Estratto del documento

Il mare come metafora della vita

Il mare

Cosa diciamo quando diciamo: mare?

Diciamo l’immenso mostro capace di divorarsi qualsiasi cosa, o quell’onda che ci schiuma intorno ai piedi?

L’acqua che puoi tenere nel cavo della mano o l’abisso che nessuno può vedere?

- Oceano mare, A. Baricco

Umberto Saba

  • Lirica che conclude la sezione “Mediterranee” del Canzoniere.

Nella mia giovinezza ho navigato

  • Mare come metafora della vita, piatta e calma, ma piena di insidie (gli “isolotti a fior d’onda” non sono punto di riferimento, perché continuamente cambiano forma a seconda della marea e della luce del giorno: a fior d’onda emergevano, ove raro un uccello sostava intento a prede, coperti d’alghe, scivolosi, al sole diventano quindi un ostacolo nascosto ai meno attenti): non una precisa meta orientata verso punti fermi (il porto illuminato), ma la navigazione libera e rischiosa verso il largo, l’ignoto.
  • Attraverso la figura dell’eroe mitico Ulisse, Saba concretizza la sua vita: ha dovuto superare molti ostacoli e difficoltà per raggiungere la serenità, ma il suo viaggio non è ancora terminato come si nota dai v.v. 11-12 (“me al largo/sospinge ancora il non domato spirito”).
  • Enjambements: ritmo spezzato e affannoso che permette al lettore di immergersi nella “scoperta”, con paura mista a stupore.

Isolotti a fior d’onda emergevano, ove raro un uccello sostava intento a prede, coperti d’alghe, scivolosi, al sole belli come smeraldi. Quando l’alta marea e la notte li annullava, vele sottovento sbandavano più al largo, per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno è quella terra di nessuno. Il porto accende ad altri i suoi lumi; me al largo sospinge ancora il non domato spirito, e della vita il doloroso amore.

(Ulisse)

Giovanni Verga

[…] Però, come giunsero sul lido, davanti al mare nero, dove si specchiavano le stelle, e che russava lento sul greto, e si vedevano qua e là le lanterne delle barche, anche ’Ntoni si sentì allargare il cuore. – Ah! Esclamò stirandosi le braccia. È una bella cosa tornare a casa sua. Questa marina qui mi conosce. – Già padron ’Ntoni diceva sempre che un pesce fuori dell’acqua non sa starci, e chi è nato pesce il mare lo aspetta […].

(I Malavoglia)

  • Nei “Malavoglia”, il paesaggio non è mai descritto, ma sempre raccontato: ciò rende l’idea della simbiosi esistente tra ambiente e personaggi.
  • Lo spazio del villaggio di Aci Trezza è dominato dalla presenza costante del mare, che sembra accompagnare come un sottofondo musicale le speranze e i dolori dei pescatori. Esso è infatti, allo stesso tempo, buono e cattivo: è ragione di vita e di sopravvivenza economica ma, allo stesso tempo, anche causa di sventura e di morte (quando ingoia Bastianazzo e la Provvidenza con lui, ed è il suo carico).
  • Verga utilizza lo spazio marino anche per enfatizzare stati d’animo.
  • Il mare assume anche connotazioni antropomorfe, tipiche delle suggestioni e delle credenze popolari. Infatti, il mare sembra, a tratti, una presenza quasi umana: sensibile alle condizioni meteorologiche, dorme, russa, muggisce e urla.

Il mare non ha paese nemmeno ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.

(I Malavoglia)

Giuseppe Ungaretti

Più non muggisce, non sussurra il mare,

Il mare.

Senza i sogni, incolore campo è il mare,

Il mare.

Fa pietà anche il mare,

Il mare.

Muovono nuvole irriflesse il mare,

Il mare.

A fumi tristi cedé il letto il mare,

Il mare.

Morto è anche lui, vedi, il mare.

Il mare.

(Finale)

  • Mare quasi privo di onde e quindi senza vitalità: è così calmo da sembrare irreale; le onde lasciano viaggiare la fantasia: non essendoci, il mare è privo di sogni e si riduce a un campo senza colori, triste, vuoto insignificante, che non può far altro che cedere il posto a “tristi fumi”, che recano angoscia e dolore tanto che il mare stesso muore.
  • Mare come simbolo dell’uomo che tace, non reagisce e si lascia travolgere dai “fumi”, dagli eventi tristi delle guerre e finisce con il diventare privo di vitalità fino alla morte: esortazione per l’uomo a reagire e a ritrovare i propri “colori”.
  • Anafora e epifora della parola “mare”, soggetto di tutta la lirica.
  • Allitterazione della “m”.

Eugenio Montale

Antico (mare), sono ubriacato dalla voce ch’esce dalle tue bocche quando si schiudono come verdi campane e si ributtano indietro e si disciolgono.

La casa delle mie estati lontane,

t’era accanto, lo sai,

“

e là nel paese dove il sole cuoce e annuvolano l’aria le zanzare.

