Self-handicapping. Strategie di presentazione del sé
Cap. 1: La presentazione di sé
La presentazione di sé è centrale nelle vite degli esseri umani. Noi, senza ammetterlo, poniamo molta attenzione:
- A come ci mostriamo e proponiamo;
- A come la gente ci percepisce e ci valuta;
- All’immagine che trasmettiamo con il nostro comportamento.
La presentazione di sé = parte integrante della vita quotidiana, costante forma di controllo di ciò che gli altri pensano di noi (questa forma di controllo non è necessariamente negativa); infatti, un certo grado di apertura agli altri attraverso lo scambio delle informazioni su di sé è essenziale per la formazione di relazioni sociali strette.
Quando le persone interagiscono tentano di trasmettere una certa immagine di sé. Il soggetto ha bisogno di sentirsi valorizzato e riconosciuto, di conquistare un’immagine positiva di sé, quindi spesso manipola in modo strategico le informazioni sul proprio sé. La speranza di piacere agli altri è un desiderio pervasivo dell’uomo, rilevante nello sport e nella scuola.
Cosa s’intende per presentazione del sé
Definizioni:
Leary e Kowalski: processo attraverso il quale gli individui cercano di controllare le impressioni che gli altri si formano di loro.
Jones e Pittman: esibizione di quelle caratteristiche del comportamento, influenzate da motivazioni di aumento di potere, finalizzate a suscitare o dare forma alle attribuzioni degli altri circa le disposizioni dell’attore.
Caratteristiche del comportamento = ogni aspetto del comportamento umano.
Tutti siamo preoccupati riguardo a ciò che gli altri pensano di noi e le nostre azioni sono fatte o per proteggerci (self-protection) o per valorizzarci (self-enhancement).
Protezione per mantenimento del potere; valorizzazione per aumento di potere. Potere: se un soggetto ha potere rispetto a un altro significa che quest’ultimo è dipendente dal soggetto.
Presentazione di sé e gestione delle impressioni
Presentazione di sé (self-presentation) e gestione/controllo delle impressioni che gli altri si formano (impression management) sono termini spesso intercambiabili.
Gestione delle impressioni è più ampio rispetto alla presentazione di sé. Gestione = tutte le forme di controllo strategico dell’impressione e include al suo interno anche la presentazione di sé.
Presentazione di sé a se stessi e presentazione di sé agli altri
Due tipi di presentazione:
- Indirizzata agli altri: gestire le impressioni di sé che gli altri si formano.
- Diretta a sé: sforzi di controllare le proprie impressioni.
Leary e Kowalski: presentazione di sé agli altri è un comportamento manifesto. Il mantenimento delle immagini di sé private (= identità privata) è mediato da processi cognitivi.
Sia motivazioni personali che sociali hanno un importante ruolo nella presentazione di sé. Gli individui si impegnano a mantenere una certa immagine di sé nei propri occhi e sono motivati a gestire l’impressione che suscitano negli altri. Quindi, presentazione di sé = immagine agli occhi degli altri. Immagine di sé = presentazione di sé al sé.
Presentazione di sé e inganno
Presentazione di sé = controllare le impressioni che le persone cercano di proiettare non significa che le immagini di sé siano per forza false.
Goffman: attore che sul palco scenico interpreta una parte = all’individuo che nella vita quotidiana presenta se stesso agli altri; sembra enfatizzare gli aspetti ingannevoli delle impressioni. Ma Goffman voleva sottolineare la complessità dell’identità del soggetto = sfumature diverse in base ai contesti.
Espressività dell’individuo: due tipi di attività: espressione assunta intenzionalmente (usata deliberatamente dal soggetto e riguarda le sue affermazioni verbali) e quella lasciata trasparire (quella non verbale e non intenzionale).
Buss e Briggs: la finzione ha luogo in 3 condizioni: quando ci sono evidenti ricompense economiche (politici, giudici, docenti), quando il contesto è pubblico e quando la relazione è superficiale.
