Storia dell'arte contemporanea
Discesa al limbo di Anish Kapoor
Discesa al limbo di Anish Kapoor è un buco nero che l'artista ha creato nel pavimento del museo, colorato con un pigmento che non lascia intravedere ciò che c'è sotto, e quindi sembra che sia pitturato, ma in realtà è un buco. Anish Kapoor, artista egiziano molto famoso a livello internazionale, gioca sul concetto della percezione, valorizzando le potenzialità visive dell'osservatore per sviluppare in lui un senso di interrogazione e quindi trasformare un luogo, che può essere un museo, in uno spazio con una sua caratteristica precisa.
Arte contemporanea e interrogativi
L'arte contemporanea ci pone molte domande. È arte questa? Domanda che si pone Artur Dantu, in un saggio che si chiama ‘Dopo la fine dell’arte’. Il concetto di fine dell'arte è in rapporto con l'arte contemporanea: è un certo tipo di arte con varie sperimentazioni che rivoluzionano il mondo dell'arte contemporanea.
Sperimentazioni e avanguardie
Le sperimentazioni incominciano con le Avanguardie, la prima è nel 1905. Artur Dantu si interroga su un’opera realizzata da due americani, chiamata e presentata in una mostra. L’opera è la riproduzione di alcune barrette di cioccolato che si potevano anche mangiare. Perché Artur Dantu si chiede perché queste barrette sono opere d’arte e non una barretta di Kinder che compro al supermercato? La risposta è complessa, e non è facile dire né che questa non è arte, perché comunque questa è stata esposta in una mostra.
Ready-made e Marcel Duchamp
Bisogna quindi cambiare i parametri. Un esempio di cambio di parametri è lo Scolabottiglie di Duchamp (1915): è il primo ready-made, un oggetto comune di un contesto quotidiano di cui viene cambiata la funzione originaria e portato in un contesto diverso, che è il mondo dell’arte. L’opera è molto provocatoria, ed è stata inizialmente rifiutata e poi persa, tanto che l’originale non esiste più ma solo delle copie fatte dall’artista.
Roger Fry e le innovazioni artistiche
Roger Fry, artista espressionista inglese, ha rivoluzionato il modo di fare arte precedente. Infatti scrive in un suo saggio di estetica nel 1909 (anno in cui nasce il Futurismo): “L’arte non è ricerca di bellezza o copia del mondo esterno, ma serve a esprimere l’emozione dell’artefice e a trasmetterla al riguardante mediante i suoi mezzi specifici (e storicamente accertati): linea, composizione, colore”.
- Arte non è ricerca di bellezza, cosa capita già da realisti dell’800.
- Arte non è copia del mondo esterno ma esprime l’emozione dell’artefice.
- E lo può fare con mezzi specifici: linea, composizione, colore.
Questi mezzi venivano già utilizzati nell’antichità, ma l’arte antica cercava di nascondere la tecnicità dell’opera rendendo pulita l’opera non facendo vedere la mano dell’artista per raggiungere la bellezza. Mentre nell’arte contemporanea non è più necessaria la perfezione, ma si possono vedere anche le sbavature.
Fiume con Pioppi di Fry
Un esempio è di Fry, in cui si vede un'impressione dell’artista, con colori sfalsati che riportano un’emozione dell’autore. Non descrive la scena, c’è sommarietà, ma esprime le sue emozioni. Talvolta anche solo lo schizzo è un’opera completa. Qui sentiamo un’emozione dell’artista che può essere inquietudine.
Impressionisti e modernità
Gli impressionisti non sono pittori moderni come quelli delle avanguardie; essi chiudono un’epoca perché sono l’ultima pittura realista, perché è ancora pittura descrittiva, non esprimono le emozioni del pittore poiché le brevi pennellate interpretavano il modo in cui l’uomo percepisce la luce, quindi è un interesse visivo, non una percezione emotiva. È un problema ‘retinico’ come alcuni critici dicono.
Il vero salto verso modernità si ha nel momento in cui pittori dipingono quello che non vedono: partendo da Simbolismo e Post-impressionismo, come Gauguin, in cui vi è bisogno dell’artista di esprimere qualcosa che sentono e non si vede. Il primo momento di cesura è quindi quello delle Avanguardie.
