La medicina: rapporto medico-paziente
Tesina di maturità 2012, Valentina Mengoni VA
Linguistico 1
La medicina
Mappa concettuale: latino
Le origini della medicina
Storia: gli orrori della medicina nazista
Francese: Louis-Ferdinand Céline
L’importanza della psicoterapia e della psichiatria
Filosofia: Sigmund Freud, il “Padre” della psicanalisi
Italiano: Italo Svevo e “La coscienza di Zeno”
Inglese: R.L. Stevenson: Schizophrenia and Personality Disorders
Biologia: malattie del sistema nervoso
Indice
Introduzione............................................................................................................. 3
Origini della medicina............................................................................................... 3
Louis-Ferdinand Céline................................................................................................ 8
Biologia, le malattie del sistema nervoso...............................................................18
Conclusione............................................................................................................ 21
Introduzione
In questo documento ho cercato di includere tutte le trattatistiche che ho ritenuto necessario approfondire riguardo agli argomenti da me scelti per affrontare un così vasto campo quale la medicina. La tesi include quindi riferimenti a: Italiano, Latino, Biologia, Storia, Filosofia, Inglese, Francese ed Educazione Fisica. Questi argomenti sono stati esaminati con cura e in modo sintetico ma approfondito, senza cercare di spaziare troppo ma senza escludere niente.
Origini della medicina
L’anatomia umana è principalmente lo studio scientifico della morfologia del corpo umano adulto. È suddivisa in macroscopica e microscopica. L’anatomia macroscopica è lo studio delle strutture anatomiche che possono essere viste senza l’aiuto del microscopio. L’anatomia microscopica è lo studio delle strutture anatomiche minute, assistito dal microscopio; essa include l’istologia (studio dell’organizzazione dei tessuti) e la citologia (studio delle cellule).
Il corpo umano consiste in un sistema biologico, composto da organi, costituiti da un tessuto biologico, il quale è a sua volta composto da cellule biologiche e tessuto connettivo.
La storia dell’anatomia è stata caratterizzata, nel tempo, dal continuo sviluppo nella conoscenza delle funzioni degli organi e delle strutture del corpo umano. I metodi si sono evoluti nel tempo, partendo dall’esame degli animali e poi attraverso la dissezione dei cadaveri umani fino a tecnologie complesse sviluppatesi nel XX secolo.
I primi studi approfonditi su questa branca della medicina risalgono all’antico Egitto, infatti la sistematica della prassi appare ineccepibile: come i loro colleghi moderni, i medici egizi esaminavano il malato, identificavano la malattia in base ai sintomi, ne prevedevano il decorso e l’esito, e prescrivevano una terapia.
Non viene ritenuta una novità che in Egitto, dove veniva praticata la mummificazione dei cadaveri, le conoscenze riguardanti l’anatomia e la chirurgia erano molto approfondite.
Anche l’attrezzatura chirurgica, nonostante sia ritenuta rudimentale e imprecisa, portò a una serie di innovazioni tecnologiche, quali l’utilizzo dei primi bisturi. 3
La medicina
Spesso anche per il principio del “primum non nocere”, le operazioni si limitavano alla rimozione di qualche tumore esterno, mentre le emergenze militari spesso venivano gestite in modo approssimativo, senza l’utilizzo di anestetici quali l’oppio.
In Grecia, invece, possiamo ricordare moltissimi riferimenti documentati e mitologici che anche nei tempi odierni ci circondano.
D’importanza essenziale per ogni medico è la conoscenza della storia di Ippocrate, un medico greco antico, considerato il Padre della medicina.
Ippocrate introdusse il concetto innovativo che la malattia e la salute di una persona dipendessero da specifiche circostanze umane della persona stessa e non da superiori interventi divini. Acquisì grande fama nell’antichità debellando la grande peste di Atene del 429 a.C.
Egli inventò la cartella clinica e teorizzò la necessità di osservare razionalmente i pazienti prendendone in considerazione l’aspetto e i sintomi; introdusse, per la prima volta, i concetti di diagnosi e prognosi.
La sua fama è dovuta anche a, e forse soprattutto, alla sua attività di maestro; fondò una vera e propria scuola medica e regolò in maniera precisa le norme di comportamento del medico, raccolte nel suo famoso “Giuramento di Ippocrate”, in cui, tra l’altro, si introduce anche il concetto di segreto professionale.
Come molto spesso ci capita di vedere impresso sulle ambulanze, sui camici, sui farmaci e soprattutto in ogni ospedale, il simbolo internazionale del soccorso medico è il bastone di Asclepio (conosciuto in latino come Euscalpio), personaggio della mitologia greca che rappresenta il Dio della medicina.
Il bastone di Asclepio simboleggia le arti sanitarie, combinando il serpente, che con il cambiamento della pelle simboleggia la rinascita e la fertilità, con la verga, un semplice strumento. Le origini possono essere attribuite a una pratica di estrazione, comune nell’antichità, di vermi parassiti come il Dracunculus Medinensis, da sotto la cute, arrotolandoli lentamente intorno ad un bastoncino.
