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La moda

Livia Proto // Terza media

Osie’un’opera d’arte

o la si indossa.

Oscar Wilde 2

I contenuti

Storia // La storia della moda del XX secolo.

Storia dell’arte // Arte che si ispira alla moda che si ispira all’arte.

Italiano // La moda nella letteratura italiana.

Scienze // L’anoressia.

Geografia // La presentazione di abiti tipici di quattro continenti prima della globalizzazione.

Disegno tecnico // Energia solare e i vestiti.

Inglese // La moda punk.

Sport // La moda dello sport.

Musica // I musicisti che usano la moda per esprimere la loro arte. 3

Perché ho scelto moda?

Mi interessa molto questo argomento perché è collegato ai cambiamenti sempre più veloci della società. E dunque una chiave di lettura per capire meglio l’essere umano.

In questa tesina ho voluto approfondire le notizie sul mondo della moda in tutti i suoi aspetti e contaminazioni.

La moda è molto utile a ricostruire un’epoca e anzi spesso ne è lo specchio socio-culturale. 4

Introduzione

Moda: modus, maniera, norma, regola.

Il termine deriva dal latino che significa. Questa tesina si propone di descrivere i cambiamenti nel mondo della moda attraverso i secoli, con particolare riferimento agli eventi dell’ultimo secolo.

L’uso di abbigliarsi è sempre stato presente nella storia dell’uomo sin dalla preistoria, e si basa su tre fattori principali.

Il primo rimanda al bisogno di proteggersi, il secondo si lega al senso del pudore, tipico degli uomini, come la celeberrima foglia di fico.

Ultimo ma non importante è la funzione di ornamento che fino a tempi recenti ha rappresentato anche le divisioni sociali, distinguendosi in maniera netta tra le classi abbienti e i ceti sociali poveri.

Per lunghi secoli infatti le trasformazioni dell’abito sono avvenute secondo regole molto rigide con lo scopo di sottolineare l’importanza gerarchica di un gruppo rispetto alla gente comune.

Solo a partire dalla rivoluzione francese queste regole rigide si aprono all’inventiva e al gusto determinando il passaggio dal mondo antico al concetto di epoca moderna. 5

Storia

La storia della moda è strettamente influenzata dagli eventi socio-culturali e ne rispecchia fedelmente i mutamenti.

A partire dal XX secolo, grazie alle nuove tecnologie e soprattutto sospinti dai nuovi mezzi di comunicazione, i cambiamenti nel mondo della moda si susseguono a una velocità mai registrata prima.

L’abito, da bene artigianale di lusso citato anche nei lasciti testamentari, nonché mezzo per ribadire la supremazia di una classe sociale, si trasforma in oggetto prodotto industrialmente e a diffusione di massa. 6

Inizio XX secolo

Tra l’inizio del secolo e la fine della prima guerra mondiale si assiste agli esperimenti delle avanguardie artistiche, prima fra tutte quella del futurismo italiano.

Storia

Futurismo

Il futurismo nasce in Italia nel 1909, quando Filippo Tommaso Marinetti pubblica il Manifesto Futurista su vari quotidiani nazionali e poi su Le Figaro.

A questo primo e fortunatissimo manifesto ne seguiranno altri come quello dei Pittori futuristi.

Nel 1912 gli aderenti sono 120.000.

Sono invece Giacomo Balla e Fortunato Depero a introdurre il concetto di Moda Futurista.

Il futurismo è poesia, pittura, musica, gastronomia; è vita, quindi anche moda.

Una speculazione tutta teorica, almeno all’inizio quando Balla presenta Il manifesto del vestito antineutrale nel settembre 1914.

Una piccola parte dei modelli ideati vengono realizzati dai futuristi che li indossano, ed è una foto scattata il 14 gennaio 1924 a Torino che li ritrae all’uscita dal teatro dopo uno spettacolo della Compagnia del Nuovo Teatro Futurista.

Filippo Tommaso Marinetti e Francesco Cangiullo stanno dritti e seri nei loro elegantissimi completi neri, bombetta in testa e panciotto: una moda da circolo, un modo per veicolare le proprie idee, sempre e comunque.

