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Che cos’è il jazz?

Come per tutte le arti, risulta difficile darne una definizione univoca, in quanto la musica parla attraverso un proprio linguaggio, autoreferenziale, e non ha bisogno di spiegazioni verbali.

Dovendola classificare, alcuni hanno dato delle descrizioni circa gli elementi che contiene e che la caratterizzano, come il ritmo sincopato, l’improvvisazione…

Altri, come Arrigo Polillo, hanno definito il jazz come la migliore espressione musicale in continua, rapidissima evoluzione, di una particolare cultura: quella dei neri che vivono nelle grandi città americane, ai quali fanno da corona molte minoranze, in primis gli ebrei e gli italoamericani, che con i neri hanno condiviso la condizione di emarginazione nei ghetti.

Salvo poche eccezioni, i musicisti jazz muoiono nel fiore degli anni: dicono ad un certo momento la parola giusta, rispecchiando gli umori, il clima, la concezione estetica e persino le ideologie dominanti nel periodo in cui è più acuta la loro sensibilità e più ricca la loro vena creativa, poi vengono superati.

È il destino di chi fa una musica tanto aderente alla realtà storica. Per questo seguirò un approccio storico-sociologico dell’argomento.

Le radici del jazz

Il jazz affonda le sue radici nel folklore. La musica è da sempre stata una componente fondamentale della vita africana, importata in America in seguito alla tratta degli schiavi del XVII secolo.

In particolare, il canto dettò il ritmo dei campi, con i Work Songs, a cui si aggiunsero gli Spirituals, dopo che i bianchi ebbero imbevuto la gente di colore di religione per mantenere l’ordine sociale (altrimenti sarebbero stati puniti da Dio!), e infine il Blues, che con il suo respiro quasi biologico, il canto solistico improvvisato e accompagnato da un coro, il ritmo sincopato, fornì un humus fertile per il jazz.

Il Ragtime e la nascita delle prime band

Gli strumenti musicali furono introdotti solo dopo il 1894 dai creoli, neri con sangue bianco, allorché, dopo aver vissuto Downtown godendo di particolari privilegi, quale l’educazione (anche musicale), furono equiparati ai neri e confinati nei ghetti Uptown.

L’espressione musicale che ne nacque fu il Ragtime, anello di congiunzione fra il folklore africano e le ricche invenzioni melodiche e armoniche della musica europea, e il cui protagonista assoluto fu Scott Joplin.

Il folklore africano, il Ragtime, gli influssi di diverse culture europee e delle band di marcette funebri furono tutti elementi compresenti nella New Orleans del primo decennio del ventesimo secolo, e si fusero in un’espressione unica ed innovativa, ovvero il jazz.

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Sintesi

Storia dell'arte: Matisse e il libro-opera: "Jazz"

Inglese: The Jazz Age

Storia: Cenni della storia dell'integrazione dei neri dagli anni '30 agli anni '60

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