Anche nella storia latina possiamo ricordare il grande contributo di Aulo Cornelio Celso, il quale è stato un enciclopedista e medico romano.
Fu autore di una vasta opera enciclopedica chiamata “De Artibus” e composta da sei libri, l’ultimo dei quali dedicato alla medicina.
Il suo unico libro giunto fino ai nostri tempi è proprio quest’ultimo, il “De Medicina”.
È una fonte primaria su dieta, farmacia, chirurgia (per Celso i tre settori fondamentali della medicina) e materie connesse.
L’opera, compilando e rielaborando numerosi testi greci e latini, fonda un’originale impostazione metodologica che riunisce l’approccio empirico con quello razionale.
Il “De Medicina” di Celso è una delle migliori fonti sulla conoscenza medica latina.
Nel proemio dell’opera, troviamo una discussione sui pro e i contro della sperimentazione medica sull’uomo e sugli animali. Egli ricorda anche i principali segni dell’infiammazione:
Calor (bruciore), Dolor (dolore), Tumor (gonfiore) e Rubor (rossore e sangue coagulato in una parte del corpo). 4
La medicina
Celso scende anche nei dettagli della preparazione di numerosi antichi medicinali, compresa quella degli oppioidi, e descrive anche molte procedure chirurgiche della medicina romana.
In epoche più recenti, precisamente nell’Inghilterra del XIX secolo, il dottor Henry Gray diede una delle più grandi svolte nello studio accademico dell’anatomia.
Egli dedicò la sua vita di studi anatomici disegnando e descrivendo rigorosamente la morfologia di 1247 immagini precise e dettagliate riguardanti ogni parte del corpo umano e pubblicando il tutto nel più famoso atlante di anatomia umana, il Gray’s Anatomy, arrivato tutt’oggi alla sua quarantesima edizione.
Studiando gli effetti anatomici delle malattie infettive, Gray prese il vaiolo della nipote morente, morendo a sua volta subito dopo la pubblicazione della seconda edizione all’età di 34 anni.
Negli ultimi 50 anni le conoscenze su questa branca della medicina si sono ulteriormente ampliate, come triste ricordo della Seconda guerra mondiale, dove milioni di Ebrei, Zingari, Politici, Omosessuali e persone di altre minoranze etniche sono state deportate per poi essere sfruttate e spesso vivisezionate per scopi scientifici.
Questa pratica che ha segnato la storia del mondo come genocidio non ha portato a nessuna importante scoperta scientifica, se non a scoperte minori su fisiologie e patologie umane condotte dai medici nazisti.
Proprio questo argomento richiede un’attenzione particolare, in ricordo delle atroci vicende, spesso inutili e usate come scusanti per fini ben più immorali.
Gli orrori della medicina nazista
Il conflitto con la Gran Bretagna e la battaglia aerea che Luftwaffe e Royal Air Force ingaggiarono portarono in primo piano una serie di problemi medici connessi alla guerra aerea.
In particolare ci si preoccupava di dare risposta a due quesiti: quanto può resistere in vita un aviatore che si lanci con il paracadute da altezze superiori al limite normale del respiro? Quanto può sopravvivere e in che modo si può rianimare un aviatore paracadutatosi in acque gelide?
Nel primo caso la Luftwaffe era interessata poiché allo studio vi erano prototipi di aerei in grado di superare i 10.000 metri di quota.
Nel secondo caso perché molti aviatori paracadutatisi nel Canale della Manica dopo l’abbattimento dell’aereo erano morti per congelamento. 5
La medicina
L’esistenza dei campi di concentramento con “materiale” utilizzabile apriva ai medici della Luftwaffe un’insospettata e incredibilmente nuova possibilità di studio su cavie umane.
La Luftwaffe mise a disposizione una camera di decompressione destinata a simulare le condizioni di altitudine nelle quali si sarebbe potuto trovare un pilota.
I risultati degli esperimenti condotti portarono solamente a conseguenze prevedibili: convulsioni, cianosi, asfissia e decesso.
Al Blocco 5 del campo venne creata un’area nella quale fu attrezzata una vasca d’acqua profonda due metri adibita agli esperimenti sul congelamento.
I prigionieri venivano vestiti con tute d’aviazione e immersi nell’acqua gelata per tempi variabili dall’ora all’ora e mezzo.
Invariabilmente, quando la temperatura corporea scendeva al di sotto dei 28 gradi centigradi, il prigioniero moriva.
Una serie spaventosa di decessi servì a stabilire che sarebbe stato necessario “migliorare le tute degli aviatori”, conclusione alla quale si poteva giungere già con il buon senso.
Nell’ambito degli esperimenti direttamente “commissionati” dalla Luftwaffe rientrano le ricerche sulla potabilità dell’acqua di mare. Anche in questo caso il problema era connesso alla sopravvivenza dei piloti tedeschi costretti a paracadutarsi in mare.