Riassunto: se l’obiettivo della presentazione di sé è generare un’impressione positiva, allora proiettare immagini false può risultare pericoloso in quanto, nel caso in cui l’inganno venisse scoperto, ne conseguirebbero una percezione e valutazione negativa da parte dell’altro.
Presentazione di sé ingannevole quando: ricompense economiche, relazione superficiale e contesto pubblico. Improbabile che gli individui presentino un’immagine di sé falsa con osservatori che conoscono il loro passato.
Osservatore: due canali per valutare l’immagine trasmessa dall’individuo: verbale (intenzionale) e non verbale (meno controllabile e meno verificabile dall’osservatore).
I primi teorizzatori: Erving Goffman e Edward E. Jones
Metà del secolo scorso: sia psicologia che sociologia si interessano della presentazione del sé. Goffman: studio sistematico della presentazione del sé; Jones: approfondisce il tema dell’ingraziarsi gli altri.
Goffman analizza la vita sociale attraverso la metafora della rappresentazione teatrale. Goffman esamina il modo in cui l’individuo presenta sé stesso e le sue azioni agli altri. Egli ritiene che il comportamento sociale possa essere studiato indagando le immagini che le persone costruiscono nelle situazioni interattive.
Teatro: interazioni sociali consistono in rappresentazioni messe in scena dalle parti coinvolte = l’individuo invita gli osservatori a credere che egli si comporterà in maniera consistente rispetto a come appare.
Attività dell’individuo = rappresentazioni in cui vengono presentate delle immagini di sé che gli altri percepiranno e valuteranno (immagini di sé che l’individuo proietta variano in base agli osservatori). Tra attore e spettatore si stabilisce un accordo implicito che, se non rispettato, può avere conseguenze negative.
Per mantenere un’immagine di sé, l’individuo usa la facciata = impiegata intenzionalmente e involontariamente, funziona in maniera fissa e generalizzata allo scopo di definire la situazione per quanti la stanno osservando.
Facciata composta da:
- Dall’ambientazione (elementi contestuali in cui si svolge l’interazione);
- Dalla facciata personale (riguarda le caratteristiche fisiche dell’individuo);
- Dalla maniera (ruolo e stile interattivo che l’attore intende assumere in quella determinata situazione).
Esistenza sia di una ribalta = luogo in cui si svolge la rappresentazione, e di un retroscena in cui l’individuo, al riparo dalle osservazioni, abbandona il personaggio che recitava; il passaggio da ribalta a retroscena è inaccessibile al pubblico.
Critiche a Goffman:
- Ha escluso dall’analisi delle interazioni sociali la persona e gli aspetti psicologici, perché il sé a cui è interessato è il sé sociale e non privato.
- Eccessivo peso dato alle regole nel determinare il comportamento umano.
- Enfasi posta sulla gestione delle impressioni con lo scopo di ottenere dei vantaggi.
Jones: il modo in cui si viene percepiti è in parte determinato dai tentativi di fornire una particolare impressione di sé. Anni ’60: approfondisce il tema = ingraziarsi gli altri, comportamenti strategici illecitamente designati per influenzare un’altra persona circa l’attrattività delle proprie qualità personali.
Goffman: osservazioni antropologiche sul campo ≠ Jones ha studiato gli aspetti attraverso esperimenti di laboratorio.
Il modello di Leary e Kowalski
Leary, uno dei principali fondatori della presentazione di sé. Nel 1990, con Kowalski, crea un modello a due componenti.
Impression motivation = volontà di impressionare gli altri.
Impression construction = scelta del tipo di impressione da trasmettere.
Impression motivation
Grado di controllo sull’impressione.
Le caratteristiche della situazione e personali interagiscono stimolando l’individuo a produrre manifestazioni di controllo e gestione dell’impressione. Le manifestazioni di monitoraggio dell’impressione si collocano da una parte nell’autoconsapevolezza soggettiva, dall’altra nell’autoconsapevolezza pubblica.
