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Istituto d’Istruzione Superiore “Leonardo Da Vinci - Nitti”

Istituto Professionale per i Servizi Sociali

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Tesina: la motivazione e la

Professione sociale

Esame di Stato per

Tecnico dei Servizi Sociali

Candidata: Giuseppina D’Auria

Anno Duemiladodici

Sommario

Sommario ............................................................................................................................................. 2

Mappa Concettuale e Tesina

Qual è l’oggetto del ragionamento? Quali sono i concetti da cui parte e che si intende sottolineare? Quali sono le

conseguenze delle riflessioni e i legami che intrattengono con altre tematiche? ............................................................. 2

.................................................................................................................................................................. 3

La Motivazione

1 Alcune classificazioni ....................................................................................................................................................... 3

1.1 La motivazione estrinseca

1.2 La motivazione intrinseca

1.3 L’orientamento motivazionale

2 Le teorie .......................................................................................................................................................................... 3

2.1 La teoria pulsionale biologica

2.2 La teoria freudiana delle pulsioni

2.3 La piramide dei Bisogni di Abraham Maslow

3 Le motivazioni cognitive e secondarie ............................................................................................................................ 6

................................................................... 7

Le Professioni: l’Operatore dei Servizi Sociali e il Tecnico dei Servizi Sociali

La Formazione, La Relazione d’aiuto, Le Qualità Professionali, Le Competenze dell’Operatore Sociale

Vocabolario per Concetti ................................................................................................................................................. 10

La figura del ............................................................................................................................... 14

Tecnico socio sanitario

Le occupazioni e le professioni impiegate nel settore dei servizi sociali ......................................................................... 15

Provvedimenti legislativi che hanno contribuito a regolare la materia riguardante le occupazioni e le professioni del

sociale .............................................................................................................................................................................. 17

Aspetti problematici e prospettive di sviluppo: Gli assi strategici delle politiche sociali ............................................... 25

Analisi di alcuni CCNL applicati alle professioni sociali (aggiornato al marzo 2009 su dati Formez) .............................. 26

per Materia di studio ............................................................................................................... 28

Elenco degli argomenti, .......................................................................................................................................... 29

Trattazione degli argomenti

Italiano

Storia

Cultura medico sanitaria

Diritto ed economia per i servizi sociali

Tecnica amministrativa

Metodologie operative

Psicologia

Inglese

Percorso/mappa concettuale e tesina

Qual è l’oggetto del ragionamento?

Quali sono i concetti da cui parte e che si intende sottolineare?

Quali sono le conseguenze delle riflessioni e i legami che intrattengono con altre tematiche?

Segue Elenco degli argomenti, in ordine per Materia di studio.

L’oggetto del ragionamento parte dalla motivazione in senso stretto e in senso ampio, abbraccia la riflessione sulla

figura professionale in uscita dal presente percorso di studi, soprattutto della normativa attualmente in vigore a

regolamentazione della professione.

I concetti da cui si parte sono relativi all’attuale situazione spazio temporale odierna, di grande complessità e di

profonda crisi intergenerazionale, per procedere a ritroso nel passato e fare riferimento agli Autori studiati nei singoli

programmi disciplinari.

Le conseguenze delle riflessioni e i legami che intrattengono con altre tematiche sono di seguito esplicitati. 2

Pagina

Carl Gustav

Novecento, Jung’s Theory

protagonisti about Life

a confronto Stages

Motivazione

D’Annunzio MOTIVAZIONE

Estrinseca e Disagio.

Pascoli e e

Intrinseca Servizi.

Pirandello PROFESSIONE

Cognitiva e Legislazione

Sociale

Secondaria Provvedimenti Welfare

Assi strategici legislativi in State e

delle materia di Terzo

politiche occupazione e settore.

sociali professioni Cooperative

sociali

trattati per Materia di studio

Elenco degli argomenti

Materia e argomento

Cultura medico sanitaria Aspetti problematici e prospettive di sviluppo: Gli assi strategici delle

politiche sociali ( pp. _______)

Aspetti diagnostici delle sindromi e dei disturbi associati alle

dipendenze patologiche da sostanze-droghe, alcool, fumo ( pp. _____ )

Legislazione sociale Le figure professionali del sociale (pp. ______)

(Diritto ed Economia) Provvedimenti legislativi che hanno contribuito a regolare la materia

riguardante le occupazioni e le professioni del sociale (pp. 17-24 )

Welfare state, cooperative sociali, aziende no-profit, volontariato,

ONLUS. ( pp. ______ )

Integrazione scolastica e sociale – Arte terapia e teatro terapia (pp.

______)

Disciplina tecnico Analisi di alcuni CCNL applicati alle professioni sociali (aggiornato al

amministrativa marzo 2009 su dati Formez) (pp. 26-28)

Inglese (e psicologia) Carl Gustav Jung’s Theory about Life Stages (pp. _____ )

Main types of Drugs (pp. ______)

Italiano - letteratura Novecento, protagonisti a confronto: D’Annunzio, Pascoli e Pirandello

(pp. ______ )

Psicologia La motivazione. Teorie a confronto. (pp. ______).

Il disagio. I servizi.

Storia La seconda guerra mondiale (pp. ______ ) 3

Pagina

La motivazione

Le professioni: l’Operatore dei Servizi Sociali e il Tecnico dei Servizi Sociali

La motivazione è un processo che rende conto del perché un individuo intraprenda o meno un’azione finalizzata al

raggiungimento di uno scopo.

La motivazione è, quindi, l’espressione dei motivi che inducono un individuo a una determinata azione. Da un punto di

vista psicologico può essere definita come l’insieme dei fattori dinamici aventi una data origine che spingono il

comportamento di un individuo verso una data meta; secondo questa concezione, ogni atto che viene compiuto senza

motivazioni rischia di fallire.

La motivazione svolge fondamentalmente due funzioni: attivare e orientare comportamenti specifici. Nel primo caso si

fa riferimento alla componente energetica di attivazione della motivazione. Nel secondo caso si fa riferimento alla

componente direzionale di orientamento.

Alcune classificazioni

È possibile fare una prima distinzione tra motivazioni biologiche, innate, che fanno riferimento a elementi fisiologici,

ed elementi motivazionali di tipo psicologico-cognitivo, il cui dispiegamento è avvenuto durante l’esperienza. Il

meccanismo motivazionale si esplica come continuo interagire di questi due elementi. Un’altra distinzione

fondamentale avviene attraverso il concetto di motivazione intrinseca, o motivo, non sempre o pienamente

consapevole alla coscienza del soggetto, e motivazione estrinseca, quella che il soggetto dichiara verbalmente.

Per motivazione si intende uno stato interno che attiva, dirige e mantiene nel tempo il comportamento di un

individuo. La motivazione è un concetto molto ampio che viene suddiviso in tre filoni principali: la motivazione

estrinseca, la motivazione intrinseca e l’orientamento motivazionale.

La motivazione estrinseca

La motivazione estrinseca avviene quando un alunno si impegna in un’attività per scopi che sono estrinseci all’attività

stessa, quali, ad esempio, ricevere lodi, riconoscimenti, buoni voti o per evitare situazioni spiacevoli, quali un castigo o

una brutta figura.

La motivazione intrinseca

La motivazione intrinseca, al contrario, avviene quando un alunno si impegna in un’attività perché la trova stimolante

e gratificante di per se stessa, e prova soddisfazione nel sentirsi sempre più competente. La motivazione intrinseca è

basata sulla curiosità, che viene attivata quando un individuo incontra caratteristiche ambientali strane, sorprendenti,

nuove; in tale situazione la persona sperimenta incertezza, conflitto concettuale e sente il bisogno di esplorare

l’ambiente alla ricerca di nuove informazioni e soluzioni. Importante per la motivazione intrinseca è, inoltre, la

padronanza, cioè il bisogno di sentirsi sempre più competenti (come sopra accennato).

Secondo la “multifaceted theory of intrinsic motivation” è possibile distinguere 16 desideri fondamentali che stanno

alla base della motivazione intrinseca. Partendo dalla considerazione che ognuno dei 16 desideri di base è

indipendente, e che la soddisfazione di ciascuno dei desideri produce un sentimento intrinseco di gioia si può

ipotizzare che ogni persona abbia una diversa attribuzione di priorità in base al contesto sociale, ai valori di

riferimento e alle esperienze personali passate.

L’orientamento motivazionale

L’orientamento motivazionale, infine, sta a sottolineare l’evolversi degli studi: dal termine “motivazione” si è giunti a

valutare “orientamento motivazionale” come più appropriato, in quanto, secondo l’approccio cognitivista, un alunno

costruisce attivamente il suo orientamento motivazionale. Ciò avviene grazie alla rappresentazione degli obiettivi che

l’alunno stesso vuole raggiungere o evitare; l’alunno percepisce i propri mezzi e limiti, attraverso la stima di sé, e

l’attribuzione causale, cioè attribuire i propri successi/insuccessi a cause interne/esterne, stabili/instabili,

controllabili/incontrollabili (dove per interne-stabili-controllabili si intendono abilità-impegno-uso di strategie

appropriate; per esterne-instabili-incontrollabili si intendono fortuna-malessere temporaneo-attività troppo difficile-

pregiudizi altrui).

