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Greco

Le origini del mito

1. .

Il mito è una narrazione che ha per tema argomenti di natura sacra e religiosa, fenomeni naturali, avventure di divinità ed eroi. Nacque agli albori dell’umanità, quando gli uomini non avevano ancora elaborato la filosofia e la scienza per trovare spiegazioni razionali ai grandi misteri dell’esistenza.

I racconti mitologici, ambientati in un mondo favoloso in cui si scontrano eternamente le forze del bene e quelle del male, narrano vicende di dei ed eroi. Nei miti è l’influsso degli dei, per esempio, a provocare i sentimenti umani, i fenomeni naturali, oppure sono le imprese di un eroe fondatore a mobilitare le origini di una città.

Perciò i miti non sono mai semplice prodotto della fantasia, ma rispecchiano in genere una verità che fa parte dell’esperienza collettiva e della cultura del popolo che li ha creati.

Tali racconti erano tramandati oralmente di generazione in generazione e costituivano un importante mezzo di trasmissione di valori morali e culturali per tutto il popolo. Solo in un secondo momento furono poi fissati in forma letteraria ad opera di uno o più autori.

Nella Grecia antica la tradizione orale dei miti era affidata agli aedi, che li cantavano durante i banchetti nelle corti.

La conoscenza della mitologia greca si diffuse via via in tutto il mondo mediterraneo in seguito alle colonizzazioni e all’espansione dell’attività mercantile dei Greci. Quando i Romani entrarono in contatto con il mondo greco, furono attratti dal prestigio della cultura ellenica tanto che se ne appropriarono, così come furono affascinati da molti aspetti della religione e dai miti della religione a cui erano strettamente legati.

Giunsero addirittura ad attribuire la fondazione di Roma ai discendenti dell’eroe troiano Enea, personaggio della mitologia greca tra i protagonisti del poema omerico “Iliade”. I miti greci entrarono così, ormai acquisiti e rielaborati dai Romani, nel patrimonio culturale del mondo occidentale.

Tuttavia, la narrazione di miti ricopre un ruolo molto importante in quasi tutti i generi letterari greci. Però l’unico testo completo di genere mitografico a essere sopravvissuto è la Biblioteca dello Pseudo-Apollodoro, opera che tenta di conciliare tra loro i racconti divergenti dei poeti e fornisce un ampio compendio della mitologia greca tradizionale e delle leggende di argomento eroico.

Tra le fonti letterarie dell’epoca più antica, fondamentali sono i due poemi epici di Omero, l’Iliade e l’Odissea. Altri poeti provvidero in seguito a completare il Ciclo epico, ma questi poemi minori sono andati quasi interamente perduti.

Esiodo, poeta forse contemporaneo di Omero, nella “Teogonia” (“L’origine degli dei”), che tratta della creazione del mondo, offre la narrazione più completa a nostra disposizione dei miti più antichi, descrivendo la nascita di dei, Titani e Giganti, dettagliate genealogie, racconti popolari e miti eziologici.

Un altro testo di Esiodo, “Le opere e i giorni”, che è un poema didascalico sulla vita agreste, contiene anche le leggende di Prometeo, Pandora e delle età dell’uomo. Il poeta dispensa consigli su come riuscire a vivere al meglio in un mondo pericoloso, reso ancora più pericoloso dagli dei che lo governano.

L’influenza dell’età ellenistica sul mito e le Argonautiche di Apollonio Rodio

2.

Anche alla poesia ellenistica appartengono opere in cui si fa riferimento al mito. Prendiamo in esempio le Argonautiche di Apollonio Rodio.

Le Argonautiche sono l’unico poema epico rimasto dopo quelli omerici; è diviso in quattro libri e corrisponde a quanto Aristotele aveva raccomandato per la composizione di un poema epico. Gli eroi protagonisti precedono di una generazione quelli di Omero.

L’antefatto che Apollonio non espone è quello dei fratelli Elle e Frisso, che, maltrattati dalla matrigna, fuggono sul dorso di un montone dal vello d’oro attraverso il mare. Ma durante la traversata Elle cade nello stretto che porta il suo nome, Ellesponto, mentre Frisso, giunto in Colchide, immola l’animale e affida la sua pelle ad un drago.

Da qui inizia la storia di Apollonio: Giasone pretendeva il trono di Iolco che lo zio Pelia aveva usurpato a suo padre. Però viene mandato dallo stesso zio, il quale voleva sbarazzarsene, in Colchide per recuperare il vello d’oro. Giasone salpa dalla Grecia sulla nave Argo e, giunto in Colchide, verrà aiutato da Medea, figlia del re Eeta, che in cambio dell’aiuto si farà sposare da lui.

L’opera è costruita su un’antica saga mitica, ma rispetto al modello di Omero ci sono differenze:

  • Innanzitutto le Argonautiche sono destinate alla lettura privata e al pubblico colto, non alla recitazione come avveniva con i poemi omerici.
  • Apollonio si distacca dall’epos omerico, infatti si avverte l’influsso di altri generi, soprattutto della tragedia.
  • È un “poema del frammento”, poiché il valore non consiste tanto nel complesso dell’opera ma nei bozzetti incastonati nel racconto.
  • Per quanto riguarda il linguaggio, Apollonio evita tutto ciò che è ripetitivo e si sforza di variare le formule ricorrenti in Omero.
  • Poi manifesta la tendenza al bozzetto, alla scena realistica, che si adatta bene al gusto ellenistico.
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Sintesi

Greco

Le origini del mito; Le Argonautiche di Apollonio Rodio.

Italiano

D'Annunzio, il mito di Glauco e il Panismo in Alcyone.

Latino

Il mito di Amore e Psiche ne Le metamorfosi di Apuleio.

Filosofia

Nietzsche e il mito del superuomo.

Storia

Il mito del volk alla base delle dottrine razziali.

Geografia astronomica

La luna e il mito di Selene.

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