Autoconsapevolezza soggettiva: individui incuranti delle reazioni degli altri al loro comportamento (quando il soggetto non è in grado di riflettere su sé stesso, quindi fatica a monitorare il comportamento e non è preoccupato circa le valutazioni degli altri). Soggetto agisce senza inibizioni.
Autoconsapevolezza pubblica: la gestione delle impressioni domina i pensieri dell’individuo = focalizzato su quello che gli altri potrebbero pensare di lui (quando il soggetto si sente sotto esame/colloquio di lavoro).
Livello di monitoraggio dell’impressione = livello preattentivo e non consapevole.
Leary: 4 livelli di controllo dell’impressione:
- Impression oblivion (= inconsapevolezza dell’impressione): individuo inconsapevole rispetto a come è percepito dagli altri e del fatto che gli altri possano farsi un’impressione.
- Preattentive impression scanning (controllo dell’impressione a livello preattentivo): individuo che controlla le impressioni che gli altri si formano, mentre rivolge la sua attenzione ad altro.
- Impression awareness (consapevolezza dell’impressione): individuo consapevole che gli altri potrebbero farsi impressioni e può pensare alle impressioni che gli altri si fanno su di lui.
- Impression focus (focalizzazione sull’impressione): individuo si focalizza sulle impressioni che gli altri hanno su di lui e sulle possibili conseguenze delle impressioni che sta fornendo.
Motivi che spingono alla presentazione di sé
Monitoraggio dell’impressione che gli altri si formano avviene a livello preattentivo.
Baumeister: due motivi che stanno alla base della presentazione del sé: volontà di essere approvati dagli altri + desiderio di costruire un sé pubblico congruente con il sé ideale.
[Gli individui si impegnano nella manifestazione del sé anche quando non sono previsti vantaggi, quindi vogliono mantenere la propria autostima. Persone più felici quando ricevono feedback.]
Fattori che determinano il grado di motivazione
Leary: impression motivation dipende da 3 fattori:
a) Funzionalità dell’immagine in relazione all’obiettivo: immagine che proiettano deve essere funzionale al raggiungimento degli obiettivi (es. vantaggi, mantenimento autostima, sviluppo del sé).
Visibilità del comportamento: individuo sia maggiormente preoccupato riguardo a come appare agli altri e dunque più motivato a gestire le impressioni che fornisce.
Dipendenza del soggetto dall’osservatore (es. studente con professore, studente motivato a fare una bella impressione).
Individuo si aspetta di avere contatti con l’altro a cui è rivolta (se una persona sappiamo di non vederla più non ci interessa l’impressione che si fa su di noi).
Motivazione alla presentazione di sé è inferiore con persone altamente familiari dello stesso sesso.
b) Rilevanza dell’obiettivo: motivazione aumenta in modo proporzionato al valore dello scopo. Meno è possibile raggiungere il fine, più è grande la motivazione (es. colloquio di lavoro, dove tante persone sperano di essere assunte la motivazione di fare bella figura è grande). Maggiore è il bisogno di sentirsi approvati, più è grande la motivazione a presentarsi in modo favorevole.
c) Discrepanza tra l’immagine attuale e quella desiderata: immagine attuale = quella che l’individuo ritiene che gli altri abbiano ≠ immagine desiderata = quella che il soggetto desidera che gli altri abbiano; discrepanza crea emozione (delusione, tristezza), quindi si adottano strategie e ci si impegna nella presentazione di sé.
Impression construction
Impression construction (scelta del tipo di impressione da trasmettere).
Fattori che determinano il contenuto dell’impressione che si vuole trasmettere:
I. Concetto di sé: le persone tentano di dare un’immagine di sé congruente.
II. Identità perseguita e identità indesiderata: gli individui cercano di trasmettere impressioni il più vicino possibile alle immagini delle loro identità desiderate e perseguite. (Identità desiderabili = ciò che la persona pensa dovrebbe o potrebbe essere). Quindi impressioni pubbliche = interazioni tra
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