Le teorie

Numerose teorie trattano l’argomento della motivazione mettendo l’accento su componenti diverse ed

approfondendo aspetti diversi del complesso costrutto di motivazione.

La teoria pulsionale biologica

4 Pagina

Alla base di questa teoria è il concetto di bisogno, da cui derivano necessità fisiologiche. Tali bisogni “scattano”

quando i segnali superano uno specifico livello di attenzione. Inoltre il bisogno è interpretato

int dall’organismo esclusivamente in chiave deprivazionale, ossia scatta quando non è soddisfatto.

La teoria pulsionale spiega allora le variazioni della motivazione secondo un modello circolare delle seguenti fasi: stato

di bisogno, soddisfazione, latenza,

atenza, stato di bisogno e così via. La motivazione è qui intesa come un meccanismo

omeostatico, ossia come un processo psichico di tipo automatico che influenza la condotta per spingere verso un

determinato oggetto. La teoria pulsionale biologica è adottata

adottata come piattaforma concettuale per tutte le motivazioni

di tipo primario e fisiologico.

La teoria freudiana delle pulsioni

Sigmund Freud introduce il concetto di pulsione definendola come un istinto con una origine, uno scopo, e un oggetto

attraverso cui avviene la sua scarica. Utilizzando come punto di partenza un modello omeostatico della motivazione, il

padre della psicoanalisi utilizza il concetto di pulsione per spiegare anche le dinamiche proprie dell’inconscio oltre che

gli stati fisiologici essenziali

iali dell’organismo, identificando due istinti o pulsioni di base, una legata alla sopravvivenza e

alla sfera sessuale, un’altra alla morte e alla distruttività.

Il passaggio nella sfera cognitivo-sociale

sociale della teoria motivazionale di Freud avviene nell’idea

nell’id che gli uomini, non

potendo disporre dell’oggetto appropriato, soddisfano le proprie pulsioni con una sostituzione di oggetto, più o meno

socialmente accettata. Attraverso questo meccanismo, detto di sublimazione, viene identificato lo stesso apparato

concettuale

oncettuale per spiegare il perché delle condotte sociali e relazioni, riconducendole agli istinti riconosciuti da Freud.

È riconducibile a questo approccio, un elevato grado di prescrittività delle pulsioni freudiane, dette appunto istinti,

anche se l’oggetto

tto attraverso cui avviene la scarica varia con il progredire dello sviluppo.

La piramide dei bisogni di Abraham Maslow

Una teoria che incentra il costrutto di motivazione come base dello sviluppo individuale è la piramide dei bisogni

fondamentali di Abraham

ham Maslow, che identifica sei fasi di crescita, successive e consecutive, tutte incentrate su

bisogni, dal più semplice (legato all’aspetto fisiologico) al più complesso (legato all’autorealizzazione):

  • Bisogni fisiologici, la prima motivazione sviluppata, legati agli stati fisici necessari per vivere ed evitare il disagio
  • Idratazione, alimentazione, minzione, defecazione, igiene.
  • Bisogni di sicurezza, si manifestano solo dopo aver soddisfatto i bisogni fisiologici, e constano della ricerca di
  • Contatto e protezione.
  • Bisogni di appartenenza, desiderio di far parte di un’estesa unità sociale (famiglia, gruppo amicale), che nasce solo
  • Dopo aver soddisfatto i bisogni di sicurezza.
  • Bisogni di stima,
  • Esigenza di avere dai partner dell’interazione un riscontro sul proprio apporto e sul proprio
  • Contributo, si attiva solo dopo aver soddisfatto i bisogni interpersonali.
  • Bisogni di indipendenza, esigenza di autonomia, realizzazione e completezza del
  • Proprio contributo, si attiva solo dopo aver soddisfatto i bisogni di stima.
  • Bisogni di autorealizzazione, bisogno di superare i propri limiti e collocarsi entro una prospettiva super-individuale,
  • Essere partecipe col mondo.

Un bisogno insoddisfatto,

concentra le energie motivazionali entro condotte atte a soddisfare quel bisogno, non

accedendo ai bisogni superiori nella scala. 5

Tra le fasi ora descritte, nel modello originale del 1954, non compare il bisogno di indipendenza, come mostra Pagina

l’immagine.

