2012-2013
La vita è mare Iliana Salcedo
Liceo scientifico Leonardo da Vinci
Quinta G
Ancor più che nel passato gli oceani e i mari richiamano l’attenzione della scienza, dell’economia, della politica; ed è sempre più chiaro che nel futuro essi potranno contribuire a soddisfare in misura sempre maggiore i bisogni dell’intera umanità.
Circa 3,5 miliardi di anni fa, in quel periodo che gli scienziati chiamano Archeano, proprio quando cominciavano a manifestarsi le prime forme di vita, quello che caratterizzava la Terra era un paesaggio dominato da enormi vulcani in piena attività, e da un enorme mare color rame, esalante vapore, sotto un cielo d’un rosso spietato.
Quel meraviglioso ma inospitale spettacolo era caratterizzato dalla presenza delle stromatoliti, un tipo di roccia batterica che riempiva i bassi fondali della Terra primordiale. In assenza di un’atmosfera, i raggi ultravioletti provenienti dal sole, per quanto debole esso fosse, avrebbero potuto strappare qualsiasi legame tra le molecole; eppure all’interno delle stromatoliti c’erano organismi quasi in superficie.
Anche se non sappiamo com’era il reale aspetto della Terra miliardi e miliardi di anni fa, siamo certi che non era un ambiente adatto alla vita come la conosciamo noi. All’epoca la Terra non conteneva più ossigeno di quanto ce ne sia oggi su Marte. Il nostro pianeta, saturo di vapori nocivi derivanti dall’acido cloridrico e dall’acido solforico, per circa due miliardi di anni permise la vita soltanto a organismi di tipo microbico.
A un certo punto, durante il primo miliardo di anni dalla comparsa della vita, un nuovo tipo di organismi, che comunque non aveva l’interesse di evolvere verso forme di esistenza più impegnative e interessanti, cominciò a utilizzare la risorsa più abbondante e disponibile, l’anidride carbonica. I cianobatteri, organismi unicellulari procarioti, fotoautotrofi, assorbendo molecole d’acqua insieme all’anidride carbonica, liberavano ossigeno come prodotto di rifiuto, dando vita in questo modo alla fotosintesi ossigenica.
Tesina di Maturità Pagina 2/8
Con l’aumentare della presenza delle alghe azzurre aumentava anche la presenza di O2, con grande danno per gli organismi per cui esso era nocivo; in un ambiente anaerobico, praticamente a tutti.
L’ossigeno dei cianobatteri non si accumulò subito nell’atmosfera, ma si combinò con il ferro per formare ossidi ferrici, che sprofondarono nei fondali dei mari primitivi, formando quei depositi che oggi determinano gran parte del metallo estraibile.
Ovunque ci fossero bassi fondali cominciarono a formarsi delle strutture; infatti, mentre svolgevano i loro processi chimici, i cianobatteri divennero leggermente vischiosi al punto tale da intrappolare microparticelle di polvere e sabbia cementandole e formando in questo modo strutture buffe ma solide che avevano varie forme e dimensioni, le stromatoliti, che, qualunque fosse la loro forma, erano una sorta di roccia viva e rappresentavano la prima “joint venture” della storia stipulata tra organismi primitivi.
Collegamenti interdisciplinari
- Astrogeo – Stromatoliti: inizio della vita grazie al mare
- Italiano – Leopardi, Verga, Dante
- Inglese – Ernest Hemingway
- Francese – Charles Baudelaire
- Arte – Viandante in un mare di nebbia, David Friedrich