Istituto d’Istruzione Superiore “Leonardo Da Vinci - Nitti”
Istituto Professionale per i Servizi Sociali
Via Bosco De Nicola, 14 Strada - 87100 Cosenza
Tel. 0984483941 - Fax. 0984483970
Sito web: http://www.iis-ipsss-itas-cosenza.it
Codice Meccanografico: CSRF05101X
P.I. 01234567890
Tesina: la motivazione e la
Professione sociale
Esame di Stato per
Tecnico dei Servizi Sociali
Candidata: Giuseppina D’Auria
Anno Duemiladodici
Sommario
Sommario ............................................................................................................................................. 2
Mappa Concettuale e Tesina
Qual è l’oggetto del ragionamento? Quali sono i concetti da cui parte e che si intende sottolineare? Quali sono le
conseguenze delle riflessioni e i legami che intrattengono con altre tematiche? ............................................................. 2
.................................................................................................................................................................. 3
La Motivazione
1 Alcune classificazioni ....................................................................................................................................................... 3
1.1 La motivazione estrinseca
1.2 La motivazione intrinseca
1.3 L’orientamento motivazionale
2 Le teorie .......................................................................................................................................................................... 3
2.1 La teoria pulsionale biologica
2.2 La teoria freudiana delle pulsioni
2.3 La piramide dei Bisogni di Abraham Maslow
3 Le motivazioni cognitive e secondarie ............................................................................................................................ 6
................................................................... 7
Le Professioni: l’Operatore dei Servizi Sociali e il Tecnico dei Servizi Sociali
La Formazione, La Relazione d’aiuto, Le Qualità Professionali, Le Competenze dell’Operatore Sociale
Vocabolario per Concetti ................................................................................................................................................. 10
La figura del ............................................................................................................................... 14
Tecnico socio sanitario
Le occupazioni e le professioni impiegate nel settore dei servizi sociali ......................................................................... 15
Provvedimenti legislativi che hanno contribuito a regolare la materia riguardante le occupazioni e le professioni del
sociale .............................................................................................................................................................................. 17
Aspetti problematici e prospettive di sviluppo: Gli assi strategici delle politiche sociali ............................................... 25
Analisi di alcuni CCNL applicati alle professioni sociali (aggiornato al marzo 2009 su dati Formez) .............................. 26
per Materia di studio ............................................................................................................... 28
Elenco degli argomenti, .......................................................................................................................................... 29
Trattazione degli argomenti
Italiano
Storia
Cultura medico sanitaria
Diritto ed economia per i servizi sociali
Tecnica amministrativa
Metodologie operative
Psicologia
Inglese
Percorso/mappa concettuale e tesina
Qual è l’oggetto del ragionamento?
Quali sono i concetti da cui parte e che si intende sottolineare?
Quali sono le conseguenze delle riflessioni e i legami che intrattengono con altre tematiche?
Segue Elenco degli argomenti, in ordine per Materia di studio.
L’oggetto del ragionamento parte dalla motivazione in senso stretto e in senso ampio, abbraccia la riflessione sulla
figura professionale in uscita dal presente percorso di studi, soprattutto della normativa attualmente in vigore a
regolamentazione della professione.
I concetti da cui si parte sono relativi all’attuale situazione spazio temporale odierna, di grande complessità e di
profonda crisi intergenerazionale, per procedere a ritroso nel passato e fare riferimento agli Autori studiati nei singoli
programmi disciplinari.
Le conseguenze delle riflessioni e i legami che intrattengono con altre tematiche sono di seguito esplicitati. 2
Pagina
Carl Gustav
Novecento, Jung’s Theory
protagonisti about Life
a confronto Stages
Motivazione
D’Annunzio MOTIVAZIONE
Estrinseca e Disagio.
Pascoli e e
Intrinseca Servizi.
Pirandello PROFESSIONE
Cognitiva e Legislazione
Sociale
Secondaria Provvedimenti Welfare
Assi strategici legislativi in State e
delle materia di Terzo
politiche occupazione e settore.
sociali professioni Cooperative
sociali
trattati per Materia di studio
Elenco degli argomenti
Materia e argomento
Cultura medico sanitaria Aspetti problematici e prospettive di sviluppo: Gli assi strategici delle
politiche sociali ( pp. _______)
Aspetti diagnostici delle sindromi e dei disturbi associati alle
dipendenze patologiche da sostanze-droghe, alcool, fumo ( pp. _____ )
Legislazione sociale Le figure professionali del sociale (pp. ______)
(Diritto ed Economia) Provvedimenti legislativi che hanno contribuito a regolare la materia
riguardante le occupazioni e le professioni del sociale (pp. 17-24 )
Welfare state, cooperative sociali, aziende no-profit, volontariato,
ONLUS. ( pp. ______ )
Integrazione scolastica e sociale – Arte terapia e teatro terapia (pp.
