Indice
Prefazione........................................................................................... 3
I. José Echegaray................................................................................. 5
II. Luigi Pirandello................................................................................. 7
II.1. La vita....................................................................................... 9
II.2. Il relativismo psicologico.........................................................12
II.3. L’Umorismo pirandelliano.......................................................13
II.4. Le novelle................................................................................ 13
III. La seconda rivoluzione industriale...............................................19
III.1. L’età giolittiana......................................................................26
IV. La Costituzione e il diritto del lavoro............................................29
IV.1. Struttura della Costituzione....................................................29
IV.2. Articoli.................................................................................... 30
V. L'organizzazione e la gestione delle risorse umane......................36
V.1. Gestione del personale............................................................38
VI. L'IRPEF......................................................................................... 42
VI.1. Redditi imponibili...................................................................44
VII. La Ricerca Operativa...................................................................49
VII.1. Fasi della ricerca...................................................................49
VII.2. Problemi di scelta..................................................................50
Bibliografia........................................................................................ 53
Sitografia........................................................................................... 54
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Prefazione
Questa tesina si incentra sul tema del lavoro, un argomento attuale e di importanza rilevante dal momento in cui il nostro paese è fondato proprio sul principio lavorista (articolo 1 della Costituzione).
Il primo capitolo riguarda la figura di un importante letterato spagnolo, José Echegaray, che rivestì la carica di Ministro dell’Economia (stesso ruolo ricoperto da Giolitti in Italia) e quindi si occupò dei problemi inerenti al lavoro nel suo Paese; ma al tempo stesso fu anche letterato e uomo di teatro di grande successo, al punto che nel 1904 vinse il premio Nobel per la letteratura. Nel secondo capitolo si tratta, invece, di un altro importante letterato, questa volta però della cultura italiana, Luigi Pirandello. Questi visse durante il Decadentismo, ebbe un rapporto controverso con il fascismo, subì l’influenza di Freud e, come Echegaray, fu uno dei massimi esponenti del teatro del ‘900; inoltre, nelle sue Novelle, sono rappresentate anche le condizioni dei lavoratori nel Sud, rimasto arretrato rispetto al Nord del Paese.
Il terzo capitolo concerne i cambiamenti e le innovazioni che il mondo visse nella seconda metà dell'800 grazie alla Seconda rivoluzione industriale. In Italia ci furono innovazioni anche a livello di diritti dei lavoratori, soprattutto per merito del primo ministro dell’epoca, Giovanni Giolitti. Fu lui, infatti, che promosse delle leggi per tutelare il lavoro femminile e minorile e ridusse l'orario del lavoro.
Si passa così a trattare più nello specifico il lavoro che è alla base di qualsiasi società civile. Infatti, il primo articolo della Costituzione italiana, la quale contempla e disciplina, in più punti, il lavoro e la sua organizzazione, recita: "L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro".
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Nel quinto capitolo mi è sembrato opportuno analizzare l’impresa moderna relativamente all’organizzazione e gestione del personale. L’impresa è un sistema costituito da un insieme di risorse e attori legati tra loro da relazioni orientate alla realizzazione di determinate attività. A questo capitolo segue, pertanto, quello inerente alle tasse che colpiscono i lavoratori, ossia l’IRPEF, imposta che grava sul reddito annuo netto delle persone fisiche.
Nell’ultimo capitolo si esamina la Ricerca operativa, branca della matematica molto utilizzata nel mondo della produzione industriale, che consiste nel determinare le attività decisionali necessarie per permettere di operare le scelte migliori per raggiungere un determinato obiettivo, rispettando determinati vincoli.
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I. José Echegaray
José Echegaray (Madrid 1832 – Madrid 1916) fue un dramaturgo, político y matemático español.
Echegaray fue un polifacético personaje de la España de finales del siglo XIX, con excelentes resultados en todas las áreas en las que se involucró. Obtuvo el Premio Nobel de Literatura en 1904. Está considerado como el más grande matemático español del siglo XIX.
Nació en Madrid y pasó su infancia en Murcia, donde realizó los estudios correspondientes a la enseñanza primaria. Con el objeto de preparar el ingreso a la Escuela de Ingenieros de Caminos, se trasladó con catorce años a Madrid. Cumplidos veinte años, salió de la Escuela de Madrid con el título de Ingeniero de Caminos.
