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Liceo scientifico "V. Capirola"

Classe V A

Mito e progresso della specie umana

Candidato: Enrico Frosio

Esame di stato a.s. 2015/2016

Mito e progresso della specie umana

Sei ancora quello della pietra e della fionda

uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,

con le ali maligne, le meridiane di morte,

t'ho visto dentro il carro di fuoco, alle forche,

alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu,

con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,

senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,

come sempre, come uccisero i padri, come uccisero

gli animali che ti videro per la prima volta.

E questo sangue odora come nel giorno

Quando il fratello disse all'altro fratello:

«Andiamo ai campi». E quell'eco fredda, tenace,

è giunta fino a te, dentro la tua giornata.

Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue

Salite dalla terra, dimenticate i padri:

le loro tombe affondano nella cenere,

gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

Uomo del mio tempo, di Salvatore Quasimodo

dalla raccolta "Giorno dopo giorno", del 1946

Dresda dopo i bombardamenti alleati nella notte fra il 13 e il 14 febbraio 1945

Franz Marc, Il Destino degli Animali, 1913. Olio su tela. Basilea, Kunstmuseum.

C'è una statua annerita dal fumo che dall'alto della torre del municipio di Dresda scruta impotente i roghi e gli scheletri cinerei della città. È Güte, l'allegoria del bene. Al suo fianco un'altra inerte come lei: Weisheit, la saggezza.

Voglio partire da questi silenzi, eloquenti per quanto simbolici, che sono i silenzi non di due pietre ma di tutte le città rase al suolo dalla violenza senza patria né divisa, dell'umanità intera.

Abbiamo costruito grandi e terribili meraviglie, ma dov'è il progresso, se l'uomo delle stelle ancora pecca come Caino e avvilisce e schiaccia il suo prossimo? Dove, se dimentica il sangue pagato per le dolorose lezioni della storia, se ancora si lascia chiudere in un mutismo violento e omertoso come quello nazista, un tacere straziante, come lo descriveva Quasimodo rivisitando il coro del Nabucco di Verdi nella poesia Alle Fronde dei Salici?

Ogni mito porta con sé il proprio destino.

Come il mito del Simposio di Platone ci condannava a essere metà continuamente alla ricerca del nostro completamento, così i miti1 che l'uomo ha costruito per giustificare la propria presenza al silenzio del mondo ci hanno condannato, in forma ultima, alla carneficina del secolo ventesimo.

Franz Marc (1880 - 1916)

Fu un importante artista tedesco, anello di congiunzione fra il Die Brücke espressionista e il Blaue Reiter, il "Cavaliere Azzurro", movimento simbolo dell'astrattismo in terra tedesca sorto nel 1911 intorno alle figure di Vasilij Kandinsky e dello stesso Marc.

Nell'opera astratta la rappresentazione diventa espressione, risonanza dell'animo dell'artista: i colori non hanno più un semplice valore estetico, ma ne acquisiscono uno spirituale: ad esempio per Marc blu era il colore dell'elemento maschile, giallo di quello femminile, e così via.

Recepì attivamente le lezioni delle grandi avanguardie storiche, in particolare la scomposizione volumetrica tipica del cubismo e del futurismo e il gusto fauvista per le tinte forti.

Il suo intento era l'animalizzazione dell'arte: in molti suoi quadri presentava paesaggi e oggetti come questi si modellavano ai sensi degli animali.

Alan Derwin, Ritratto di Franz Marc, 2011. Olio su tela.

Per narcisismo di specie l'uomo accettò di perdere la propria umanità pur di non perdere le proprie certezze: ben lo sa Bruno bruciato perché la Terra non si muovesse, ben lo sa Galileo costretto ad abiurare. Solo in tempi recenti quelli che prima erano considerati "errori" da annichilire hanno potuto esser visti per com'erano realmente: cose diverse, e come tali essere integrati nella nostra visione del mondo per arricchirla anziché essere esecrati.

Una delle certezze sopracitate era che l'animale fosse nulla più che una macchina animata, come la descriveva Cartesio. I destini dell'uomo e dell'animale sono strettamente legati: muovendo dall'analisi della complessità animale ho rintracciato in cosa l'uomo si è davvero distinto da questi e ho cercato di ricostruire le ragioni del progresso umano, ma anche i suoi rischi ed eccessi.

Prospettivismo e teoria della complessità

Il prospettivismo sostiene che la verità abbia valore relativo[2]: il mondo può cioè essere interpretato sotto più punti di vista. In età recente ciò è evoluto nella teoria della complessità, una attitudine di pensiero che raccoglie fra i suoi sostenitori figure eminenti come Edgar Morin, Karl Raimund Popper e Gianni Vattimo; punto cardine di questa concezione del sapere è che la conoscenza umana sia il prodotto della convivenza e contaminazione fra forme diverse di sapere (filosofia, scienze, ... ) nell'uomo.

[1] Il mito dell'onnipotenza umana ha radici antiche. Cito dal libro della Genesi: "Dio creò l'uomo a sua immagine / a immagine di Dio lo creò / maschio e femmina li creò. / Dio li benedisse e disse loro: / "Siate fecondi e moltiplicatevi / riempite la terra / soggiogatela e dominate / sui pesci del mare / e sugli uccelli del cielo / e su ogni essere vivente / che striscia sulla terra".

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Sintesi

Introduzione Mito e progresso della specie umana, tesina

Non ho portato veri e propri "argomenti", in quanto le conoscenze affiorano dal discorso e non sono presentate "per blocchi", e autori e movimenti non sono trattati integralmente bensì solo negli aspetti significativi per la mia tesina.

  • Per italiano - Quasimodo, Ungaretti, Leopardi, Calvino.
  • Per filosofia - Platone, Anassagora, La Teoria della complessità, Nietzsche.
  • Per inglese - Il tema del doppio: Dorian Gray e Dr Jekyll e Mr Hyde.
  • Per arte - Franz Marc, Magritte.
  • Per biologia - consultazione di trattati di etologia e articoli: es. Konrad Lorenz.

Collegamenti

Mito e progresso della specie umana, tesina

  • Italiano - Quasimodo, Ungaretti, Leopardi, Calvino.
  • Filosofia - Platone, Anassagora, La Teoria della complessità, Nietzsche.
  • Inglese - Il tema del doppio: Dorian Gray e Dr Jekyll e Mr Hyde.
  • Arte - Franz Marc, Magritte.
  • Biologia - Consultazione di trattati di etologia e articoli: es. Konrad Lorenz.
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