Neo-avanguardie e Conceptual Art
Una seconda cesura si ha nella seconda metà del 900 (anni 60) con le Neo-avanguardie. Sono movimenti artistici che raccolgono lo spirito dell’avanguardia. Si riprende con spirito sperimentale e di ricerca e ci si concentra su aspetto concettuale dell’arte coinvolgendo tutti i movimenti. La più radicale è la Conceptual Art. Sol Lewitt, in 'Paragraph on Conceptual Art', su rivista Art Forum, dice che l’idea in se stessa anche se non realizzata visualmente, è un lavoro d’arte tanto quanto un prodotto finito. Quindi si può fare opera d’arte anche con solo un’idea.
Anche altri artisti della neo avanguardie prediligono l’idea piuttosto che la realizzazione materiale. La domanda ‘che cos’è l’arte?’ ha una risposta solo accettando l’idea che il modo di fare arte oggi è diverso rispetto al modo tradizionale, bisogna cambiare i parametri, perché si sono scardinati i concetti tradizionali, anche dal punto di vista tecnico.
Definizione di arte secondo Dino Formaggio
Frase di Dino Formaggio, importante storico dell’arte, ci può dare una riposta sintetica: ‘arte è ciò che gli uomini chiamano arte’. Non esiste una definizione univoca di arte, ma è arte quando viene accettata dal sistema dell’arte, quindi dagli altri artisti, dai musei, collezionisti, critici… ma oggi ci sono artisti che non vengono presi in considerazione dai critici e che comunque sono molto famosi, tanto da entrare nel giro delle gallerie, quindi non è necessario che i critici siano d’accordo, basta che siano accettati dal sistema dell’arte.
Arte contemporanea e giudizio di valore
Tutti noi possiamo essere artisti potenzialmente. Per esempio un disegno di un bambino è accostabile all’opera di Basquiat in cui vi sono errori. Che cosa differenzia allora la creatività di un bambino dall’artisticità? L’intenzionalità e la riconoscibilità da parte del mondo dell’arte, che è un mondo complesso. Non è possibile definire che cos’è arte. Quello che noi studiamo è ciò che è rimasto nel mondo della storia dell’arte ma con un minimo di distanza storica. L’opera d’arte dura nel tempo, ha un valore non solo economico ma anche artistico e culturale che supera la contingenza. È il concetto di ‘astanza’ di Cesare Brandi.
Giulio Carlo Argan ci parla della necessità del giudizio di valore, per giudicare se è arte o no. Giudicare l’artisticità significa tener presenti il periodo storico in cui l’opera viene realizzata. Importante perché un quadro di Fontana fatto oggi non avrebbe più valore. Ci sono fattori che ne condizionano la definizione come il periodo storico e la società che la interpreta perché quello che valutiamo noi oggi come arte, magari una volta non lo era.
- È importante che opera abbia una propria ‘astanza’, con cui si può definire il valore di un’opera, quindi deve essere al di sopra della temporalità, non deve essere attualità ma al di sopra della narrazione, deve avere valore universale.
- La finalità dell’opera: l’utilità non deve essere il suo primo scopo.
Riassunto dei criteri di giudizio
Riassumendo: come formulare un giudizio di valore?
- Quando ha avuto importanza nella storia, quindi che ci sia stato un lasso temporale (Argan).
- Opera d’arte portatrice di un messaggio che va oltre la contingenza: astanza (Brandi).
- L’opera d’arte è inutile, l’utilità non deve essere finalità dell’oggetto (Kubler). La funzione dell’opera d’arte è solo estetica.
Una delle avanguardie che ha valorizzato aspetto manuale dell’opera è il Costruttivismo, ma non è stato accettato dal Materialismo durante la Rivoluzione Russa. Bruno Munari ci ha illustrato come l’arte abbia assunto forme diverse nel tempo.
Caratteristiche dell'arte contemporanea
In particolare dal 1900 in poi. È un’arte molto particolare e dirompente e si può spiegare solo se prendiamo in considerazione il periodo delle Avanguardie storiche. Dall’inizio del 900 cambia la pittura, vi è una grande rivoluzione in queste che sono le forme più tradizionali.