Il vestito è il medium perfetto tra arte, vita e propaganda futurista. 7

Storia

"Se dipingere è un astratto decorativismo cromatico i vestiti sono una semplice estensione di questo".

Sono da abolire quei tratti noiosi e borghesi ormai troppo ottocenteschi.

  • Via i colori sbiaditi, la simmetria nei tagli, i bottoni inutili, i risvolti, i polsini, l’uniformità.

La geometria è introdotta nell’abbigliamento per scongiurare il rigore borghese, i vestiti devono trasmettere vitalità, i colori devono essere brillanti, le linee dinamiche, il movimento del corpo deve essere favorito, non ostruito.

  • Il vestito futurista deve essere energico, vitale, dinamico: via a geometrie siano esse triangoli, coni, ellissi, spirali, i colori devono essere fluorescenti, vividi, togliere il grigiore.

Abiti semplici e comodi, facili da mettere e da togliere, per le nuove vite futuriste ad alta velocità. 8

Storia

Anni ’20

È appena finita la prima guerra mondiale e anche la moda comincia a riprendersi.

A partire dagli anni ’20 si fa prepotentemente largo in Europa la moda americana, supportata dalla nascita dello star system hollywoodiano, anche se il predominio nel settore della Francia rimaneva inalterato.

È il periodo del cosiddetto stile Charleston, che prendeva il nome da un ballo molto in voga negli Stati Uniti e che rappresentava dopo gli orrori della grande guerra, la voglia di vivere la vita gioiosamente.

Risale a questo periodo un cambio decisivo nella società: la donna, ormai emancipata, assume un ruolo attivo nel mondo del lavoro e nel campo degli studi.

Di questo periodo le invenzioni visionarie di Coco Chanel, che propone un nuovo modello di abito da donna semplice ma elegante, vagamente mascolino, tra cui spicca il tutt’ora attuale tailleur. 9

Anni ’30

Il 30 gennaio 1933 Hitler viene eletto Cancelliere tedesco.

Inizia il regime nazista in Germania che porta alla seconda guerra mondiale.

Vengono costruiti i primi campi di sterminio e l’antisemitismo diventa sempre più marcato.

Da quel momento in poi molti artisti fuggono dalla Germania.

Negli anni trenta il look femminile, sempre più veicolato dalle star del cinema, si addolcisce, mentre diventa sempre più diffuso l’uso del pantalone.

Fino alla fine degli anni ’40, anche a causa della seconda guerra mondiale non ci sono grandi cambiamenti. 10

Storia

Anni ’40 e il dopoguerra

Benito Mussolini e Adolf Hitler sono le principali figure naziste e fasciste di questo periodo.

La Germania applica i principi della guerra lampo e nel giro di pochi mesi invade la Danimarca, la Norvegia, il Belgio, il Lussemburgo e la Francia.

A causa della guerra non ci sono tanti cambiamenti in questo periodo, finita la guerra.

Rivoluzionario fu Christian Dior che nel 1947 lanciò il celeberrimo “New Look” che simboleggiava il simbolo di un futuro positivo, che diventa l’esempio da seguire in tutto il mondo e che proponeva per la prima volta l’abbinamento dei vestiti agli accessori. 11

Storia

Anni ’50

Negli anni ’50, si afferma definitivamente il pret-à-porter, mutuato dall’espressione americana “ready to wear” che significa abito pronto da indossare, e che indica la produzione industriale di qualità alternativa alla “haute couture” (alta moda).

In questi anni oltre al cinema, la moda comincia ad essere influenzata anche dalla musica.

È il periodo del rock’n roll che, insieme al successo del film «Il Selvaggio» interpretato da Marlon Brando, traina la diffusione dei blue jeans e della t-shirt.

Per la prima volta la moda si impone come fenomeno di massa e si apre ai teenagers.

Nello stesso periodo si sviluppa anche la moda per il tempo libero e sulle spiagge fa la sua comparsa il bikini.

In Europa sono gli anni della ricostruzione e del miracolo economico.

Anche se Parigi continua a dettar legge, nasce a Firenze l’industria della moda italiana e nel 1952 a Palazzo Pitti si tiene la prima di molte sfilate e manifestazioni.