Dal punto di vista operativo di applicazione del concetto di motivazione in un’ottica di valutazione, il modello di

Maslow permette di definire in maniera esaustiva le fasi di sviluppo proprie dei contenuti motivazionali, ma ne rende

poco attendibile la misura.

La teoria di Maslow e la Teoria x teoria y di Douglas McGregor vengono spesso utilizzate per dimostrare come, ad alti

livelli gerarchici, l’approvazione, il rispetto e il senso di appartenenza siano motivatori più forti del denaro.

In sintesi

Secondo Aktinson la motivazione è un insieme di fattori che sollecitano ed orientano un’azione. La motivazione è

caratterizzata da un certo grado di eccitazione che è necessaria per portare a termine un’azione. Viene distinta

dall’emozione in quanto il grado di eccitazione nella motivazione è altamente organizzato. Seguendo la teoria

behaviorista stimolo-risposta, l’emozione, a differenza della motivazione, si colloca più sul versante dello stimolo che

della risposta. L’emozione è una reazione dell’organismo in cui l’eccitazione fisiologia si affianca alla componente

subbiettiva (soggettiva), sentimentale.

Partendo dalla teoria psicanalista possiamo fare un excursus storico del concetto di motivazione.

Secondo la teoria psicanalista ogni azione è predeterminata da energie inconsce, irrazionali, insite nella natura umana,

le quali spingono a soddisfare dei bisogni.

La pulsione è un processo dinamico che consiste in una spinta che fa tendere l’individuo verso un meta ed ha la fonte

in un’eccitazione somatica. Freud introduce il “Principio del piacere” come tendenza a seguire il piacere ed evitare il

dolore, passando poi ad una teoria motivazionale più ampia dove oltre al principio del piacere troviamo la “Pulsione

della morte” (thanatos) responsabile dell’aggressività e della distruttività dell’uomo e in contrapposizione con la “Forza

vitale” (eros) alla base dell’autoconservazione e continuità della specie.

Strettamente legato al concetto di pulsione è quello del bisogno. Mentre la pulsione rappresenta una spinta interna

all’organismo dettata da esigenze biologiche, il bisogno dà un contenuto concreto a quella spinta. È possibile avere un

bisogno senza avvertire una pulsione o il contrario. Per esempio le persone obese hanno fame anche quando non c’è

bisogno fisiologico di cibo.

Quindi utilizzando un approccio psicodinamico, Carli, definisce la motivazione come un investimento energetico

psichico derivante da una rappresentazione mentale di un bisogno.

Le dinamiche di questo investimento, secondo Maclelland, sono caratterizzate da 3 assunti di base:

  • Ogni comportamento è diretto verso un fine;
  • Le motivazione sono spesso inconsce;
  • Le prime esperienze infantili influiscono nella dinamica motivazionale.

I bisogni invece sono descritti da Maslow gerarchicamente in un piramide di motivazioni e bisogni. I bisogni sono alla

base dei vari comportamenti e non presentano tutti lo stesso grado di capacità di attivare un’azione. In base a questa

piramide si afferma che, solo una volta soddisfatti i bisogni che si riferiscono al gradino inferiore, si ha l’attivazione dei

motivi relativi al gradino superiore.

La scala di Maslow è composta da:

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Sintesi

Cultura medico sanitaria:

Aspetti problematici e prospettive di sviluppo: Gli assi strategici delle politiche sociali. Aspetti diagnostici delle sindromi e dei disturbi associati alle dipendenze patologiche da sostanze-droghe, alcool, fumo.

Legislazione sociale:

Le figure professionali del sociale.

Diritto ed Economia:

Provvedimenti legislativi che hanno contribuito a regolare la materia riguardante le occupazioni e le professioni del sociale; Welfare state, cooperative sociali, aziende no-profit, volontariato, ONLUS. Integrazione scolastica e sociale; Arte terapia e teatro terapia.

Disciplina tecnico amministrativa:

Analisi di alcuni CCNL applicati alle professioni sociali (aggiornato al marzo 2009 su dati Formez).

Inglese e psicologia:

Carl Gustav Jung’s Theory about Life Stages. Main types of Drugs.

Italiano:

Novecento, protagonisti a confronto: D’Annunzio, Pascoli e Pirandello.

Psicologia:

La motivazione. Teorie a confronto. Il disagio. I servizi.

Storia:

La seconda guerra mondiale.

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