La grande bellezza
“Finisce sempre così. Con la morte. Prima, però, c’è stata la vita,
nascosta sotto il bla, bla, bla, bla, bla. È tutto sedimentato sotto il
chiacchiericcio e il rumore. Il silenzio e il sentimento. L’emozione e
la paura. Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. E poi lo squallore
disgraziato e l’uomo miserabile. Tutto sepolto dalla coperta
dell’imbarazzo dello stare al mondo. Bla. Bla. Bla. Bla. Altrove, c’è
l’altrove. Io non mi occupo dell’altrove. Dunque, che questo
romanzo abbia inizio. In fondo, è solo un trucco. Sì, è solo un
trucco.”
—Dal film “La grande bellezza”, premio Oscar al miglior film straniero
2014. 1
Introduzione
Tutti noi cerchiamo di vivere la nostra vita nel miglior modo
possibile.
Tutti noi cerchiamo di oltrepassare gli ostacoli che la vita spesso ci
pone davanti attaccandoci agli sparuti sprazzi di bellezza che
abilmente riusciamo a cogliere dalla nostra quotidianità. Io,
personalmente, ho trascorso questi ultimi anni della vita
affidandomi, nei momenti più importanti, a quella che è la mia
grande bellezza: la musica. Quello che ho cercato di far capire,
suonando il mio brano, è come la musica sia nella vita di tutti. Per
alcuni la musica diventa una semplice abitudine per altri una
ragione di vita; alcuni la vedono come un pretesto per sorridere,
altri per piangere. Alcuni cantano davanti a centomila persone, altri
soltanto sotto la doccia, ma la musica accomuna tutti, volenti o
nolenti. Quello che voglio dire oggi in questi pochi minuti che mi
saranno concessi è che la musica c’era nella vita dei grandi filosofi
e dei grandi poeti, c’era nella storia di numerosi popoli, c’era nelle
grandi opere d’arte del passato e c’è anche dove nessuno di noi mai
si aspetterebbe, nell’universo.
La musica c’è stata, c’è e ci sarà sempre nella vita di ogni uomo.
2
Letteratura italiana: la musica e gli scapigliati
La Scapigliatura fu un movimento artistico e letterario sviluppatosi
nell’Italia settentrionale a partire dagli anni sessanta dell’Ottocento.
Questo movimento ebbe il suo epicentro a Milano per poi diffondersi
in altri centri come Torino e Genova e successivamente in tutta la
penisola. Il termine che fu proposto per la prima volta da Cletto
Arrighi nel suo romanzo “La scapigliatura e il 6 febbraio”, è la libera
traduzione del termine francese bohème (vita da zingari), che si
riferiva alla vita disordinata e anticonformista degli artisti parigini.
La Scapigliatura ebbe il merito di far emergere per la prima volta in
Italia il conflitto tra artista e società, tipico del romanticismo
europeo: il processo di modernizzazione post-unitario aveva spinto
gli intellettuali ai margini della società, e fu così che tra gli
scapigliati si diffuse un sentimento di ribellione e di disprezzo
radicale nei confronti delle norme morali e delle convinzioni correnti
che portò alla creazione del mito della vita dissoluta ed irregolare (il
cosiddetto Maledettismo). La scapigliatura così aprirà la strada a
quelle che saranno poi le tendenze naturaliste e decadenti. In una
direzione decadente va anche l’orientamento degli scapigliati a
mescolare diverse sensazioni e diversi linguaggi artistici come l’arte
e soprattutto la musica. Arrigo Boito, uno dei principali esponenti di
questo movimento, fu un importante musicista. Questi studiò
violino, pianoforte e composizione al Conservatorio di Milano e nel
1861, dopo aver conseguito il diploma, si trasferì a Parigi dove
conobbe figure come Rossini e Verdi e per quest’ultimo scrisse il
testo poetico dell’Inno delle Nazioni, eseguito all’Esposizione
universale di Londra. Tornato a Milano, aderì al movimento della
3
scapigliatura e si dedicò alla scrittura di numerose poesie e fu
inoltre molto attivo come critico e recensore di spettacoli teatrali e
musicali. Nel 1864, insieme con altri ‘cultori della buona musica’,
promosse la fondazione della Società del quartetto di Milano. Nel
1868 fece presentare alla Scala il dramma musicale Mefistofele che
successivamente ebbe grande successo anche a livello europeo.
