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L’ebraismo

La presenza degli Ebrei è più antica di quella dei Cristiani, perciò essi costituiscono una radice della cultura italiana.

I primi Ebrei si stabilirono a Roma più di 2000 anni fa; mentre altri gruppi si stabilirono a Siracusa, Pozzuoli, Pompei, Taranto, Milano, Brescia.

Questa religione si distinse dalle altre di quel tempo per il suo rigido monoteismo e per la profonda fede morale rispetto ad alcune leggi chiamate Torah. Solo chi segue queste leggi è destinato al regno dei cieli.

Oltre al rispetto di queste leggi ci sono altre tradizioni e feste ebraiche che ancora oggi gli Ebrei rispettano:

  • Il loro giorno di riposo è il sabato (Shabbat). Durante questo giorno, gli Ebrei si dedicano al riposo e alla preghiera.
  • La Pasqua (Pesah) che ricorda la liberazione degli Ebrei dall’Egitto.
  • La Pentecoste (Shabuot) che commemora i 50 giorni che Mosè stette sul monte Sinai per ricevere i 10 comandamenti.

Questa religione, dopo tante persecuzioni, fu definita da Teodosio religione di stato. Fu protetta anche dai Papi e da Carlo Magno, ma col passar del tempo, gli Ebrei furono definiti gente pericolosa e nemica perché erano accusati di commerciare roba rubata e di prestare denaro con interessi.

Nel 1200, si stabilì che gli Ebrei dovevano vivere in luoghi separati e che dovevano portare un segno di riconoscimento.

Gli Ebrei, oltre ad essere accusati d’usura, nel 1300 furono accusati di diffondere la peste avvelenando i pozzi d’acqua.

Questa serie d’accuse portarono gli Ebrei a fuggire dalla Germania e a giungere in Italia, dove nel 1500, papa Paolo IV, stabilì che gli Ebrei dovevano vivere nei ghetti.

Finalmente, intorno al 1800, con il re Carlo Alberto, gli Ebrei ebbero gli stessi diritti dei Cristiani, ma nel 1900, con il partito fascista unito alla politica di Hitler, gli Ebrei furono dichiarati una razza inferiore; si decise così di allontanarli dalle scuole, dal pubblico impiego e dal servizio militare. Quando poi l’Italia si alleò con la Germania, iniziarono le vere e proprie persecuzioni e deportazioni nei campi di concentramento.

Il nazismo

Terminata la prima guerra mondiale, la Germania stava vivendo un periodo di crisi a causa della sconfitta subita. Il potere fu assunto da un governo provvisorio formato da socialdemocratici, cattolici e liberali. Nel frattempo, i comunisti avevano organizzato una sorta di governo rivoluzionario a Berlino, ma essi restarono completamente isolati. Nonostante ciò, essi promossero due tentativi rivoluzionari che furono subito repressi.

A questo punto fu eletta l’assemblea costituente, incaricata di preparare una nuova costituzione, che si riunì a Weimar e non a Berlino, per sottolineare la rottura con il passato.

La costituente proclamò la nascita della Repubblica federale tedesca ed approvò la Costituzione di Weimar.

I primi anni della Repubblica di Weimar furono particolarmente difficili, soprattutto per i danni che la Germania stava pagando dopo il trattato di Versailles. I tedeschi vivevano questa situazione come un’altra umiliazione e tale risentimento favorì la nascita di numerosi partiti di destra violentemente nazionalisti. Tra questi il più importante era il Partito nazionalsocialista o nazista di cui portavoce era Adolf Hitler.

L’ideologia hitleriana considerava la razza ariana la “razza pura” e secondo Hitler gli Ebrei erano i responsabili di una grande congiura, gli Slavi erano una razza inferiore mentre i comunisti erano accusati di voler dissolvere l’unità tedesca.

Al partito nazista Hitler affiancò le SA (squadre d’assalto) chiamate anche camicie brune: esse assicurarono ai nazisti il controllo di estrema destra.

Nel novembre del 1923 Hitler mise in atto un colpo di stato a Monaco di Baviera, ma il tentativo fallì e Hitler fu imprigionato e condannato a cinque anni di prigione.