Maurizio Cattelan e l'arte post-mediale
Maurizio Cattelan che usa oggetti, ma ha fatto anche lavori con pittura: Senza titolo del 1993 ci ricorda il taglio di Fontana ma rivisto alla luce del mondo dello spettacolo e della comunicazione, cioè Zorro. Cattelan ha fatto un’operazione che ha preso avvio negli anni 90, come riconoscimento critico: operazione di arte post-mediale, cioè ha unito la storia dell’arte con il cinema, che è tipo di arte più popolare. È epoca di post-produzione, dalle teorie di Buriou, in cui si producono opere d’arte che recuperano arte precedente e la uniscono con forme di arte più bassa, arte alta + arte bassa. Quindi prendono qualcosa di già fatto, una sorta di ready-made. Dagli anni 90 questa definizione comprende una serie di opere, ma arriva fino a noi, per esempio Kirivaniscia, o video artisti come Mattaclarc, Duglas Gordon, che fa video in cui mette insieme pezzi di film degli anni 50.
Cattelan e il mercato dell'arte
Il Gallerista di Cattelan, 1995: unisce la performance con la pittura, perché il gallerista è Massimo De Carlo, uno dei maggiori galleristi italiani, e lo ha scocciato alla parete, facendolo diventare quasi come una pittura. Qui più che una post-produzione, è più un riflettere intorno al ruolo del mercato dell’arte che negli anni 90 era all’apice, dopo esplosione del mercato negli anni 80.
Queste operazioni di Cattelan si possono realizzare grazie ad un azzeramento della pittura tradizionale che si è avuto con le Avanguardie. Si è avuto con arte astratta, in cui si fa lavoro più riflessivo sul fare pittura, sul sistema dell’arte, passando attraverso Fontana che viene citato direttamente da Cattelan. Anche il ready-made è punto importante.
Scultura contemporanea
Un’altra trasformazione importante è la scultura: oggi non è più solo il bronzo, marmo o legno, ma è anche l’assemblaggio, cioè tutto ciò che è tridimensionale.
Un esempio è l'opera di Stokholder, una delle più famose artiste contemporanee, che crea opere mettendo insieme oggetti e materiali industriali, e gioca sia sul colore dell’oggetto sia sulla forma.
Il primo artista che utilizza l’assemblaggio è Picasso che ha innovato e sperimentato molto. Esempio è il Violino di Picasso che unisce vari materiali, ed è corrispettivo tridimensionale del collage.
Pistoletto, Venere degli stracci, 1975. Fa parte degli artisti dell’arte povera, caratterizzata dall’utilizzare materiali poveri come gli scarti, come la Venere che è la copia della Venere di Milo, posta di schiena e messa in mezzo ad un mucchio di stracci della società dei consumi. L’arte povera nasce proprio come rifiuto della società consumistica e come modo di sensibilizzazione della società sul tema ecologico.
Opera come esperienza
Un altro aspetto che oggi ritroviamo in tante opere è il fatto che gli artisti non si accontentano più di appendere quadri o mettere sculture su piedistallo, ma ci invitano a fruire l’opera in un altro modo, quindi non solo con la vista, e si vive l’opera come esperienza.
The Weather Project di Eliasson, che è stato chiamato a realizzare opera che ha inaugurato la Tate Modern di Londra. Spazio che era una turbina elettrica, e nello spazio centrale si è creato spazio vuoto e l’artista ha riprodotto un sole artificiale con dei led, che dà effetto luminoso del sole, e ha ricreato caratteristica londinese della nebbia, usando ghiaccio secco per cercare di ricreare ambiente esterno. Inoltre vi è componente di citazione (componente della post-produzione) di William Turner, famoso pittore inglese romantico, che riproduceva nei suoi dipinti la stessa nebbia che si percepisce qui. Quindi coinvolgimento a 360 gradi.
Installazioni ambientali
Artisti che hanno fatto questo tipo di opere chiamate installazioni ambientali: negli anni 70 gli artisti hanno cominciato a creare degli ambienti in cui si poteva entrare e si percepiva uno spazio diverso.
Gianni Colombo, Topoestesie, crea questi ambienti in cui vi sono luci stroboscopiche che creano effetti particolari e tutto è finalizzato a rendere esperienza unica e irripetibile perché in natura non esiste. Sono opere che non sono solo visibili ma sperimentabili.
Merz Bau, Kurt Schwitters, una delle primissime opere ambientali di artista dadaista che ha individuato un tipo di arte molto diversa, cioè un ambiente creato all’interno del proprio studio in cui inseriva oggetti e materiali che incontrava per strada. Anche i Futuristi hanno fatto questo tipo di ambienti ma non consapevolmente, per esempio per le scenografie del teatro.