En 1854 comenzó a dar clase en la Escuela de Ingenieros de Caminos y de 1858 a 1860 también fue profesor de la Escuela de Ayudantes de Obras Públicas. Tras la revolución democrática de 1868 y la entrada de Prim en Madrid, Ruiz Zorrilla, nombró a Echegaray Director General de Obras Públicas, cargo que ocuparía hasta 1869 en que fue nombrado Ministro de Fomento y de Hacienda entre 1872 y 1873.
Como ministro de Fomento realizó la Ley de Bases de Ferrocarriles.
La abdicación de Amadeo de Saboya el 11 de febrero de 1873 hizo que el gobierno de Ruiz Zorrilla fuera destituido y se formara un nuevo gabinete republicano que sería depuesto con la entrada del ejército en el congreso en enero de 1874 al mando de Pavía. Al golpe siguió la formación de un gobierno de concentración, el cual volvió a requerir los servicios de Echegaray como Ministro de Hacienda, desde
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donde se le daría al Banco de España el carácter de banco nacional con el monopolio de emisión de billetes.
Dejó el Ministerio de Hacienda para dedicarse a la literatura. En 1905 regresó de nuevo al Ministerio de Hacienda durante el reinado de Alfonso XIII, desaparecido su fervor republicano.
Echegaray fue presidente del Ateneo de Madrid, Presidente de la Asociación de Escritores y Artistas Españoles durante el periodo, miembro de la Real Academia Española y senador vitalicio.
Como político, Echegaray demostró ser un excelente gestor, celoso administrador de los dineros públicos, que como buen liberal sólo invertía en grandes obras públicas de desarrollo, como el ferrocarril.
Echegaray fue además un dramaturgo de gran éxito entre el público de la época y en 1904, compartió el Premio Nobel de Literatura con el poeta Mistral, convirtiéndose así en el primer español en recibir un premio Nobel. El premio le fue entregado en Madrid en el 1905 por el Rey.
Como literato, las obras de Echegaray gozaban de gran reconocimiento entre el público, pues se esforzaba en crear finales espectaculares sobre los cuales, muchas veces, construía su obra.
La concesión del Nobel de Literatura escandalizó a las vanguardias literarias españolas porque en ese tiempo Echegaray no era considerado un dramaturgo excepcional y su obra era criticada muy duramente por escritores como Clarín. Él mismo mantuvo siempre una actitud distante con sus obras, no obstante contaba con la admiración de autores como Pirandello.
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II. Luigi Pirandello
L’inizio del ‘900 fu un periodo di crisi e grandi cambiamenti sia in ambito socio-economico che letterario. Lo scrittore, che durante il Romanticismo aveva assunto la funzione di guida verso il mondo degli ideali, vide in questo secolo fallire il suo obiettivo.
Questa crisi dei valori portò a delle rilevanti conseguenze nel settore del romanzo.
La cultura della crisi fu profondamente influenzata da pensatori e scienziati come Freud, il quale, con la scoperta dell’inconscio, rivelò la presenza di un mondo interiore che condiziona la vita umana.
Dal romanzo dei fatti, tipico dell’epoca del Realismo, raccontato in modo oggettivo da un narratore esterno, si passò al romanzo di “analisi”.
La realtà fu raccontata in modo soggettivo, il narratore usò la prima persona, mostrando un coinvolgimento nella narrazione, si assistette a un capovolgimento della consequenzialità logico-temporale (si usarono, per esempio, diffusamente i flash-back).
Spiccò, inoltre, il “monologo interiore” con il quale il narratore riuscì a esprimere i pensieri e la coscienza dei personaggi.
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In questo periodo gli elementi caratteristici della letteratura furono: perdita di fiducia della ragione, mistero che circonda l’uomo, solitudine.
A questa produzione artistica fu dato il nome di Decadentismo.
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II.1. La vita
Luigi Pirandello nacque nel 1867 a Girgenti da una agiata famiglia.