Come allora oggi in tua presenza impietro, il mare, ma non più degno mi credo del solenne ammonimento del tuo respiro. Tu m’hai detto primo ‘inutile maceria’ degli abissi marini, come il piccino fermento del mio cuore non era che un momento del tuo; che mi era in fondo la tua legge rischiosa: esser vasto e diverso e insieme fisso: e svuotarmi così d’ogni lordura come tu fai che sbatti sulle sponde tra sugheri alghe asterie le inutili macerie del tuo abisso.

(“In limine”)

(“Riviere”):

  • “Ossi di seppia” è una raccolta poetica, risposta negativa e parodistica all’Acyone dannunziano, poiché è anch’essa il diario di un viaggio, contenente 23 liriche, organizzate in 8 sezioni, a cui fanno da cornice un’introduzione e una conclusione.
  • Il titolo allude allo scheletro dell’animale marino che, una volta morto, galleggia sulle onde fino ad essere trasportato a riva insieme ai detriti degli abissi marini, come spolpato di qualcosa precedentemente assorbito: senso di aridità.
  • Al centro della poetica montaleiana vi è un rapporto sofferto con il mondo e con le cose, denunciato in un’irresolutezza esistenziale; la più compiuta espressione di questo dramma, la si trova nella sezione “Mediterraneo” (9 liriche fuse in un unico poemetto), poiché nei suoi versi vibra un senso misto di rassegnazione e di rimpianto, che prende forma in una natura cupa e tesa, popolata solo da reliquie e non da forme di vita vere e proprie: il colloquio con il mare diventa allora soliloquio, un’ispezione nel proprio animo alla ricerca dei tempi dell’infanzia, in cui era ancora forte il legame con la natura.
  • Il mare assume allora significato polivalente: è insieme simbolo di vita (ricordo del paesaggio ligure conosciuto in infanzia) e di morte; letto in chiave freudiana, può rappresentare, da un lato, il liquido amniotico, dall’altro il “padre” verso il quale il soggetto prova avversione da cui cerca di svincolarsi per affermare la propria personalità (ma sarà sempre una personalità amorfa); inoltre, il ripetersi ciclico delle onde ha anch’esso una valenza simbolica, poiché ricorda il ripetersi continuo del tempo, sempre uguale a se stesso.

(Mediterraneo, Ossi di Seppia)

Il mare impetuoso

C’era lui nelle mani che uccidevano, nei morti che morivano, c’era lui, nella sete e nella fame, nell’agonia c’era lui, nella viltà e nella pazzia, lui era l’odio e la disperazione, era la pietà e la rinuncia, lui era questo sangue e questa carne, lui è questo orrore e questo splendore. Non c’è zattera, non ci sono uomini, non ci sono parole, sentimenti, gesti, niente. Non ci sono colpevoli e innocenti, condannati e salvati. C’è solo il mare. Ogni cosa è diventata mare. Noi abbandonati dalla terra siamo diventati il ventre del mare, e il ventre del mare è noi, e in noi respira e vive.

- Oceano mare, A. Baricco

Theodore Géricault

La Zattera della Medusa

  • Dipinto di grandi dimensioni di gusto neoclassico: perfezione formale classicista piegata alla nuova sensibilità romantica (numerosi bozzetti).
  • Soggetto desunto da un fatto di cronaca: scampati al naufragio della fregata francese Medusa, inabissatasi al largo delle coste africane nel 1816.
  • Composizione piramidale nelle funi che tengono l’albero e nell’ammasso di uomini: riferimenti a “La Libertà che guida il popolo” di Delacroix.
  • Gruppo di cadaveri in primo piano (sofferenza patita) contrapposto al gruppo di sopravvissuti nel fondo che cercano la salvezza.

I maremoti

I maremoti

Il maremoto (o tsunami) è un anomalo moto ondoso del mare, originato da un terremoto sottomarino.

Anteprima
Vedrai una selezione di 6 pagine su 22
Mare - Tesina per liceo scientifico Pag. 1 Mare - Tesina per liceo scientifico Pag. 2
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Mare - Tesina per liceo scientifico Pag. 6
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Mare - Tesina per liceo scientifico Pag. 11
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Mare - Tesina per liceo scientifico Pag. 16
Anteprima di 6 pagg. su 22.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Mare - Tesina per liceo scientifico Pag. 21
1 su 22
Sintesi

Italiano:

G. Verga (I Malavoglia), U. Saba (Ulisse), G. Ungaretti (Finale), E. Montale (Ossi di seppia);

Filosofia:

F. Nietzsche;

Latino:

Seneca (Naturales Quaestiones), Plinio il Vecchio (Naturalis Historia);

Storia dell'arte:

Theodore Géricault (La Zattera della Medusa), Impressionismo;

Inglese:

Virginia Woolf, Samuel Taylor Coleridge (The Rime of the Ancient Mariner);

Storia:

la guerra sottomarina (prima Guerra Mondiale); Pearl Harbor (seconda Guerra Mondiale);

Geografia:

i maremoti;

Fisica:

il movimento ondulatorio e le onde;

Matematica:

funzioni sinusoidali.

D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi