Estratto del documento

Collegamenti

  • Geografia astronomica: precessione degli equinozi, calamità naturali e tempeste solari
  • Classico: la mitologia e il messaggio precessionale
  • Greco: Platone e Atlantide
  • Arte: clipeologia
  • Fisica: la Terra è un grande magnete (effetti dell’inversione dei poli)
  • Storia: Hitler esoterico
  • Filosofia: Jung e gli archetipi collettivi, il mito schellinghiano
  • Italiano: riferimento al canto XXVII del Paradiso di Dante

Schema

I miti nell’antica Grecia – il significato accademico dei miti (cultura) – Jung e Schelling – il vero significato dei miti – il messaggio precessionale – precessione equinozi – messaggio che vogliono trasmettere – archeoastronomia – prove scientifiche (tempeste solari, nube cosmica, situazione sole e conferme scienziati) – inversione poli ed effetti piramidi – grandi conoscenze degli antichi – chi le ha date le conoscenze? – Atlantide – Alieni (contrapposizione mia) - profezie (alieni dal futuro) – prove alieni nel passato – Alieni cattivi? Icke (alieni da altro pianeta) – Hitler e gli ariani - cosa dovrebbe succedere? Mia interpretazione

Il messaggio precessionale nel mito

Introduzione

Il messaggio precessionale è un messaggio che gli antichi hanno tramandato ai posteri del 21esimo secolo (cioè NOI) per avvertirli di un cambiamento che ci sarà proprio in questo periodo (alcuni popoli danno date precise, altri rimangono vaghi).

Probabilmente lo fecero per prepararci a questo momento. Come avrebbero fatto?

Con la precessione degli equinozi, che loro conoscevano, avrebbero composto un messaggio che attraverso i millenni è giunto a noi.

Le prove di ciò dove sarebbero?

Innanzitutto nella mitologia, che presenta le prove che gli antichi conoscevano la precessione degli equinozi; stessa cosa si nota in alcune iscrizioni che trovano corretta interpretazione in base alla precessione. Ma le prove sono visibili anche nelle grandi opere architettoniche costruite in tempi antichissimi. Inoltre gli ultimi studi scientifici stanno dimostrando che qualcosa sta veramente accadendo.

Chi avrebbe dato dunque le conoscenze per costruire un messaggio di tali proporzioni ai popoli antichi?

I loro “dèi” che secondo le leggende sarebbero scesi dal cielo per dar loro conoscenze.

I miti

I miti sono un elemento fondamentale della storia e della letteratura greca e latina (anche se meno in quest’ultima) e sono sempre stati studiati come parte della tradizione di questi gloriosi popoli e se pensiamo ancora oggi dopo 2000 anni a dei miti ci vengono subito in mente gli dèi e gli eroi greci (Odisseo, Zeus, Achille, ecc…) e latini (Romolo e Remo, Enea, Venere, ecc…). Ma sappiamo che tutti i popoli del mondo hanno un reperto mitologico in quanto tutti hanno una propria storia.

I miti greci e latini

Nell’Europa del nord abbiamo un mucchio di leggende scandinave, vediamo miti nella civiltà Indù, in quella Cambogiana, in quella mongolide e ancora in quella dell’America latina e settentrionale, per non parlare di quelle africane; inoltre da opere letterarie antiche sappiamo di culti ancora più antichi di cui si sono perse le tracce e che rimangono semplice strumento per lo studio di civiltà scomparse.

I miti degli altri paesi

Ma la cosa fantastica è che tutti questi miti, e quindi tutte le culture di ogni popolo del passato, sono collegati da elementi che non possono essere ricondotti semplicemente a ciò che Jung chiama “archetipi collettivi”.

Significato accademico (Jung)

Jung riteneva che oltre all’inconscio individuale, di cui parlava Freud, esistesse un inconscio collettivo, in cui sono contenuti gli archetipi, ossia quelle immagini ereditate dalla serie degli antenati e comuni a tutta l’umanità. Queste immagini (archetipi), che l’uomo ha ereditato dai suoi antenati, sotto forma di figure mitologiche, determinano il comportamento umano.

Secondo Jung il mito è un racconto che permetteva agli uomini antichi di imparare i modelli di comportamento, gli esempi del male e del bene tramandati dagli antenati oralmente; il fatto che questi esempi siano simili in tutto il mondo (un es. è il diluvio universale) è effetto di un modo di pensare tipico dell’inconscio umano che trasforma in mito tutto ciò che ha nella mente tramandandolo ai posteri per far sì che loro agiscano nel modo più consono secondo i dettami della civiltà.