La sua infanzia fu caratterizzata dalla difficoltà di comunicare con gli adulti e, in modo particolare con il padre. Questo lo stimolò a studiare il modo di comportarsi degli altri per cercare di corrispondervi al meglio. Studiò al liceo classico di Palermo, poi si iscrisse alla facoltà di Lettere. Di qui passò nel 1887 all'università di Roma, poi a quella di Bonn dove conseguì la laurea. Al suo ritorno, volendo dedicarsi alla letteratura, si stabilì a Roma dove cominciò a collaborare con poesie e scritti critici a riviste come la "Nuova Antologia" e il "Marzocco". Nel 1894 sposò Antonietta Portulano, dalla quale avrà tre figli. Nel '97 gli venne conferita, presso l'Istituto Superiore di Magistero, la cattedra di stilistica e poi di letteratura italiana, che terrà fino al 1925. Seguì, a partire dal 1903, un periodo difficile per lo scrittore, a causa della rovina dell'azienda paterna e con essa del patrimonio suo e della moglie. Intanto pubblica poesie, saggi, romanzi e novelle, ma la fama gli arriva come autore drammatico. A partire dal 1922 organizza una raccolta completa delle sue novelle sotto il titolo "Novelle per un anno", che allude al progetto, rimasto incompiuto (con un totale di 218 novelle), di scrivere una novella per ogni giorno dell'anno. Nel '25 lascia l'insegnamento per dirigere il Teatro d'arte di Roma e fondare una sua compagnia. Nel '34 gli fu conferito il Nobel per la letteratura. Morì a Roma nel 1936.
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Il suo primo grande successo fu merito del romanzo “Il fu Mattia Pascal”, scritto nel 1903, pubblicato nel 1904 e subito tradotto in diverse lingue. Il romanzo è raccontato in prima persona; narra le vicende di Mattia Pascal, abitante di un paesino siciliano che, sposatosi, si ritrovò a vivere una vita molto infelice. Lavorava come bibliotecario, cioè faceva un lavoro noioso e poco appagante. Così un giorno, esausto, decide di fuggire di casa: leggendo un quotidiano apprese in seguito che nel suo paese tutti lo davano per morto, e così ne approfittò per tentare di cambiare completamente vita.
Nella sua lunga fuga da casa ebbe la fortuna, entrando in un casinò, di vincere una somma considerevole e di allungare il suo viaggio: cambiò la sua identità, divenendo così Adriano Meis.
Questo cambiamento di nome sta a dimostrare quanto forte fosse la sua volontà di cambiare vita, di ripartire da zero: in questo intento egli fallisce completamente, tant'è che dopo un periodo di viaggi, egli ritorna nel suo paesino, trovando sua moglie sposata con un altro uomo con cui aveva concepito una bambina.
Si nota che la trama prende l’avvio da un fatto casuale, a dimostrazione della totale mancanza di senso nelle circostanze della vita. Mattia è un personaggio che non riesce ad accettare le leggi e le maschere che la società
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impone, al contempo non riesce a trovare una sua identità; alla fine è costretto a vivere come spettatore estraneo della vita.
Altro famoso romanzo fu “Uno nessuno e centomila” (1925), la cui storia inizia da una scoperta apparentemente banale. Il protagonista, Vitangelo Moscarda, detto Gengè, infatti, guardandosi allo specchio, si accorge per la prima volta, a 28 anni, di avere il naso che pende a destra. Sua moglie Dida, invece, lo sa da sempre ed è consapevole di altri suoi piccoli difetti. Da questa situazione ordinaria, Vitangelo ricava considerazioni inquietanti: non si vede come lo vedono gli altri, ma gli altri vedono in lui cose che egli ignora. Ciò riguarda non solo il suo aspetto fisico, ma anche la sua personalità, di conseguenza egli crede di essere uno, ma appare in centomila modi agli altri, per cui si sente nessuno.
Perché Pirandello arrivasse al successo, si dovette aspettare il 1922, quando si dedicò totalmente al teatro e nel giro di un decennio arrivò ad essere il drammaturgo di maggior fama nel mondo, come testimonia il premio Nobel per la letteratura ricevuto nel 1934.