Marina Abramovic e arte performativa
Marina Abramovic, che fa arte ambientale, con contaminazione con teatro, con cinema, con architettura. Nel corso del 900 si cerca sempre di più di uscire dai confini di un’arte. The Artist Is Present, in cui erano esposte molte delle sue performance e lei stessa ha creato una performance apposita che consisteva nel sedersi per la durata di tutta la mostra ad un tavolo con di fronte una persona per volta del pubblico che doveva sostenere il suo sguardo. Qui l’artista mette alla prova se stessa cercando di mantenere il viso immobile.
I precedenti di questo tipo di arte performativa possono essere:
- Pascali Pino Vedova Blu, negli anni 60 che usa anche la scultura, come fosse grande pupazzo fatto da materiali domestici e dei ragazzi ci giocavano intorno.
- Hugo Ball, Cabaret Voltaire 1912, è un poeta che realizzava operazioni performative, come questa a Zurigo in cui ha letto un documento in cui decretava la morte della borghesia. Era una ribellione contro la borghesia e quindi contro arte tradizionale, invece i dadaisti preferiscono presentare opere che giocano sulla pittura e scultura anche con performance.
- Possiamo anche fare riferimento alle serate dei Futuristi a Roma in cui contestavano la società contemporanea e proclamavano il loro credo.
Felix Torres e arte relazionale
Uso degli oggetti della quotidianità lo troviamo anche in Felix Torres, artista di post-produzione e arte relazionale sempre degli anni 90, quindi riutilizza citazioni e anche coinvolgimento del pubblico, in cui è chiamato a fare qualcosa (da questo arte relazionale perché si richiede intervento del pubblico).
Apparicion, che sono dei poster di una foto scattata dall’artista di un cielo di nuvole: l’opera d’arte è l’operazione che artista ha immaginato, cioè che il pubblico prende il poster e lo porta a casa. Ma qual è il messaggio che artista ci vuole dare? Vuole comunicare il fatto che il mercato dell’arte non è sempre necessario ed è troppo invadente nel mondo dell’arte, quindi al posto di vendere le sue opere preferisce che le sue opere siano prese in questo modo.
Installazione, in cui vi è sempre idea che opera d’arte funziona con azione del pubblico e si può fare con oggetti che costano poco. In questo caso sono mucchio di caramelle e bambini del pubblico che le raccolgono. Le caramelle sono la rappresentazione della diffusione di una malattia degli anni 90, che è AIDS, poiché il compagno di Torres era scomparso per questa malattia. Quindi ha voluto rappresentare il contagio. Queste opere fatte con materiali tratti dal mondo quotidiano hanno dei precedenti ad esempio nelle Brillo Box di Andy Warhol, che usa forma bassa di comunicazione bassa (pop art) della quotidianità.
Contaminazione tra arte e architettura
Ci sono architetti che realizzano degli edifici che sembrano delle sculture, e ci sono artisti che ambiscono a creare opere che sembrano architetture. Quindi si cambia concetto di scultura che diventa monumento, creando delle sculture pubbliche che non sono celebrative di qualche personaggio.
Anish Kapoor ha creato a Chicago una grande scultura chiamata come Beans dai cittadini, ma il nome è Cloud Gate perché rispecchia il cielo, ha portato il cielo all’interno di una piazza anonima di grattacieli. La scultura funziona quando riesce a trasformare l’ambiente e lo rende irripetibile.
Vladimir Tatlin, Monumento alla terza internazionale, 1919, aveva già cercato di contaminare arte con architettura, anche se poi è rimasto solo un progetto, che avrebbe voluto costruire per celebrare la rivoluzione russa. Voleva rappresentare la limpidezza degli uffici amministrativi della Russia, anche se era contrario, creando edificio di vetro e che ruotava su se stesso.
Uso delle nuove tecnologie
Arte molto vicina a noi. Es videogioco come un modo per fare arte, come Feng Mengbo che ha realizzato il primo videogioco entrato in un museo, che si trova al Moma, ed è ispirato a marcia delle truppe rosse della rivoluzione cinese. Troviamo degli incipit in artisti che sono sempre stati attratti dalla tecnologia e hanno dato avvio alla video-arte, le cui prime sperimentazioni sono per esempio di Nam June Paik, che creava opere video utilizzando televisione e magneti disturbando l’immagine.
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