Furono studiati due metodi: il primo era dovuto agli studi dell’ingegner Berka, che aveva trovato il modo di rendere l’acqua di mare di sapore gradevole; il secondo, ideato dal dottor Schäfer, consisteva in una vera e propria desalinizzazione dell’acqua marina.
Furono utilizzati circa 80 zingari per l’esperimento. Non si sa quanti morirono di sete.
La validità dei due metodi non fu dimostrata.
Più tardi i bombardamenti delle città tedesche con bombe al fosforo aumentarono le preoccupazioni naziste.
Occorreva capire come curare soldati e civili colpiti da fosgene, un gas asfissiante che provocava edema polmonare e che, in forma liquida, è in grado di produrre gravissime ustioni cutanee.
L’esperimento iniziale consisteva nello spalmare sul braccio alcune gocce di fosgene.
Successivamente alla scoperta di un medico nazista dell’origine virale dell’epatite, partirono le prime sperimentazioni di colture della malattia inoculate per via endovenosa a prigionieri ebrei.
I risultati furono insoddisfacenti, se non per la formulazione di un primo vaccino da parte della grande azienda farmaceutica I.G. Farben, che fu interessata alla maggior parte degli esperimenti condotti nei campi di sterminio. Le fiale del “Preparato Be 1034” furono sperimentate sui prigionieri, con conseguenze disastrose.
Durante il conflitto tutta una serie di malattie in grado di uccidere o mettere fuori combattimento i soldati 6
La medicina
erano al vertice delle preoccupazioni degli alti comandi tedeschi. Ai medici venne richiesto di trovare soluzioni efficaci in tempi rapidi. La risposta si concretizzò in una vasta campagna di sperimentazioni condotte sui prigionieri dei campi di concentramento. Una campagna di ricerche nella quale la professione medica trovò il fondo della più inumana abiezione.
Gli studi sulla dissenteria vennero condotti da un gruppo di medici del campo di concentramento e sterminio di Auschwitz: l’innovazione introdotta consistette soltanto nella vivisezione dei prigionieri malati di dissenteria. Secondo i “medici”, infatti, l’unico sistema per studiare lesioni interne causate dalla malattia consisteva nel sezionare il malato mentre era ancora in vita. Di fatto gli esperimenti sulla dissenteria furono soltanto atroci torture.
Più tardi vennero svolti altri esperimenti il cui scopo era trovare un vaccino contro la malaria.
I prigionieri venivano infettati o attraverso zanzare o con iniezioni di estratti dalle mucose delle zanzare. Dopo aver contratto la malattia venivano trattati con i più svariati e fantasiosi farmaci.
Circa 1.200 prigionieri vennero infettati, 300 di loro morirono mentre molti altri subirono lesioni permanenti.
Anche questi esperimenti, oltre alla morte delle vittime, non condurranno ad alcun risultato pratico. Vi è da sottolineare il fatto che tra i deceduti soltanto 30 morirono direttamente a causa della malaria. I rimanenti 270 trovarono la morte a causa delle medicine in sperimentazione fornite sempre dalla I.G. Farben.
Il vaccino per la febbre gialla esisteva; il problema che i tedeschi si ponevano era capire se e in che misura le capacità lavorative della persona vaccinata venissero ridotte dopo la vaccinazione stessa. Sono gli esperimenti più strani. Di fatto i soldati tedeschi non operavano in aree dove esisteva il pericolo di contrarre la febbre gialla. In realtà gli esperimenti erano condotti per conto degli alleati giapponesi. Sappiamo con certezza che furono infettati 485 prigionieri, di cui 90 olandesi.
A differenza della malaria e della febbre gialla, la tubercolosi rappresentava per i soldati tedeschi al fronte un problema molto serio. Alla soluzione del problema era particolarmente interessata la solita I.G. Farben, per ovvi motivi economici. Gli esperimenti vennero condotti su 114 prigionieri, poi su 100 uomini e 20 bambini. La storia di questi bambini è particolarmente atroce. Avevano dai 5 ai 12 anni di età e, dopo essere stati infettati con la tubercolosi, vennero sottoposti ad ogni genere di esperimenti praticati per conto della I.G. Farben, sperimentando così il Rutenol e il “preparato” 3582.
L’azienda chimica tedesca fu il cuore finanziario del regime di Hitler e fu la principale fornitrice dello Zyklon-B (la sostanza mortale utilizzata nelle camere a gas dei lager) al governo tedesco, durante la fase di sterminio dell’Olocausto. La I.G. Farben fu anche una delle società che più richiesero deportati come cavie per esperimenti e test di medicinali di vario genere.
Il processo alla I.G. Farben fu il sesto dei dodici processi di Norimberga per i crimini di guerra che le autorità militari americane indissero nelle zone occupate dopo la Seconda guerra mondiale. La società la spuntò semplicemente per una falla burocratica che le permise di rinominarsi Bayer®. 7
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- Inglese: Dottor Jeckyll e Mr. Hyde
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