Tra le sue numerose opere teatrali ricordiamo “Il berretto a sonagli”; “Sei personaggi in cerca d’autore”; “Questa sera si recita a soggetto”, che rappresentò una particolare forma di teatro, il cosiddetto teatro nel teatro o metateatro: quando cioè all’interno di una rappresentazione si mette in scena un’altra azione teatrale della quale viene dichiarata la natura fittizia.
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scena un’altra azione teatrale della quale viene dichiarata la natura fittizia).
II.2. Il relativismo psicologico
Pirandello non fu un vero e proprio filosofo, ma maturò una serie di riflessioni filosofiche subendo l’influenza di filosofi importanti, quali Bergson e Simmel, padri del relativismo.
Dal contrasto tra la vita e la forma nasce il relativismo psicologico che si esprime in due sensi: orizzontale, ovvero nel rapporto interpersonale, e verticale, ovvero nel rapporto che una persona ha con se stessa.
Gli uomini nascono liberi ma il caso interviene nella loro vita precludendo ogni loro scelta: l'uomo nasce in una società precostituita dove ad ognuno viene assegnata una parte secondo la quale deve comportarsi.
Ciascuno è obbligato a seguire il ruolo e le regole che la società impone, anche se l'io vorrebbe manifestarsi in modo diverso: solo per l'intervento del caso può accadere di liberarsi di una forma per assumerne un'altra, dalla quale non sarà più possibile liberarsi per tornare indietro, come accade al protagonista de “Il fu Mattia Pascal”.
L'uomo accetta la maschera che lui stesso ha messo o con cui gli altri tendono a identificarlo.
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Il dramma che vive l’uomo contemporaneo, secondo Pirandello, è l’incomunicabilità, che nasce dall’incapacità dell’uomo di farsi capire dagli altri e dall’impossibilità di avere un confronto basato sulla verità.
II.3. L’Umorismo pirandelliano
Strettamente legata alla visione generale della vita fu, in Pirandello, la concezione dell’Arte, da lui illustrata nel saggio Umorismo (1908), per Pirandello, l’arte non deve essere specchio della realtà, deve interpretarla.
L’umorismo è il sentimento del contrario; il comico è l’avvertimento del contrario. Pirandello paragona l’intervento dell’arte umoristica a un demonietto che ha lo scopo di squarciare i veli che avvolgono la realtà per penetrarla a fondo.
II.4. Le novelle
Nel 1922 Pirandello decise di pubblicare tutto il materiale novellistico con il titolo Novelle per un anno. Dalle novelle Pirandello attinse il materiale per molte opere teatrali: 10 novelle diventarono altrettanti atti unici. Il titolo della raccolta rappresenta una sfida dell’autore a se stesso nel prefiggersi di raggiungere il numero di 365, quanti sono
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appunti i giorni dell’anno. In realtà ne riuscì a comporre 255.
Dalla lettura si ricava un senso amaro e penoso dell’esistenza, che colpisce i personaggi, i quali tentano di ribellarsi attraverso una fuga nell’irrazionale e nella follia.
All’interno della raccolta meritano un discorso a parte le novelle di ambiente siciliano, che hanno per lo più come protagonisti i contadini (tra le più famose ricordiamo Ciaula scopre la luna, La giara, La patente); le altre novelle invece sono ambientate a Roma, e i protagonisti appartengono al ceto della borghesia.
II.4.1. Ciaula scopre la luna
Questo racconto fu scritto da Pirandello (fa parte delle Novelle per un anno) e fu pubblicato sul Corriere della Sera il 29 dicembre 1912.
Ciaula, sinonimo di “cornacchia” in dialetto siciliano, a causa della sua abitudine di ripetere continuamente il verso dell’animale, ha circa trent’anni e trasporta lo zolfo grezzo scavato dai picconieri. Per via dei suoi problemi mentali è spesso preda delle percosse e dei soprusi dei suoi compagni minatori.
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Collegamenti
- Lavoro: Risorse umane, tasse e leggi, tesina
- Spagnolo: José Echegaray
- Italiano: Luigi Pirandello (Ciaùla scopre la luna)
- Storia: La seconda rivoluzione industriale e l'Età Giolittiana
- Diritto: Costituzione e leggi riguardanti il diritto al lavoro
- Economia aziendale: L'organizzazione e la gestione del personale
- Scienza delle finanze: IRPEF
- Matematica: Ricerca operativa.