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La magia di Walt Disney

“Guarda oltre ciò che vedi” (Cit. Rafiki, “Il Re Leone”)

A cura dell’alunna Cuccuru Silvia

Classe 5ª dell’anno 2014/2015

Introduzione

La mia tesina di maturità presenta quella che secondo me è la magia della Walt Disney.

Il personaggio di Disney è riuscito, attraverso l’immaginazione e la fantasia, a narrare avvenimenti storici, naturali e morali nel modo più semplice e leggero possibile. In questo modo ha creato un mondo parallelo al nostro, dove sia bambini che adulti si perdono.

Un mondo fra sogno e realtà, capace di farci vedere le cose da più punti di vista e di farci sognare ad occhi aperti.

Lo scopo della mia tesina è dimostrarvi qual è la vera magia di Disney, ossia il fatto che nei suoi lungometraggi non si limita a raccontare storie ma, in ognuno di essi, invia un messaggio; in questo modo permette a chiunque di ritrovare la fanciullezza interiore e, al contempo, di farci ragionare su argomenti importanti.

In queste poche righe cercherò di esporvi alcuni esempi secondo me molto dimostrativi di questa teoria, ne “Il Gobbo di Notre Dame”, per esempio, si divulga l’importanza della libertà, da sempre argomentata dalla Filosofia. Con “Wall-e”, “Mulan” e l’ultimo film “Big Hero 6” si avvicina a temi contemporanei come l’inquinamento e il pericolo che stiamo vivendo, l’ormai emancipata realtà femminile o si proietta in una realtà futura in cui la tecnologia risulta sempre più avanzata raccontando le ultime scoperte della robotica. La magia di Disney però non si ferma qui, nella sua carriera riprese diverse opere della letteratura, come “Pinocchio” di Carlo Collodi e “Alice nel Paese delle Meraviglie” di Lewis Carroll, e collaborò con artisti di fama mondiale come l’artista Salvador Dalì.

Con questo lavoro anche io ho un messaggio importante da mandare: la Walt Disney non è solo cartoni, ma è tanto altro ancora.

Grazie e Buona Lettura

Il Gobbo di Notre Dame

Come detto in precedenza, la Walt Disney, nei suoi film, si è sempre preoccupata di inserire temi di carattere pedagogico e associare in questo modo al divertimento anche qualcosa che potesse dare al suo pubblico alcuni insegnamenti.

Come primo esempio farei quello del lungometraggio animato del 1996, “Il Gobbo di Notre Dame”, in cui si tratta un tema che da sempre è proprio alla filosofia, la libertà, i cui teorici principali sono Hegel e Marx.

In Hegel troviamo il concetto di libertà in diversi momenti della sua dialettica.

Prima di tutto è necessario parlare della Libertà presente all’interno della Fenomenologia dello Spirito, considerata Capolavoro di Hegel e parte del suo sistema. La Fenomenologia (più precisamente la triade Coscienza, Autocoscienza, Ragione) costituisce l’antitesi dello Spirito Soggettivo.

Nell’Antitesi di questo momento (l’Autocoscienza), Hegel sostiene che la coscienza, la quale riteneva che la verità si trovasse fuori di sé, capisce che in realtà è in sé e per questo non è più coscienza dell’oggetto, bensì coscienza di sé, ossia AUTOCOSCIENZA.

Qui la coscienza si serve dell’oggetto per soddisfare i propri bisogni (momento dell’appetito), ma non le basta, poiché, una volta soddisfatto un bisogno ve n’è subito uno nuovo. Così essa si mette in relazione a un’altra autocoscienza, in un momento che lui chiama “lotta fra autocoscienze”, questo perché necessita di essere riconosciuta da un altro oggetto pensante.

Questo riconoscimento avviene attraverso la lotta e il conflitto, le due autocoscienze lottano infatti per il dominio dell’una sull’altra. Una delle due desidera talmente tanto prevalere che è disposta ad accettare anche la morte, l’altra invece ne ha troppa paura e, per questo, si sottomette all’altra. Questa è la così detta “dialettica Signore-Servo”.