______)
Disciplina tecnico Analisi di alcuni CCNL applicati alle professioni sociali (aggiornato al
amministrativa marzo 2009 su dati Formez) (pp. 26-28)
Inglese (e psicologia) Carl Gustav Jung’s Theory about Life Stages (pp. _____ )
Main types of Drugs (pp. ______)
Italiano - letteratura Novecento, protagonisti a confronto: D’Annunzio, Pascoli e Pirandello
(pp. ______ )
Psicologia La motivazione. Teorie a confronto. (pp. ______).
Il disagio. I servizi.
Storia La seconda guerra mondiale (pp. ______ ) 3
Pagina
La motivazione
Le professioni: l’Operatore dei Servizi Sociali e il Tecnico dei Servizi Sociali
La motivazione è un processo che rende conto del perché un individuo intraprenda o meno un’azione finalizzata al
raggiungimento di uno scopo.
La motivazione è, quindi, l’espressione dei motivi che inducono un individuo a una determinata azione. Da un punto di
vista psicologico può essere definita come l’insieme dei fattori dinamici aventi una data origine che spingono il
comportamento di un individuo verso una data meta; secondo questa concezione, ogni atto che viene compiuto senza
motivazioni rischia di fallire.
La motivazione svolge fondamentalmente due funzioni: attivare e orientare comportamenti specifici. Nel primo caso si
fa riferimento alla componente energetica di attivazione della motivazione. Nel secondo caso si fa riferimento alla
componente direzionale di orientamento.
Alcune classificazioni
È possibile fare una prima distinzione tra motivazioni biologiche, innate, che fanno riferimento a elementi fisiologici,
ed elementi motivazionali di tipo psicologico-cognitivo, il cui dispiegamento è avvenuto durante l’esperienza. Il
meccanismo motivazionale si esplica come continuo interagire di questi due elementi. Un’altra distinzione
fondamentale avviene attraverso il concetto di motivazione intrinseca, o motivo, non sempre o pienamente
consapevole alla coscienza del soggetto, e motivazione estrinseca, quella che il soggetto dichiara verbalmente.
Per motivazione si intende uno stato interno che attiva, dirige e mantiene nel tempo il comportamento di un
individuo. La motivazione è un concetto molto ampio che viene suddiviso in tre filoni principali: la motivazione
estrinseca, la motivazione intrinseca e l’orientamento motivazionale.
La motivazione estrinseca
La motivazione estrinseca avviene quando un alunno si impegna in un’attività per scopi che sono estrinseci all’attività
stessa, quali, ad esempio, ricevere lodi, riconoscimenti, buoni voti o per evitare situazioni spiacevoli, quali un castigo o
una brutta figura.
La motivazione intrinseca
La motivazione intrinseca, al contrario, avviene quando un alunno si impegna in un’attività perché la trova stimolante
e gratificante di per se stessa, e prova soddisfazione nel sentirsi sempre più competente. La motivazione intrinseca è
basata sulla curiosità, che viene attivata quando un individuo incontra caratteristiche ambientali strane, sorprendenti,
nuove; in tale situazione la persona sperimenta incertezza, conflitto concettuale e sente il bisogno di esplorare
l’ambiente alla ricerca di nuove informazioni e soluzioni. Importante per la motivazione intrinseca è, inoltre, la
padronanza, cioè il bisogno di sentirsi sempre più competenti (come sopra accennato).
Secondo la “multifaceted theory of intrinsic motivation” è possibile distinguere 16 desideri fondamentali che stanno
alla base della motivazione intrinseca. Partendo dalla considerazione che ognuno dei 16 desideri di base è
indipendente, e che la soddisfazione di ciascuno dei desideri produce un sentimento intrinseco di gioia si può
ipotizzare che ogni persona abbia una diversa attribuzione di priorità in base al contesto sociale, ai valori di
riferimento e alle esperienze personali passate.
