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Kandinskij

Rivoluzione tra arte e musica

Carrubba Elena

Classe 5 D

A.S. 2013/2014

Prefazione

Kandinskij è uno di quei pittori che si ama o si odia. Ha un’arte di difficile

comprensione, che a molti può risultare banale.

Come le tele di altri astrattisti molti, quando vedono un suo quadro, pensano

“bah, certo che questo potevo farlo anche io!” e confesso che inizialmente

anche io, da buona inesperta, ero tra questi.

Tornati da uno stage in Francia, abbiamo assistito alla mostra dedicatagli

allestita presso il Palazzo Reale di Milano e lì è scattato qualcosa in me.

Vedendo i primi lavori “più comprensibili” la prima cosa a cui ho pensato è

stata “ah ma allora anche lui sa disegnare..”. Poi hanno cominciato ad apparire

le prime tele astratte e istintivamente ho iniziato ad arricciare il naso.

Proseguendo nel percorso guidato, sono rimasta colpita da due grandi quadri e

mi sono inevitabilmente ritrovata come imbambolata, ipnotizzata da quelle

macchie di colore che non rappresentavano assolutamente niente di logico, ma

che mi hanno calmata in un battito di ciglia. Di colpo ho provato una

sensazione interiore indescrivibile, quasi di pace e lì ho pensato che, forse,

quell’arte astratta non era poi così malaccio.

Andando avanti con la nostra guida ho scoperto i suoi quadri e nel contempo

anche la sua vita. Vedendo tutti i suoi spostamenti tra guerre e carestie mi è

venuto, stupidamente, da pensare che forse è stato un pochino sfortunato e mi

sono chiesta come un uomo abbia potuto trovare la forza di affrontare tutti quei

problemi e cambiamenti radicali, ma sotto sotto cominciavo ad apprezzarlo

(soprattutto dopo aver visto la serie delle amebe). Magari avrebbe potuto

diventare materia di esame?

Tornata a casa ho raccontato a mia madre questa esperienza, la quale mi ha

risposto “chissà cosa ci troverete mai in questo Kandinskij. Andò anche tuo

fratello ad una sua mostra e finì con farci la tesina di terza media!”

Magari non era poi un caso.

Iniziando a fare ricerche sul pittore, ho scoperto che è stato fortemente legato

alla musica per gran parte della sua vita, altro elemento che riesce a

coinvolgermi molto. Viste le coincidenze ho deciso di buttarmi ed eccomi qui,

a provare a farvi conoscere questo artista spaccato a

metà tra arte e musica, diviso tra estimatori e detrattori.

L’innovazione attraverso Kandinskij

Vasilij Kandinskij nasce a Mosca il 4 dicembre 1866 in una

famiglia di origini borghesi. È considerato uno dei

maggiori esponenti dell’Astrattismo, uno dei movimenti

europei definiti come “Avanguardie storiche”, sviluppate durante i primi due

decenni del Novecento.

Fin da piccolo, studiando pianoforte e violoncello, si ritrova a contatto con un

tipo di arte che avrà una forte influenza sulla sua pittura: la musica. In

particolare, hanno un ruolo significativo i compositori Richard Wagner

Lohengrin)

(attraverso, ad esempio, l’opera e Arnold Schönberg. Kandinskij,

infatti, è considerato uno degli artisti in cui la melodia ha avuto maggior

suggestione. Per lui l’arte è vista come fusione perfetta tra suono e colore.

Inizialmente studia legge, per poi lasciare questo percorso e intraprendere

quello riguardante l’arte, frequentando l’Accademia di Belle Arti a Monaco di

Baviera, in Germania.

Nel 1901 inizia ad approfondire la sua carriera artistica, con la fondazione del

movimento “Phalanx”, con il quale riunisce sotto un unico nome vari artisti

progressisti del periodo.

Nel 1908 si stabilisce a Murnau, in Baviera, con la sua compagna Gabriele

Münter, conosciuta all’interno del Phalanx. È proprio tra queste colline e

paesaggi magnifici che sorge la “Russenhaus”, loro abitazione nonché luogo di

incontro tra gli artisti.