Dopo l’arresto di Hitler, il parlamento nazista fu soppresso dal governo, ma si ricostituì all’uscita dal carcere di Hitler che, in quell’occasione, creò le SS (squadre di sicurezza) guidate da Himmler.

Intanto, con la caduta della borsa di New York, la situazione economica tedesca peggiorava. Di questa situazione, ne seppe approfittare il partito hitleriano che prometteva di risolvere la crisi in modo rapido e totale.

Per ristabilire l’ordine e la legalità nel paese, il 30 gennaio 1933 il presidente Hindenburg, incaricò Hitler di formare un nuovo governo.

Assunto il potere, Hitler procedette rapidamente all’instaurazione di un regime dittatoriale e totalitario.

Il 27 febbraio 1933 fu misteriosamente dato alle fiamme il palazzo del Reichstag (il parlamento tedesco) e la responsabilità fu attribuita dai nazisti ai comunisti, così Hindenburg indisse delle nuove elezioni e il 5 marzo 1933 si affermò nuovamente il partito nazista che poté contare sulla maggioranza assoluta in parlamento.

Messo fuori legge il partito comunista, Hitler chiese ed ottenne dal Reichstag i pieni poteri. Finì così il periodo della repubblica di Weimar ed ebbe inizio il Terzo Reich.

Nella notte del 30 giugno 1934, denominata come la notte dei lunghi coltelli, gli uomini di Himmler, capo anche della Gestapo (la polizia segreta composta da soli nazisti), ridussero al silenzio lo stato maggiore delle camicie brune.

Questo feroce massacro fu deciso da Hitler per rassicurare i grandi gruppi industriali e per tranquillizzare le gerarchie militari.

Alla morte di Hindenburg, Hitler n’assunse tutte le funzioni e, dopo un referendum popolare, ratificò la legge che riuniva nella sua persona le cariche di capo dello stato e di capo del governo. Nel 1938, si riservò anche il comando supremo delle forze armate e si attribuì il titolo di Führer.

Hitler, con il ruolo di capo assoluto, prese una serie di decisioni radicali:

  • Sciolse il parlamento nazionale e i parlamenti regionali;
  • Trasferì tutti i poteri locali a governatori da lui nominati;
  • Sospese la costituzione del 1919 e trasferì la capitale da Weimar a Berlino;
  • Inquadrò tutti i lavoratori in un’unica organizzazione sindacale, il Fronte tedesco del lavoro.

Hitler avviò una politica economica che portò all’eliminazione della disoccupazione, infatti, la costruzione d’opere pubbliche, come autostrade, dette lavoro a moltissimi operai.

La riorganizzazione della produzione agricola migliorò il reddito degli agricoltori.

L’industria fu favorita da un massiccio piano di riarmo che fece aumentare i salari degli operai.

Il nazismo si caratterizzò per la sistematica repressione degli oppositori politici che furono incarcerati e deportati nei campi di concentramento ovvero i lager gestiti dalle SS, che sottoposero i detenuti ad una brutale disciplina e a turno di lavoro forzato e massacranti.

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Sintesi

Introduzione Nazismo e sue conseguenze - Tesina

La tesina di terza media tratta del nazismo. La tesina permette di analizzare i seguenti argomenti: in Religione l'ebraismo, in Storia il Nazismo, in Educazione Civica la tortura, in Italiano Primo Levi con Se questo è un uomo, in Storia dell'Arte Walter Gropius e il Bauhaus, in Geografia il Canada, in Scienze l'energia idrica, in Educazione Tecnica l'energia e le sue forme e in Inglese l'enviroment.

Collegamenti

Nazismo e sue conseguenze - Tesina

Religione - L'Ebraismo. Storia - Il Nazismo. Educazione Civica - La Tortura. Italiano - Primo Levi - Se questo è un uomo. Storia dell'Arte - Walter Gropius e il Bauhaus. Geografia - Il Canada. Scienze - L'energia idrica. Educazione Tecnica - L'energia e le sue forme. Inglese - L'enviroment.
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