L’orientamento motivazionale
L’orientamento motivazionale, infine, sta a sottolineare l’evolversi degli studi: dal termine “motivazione” si è giunti a
valutare “orientamento motivazionale” come più appropriato, in quanto, secondo l’approccio cognitivista, un alunno
costruisce attivamente il suo orientamento motivazionale. Ciò avviene grazie alla rappresentazione degli obiettivi che
l’alunno stesso vuole raggiungere o evitare; l’alunno percepisce i propri mezzi e limiti, attraverso la stima di sé, e
l’attribuzione causale, cioè attribuire i propri successi/insuccessi a cause interne/esterne, stabili/instabili,
controllabili/incontrollabili (dove per interne-stabili-controllabili si intendono abilità-impegno-uso di strategie
appropriate; per esterne-instabili-incontrollabili si intendono fortuna-malessere temporaneo-attività troppo difficile-
pregiudizi altrui).
Le teorie
Numerose teorie trattano l’argomento della motivazione mettendo l’accento su componenti diverse ed
approfondendo aspetti diversi del complesso costrutto di motivazione.
La teoria pulsionale biologica
4 Pagina
Alla base di questa teoria è il concetto di bisogno, da cui derivano necessità fisiologiche. Tali bisogni “scattano”
quando i segnali superano uno specifico livello di attenzione. Inoltre il bisogno è interpretato
int dall’organismo esclusivamente in chiave deprivazionale, ossia scatta quando non è soddisfatto.
La teoria pulsionale spiega allora le variazioni della motivazione secondo un modello circolare delle seguenti fasi: stato
di bisogno, soddisfazione, latenza,
atenza, stato di bisogno e così via. La motivazione è qui intesa come un meccanismo
omeostatico, ossia come un processo psichico di tipo automatico che influenza la condotta per spingere verso un
determinato oggetto. La teoria pulsionale biologica è adottata
adottata come piattaforma concettuale per tutte le motivazioni
di tipo primario e fisiologico.
La teoria freudiana delle pulsioni
Sigmund Freud introduce il concetto di pulsione definendola come un istinto con una origine, uno scopo, e un oggetto
attraverso cui avviene la sua scarica. Utilizzando come punto di partenza un modello omeostatico della motivazione, il
padre della psicoanalisi utilizza il concetto di pulsione per spiegare anche le dinamiche proprie dell’inconscio oltre che
gli stati fisiologici essenziali
iali dell’organismo, identificando due istinti o pulsioni di base, una legata alla sopravvivenza e
alla sfera sessuale, un’altra alla morte e alla distruttività.
Il passaggio nella sfera cognitivo-sociale
sociale della teoria motivazionale di Freud avviene nell’idea
nell’id che gli uomini, non
potendo disporre dell’oggetto appropriato, soddisfano le proprie pulsioni con una sostituzione di oggetto, più o meno
socialmente accettata. Attraverso questo meccanismo, detto di sublimazione, viene identificato lo stesso apparato
concettuale
oncettuale per spiegare il perché delle condotte sociali e relazioni, riconducendole agli istinti riconosciuti da Freud.
È riconducibile a questo approccio, un elevato grado di prescrittività delle pulsioni freudiane, dette appunto istinti,
anche se l’oggetto
tto attraverso cui avviene la scarica varia con il progredire dello sviluppo.
La piramide dei bisogni di Abraham Maslow
Una teoria che incentra il costrutto di motivazione come base dello sviluppo individuale è la piramide dei bisogni
fondamentali di Abraham
ham Maslow, che identifica sei fasi di crescita, successive e consecutive, tutte incentrate su
bisogni, dal più semplice (legato all’aspetto fisiologico) al più complesso (legato all’autorealizzazione):
- Bisogni fisiologici, la prima motivazione sviluppata, legati agli stati fisici necessari per vivere ed evitare il disagio
- Idratazione, alimentazione, minzione, defecazione, igiene.
- Bisogni di sicurezza, si manifestano solo dopo aver soddisfatto i bisogni fisiologici, e constano della ricerca di
- Contatto e protezione.
- Bisogni di appartenenza, desiderio di far parte di un’estesa unità sociale (famiglia, gruppo amicale), che nasce solo
- Dopo aver soddisfatto i bisogni di sicurezza.
- Bisogni di stima,
- Esigenza di avere dai partner dell’interazione un riscontro sul proprio apporto e sul proprio
- Contributo, si attiva solo dopo aver soddisfatto i bisogni interpersonali.
- Bisogni di indipendenza, esigenza di autonomia, realizzazione e completezza del
- Proprio contributo, si attiva solo dopo aver soddisfatto i bisogni di stima.
- Bisogni di autorealizzazione, bisogno di superare i propri limiti e collocarsi entro una prospettiva super-individuale,
- Essere partecipe col mondo.
