Estratto del documento

Istituto professionale “IPSSAR G.

Salvemini”

Fasano (BR)

Anno scolastico 2012/2013

Il mondo dell’età evolutiva:

Aspetti generali di un

percorso di crescita

Nicola Caliandro

Candidato:

Se studio, se faccio l'intellettuale, se

scrivo, se sono autorevole, fammi

comunque restare un po' bambino.

(Paolo Giuntella)

Indice

  • Alimentazione: dieta del neonato e del bambino.
  • Logsr: menù e food design.
  • Italiano: Pascoli e la poetica del fanciullino.
  • Storia: educazione scolastica nel periodo fascista.
  • Inglese: globalization and food: McDonald’s history.
  • Francese: l’alimentation saine.
  • Diritto: i contratti bancari.

Alimentazione: dieta del neonato e del bambino

Aspetti generali

Una sana alimentazione costituisce un fattore fondamentale per mantenere il corpo in buona salute e per prevenire alcune patologie quali diabete ed obesità.

Occorre però precisare il significato attribuito ad alcuni termini attribuito ad alcuni termini di uso comune nella scienza dell’alimentazione.

Anche se nell’accezione comune per dieta si intendono particolari regimi alimentari finalizzati a ottenere un determinato effetto fisiologico, ad esempio la dieta finalizzata alla perdita di peso, in realtà il termine dieta indica un alimentazione corretta, atta a mantenere l’organismo in buone condizioni di salute.

La dieta del lattante e del neonato

Nel primo anno di vita l’accrescimento corporeo è molto rapido. Nei primi 12 mesi il bambino cresce in altezza del 50% e triplica il suo peso. Di conseguenza le richieste di energia e di nutrienti devono essere appropriate a coprire tale fabbisogno.

Il neonato presenta peculiarità fisiologiche notevoli: la mancanza di denti e un apparato non completamente funzionante, ha bisogno dunque di un alimento liquido, facilmente digeribile e il più completo possibile e l’alimento che riunisce in sé tali caratteristiche è il latte materno.

L’allattamento al seno è la modalità nutrizionale più naturale, in grado di soddisfare non solo le esigenze materiali del neonato, ma anche quelle sensoriali e affettive. L'Organizzazione mondiale della sanità consiglia l’allattamento esclusivo al seno fino al 6° mese di età e di continuare ad allattare al seno, con l’introduzione di idonei alimenti complementari, fino a due anni e oltre.

Se il latte materno è insufficiente per coprire le esigenze energetiche del lattante, si può integrare l’alimentazione naturale con il latte artificiale, praticando quindi l’allattamento misto.

L’alimentazione complementare

Con alimentazione complementare, o svezzamento, si intende la graduale introduzione nella dieta del bambino di alimenti non lattei semi-solidi e poi solidi. Il periodo migliore per l’introduzione di cibi diversi dal latte è il 6° mese di vita, quando il latte da solo non basta più a soddisfare tutte le esigenze nutritive del lattante, che ha bisogno di un maggiore apporto energetico.

L’alimentazione complementare rappresenta un periodo di transizione che porta il bambino a modificare le sue abitudini alimentari. Le raccomandazioni da seguire durante questa delicata fase sono due:

  • Avere flessibilità, perché ogni bambino risponde in modo diverso alla nuova alimentazione.
  • Agire con gradualità: i nuovi alimenti vanno sempre proposti e mai imposti, e vanno introdotti in piccole quantità e a intervalli di almeno una settimana.

È importante seguire queste regole per abituare il lattante ai nuovi sapori e per svelare eventuali reazioni di tipo allergico.

La dieta del bambino

Dopo i primi 12 mesi di vita la crescita del bambino continua ma con un ritmo più lento. A partire dai 12 mesi il bambino può passare progressivamente a un’alimentazione simile a quella dell’ adulto: può condividere con il resto della famiglia molti cibi, ma ha ancora bisogno di alimenti altamente digeribili adatti al suo organismo.

In particolare si raccomanda l’equivalente di 500 ml di latte al giorno e di evitare gli alimenti contenenti coloranti e aromi.

Dopo i 36 mesi la dentatura del bambino è ormai completa e la masticazione non contribuisce più un problema; anche l’apparato digerente ha ormai raggiunto una maturazione completa. Di conseguenza l’alimentazione può assomigliare sempre di più a quella dell’adulto.

L’età dai tre ai cinque anni rappresenta una tappa fondamentale per l’educazione alimentare; in età scolare si impostano e si consolidano le abitudini alimentari del bambino, perciò è in questa fase della vita che la famiglia e la scuola devono collaborare allo sviluppo salutare, che si mantenga nell’età adulta.

