso sul pover’uomo che era morto.
Dopo questa vicenda Malpelo divenne ancora più cattivo agli occhi della gente e continuò a lavorare, dove il padre morì.
Dopo poco tempo in quella cava arrivò un ragazzino, soprannominato Ranocchio per il modo in cui camminava a causa del lavoro precedente che gli aveva lussato il femore, preso di mira da Malpelo che si sfogava sul povero ragazzino perché vuole che impari a reagire.
In realtà il motivo di tale cattiveria è dato dal fatto che Malpelo gli vuole bene e desidera che impari la dura lezione della vita; infatti Malpelo alle volte concede al ragazzino una mano nei lavori pesanti e talvolta gli dona la sua razione di cibo pur di non farlo morire di fame.
Dopo pochi giorni nella cava si ritrova il corpo del padre e Malpelo, a causa del forte avvenimento, si allontana per un paio di giorni.
Tutto quello che gli rimane del padre sono i pantaloni, che la madre sistemò affinché andassero bene al ragazzo, il piccone e un paio di scarpe.
Quando un asino grigio muore, il carrettiere lo getta nella sciara, e Malpelo porta Ranocchio a vedere i cani mangiarselo. Secondo Malpelo la morte è la liberazione di tutto, e per i deboli sarebbe meglio non nascere. Ranocchio, invece, spiega al ragazzo che esiste il Paradiso, un posto in cui tutti i vivi che hanno fatto del bene vanno a riposare in eterno.
Non molto tempo dopo, Ranocchio, si ammala di tubercolosi e muore in breve tempo.
Malpelo resta solo: la madre ha trovato un compagno e la sorella un marito, non gli resta che prendere il piccone del padre e andare nella cava dove muore per verificare un tratto di galleria ancora inesplorato.
Malpelo resta una leggenda della cava, tanto che i ragazzi hanno timore che pronunciando il suo nome gli possa riapparire.
Rosso Malpelo descrive in modo reale la povertà e sfruttamento delle classi disagiate della Sicilia, realtà che Verga conosce molto bene. Principalmente l’opera è un ritratto umano di un adolescente che è preso di mira, che è giudicato dalle persone a causa del colore dei suoi capelli, ritenuti generatori di male. Le persone hanno sempre avuto paura di Malpelo all’inizio per il colore dei capelli e alla fine anche solo di nominarlo, per evitare che compaia.
Il pregiudizio contro gli ebrei
L’antisemitismo è da sempre considerato la manifestazione della più assurda avversione e della più ingiusta lotta contro gli ebrei che dalla fine del 1800 è diventata una sistematica dottrina a sfondo razziale. Questo termine stava a precisare la differenza tra le manifestazioni antisemite che si stavano diffondendo in Europa all’inizio del 1900 e le precedenti persecuzioni contro gli ebrei.
È noto che l’ostilità verso gli ebrei era diffusa già nell’età classica per poi perdurare anche durante il Medioevo e nei secoli a seguire e le cause di un tale atteggiamento furono per lo più un intreccio di ragioni politiche, economiche e religiose. Gli ebrei, infatti, sono da sempre oggetto di pregiudizi, persecuzioni e massacri. L’origine di quest’avversione è per lo più religiosa, anche se c’è da considerare che essa rimane anche quando, nel corso dell’800, lo stato si laicizza.
Osserviamo quindi che a questo punto è giustificata scientificamente usando argomenti razziali e quindi da un antiebraismo di origine religiosa si passa ad un antisemitismo basato su teorie razziste.
In ogni modo l’antisemitismo ebbe una così gran presa sulle persone anche perché era stato vissuto come un fatto di origine religiosa, poiché gli ebrei erano visti come “gli uccisori di Cristo”.
La cosa che forse colpisce di più è il fatto che le cause delle azioni degli antisemiti e delle loro idee non sono del tutto conosciute.
A volte si è parlato di una specie di follia che rende l’uomo fautore di azioni indescrivibili agli occhi di una persona che ha la capacità di capire e rispettare la diversità dell’altro.
Sintesi novanta, simbologia della paura tesina
La mia tesina ha come titolo il numero novanta perché è collegato al tema della paura.
Si sa che il novanta nella tombola napoletana rappresenta la paura e siccome io sono una persona molto paurosa ho voluto formare la mia tesina intorno a questa tematica che fa parte del mio carattere.
Nella tombola napoletana il novanta è associato alla paura perché essa è grande ed è in grado di disturbare l’animo umano e si è pensato quindi di associarlo al numero più grande della tombola.
Vi illustrerò la mia tesina incominciando a parlare di una teoria di Giovanni Verga che attualmente è presente anche se non in maniera persistente: la paura del diverso. Collegata a questa teoria nella mia tesina di maturità parlerò del pregiudizio contro gli ebrei per quanto riguarda storia e la collegherò ad un libro francese che ho letto che tratta la tematica del razzismo. Ho usato il colore verde per i titoli di queste materie perché il verde è associato alla speranza, perché spero che prima o poi queste paure e questi pregiudizi contro chi è diverso finiscano.
Conclusa la tematica del ‘‘diverso’’, descriverò un’altra paura che invece è molto presente in questi anni: l’alimentazione. La considero una vera e propria paura perché io stessa per un breve periodo sono stata ossessionata da essa anche se non in modo grave e, per fortuna, sono riuscita a superarla. Per sviluppare questa tematica farò un’introduzione dei Fast Food per quanto riguarda la materia di ristorazione che collegherò all’obesità trattata in alimentazione per poi analizzare, in inglese, uno dei problemi alimentari più critici: l’anoressia. Per queste materie ho usato il grigio che è simbolo di distacco che denota un atteggiamento di auto protezione, comportamento che hanno le persone che soffrono di disturbi alimentari.
Infine, ma non perché è meno importante, tratterò in legislazione di una tematica che la popolazione italiana sta vivendo ora ma che colpisce soprattutto i giovani: il lavoro. Per questa materia invece ho usato il rosso che significa passione, ossia quel sentimento d’intensità che ognuno di noi mette per trovare o per svolgere un lavoro.
Collegamenti
Novanta, simbologia della paura
- Italiano: La paura del diverso di Giovanni Verga.
- Storia: La persecuzione degli ebrei; Shoah: un Epilogo di incommensurabile tragicità.
- Francese: ‘‘LeRacisme expliqué à ma fille’’.
- Ristorazione: I Fast Food.
- Alimentazione: L'obesità.
- Inglese: Anorexia Nervosa.
- Legislazione: Il lavoro.