Un bisogno insoddisfatto,
concentra le energie motivazionali entro condotte atte a soddisfare quel bisogno, non
accedendo ai bisogni superiori nella scala. 5
Tra le fasi ora descritte, nel modello originale del 1954, non compare il bisogno di indipendenza, come mostra Pagina
l’immagine.
Dal punto di vista operativo di applicazione del concetto di motivazione in un’ottica di valutazione, il modello di
Maslow permette di definire in maniera esaustiva le fasi di sviluppo proprie dei contenuti motivazionali, ma ne rende
poco attendibile la misura.
La teoria di Maslow e la Teoria x teoria y di Douglas McGregor vengono spesso utilizzate per dimostrare come, ad alti
livelli gerarchici, l’approvazione, il rispetto e il senso di appartenenza siano motivatori più forti del denaro.
In sintesi
Secondo Aktinson la motivazione è un insieme di fattori che sollecitano ed orientano un’azione. La motivazione è
caratterizzata da un certo grado di eccitazione che è necessaria per portare a termine un’azione. Viene distinta
dall’emozione in quanto il grado di eccitazione nella motivazione è altamente organizzato. Seguendo la teoria
behaviorista stimolo-risposta, l’emozione, a differenza della motivazione, si colloca più sul versante dello stimolo che
della risposta. L’emozione è una reazione dell’organismo in cui l’eccitazione fisiologia si affianca alla componente
subbiettiva (soggettiva), sentimentale.
Partendo dalla teoria psicanalista possiamo fare un excursus storico del concetto di motivazione.
Secondo la teoria psicanalista ogni azione è predeterminata da energie inconsce, irrazionali, insite nella natura umana,
le quali spingono a soddisfare dei bisogni.
La pulsione è un processo dinamico che consiste in una spinta che fa tendere l’individuo verso un meta ed ha la fonte
in un’eccitazione somatica. Freud introduce il “Principio del piacere” come tendenza a seguire il piacere ed evitare il
dolore, passando poi ad una teoria motivazionale più ampia dove oltre al principio del piacere troviamo la “Pulsione
della morte” (thanatos) responsabile dell’aggressività e della distruttività dell’uomo e in contrapposizione con la “Forza
vitale” (eros) alla base dell’autoconservazione e continuità della specie.
Strettamente legato al concetto di pulsione è quello del bisogno. Mentre la pulsione rappresenta una spinta interna
all’organismo dettata da esigenze biologiche, il bisogno dà un contenuto concreto a quella spinta. È possibile avere un
bisogno senza avvertire una pulsione o il contrario. Per esempio le persone obese hanno fame anche quando non c’è
bisogno fisiologico di cibo.
Quindi utilizzando un approccio psicodinamico, Carli, definisce la motivazione come un investimento energetico
psichico derivante da una rappresentazione mentale di un bisogno.
Le dinamiche di questo investimento, secondo Maclelland, sono caratterizzate da 3 assunti di base:
- Ogni comportamento è diretto verso un fine;
- Le motivazione sono spesso inconsce;
- Le prime esperienze infantili influiscono nella dinamica motivazionale.
I bisogni invece sono descritti da Maslow gerarchicamente in un piramide di motivazioni e bisogni. I bisogni sono alla
base dei vari comportamenti e non presentano tutti lo stesso grado di capacità di attivare un’azione. In base a questa
piramide si afferma che, solo una volta soddisfatti i bisogni che si riferiscono al gradino inferiore, si ha l’attivazione dei
motivi relativi al gradino superiore.
La scala di Maslow è composta da:
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Cultura medico sanitaria:
Aspetti problematici e prospettive di sviluppo: Gli assi strategici delle politiche sociali. Aspetti diagnostici delle sindromi e dei disturbi associati alle dipendenze patologiche da sostanze-droghe, alcool, fumo.
Legislazione sociale:
Le figure professionali del sociale.
Diritto ed Economia:
Provvedimenti legislativi che hanno contribuito a regolare la materia riguardante le occupazioni e le professioni del sociale; Welfare state, cooperative sociali, aziende no-profit, volontariato, ONLUS. Integrazione scolastica e sociale; Arte terapia e teatro terapia.
Disciplina tecnico amministrativa:
Analisi di alcuni CCNL applicati alle professioni sociali (aggiornato al marzo 2009 su dati Formez).
Inglese e psicologia:
Carl Gustav Jung’s Theory about Life Stages. Main types of Drugs.
Italiano:
Novecento, protagonisti a confronto: D’Annunzio, Pascoli e Pirandello.
Psicologia:
La motivazione. Teorie a confronto. Il disagio. I servizi.
Storia:
La seconda guerra mondiale.