Ma Jung diceva che non era possibile che i miti simili tra loro, nonostante la grande differenza territoriale e cronologica dei popoli di tutto il mondo, fossero frutto delle migrazioni delle tribù nomadi che caratterizzavano la società umana della preistoria: ma allora come faceva a dire che tutti i popoli avevano uno stesso modo di pensare?

Come facevano i popoli antichi ad avere in mente TUTTI uno stesso tipo di disastro naturale (un diluvio)? Come facevano a nascere archetipi che riguardassero precise azioni compiute da eroi/dèi nei minimi particolari? E le conoscenze che compaiono in questi miti?

L’esempio che riporterò sarà quello della precessione degli equinozi, di un moto millenario che secondo la scienza ufficiale fu scoperto da Ipparco (sec. a.C.), ma che in realtà i popoli antichi conoscevano già da tempo alla perfezione, come dimostrano i numeri che troviamo in TUTTI i miti dai più antichi (antecedenti a 13.000 anni fa) ai più recenti (cristianesimo).

Significato autentico (Schelling)

Secondo Schelling, se la mitologia viene colta nel suo lato essenziale e non giudicata a prima vista come un insieme di credenze antiche e superate, essa riesce a svelare i segni e le forme in cui si articola la storia umana. Mentre il pensiero logico rimane incapace di afferrare la particolarità e la concretezza della realtà in divenire, quello mitologico ne consente una conoscenza più appropriata.

Il mito infatti è “tautegorico”, non allegorico, nel senso che non va spiegato sulla base di presunte verità ad esso pregresse, ma esprime solo se stesso come nodo particolare di sviluppo del lungo e travagliato cammino della coscienza umana.

Nelle figure simboliche del mito vi è una perfetta identità fra essere e significato, fra realtà e idealità, fra bellezza e verità. “Ogni figura va presa per ciò ch’essa significa. Il suo significato è qui insieme l’essere stesso, passato nell’oggetto, divenuto una cosa sola con esso. La realtà è in esso una cosa sola con l’idealità”.

Egli afferma che i miti non sono favole senza senso, ma l’espressione di una verità primordiale e quindi profonda. L’uscita dell’uomo dalla quiete, cioè dal paradiso originario, è l’oggetto specifico dei racconti mitici e l’inizio della storia; essa si perde, con le sue più lontane radici, in quel fatto originario o piuttosto in quell’atto immemorabile, senza del quale non ci sarebbe in generale storia alcuna.

Dunque per Schelling nel mito si può ritrovare l’evoluzione della cultura di un popolo e tutte le sue conoscenze acquisite; per il filosofo non è un semplice insieme di racconti. Allora possiamo considerare le leggende dei popoli come testimonianza delle loro conoscenze e tenere in conto che TUTTI i popoli in qualche modo conoscevano la precessione degli equinozi.

Il messaggio

Precessione

La precessione degli equinozi è un moto millenario che vede l’asse terrestre oscillare con un moto doppio conico a causa della forza di attrazione della luna e del sole su di esso e dell’opposizione della rotazione della Terra, come una trottola quando rallenta la rotazione.

Esso è un moto che di per sé dura circa 26000 anni poiché il Sole viene proiettato sull’anello delle costellazioni con lo spostamento di un grado ogni 71,6 anni (72 arrotondato per eccesso, per 2 144) col risultato di 2160 anni per ogni costellazione, 4320 per 2, ecc…; un mezzo ciclo dura 36 anni, un terzo 12 (che è anche il numero delle costellazioni), un ciclo e mezzo 108 diviso 2, 54 e via così.

Il vero problema non è come facevano a sapere dell’esistenza di un moto impossibile da prevedere ad occhio nudo, se non con studi portati avanti per almeno 2 secoli (lo stesso Ipparco si servì di studi antecedenti per scoprire il moto) ma come facevano a conoscere con così tanta precisione i numeri relativi a un moto che è apparente?

Apparente perché si unisce a un secondo moto, cioè lo spostamento degli apsidi che accorcia la precessione degli equinozi di 5000 anni sballando tutti gli studi fatti ad occhio, rendendoli molto più approssimativi.

Non era possibile dunque conoscere senza ausilio di computer i precisi dati del solo moto precessionale. Ipparco infatti misurò in 46 secondi la variazione annuale della posizione del Sole rispetto alle costellazioni, mentre nella realtà è 50", ma il suo non fu un errore dovuto agli scarsi mezzi a sua disposizione, infatti la precessione è impossibile da calcolare esattamente in quanto varia proprio per l’interferenza dello spostamento degli apsidi.

Numeri nei miti

Detto ciò riporto i numeri precessionali nei miti di tutto il mondo.