Logsr: menù e food design

Il menù

Con il termine menù si intendono sia la lista delle vivande offerte ai clienti, raggruppate e ordinate secondo una successione logica, sia il cartoncino sul quale tale lista è stampata e messa a disposizione dei clienti per la scelta.

Il menù, inteso in queste due eccezioni, svolge una triplice funzione:

  • Definisce il programma della produzione (funzione tecnica).
  • Fa conoscere agli utenti il prodotto offerto (funzione informativa).
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Sintesi

Il mondo dell'età evolutiva: aspetti generali di un percorso di crescita

Un uomo mite, animato da un sentimento di umana partecipazione per le classi subalterne, con nel cuore la spina dell'assassinio del padre avvenuto quando egli era ancora adolescente, perciò desideroso di vedere la pace regnare tra gli uomini e pronto al perdono.

Pascoli però non è solo questo; la sua personalità è assai complessa e si riflette in una produzione letteraria articolata che va dalle liriche a sfondo autobiografico a quelle di contenuto squisitamente politico.

La poetica de Il fanciullino è un insieme d'idee, in parte in aperta polemica contro la poetica del suo maestro Carducci e la tradizione lirica italiana, ancora legata a Petrarca.

Questa poetica pascoliana prende il nome dall'immagine di un fanciullino, dedotta dal Fedone di Platone.

L'idea di Pascoli è che per essere veramente poeti occorre recuperare quella condizione d'animo che è tipica dei fanciulli.

Essa è contraddistinta da verginità spirituale, fatta da assenza di malizia, estrema semplicità, capacità di meraviglia di fronte ad ogni scoperta relativa al mondo che ci circonda.

Il fanciullino, per dirla con le parole del poeta stesso, è quello che "ha paura al buio, perché al buio vede o crede di vedere, che piange e ride senza perché di cose che sfuggono ai nostri sensi e alla nostra ragione ... egli è un’ Adamo che mette il nome a tutto ciò che vede e sente".

L'uomo dunque che voglia essere poeta deve saper recuperare la dimensione interiore del fanciullo, che è poi la sua condizione primitiva.

E il poeta per Pascoli è "colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta".

Il poeta pertanto è sempre un fautore di buoni e civili costumi, ma questo non deve essere il fine diretto della sua opera, perché "il poeta è poeta e non oratore o predicatore, non filosofo, non storico, non maestro".

Per capire come sia nata e si sia sviluppata in Pascoli questa concezione del poeta-fanciullino, e come questo sia potuto divenire un mito, occorre ricordare una molteplicità di eventi, alcuni dei quali relativi all'esperienza personale del poeta, altri invece di carattere più generale riguardanti la società dell'età in cui egli visse.

Possiamo dire che tutto può essere ricondotto da una parte all'assassinio del padre e dall'altra alla minaccia rappresentata dalla sinistra rivoluzionaria socialista italiana del tempo.

Nelle pagine delle sue opere Pascoli esprime il suo concetto di poetica: il poeta è colui che si fa simile ad un fanciullino nello scoprire con ingenuità e primitività quello che le cose suggeriscono; in ognuno di noi è latente, dorme un fanciullino: il poeta è colui che riesce a svegliarlo, a farlo parlare dentro di sé e a comunicare i significati agli altri uomini.

L'atteggiamento del poeta di fronte alla realtà è dunque quello proprio del fanciullino: stupore e meraviglia, curiosità e loquacità, capacità di dare i nomi alle cose con simboli e metafore, per scoprire il significato nascosto, capacità di assimilare tra loro il piccolo e il grande.

Questo spiega l'uso di un linguaggio polivalente, fonico e simbolico, e dà ragione anche del venire meno della personalità del poeta davanti alla poesia delle cose.

La poesia di Pascoli è nuova e si allontana da quella romantica per aderire alla cultura del Decadentismo; infatti, nelle sue opere sono presenti molti caratteri del Decadentismo: la sfiducia nei valori della storia e della tradizione, l'individualismo esasperato, la malinconia, la solitudine, l'infanzia sentita come la sola età felice della vita e come rifugio dagli affanni dell'esistenza, l'uso di un linguaggio nuovo e originale.

Pascoli, al contrario di Carducci, rifiuta gli schemi metrici della poesia tradizionale e crea strofe e versi di misura inedita; utilizza un linguaggio nuovo fatto di vocaboli tratti dalla vita quotidiana e dal dialetto accostati a termini letterari; mira ad ottenere un'intensa musicalità nei versi, anche con l'uso frequente d’onomatopee.

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