Successivamente accade che l’autocoscienza sconfitta si libera attraverso il lavoro, perché compiendolo riacquista l’autodisciplina e si rende conto di non essere un oggetto perché è essa a trasformare le cose. Al contrario il Signore, non lavorando più, non ha più un polo dialettico con cui confrontarsi e perciò diventa dipendente dal servo dal momento che non ha più la capacità di compiere da solo il proprio lavoro. Si ha quindi la “Liberazione dell’autocoscienza” che è una liberazione interiore perché l’uomo capisce di essere libero spiritualmente e per questo rimane esterno alle sue catene materiali. La sua libertà è tuttavia solo astratta.

Nel momento successivo alla Fenomenologia, troviamo la Psicologia, in cui la coscienza ha come oggetto di studio lo spirito che non è altro che il punto di arrivo della coscienza. Qui lo spirito si divide in Teoretico, Pratico e Libero. Nel primo momento conosce le cose per poi agire su di esse come spirito pratico e nell’ultimo momento diventa libero perché, essendo unico e assoluto, non può che essere libero di conoscere, di essere e di scegliere. Ciò che distingue l’uomo da tutti gli esseri viventi è proprio questo, il fatto che come essenza abbia la LIBERTÀ.

Essa è LIBERTÀ DI, quindi è positiva ma si realizza solo individualmente e questo a Hegel non basta perciò si trapassa automaticamente al momento successivo dello Spirito Oggettivo, in cui lo spirito realizza la sua essenza attraverso le istituzioni concrete dell’uomo. Qui, come in tutta la dialettica Hegeliana vale il principio secondo il quale “il vero è l’intero”, perciò il momento più importante risulta la sintesi della sintesi, ossia lo Stato (sintesi dell’Eticità). Lo Stato è la massima realizzazione dello spirito nel mondo, esso non è uno stato dispotico, perciò Hegel attribuisce grande importanza alla costituzione che pone come tesi dello stato delineando i poteri che lui cataloga in esecutivo, legislativo e principesco. Nel secondo momento dello Stato Hegel parla della politica estera dove giustifica la guerra. Nell’ultimo momento (La Filosofia della Storia) Hegel delinea la realizzazione della libertà nella storia. Essa avviene in modo progressivo, prima nel Mondo Orientale, in cui la libertà è propria di un solo uomo (Faraone, Sultano) mentre tutti gli altri sono servi. Successivamente si prosegue con il Mondo Greco-Romano, in cui vi è la libertà di pochi ed è un momento importante perché qui che nasce la libertà. L’ultimo momento è il Mondo Cristiano-Germanico in cui governano leggi universali e perciò vi è una libertà totale.

La visione della libertà secondo Marx è invece una libertà fisica, non solo spirituale. Qui si ha un totale contrapposto con Hegel, infatti Marx rifiuta lo stato perché ritiene che sia massima espressione della classe dominante, mentre essa va abbattuta attraverso la rivoluzione della maggioranza più povera. Secondo Marx tuttavia l’abbattimento della società di classe si dovrà avere progressivamente, all’inizio si avrà quello che lui definisce “Dittatura Rivoluzionaria del Proletariato”, cioè una dittatura di una maggioranza di ex oppressi su una minoranza di ex oppressori.

Ovviamente la borghesia si opporrà a tutto questo, è perciò necessario attuare delle precauzioni, abolendo il diritto di proprietà privata, nazionalizzando le banche e confiscando le fabbriche dandole in gestione agli operai. Inoltre è importante adottare altre due misure, che Marx ritiene importantissime: l’istruzione giovanile obbligatoria e l’abolizione del lavoro minorile. Effettuati questi cambiamenti avverrà il salto nella libertà che Marx non spiegò mai molto bene per evitare di sfociare nell’utopia ma si limitò a dire che si avrà una società per cui “il libero sviluppo di ognuno è condizione del libero sviluppo di tutti”.

Nel film “Il Gobbo di Notre Dame” si tratta un concetto di libertà ben diverso da quelli formulati da questi due filosofi. Vi è un’idea molto più elementare ma che in ogni caso riconduce a una libertà spirituale data dalla coscienza di sé come quella di Hegel ma anche a una libertà fisica data dall’uguaglianza totale di tutti.