Ancora protagonista troviamo Coco Chanel mentre la guida della maison Dior alla morte del suo fondatore viene presa da Yves Laurent, la cui prima collezione, chiamata linea trapezio ha un successo travolgente. 12

Anni ’60

I “mitici anni sessanta” sono stati certamente il decennio caratterizzato dal più importante rinnovamento generazionale del secolo scorso.

Gli eventi di quegli anni avrebbero inevitabilmente influenzato e modificato i valori e lo stile di vita delle nuove generazioni.

Nel campo della moda la più importante novità rispetto al decennio precedente è che il centro si sposta da Parigi a Londra.

È infatti l’Inghilterra il paese in cui nascono le prime ribellioni giovanili.

I giovani indossano giubbotti di cuoio borchiato, stivali, jeans sdruciti e macchiati, fazzoletto al collo da alzare sul viso e capelli tenuti alti con la brillantina.

Per le donne compare una grandissima novità: nel 1964 Mary Quant inventa la minigonna.

Da adesso in poi le donne usano un abbigliamento estremamente giovanile, con miniabiti, tailleur, collant dalle fantasie vivaci e dai colori sgargianti e fantasie optical. 13

Storia

Inoltre, dato il periodo, l’attenzione è rivolta verso le stelle, l’universo e i viaggi spaziali, e Pierre Cardin lancia una collezione ispirata agli astronauti.

In quest’epoca chiamata anche «swinging sixties» si respira aria di progresso, di novità e di avanguardia in tutti i campi.

I creatori di abiti, decisi a celebrare la modernità, si concentrano sullo sviluppo di nuovi materiali e colori.

Vengono utilizzate nuove materie prime, come il vinile, il PVC, i tessuti acrilici e il poliestere: tipici di questo decennio sono il tubino di Paco Rabanne realizzato con dischetti di plastica e l’abito Mondrian di Yves Saint Laurent, ispirato alla pop art.

Dal 1968 però cominciano a sorgere dei dubbi su quanto questo avanzare della tecnologia possa ripercuotersi negativamente sulla natura e sull’uomo e quindi i giovani decidono di voler tornare in armonia con la natura e di non voler più stravolgere l’ambiente.

Comincia a diffondersi il pensiero della filosofia Hippie, che ha un atteggiamento di rifiuto verso il consumismo, verso la civiltà occidentale, e che influenzerà gli ultimi anni sessanta e gli anni settanta. 14

Storia

Anni ’70

I primi movimenti Hippie generarono la “Beat Generation”, caratterizzata dal loro totale rifiuto di ogni forma di guerra, sintetizzato dallo slogan «mettete i fiori nei vostri cannoni».

Questa cultura influenza ogni campo e, ovviamente, anche la moda, che non viene più dalle sartorie ma dalle strade.

Il look degli “Hippie” è al di là della moda ufficiale e diventa un vero e proprio simbolo della libertà: i capelli si allungano e gli abiti si arricchiscono di colori sgargianti in contrasto fra loro, con disegni geometrici o motivi floreali.

Altra moda che contraddistingue gli anni settanta è quella dei camicioni larghi e dei pantaloni scampanati, detti anche «pantaloni a zampa».

Un elemento che invece contraddistingue l’abbigliamento femminile è ora la gonna lunga, e questa ha origine dal movimento femminista.

Infatti se inizialmente le donne ricercano e trovano nella minigonna quei simboli di emancipazione e piena autonomia sociale, adesso proprio la mini rappresenta la donna oggetto e questa visione non si adatta al movimento femminista, che nei primi anni settanta ne sancisce la sua condanna.

La donna per loro va apprezzata per i valori intellettuali e non certo per un paio di gambe, per cui deve vestire in maniera assolutamente non sexy.

Alla moda vengono collegate anche le idee politiche: i jeans di marca, i Ray-Ban, le Timberland sono portati da quelli che prima a Milano, poi in tutta Italia, vengono definiti Paninari, ossia i giovani di destra.