  • L’Apocalisse nordica chiamata “Crepuscolo degli Dei” dice che il numero di guerrieri che devono combattere contro il lupo è 432.000.
  • L’altare sacro indiano è composto di 10.800 mattoni.
  • Per i Babilonesi fissò il periodo fra la creazione e la distruzione universale in 2.160.000.
  • Nella Cabala ebraica sono nominati 72 angeli attraverso i quali i poteri divini possono essere invocati.
  • Nell’Apocalisse di S. Giovanni il numero 144.000 appare ben 3 volte e una volta il 144.
  • Il calendario Maya ha un ciclo di 7200 giorni (Katun), uno di 360 giorni (Tun) e uno di 144.000 giorni (Baktun).
  • Le ere indiane (Yuga) sono 4: la prima di 4800 anni, la seconda di 3600, la terza di 2400 e la quarta di 1200 per un totale di 12000 anni.
  • Osiride, dio egizio, fu ucciso da Seth in una cospirazione in cui lo tradirono 72 uomini della corte.
  • Le cappelle del Sacro Graal sono 72, così come lo sono i principi del Diavolo e le tribù d’Israele.

Sappiamo inoltre che ci sono iscrizioni che raffigurano la stessa immagine con qualche variazione dovuta alla diversa cultura, un’immagine che raffigura la precessione degli equinozi: 2 dèi o gruppi di dèi che tirano una fune/serpente intorno a un perno che ruota sopra una tartaruga; il perno rappresenta il Sole che ruota sulle costellazioni, la tartaruga il lento movimento, i gruppi lo scontro tra forze di bene-male o i 4 pilastri del cielo (4 costellazioni che guarda il Sole negli equinozi e nei solstizi).

Questi pilastri roteanti possono essere definiti (secondo Terzoli) un bastoncino che sfregato, crea il fuoco, dunque il fuoco che Prometeo e molti altri eroi delle leggende più antiche, ruba agli dèi portando una nuova era agli uomini, sarebbe non un fuoco vero, ma un ciclo precessionale scaturito dallo sfregamento del bastone che rappresenta il Sole che ruota sulla circonferenza dello zodiaco.

Un altro elemento da tenere in considerazione è l’uso di alcuni popoli di allungare il proprio cranio, gli Egizi e i Maya su tutti, per assomigliare agli dèi… ma questa cosa verrà analizzata dopo.

Ora chiamare queste coincidenze sarebbe un insulto al calcolo delle probabilità e definirle frutto dell’inconscio collettivo una forzatura. Dunque sappiamo che i popoli antichi consideravano il moto di precessione (pur non potendolo misurare) un elemento essenziale, ma PERCHÉ?

Significato del messaggio

Dunque mettendo insieme tutte queste info Giorgio Terzoli (studioso di codici e membro della Soc. Archeoastronomica Ita) è riuscito a elaborare un codice chiamato “Codice Terzo” (una modifica di quello chiamato “Codice DeSantillana”): questo codice si occupa di tradurre i miti di tutti i popoli in un messaggio che ci avrebbero lasciato gli antichi, forse per avvertirci di un possibile cambiamento che ci sarà nel periodo indicato, un cambiamento che però sarà preceduto da un periodo di forte crisi per la Terra, forse a causa di catastrofi.

Analizziamo meglio il messaggio.

Per Terzoli innanzitutto gli antichi ponevano al centro del messaggio la precessione degli equinozi perché era un metodo utile per sapere con precisione in quale epoca ci si trovava, infatti per tutti i popoli antichi, dai Maya agli asiatici, il tempo è ciclico e dunque la precessione degli equinozi è il moto millenario che più caratterizza questa ciclicità: così come la rotazione caratterizza il giorno e la rivoluzione l’anno, lo stesso è per la precessione che scandisce le ere dell’uomo e come il sole tramonta a fine giorno, così l’uomo ha un cambiamento interiore a fine era.

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Sintesi
Introduzione Mito e Messaggio Precessionale - Tesina
La seguente tesina di maturità mostra il concetto di messaggio precessionale contenuto nel mito in relazione alle tematiche presentate nelle varie discipline di studio: in Storia dell'arte viene trattata la clipeologia, in Scienze la precessione degli equinozi e i cicli solari, in Storia Hitler e il nazismo esoterico, in Filosofia Schelling e Jung. la tesina continua con la trattazione dei seguenti argomenti: il magnetismo in Fisica, il riferimento a uno dei canti del Paradiso dantesco.
Collegamenti
Mito e Messaggio Precessionale - Tesina
Storia dell'arte - Clipeologia. Scienze - Precessione degli Equinozi, Cicli Solari. Storia - Hitler e il nazismo esoterico. Filosofia - Schelling e Jung. Fisica - Magnetismo. Italiano - Il riferimento a un canto del Paradiso di Dante.
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