In questo film Walt Disney lancia un messaggio importante ai bambini ma anche a tutti noi, secondo cui dobbiamo abbandonare le discriminazioni, in cui predica l’uguaglianza e soprattutto l’inviolabilità della libertà di ognuno che nel film vediamo invece negata. La Walt Disney trasse ispirazione dal libro “Notre Dame de Paris” di Victor Hugo. La trama venne tuttavia modificata molto con lo scopo di adattarla a un pubblico più vasto, la storia in sé non richiama molto il tema della libertà che è invece il messaggio principale del film. Possiamo intuire quindi che lo scopo fosse proprio quello di trasmettere al pubblico un concetto del genere, in modo da associare al divertimento di un film come questo un tema importante come quello dell’uguaglianza sociale.

Fonti:

  • Wikipedia (Il Gobbo di Notre Dame)
  • Appunti delle spiegazioni di Filosofia della Professoressa Manola Ruiu

Mulan

Mulan è un film che si ispira ad un’antica leggenda, descritta in un famoso poema cinese conosciuto come “La Ballata di Mulan”. Le due storie sono molto simili tra loro, l’unica differenza è che nella leggenda il nome della ragazza è Hua Mulan e che rimase inscoperta per 12 anni, durante i quali continuò a combattere nell’esercito cinese arrivando a raggiungere la carica di generale e in seguito anche quella di comandante. La sua vera identità verrà scoperta quando un comandante anziano dopo averle offerto la figlia in sposa, ricevuti diversi rifiuti da parte di Mulan, indispettito, raggiunse Mulan a casa scoprendo la sua vera identità.

Dopo questa lieve digressione riguardo l’origine del trentaseiesimo Classico d’animazione Walt Disney è necessario evidenziare la differenza che manifesta rispetto alle storie a esso precedenti. Mulan è infatti per la prima volta una donna attiva, che scrive la sua storia da sola e sebbene sia presente la storia d’amore in quest’opera non ne risulta il centro ma solo un elemento marginale, tuttavia ineliminabile nelle storie marcate Disney. L’eroina che non si sottomette agli stereotipi imposti dall’antica società cinese, secondo la quale dovrebbe portare onore alla propria famiglia diventando semplicemente una buona moglie, si presenta come un personaggio femminile Disney atipico.

Mulan rappresenta inoltre una perfetta eroina con un grande senso del coraggio: con i nemici alle porte, l’ordine dell’imperatore è categorico, “ogni famiglia dovrà fornire un uomo per la guerra”. E di uomo si tratta, appunto, quando Mulan decide di sostituirsi al padre zoppo e prendere il suo posto in battaglia: si taglia i capelli (simbolo della femminilità per antonomasia) con una spada, indossa l’armatura del padre e, travestita da uomo, parte per il campo di addestramento militare.

Il finale è scontato, il… e vissero felici e contenti è onnipresente, senza però castelli e palazzi da pulire. Un lieto fine che fa riflettere però su quanto, stavolta, la nostra protagonista rappresenti un’eroina senz’altro positiva, ma che sia anche metafora di alcuni coni d’ombra come quello del travestirsi da uomo per poter vedere riconosciuta una certa emancipazione, mortificando così la propria femminilità.

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Sintesi

Tesi monografica sulla magia della Walt Disney

La mia tesina di maturità presenta quella che secondo me è la magia della Walt Disney.

Il personaggio di Disney è riuscito, attraverso l'immaginazione e la fantasia, a narrare avvenimenti storici, naturali e morali nel modo più semplice e leggero possibile. In questo modo ha creato un mondo parallelo al nostro, dove sia bambini che adulti si perdono.

Collegamenti interdisciplinari

  • Filosofia = Il gobbo di Notre Dame - la libertà in Hegel e Marx
  • Storia = Mulan - emancipazione femminile
  • Scienze = Wall-E - inquinamento
  • Fisica = Big Hero 6 - robotica
  • Arte = Destino - collaborazione fra Dalì e Disney
  • Letteratura italiana = Pinocchio - Pinocchio di Collodi
  • Letteratura inglese = Alice in Wonderland - Alice in Wonderland Carroll
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