Nonostante i rapporti inizialmente poco sereni, successivamente
Boito diventò grande amico di Giuseppe Verdi per il quale scrisse
“L’Otello” da Shakespeare. Dal 1890 al 1891 fu direttore onorario
laurea
del Conservatorio di Parma e nel 1893 gli fu conferita la
honoris causa in musica dall’Università di Cambridge. Fin dalla
giovinezza lavorò alla composizione della tragedia lirica che lo
Nerone”
impegnò per tutta la vita, il ” che dopo la sua morte sarà
completato da altri musicisti ed eseguito alla Scala di Milano nel
1924.
Abbiamo visto quanto la musica possa essere protagonista in un
periodo di ribellione e contrasto e allo stesso tempo fare da sfondo
a un’intera corrente letteraria. Così, allo stesso modo, la musica può
diventare il fulcro delle concezioni anche di un singolo individuo.
Filosofia: Schopenhauer e la liberazione dal dolore
‘La musica è l’essenziale dell’uomo, il suo sguardo sul mondo’.
Le riflessioni di Arthur Schopenhauer sulla musica sono contenute
ne “Il mondo come volontà e rappresentazione”. Nel sistema
filosofico di Schopenhauer si distingue la volontà, ossia il principio unico e originario del reale, dalla rappresentazione, vale a dire la
molteplicità dei fenomeni. La volontà è considerata una vera e
propria energia vitale. Schopenhauer considera la vita come un
dolore incessante e dice che la vera risposta a questo dolore non
sta, come si potrebbe intuire, nel suicidio e quindi nell’eliminazione
della vita, ma nella liberazione della stessa volontà di vivere. Ma
4
come è possibile per l’uomo spezzare le catene della volontà se
questa costituisce la sua essenza e la struttura metafisica
dell’universo? Schopenhauer sostiene che quando la voluntas
perviene alla “coscienza di sé” essa tende a farsi noluntas ossia
Introduzione La Grande Bellezza, tesina
Questa tesina di maturità descrive la musica. Tutti noi cerchiamo di vivere la nostra vita nel miglior modo possibile. Tutti noi cerchiamo di oltrepassare gli ostacoli che la vita spesso ci pone davanti attaccandoci agli sparuti sprazzi di bellezza che abilmente riusciamo a cogliere dalla nostra quotidianità. Io, personalmente, ho trascorso questi ultimi anni della vita affidandomi, nei momenti più importanti, a quella che è la mia grande bellezza: la musica. Quello che ho cercato di far capire, suonando il mio brano, è come la musica sia nella vita di tutti. Per alcuni la musica diventa una semplice abitudine per altri una ragione di vita; alcuni la vedono come un pretesto per sorridere, altri per piangere. Alcuni cantano davanti a centomila persone, altri soltanto sotto la doccia, ma la musica accomuna tutti, volenti o nolenti. Quello che voglio dire oggi in questi pochi minuti che mi saranno concessi è che la musica c’era nella vita dei grandi filosofi e dei grandi poeti, c’era nella storia di numerosi popoli, c’era nelle grandi opere d’arte del passato e c’è anche dove nessuno di noi mai si aspetterebbe, nell’universo.
La musica c’è stata, c’è e ci sarà sempre nella vita di ogni uomo. La mia tesina permette anche vari collegamenti interdisciplinari con le varie materie scolastiche.
Collegamenti
La Grande Bellezza, tesina
- Italiano: La musica e gli scapigliati.
- Filosofia: Schopenhauer e la liberazione dal dolore.
- Storia: La schiavitù dei neri e il canto della speranza.
- Latino: Orfeo ed Euridice, il canto della disperazione.
- Inglese: Joyce e le epifanie della musica.
- Storia dell'arte: Kandinskij, il colore come la musica.
- Geografia astronomica: Le melodie dallo spazio.
- Fisica: La musica dentro di noi.