Estratto del documento

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Percorso pluridisciplinare per l’esame di stato

La paura della morte

Psicopatologie, nevrosi, attacchi di panico

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E la poesia di la condizione dei

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Necrofobia

La necrofobia è la paura incondizionata e irrazionale di tutto ciò che riguarda il tema della morte: essa può essere scatenata da un evento traumatico, come la morte prematura di una persona cara, oppure da un incidente in cui si è coinvolti in prima persona.

È ben noto che la paura della morte è un tema comune alla maggior parte delle culture del mondo, infatti, il carattere spaventoso e terrorizzante di questo avvenimento è dovuto principalmente all’ineluttabilità e all’imprevedibilità della morte.

Essa, infatti, pone fine alla vita e, con essa, alla possibilità di essere felici, di raggiungere determinati obiettivi, di portare a termine progetti prestabiliti e di realizzare i desideri più profondi.

Tuttavia, l’idea della morte e il timore che ne consegue variano a seconda dell’età dell’individuo. Il bambino non teme la morte in quanto non è ancora in grado di cogliere la differenza tra ciò che è vivente e ciò che invece non lo è, questa, infatti, non risulta per niente un’operazione di astrazione mentale semplice, poiché intorno ai 2 o 3 anni i bambini prestano ancora le proprietà della vita ad oggetti inanimati come bambole peluches, macchinine e giocattoli in genere.

Solo in seguito appare nel bambino la curiosità sulle proprie origini, sul tempo in cui non era ancora nato e sul modo in cui è nato, e proprio in questo bisogno di sapere e di capire si ravvisa una primissima inquietudine, come possibilità di non esserci più.

Inoltre, il timore della separazione dalle persone amate, unito allo sviluppo nella mente del bambino di immagini cupe e oscure di mostri terribili, introduce più compiutamente l’immagine della morte, la quale tuttavia acquista il suo reale spessore solo nell’adolescenza e nell’età adulta.

Nell’adolescenza la rappresentazione della morte si presenta in modo compiuto. Lo sviluppo del pensiero ipotetico-deduttivo contribuisce a liberare il concetto della morte dalle immagini irrealistiche di cui lo aveva ammantato l’infanzia.

La morte non è per l’adolescente un essere, una personificazione maligna, oppure qualcosa di terribile che riguarda soprattutto gli altri. La morte viene concepita come un evento ineluttabile, che riguarda se stessi come tutti gli altri, una minaccia all’esistenza, che può essere determinata tanto da cause esterne quanto da cause interne all’individuo, imprevedibile nel suo manifestarsi ed irrevocabile; l’altra faccia dell’esistenza.

Nell’età adulta la consapevolezza dei propri limiti e le paure legate al tema della morte aumentano sempre di più, fino a giungere al punto di considerare la morte come un tabù di cui non si può parlare e a cui rivolgersi con eufemismi come “tirare le cuoia”, “passare a miglior vita” o “volare in cielo”.

Tuttavia, con l’avanzare dell’età cresce la rassegnazione nei confronti della morte e l’angoscia causata da tale avvenimento diminuisce nettamente.

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A dimostrazione di ciò sta il fatto che le patologie causate da disturbi d’ansia abbiano una maggiore incidenza nell’età giovanile con picchi massimi fra i venti e i trent’anni.

Attacchi di panico

L’attacco di panico, o sindrome da attacchi di panico, noto fra gli operatori del sistema, gli psichiatri e i pazienti come DAP (Disturbo da Attacchi di Panico) è una delle patologie psichiatriche emergenti della fine del millennio scorso e, sicuramente, una delle più importanti dell’attuale.

“Ora chiudete gli occhi e immaginate di essere per strada in una bella giornata di sole con l’unico desiderio di rilassarvi, di fare due passi godendovi il calore dei raggi sulla pelle.

Ed ora immaginate che in questa oasi di rara serenità e spensieratezza si insinui a dispetto vostro e del vostro buon senso una sensazione di vuoto proprio alla bocca dello stomaco cui faccia seguito come un’eco il trasalire del cuore che facendosi beffa della vostra pace comincia una corsa incessante disperata e frenetica.

Nel frattempo anche la vista si annebbia: tutto assume un colore terribile, indefinito e non contemplato in nessuna tavolozza di pittore: il colore dell’irrealtà.

Vi sembra di essere dei fantasmi e il mondo che di solito vi ospita all’improvviso vi rifiuta, diventa inafferrabile e ovattato nella sua lontananza.

E poi le mani iniziano a sudare e le gambe si fanno pesanti diventando in una manciata di secondi tanto fragili da non reggervi più.

Ed è allora che nella vostra mente si insinua un unico pensiero pieno di angoscia, di terrore: sto morendo!

E così inizia la prima corsa all’ospedale, alla quale seguono un’infinità di controlli medici, TAC, visite cardiologiche, neurologiche, accompagnati da un minuzioso e continuo studio del proprio corpo alla ricerca di sintomi nuovi e diversi, fino al giorno in cui si approda nello studio di uno psicologo o di uno psichiatra.

Ed è proprio in quel fatidico giorno che si scopre di non essere solo un pazzo ipocondriaco, ma di soffrire di un disturbo psicologico definito sindrome da attacchi di panico, che sta lacerando la vostra vita dall’interno, distruggendo ogni vostra certezza e impedendovi anche il più banale gesto quotidiano.”

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La caratteristica essenziale della sindrome da attacchi di panico è rappresentata da ricorrenti attacchi di intensa ansia che non sono limitati ad alcuna particolare situazione o gruppo di circostanze e che sono quindi imprevedibili.

I sintomi variano da individuo ad individuo, ma sono comuni l’improvvisa insorgenza delle palpitazioni, il dolore toracico, la sensazione di soffocamento, capogiri e sentimento d’irrealtà (depersonalizzazione e derealizzazione).

I singoli attacchi di panico durano, in genere, alcuni minuti, benché talvolta possano essere di maggiore durata. La loro frequenza e il loro decorso possono essere invece variabili.

Il senso di terrore che si prova durante un attacco di panico può essere così forte che i pazienti appaiono disorientati, hanno paura di soffocare, di impazzire, di morire.

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Sintesi
Introduzione Tesina sulla Necrofobia
Questa tesina di maturità descrive la necrofobia, ossia la paura della morte. Gli argomenti che la tesina permette di sviluppare sono i seguenti: in Storia la Prima Guerra mondiale e la vita di trincea, in Latino Lucrezio e la paura della Morte, in Italiano Ungaretti e Pascoli.
Collegamenti
Tesina sulla Necrofobia
Storia - La Prima Guerra mondiale e la vita di trincea. Latino - Lucrezio e la Paura della Morte. Italiano - Ungaretti e Pascoli.
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