Matteo Greco
La libertà
- Letteratura italiana: Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello.
- Filosofia: Kierkegaard e l’Aut-Aut.
- Francese: Sartre e Les Mouches.
- Inglese: George Orwell e 1984.
- Storia: La resistenza ed i Partigiani.
- Latino: Seneca.
- Geografia astronomica: La Luna.
- Fisica: La forza di gravità.
- Educazione fisica: Yoga 1.
La libertà
“Ci sono diversi tipi di libertà, e ci sono parecchi equivoci in proposito.
Il genere più importante di libertà è di essere ciò che si è davvero.”
Jim Morrison
Libertà è una delle parole del nostro vocabolario maggiormente usate ed è contemporaneamente anche una di quelle cui diamo le più ampie sfumature.
Generalmente per libertà si intende la capacità di poter agire secondo la propria volontà, essere liberi di scegliere della propria vita. Questa utopia si scontra però con i condizionamenti del mondo reale e con alcune necessità proprie dell’uomo.
“L’uomo è un animale sociale”, disse Aristotele, e non può fare a meno della società, degli amici, degli altri. Il mondo ha un suo ritmo e l’uomo può scegliere di seguirlo, di camminare con esso. Così, in questa limitazione, può ricercare la sua libertà individuale, insieme agli altri. “La libertà è partecipazione” cantava Giorgio Gaber e nella stessa canzone diceva anche “Vorrei essere libero, libero come un uomo. Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia, che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà”. Nel farsi comandare.
Perché la libertà non coincide con l’anarchia bensì con un ordinamento politico e sociale che garantisca pari libertà ad ognuno.
Essere se stessi è inoltre il primo modo di essere liberi. Purtroppo però la nostra società non sempre accetta tutti indiscriminatamente portando alcuni individui “deboli”, nella paura di non essere accettati, a tentare di omologarsi alla massa, indossando una maschera, giocando un ruolo e perdendo inconsciamente la propria identità, specchio della propria libertà.
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Letteratura italiana
Nel romanzo “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello, che apparve dapprima a puntate sulla rivista “Nuova Antologia” nel 1904 e nello stesso anno fu anche pubblicato in volume, la ricerca della libertà è esplicita.
Cambiando personalità ed approfittando del fatto d’essere creduto morto, Mattia crede di liberarsi della sua vita frustrante, ma la società gli nega questa libertà.
Infatti non solo non gli riconosce il diritto di crearsi una nuova identità ma addirittura non gli permette nemmeno di ritornare a quella originaria, poiché considera morto per sempre Mattia Pascal.
Nella parte iniziale del racconto il protagonista, oppresso dalle ingiustizie della vita, stanco di subire la malvagità della suocera e il peso della moglie Romilda, rinunciando alla sua identità ed alla sua vita riesce a liberarsi di tutti i suoi problemi e le sue pene pagando però un caro prezzo: abbandonare il suo mondo e la sua identità per costruirne una nuova. Mattia deve quindi morire per ricominciare tutto da capo.
Quando gli si presenta l’occasione la coglie al volo. In paese è stato trovato un cadavere ed è stato riconosciuto per errore come il suo. A questo punto lui “non è più Mattia”, non ha più obblighi, né doveri ed approfittando della situazione parte per girare l’Europa, cambia nome in Adriano Meis e plasma una nuova personalità, libera.
Filosofia
Mattia, prima di inscenare la sua morte, aveva raggiunto quello che secondo quanto dice Kierkegaard nel “Aut-Aut” è lo stato etico. Questo stadio è una delle tre alternative dell’esistenza: lo stadio estetico, quello etico e quello religioso.
Lo stadio estetico è quello tipico dell’esteta che cerca di vivere attimo per attimo, cogliendo dall’esistenza tutto ciò che giudica bello. Il modello di questo stadio è il Don Giovanni, un seduttore che gode di ciò che le situazioni gli offrono. Non ama una sola donna ma tante, seducendole tutte. La sua forza sta nel desiderio ed egli gode dell’appagamento del suo desiderio ma dopo cerca un nuovo desiderio e poi un altro ancora, all’infinito.
Così tenta di fuggire dalla noia che però lo assale portandogli un senso di insufficienza di tale vita e la percezione che esista un altro modo di vivere.
Lo stadio etico rappresenta invece il modello borghese di vivere: lavoro, matrimonio, famiglia e quindi responsabilità. Questo stato è caratterizzato dalla ripetizione, la routine. Il marito è fedele e compie i propri doveri verso i suoi familiari. Egli sacrifica la sua individualità a favore della famiglia, proprio come Mattia Pascal.
Tutto questo porta ad un’irriducibile tendenza al peccato, causato dalla noia della ripetitività, che il buon marito cerca di eludere fino al punto di cadere nella disperazione. Il senso di colpa si trasforma così in pentimento.
Lo stadio religioso è l’unico stadio che permette all’uomo di essere veramente libero, seguendo il modello di vita religiosa di Abramo. È caratterizzato da una gran fede che porta l’uomo alla solitudine ed alla salvezza. Solitudine perché Dio chiede all’uomo uno sforzo, quello di vivere secondo una dimensione religiosa che il mondo non accetta e che quindi porta all’allontanamento dagli altri ma anche alla salvezza.
Kierkegaard è il precursore dell’esistenzialismo ed è il filosofo dell’individuo. L’uomo è fondamentalmente libero ed è costretto a scegliere che cosa fare della propria vita.
La possibilità di scegliere delle proprie azioni porta all’angoscia e la possibilità di scegliere della propria esistenza porta alla disperazione. Quest’ultima è una “malattia mortale” poiché l’uomo si rende conto della sua incapacità di risolvere il problema del rapporto con se stesso.
L’ateismo è il culmine della disperazione, è il rifiuto di rivolgersi a Dio per cercare quell’aiuto essenziale per la propria esistenza per timore di perdere la propria libertà. Proprio nella disperazione però si trova la via della Salvezza.
Il contrario della disperazione è infatti la fede, capovolgimento dell’esistenza. Con la fede l’uomo sceglie Dio contro il mondo, scommette su Dio, come Pascal, e crede nella sua esistenza e nella sua unicità. Nella coscienza la vera fede ci avverte che il Cristianesimo non è di questo mondo ma guarda al di là di esso.
Francese
Les Mouches est une pièce de théâtre de Jean-Paul Sartre un philosophe et écrivain français existentialiste.
Oreste arrive à Argos où Egisthe, roi depuis quinze ans, entretient la ville dans un climat de contrition générale.
Il rencontre sa sœur, Électre, réduite à l’état de servante par Egisthe et Clytemnestre qui ont assassiné son père Agamemnon à son retour de la guerre de Troie.
Letteratura italiana
Luigi Pirandello (Il fu Mattia Pascal)
Filosofia
Soren Kierkegaard (l’Aut-Aut)
Francese
Jean-Paul Sartre (Les Mouches)
Inglese
George Orwell (1984)
Storia
La resistenza ed i partigiani
Latino
Seneca
Geografia astronomica
La Luna
Fisica
La forza di gravità
Ed. fisica
Lo yoga