Da qui ha inizio l’arte astratta, grazie anche ad un evento fortuito che causò in

Kandinskij un lampo di genio improvviso. Dopo una giornata passata fuori casa

a dipingere, il pittore rientra a casa. È il momento del tramonto, con quei colori

e l’atmosfera magici e particolari ed è proprio con questa atmosfera che il

pittore ha improvvisamente l’illuminazione. Entra nel suo studio e, attraverso la

luce soffusa del sole che cala, vede, vicino alla finestra, un quadro sul

cavalletto. Rimane subito colpito da quest’opera d’arte. Non si accorge, però,

che si tratta di un suo quadro semplicemente capovolto. Una volta notato

questo particolare, la magia svanisce, l’occhio torna a riconoscere le figure

razionali poste al contrario (come, ad esempio, la bottiglia), ma tanto basta per

lasciare un segno indelebile in lui, facendogli capire che tipo di pittura avrebbe

iniziato a fare da quel momento in poi.

Due anni più tardi, nel 1910, il pittore pubblica uno scritto di rilevante

importanza: “Lo Spirituale nell’arte”, il quale risulta fondamentale per poter

comprendere che tipo di concezione ha lui dell’arte e nel quale si può ritrovare

“Tutto, specialmente all’inizio, è questione di sentimenti. Solo il

il suo pensiero.

sentimento, specialmente all’inizio del cammino, crea la vera arte. […] L’arte

agisce sul sentimento e quindi può agire solo col sentimento”.

In questo saggio, Kandinskij sostiene che sia colore che forma hanno una

“sonorità interiore”, trasmessa poi a chi osserva mediante il quadro. L’artista

deve esprimere esclusivamente se stesso, la sua epoca e l’arte. L’elemento

preso come esempio è, ancora una volta, la musica, dotata di autonomia e

«il più ricco

libertà. Kandinskij sostiene, quindi, che tra tutte le varie arti

insegnamento viene dalla musica». Proprio per questo la sua pittura prende

sempre più spunto dall’arte musicale, avvicinando i colori ai suoni e rendendoli

sempre più simili possibile tra loro, in modo da arrivare fino in fondo all’anima

di chi osserva un quadro. All’interno del saggio arriva addirittura a specificare

ogni singola corrispondenza tra colore e strumento musicale:

  • Verde: violino (suono vibrante; suscita tranquillità)
  • Azzurro: flauto/organo (suono brillante; suscita freddezza e tranquillità)
  • Blu: contrabbasso (suono profondo; suscita pacatezza)
  • Giallo: tromba (suono deciso; indica gioia di vivere e vivacità)
  • Rosso: fanfare, ottoni → tuba (suscita sofferenza per via della somiglianza con il sangue)
  • Arancione: viola/campane tubolari (suono solenne e potente; suscita un clima di festa)
  • Viola: fagotto/corno inglese (suono struggente; suscita solitudine e malinconia, tristezza)

In generale, i lavori di Kandinskij si possono suddividere in 3 grandi categorie:

Impressioni, Improvvisazioni, Composizioni,

del 1909, del 1910 e del 1911

(nomi che, ancora una volta, riprendono il legame arte – musica). La prima

serie di opere, rappresenta quello che prova il pittore di fronte alla

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Sintesi

Storia dell'arte

Vita ed evoluzione della tecnica del pittore nel corso degli anni, con particolare attenzione all'elemento della musica, paragonato e inglobato nella sua pittura.

Tedesco

Introduzione e breve spiegazione del movimento artistico "der Blaue Reiter" fondato dall'artista; presentazione della scuola Bauhaus in cui insegnò Kandinskij; quadro generale del periodo nazista con riferimento all'Arte Degenerata che coinvolse anche il pittore.

Storia

Lo scoppio della Rivoluzione Russa (febbraio e ottobre).

Francese

Descrizione degli ultimi anni di vita del pittore trascorsi in Francia.

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