L’emigrazione e l’immigrazione italiana
Italiano
Giovanni Pascoli: vita, pensiero e opere
La grande proletaria si è mossa
La grande proletaria si è mossa è un discorso pronunciato da Giovanni Pascoli nel novembre 1911 a Barga, in occasione della campagna di Libia. Questa guerra coloniale è presentata dal poeta come un’esigenza necessaria alla sopravvivenza dei cittadini italiani che, dopo anni trascorsi come lavoratori emigrati oltremare, dopo anni di sfruttamento e ingiurie, dovevano assolutamente procurarsi terre fertili da cui trarre il proprio sostentamento.
Inoltre il paese aveva bisogno di dimostrare il proprio valore militare, e la campagna di Libia sembrava un’occasione ideale per potersi riscattare agli occhi dell’Europa.
La Libia è descritta da Pascoli come un paese naturalmente favorevole alla colonizzazione italiana, perché vicina geograficamente e molto fertile. Le potenzialità che questa terra offriva erano però sprecate dall’inerzia e dall’arretratezza delle popolazioni locali, e gli italiani avevano il dovere “civilizzatore” d’intervenire per sfruttare a pieno il territorio, portandovi cultura e progresso. La Libia diveniva così, nelle parole di Pascoli, una seconda patria a tutti gli effetti per il nostro paese.
Secondo Pascoli la guerra era un modo per unire ancora di più l’Italia e far finire le diverse lotte al suo interno, come possiamo leggere nel seguente pezzo tratto dal suo discorso:
“Chi vuol conoscere quale ora ella è, guardi la sua armata e il suo esercito. Li guardi ora in azione. Terra, mare e cielo, alpi e pianura, penisola e isole, settentrione e mezzogiorno, vi sono perfettamente fusi. E vi sono le classi e le categorie anche là: ma la lotta non v’è o è lotta a chi giunge prima allo stendardo nemico, a chi prima lo afferra, a chi prima muore. A questo modo là il popolo lotta con la nobiltà e con la borghesia. Così là muore, in questa lotta, l’artigiano e il campagnolo vicino al
Italy
Italy è un testo della raccolta Primi poemetti di Giovanni Pascoli, composto nel 1904. Il poemetto è strutturato in due canti, per un totale di 450 versi, e le strofe sono formate da terzine dantesche.
Sul piano tematico la riflessione dell’autore si concentra su argomenti che variano moltissimo da quelli di Myricae o dai Canti di Castelvecchio. Pascoli decide infatti di dedicarsi a una produzione più elevata e complessa, che si esprime in testi più lunghi e di carattere narrativo, e nella scelta di tematiche socio-contemporanee, iniziando così ad assumere la funzione di poeta vate.
Protagonista di Italy è il fenomeno migratorio degli italiani in America. Pascoli racconta una vicenda di cui è stato realmente testimone: il ritorno in patria di parenti emigrati laggiù di un contadino della Garfagnana suo amico.
Pascoli, dichiarandosi socialista, rifletteva sull’ingiustizia che il popolo italiano, appartenente ad un paese proletario, si trovasse nelle condizioni di dover lasciare il nido, la propria patria, per scarsità di sostanze, e dover andare a lavorare e ad arricchire paesi stranieri. Quindi, il suo orientamento è più umanitario che politico in senso stretto.
Nel primo canto viene narrato il ritorno di una bambina italo-americana, Maria-Molly, che torna in Italia per cercare di sconfiggere la tisi e respirare aria migliore. Dopo i primi problemi d’incomprensione con la nonna che si occupa di lei, dovuti alla lingua e agli usi differenti, le due ritrovano un linguaggio comune.
La comunanza di cuore diventa tale che la nonna perirà di tosse, destino inizialmente destinato alla nipotina, e che suggerisce un sacrificio quasi volontario di questa donna.
Storia
L’età giolittiana tra riforme, crescita industriale e questione meridionale
Giovanni Giolitti
- 1901-1903 primo ministro
- 1903-1914 Presidente del consiglio
Le riforme di Giolitti
- Approvò molte norme per aiutare i lavoratori. Prima di tutto rese obbligatori il riposo settimanale e le assicurazioni sugli infortuni in fabbrica e cercò di tutelare i minori e le donne lavoratrici.
- Sancì il diritto allo sciopero dicendo che era un diritto costituzionale e quindi non intervenne mai con la forza in caso di rivolte.
- Estese il diritto allo studio e finanziò le scuole
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