A sinistra invece si usano jeans sdruciti, occhiali economici, camicioni e maglioni fuori taglia, borse a tracolla in cuoio naturale. 15

Anni ’80

Negli anni ’80 si assiste alla definitiva globalizzazione delle marche.

In questo decennio si registra il trionfo del Made in Italy.

Le case di moda ridefiniscono completamente la loro immagine usando le più sofisticate strategie pubblicitarie.

Le top model diventano famose quanto le star del cinema e della musica.

Icona di questi anni è la cantante Madonna che impone un ideale di bellezza che si ispira alla donna sportiva, snella, muscolosa e ambiziosa.

Caratteristici di questi anni sono i fuseaux, ossia gli attuali leggings per le donne mentre gli uomini continuano a preferire i jeans, in particolare i Levi’s Strauss 501.

Altro “must” del decennio è la felpa.

Simili a quelle odierne sono le maglie con la differenza che tutte erano dotate di spalline. 16

Storia

Dagli anni ’90 fino a oggi

È possibile sintetizzare gli anni ’90 come il periodo del “melting pot” di tendenze e di stili, tanto che le riviste di moda smettono di proporre un unico modello dominante e cominciano a rendere protagoniste le diverse tendenze, spesso molto distanti l’una dall’altra.

Tra gli stili che dominano la scena non si può non nominare il grunge che si caratterizza con maglioni sformati, jeans strappati sulle ginocchia, camicie a quadri. 17

Storia

Dagli anni ’90 fino a oggi stili che dominano la scena

  • Degenerazione e estremismo.
  • Il lusso minimalista.
  • Anti-moda.
  • Sostenibilità e la moda etica.
  • Il rinascimento dell’artigianato.
  • Decostrutturismo.
  • Abbigliamento sportivo.
  • Stile di strada.
  • E-commerce.
  • Etica.

Moda, la sostenibilità e decostrutturismo. 18

Storia

La moda italiana

La moda è sempre stata una parte importante della cultura italiana.

I centri principali della moda italiana sono Milano, Roma e Firenze.

Il successo della moda italiana è frutto di una lunga storia che è andata di pari passo con l’evolversi della società e della cultura: l’eccellenza della moda italiana parte da lontano, da seicento anni fa, ossia dal Rinascimento, passando per il glamour del cinema e la sensualità delle grandi attrici che sono rimaste affascinate dal ”made in Italy”, sino alle ultime tendenze.

Un fascino che nel corso dei decenni si è ampliato e continua fino ai nostri giorni. 19

Storia

I famosi stilisti e le marche più famose

Giorgio Armani

La produzione di Armani spazia fra abiti di ogni genere, cominciando dalle giacche, di cui rivoluziona il design: vengono eliminati i supporti interni, vengono spostati i bottoni e modificate le proporzioni tradizionali: nascono così le giacche destrutturate, emblema assoluto del suo stile.

La giacca diventa la protagonista del tailleur di taglio maschile che Armani disegna per le donne.

Valentino

Valentino Garavani è considerato uno dei più importanti couturier e innovatori della moda.

Nel corso di una vacanza a Barcellona scopre l’amore per il rosso.

Da questa folgorazione nascerà il suo famoso "rosso Valentino", peculiare per il suo essere cangiante fra le tonalità dell’arancio e del rosso vero e proprio. 20

Storia

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Sintesi

Introduzione moda: tutti i suoi aspetti, tesina

La seguente tesina terza media prende in riferimento il tema della moda in tutti i suoi aspetti e contaminazioni; collegato ai cambiamenti sempre più veloci della società. Tale tesina vuol esser dunque una chiave di lettura per capire meglio l’essere umano. I collegamenti che possiamo trovare sono i seguenti:

  • Storia - Storia della moda XX secolo
  • Storia dell'arte - Arte che si ispira alla moda e moda che si ispira all'arte
  • Italiano - Moda nella letteratura
  • Scienze - Anoressia
  • Geografia - Presentazione di abiti tipici di quattro continenti prima della globalizzazione
  • Disegno tecnico - Energia solare e i vestiti
  • Inglese - Moda punk
  • Educazione fisica - Moda dello sport
  • Musica - Musicisti che usano la moda per esprimere la loro arte
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