Estratto del documento

Introduzione

Immersi nella società dell’immagine, da sempre continuiamo ad essere schiavi della bellezza e sottoposti a servirla, a volte, anche al caro prezzo di vere e proprie privazioni e sofferenze fisiche.

È stata abbandonata definitivamente l’era dell’essere e abbracciata invece, con entusiasmo, quella dell’apparire che fa della fisicità un simbolo, una condizione.

Viene quindi spontaneo domandarsi quanto effettivamente pesino i modelli di bellezza presentati dalla cultura (del mondo industrializzato) e dai mass-media che ci influenzano spingendoci a perseguire ideali di perfezione spesso irraggiungibili.

Se nell’antica Grecia il modello di perfezione estetica femminile era scolpito nelle forme rotonde e nei fianchi pronunciati della “Venere di Milo”, oggi è rappresentato dal fisico esile e slanciato, dal seno piccolo e dal sorriso smagliante della bambola più famosa al mondo: la Barbie.

La Barbie oltre ad essere la compagna di gioco della maggior parte delle bambine costituisce una vera e propria icona di bellezza di plastica.

Storia

Barbie nasce come rielaborazione statunitense di un modello di bambola - di nome Lilli - commercializzato in Germania nel 1955 da un’industria di giocattoli che aveva fatto fortuna vendendo soldatini nel periodo nazista.

Lilli si rivolgeva a un pubblico adulto e impersonava il modello di bellezza promosso dall’ormai defunto regime hitleriano.

Infatti, Adolf Hitler, il Führer e Capo del Partito Nazista, formulò e articolò i principi di quella che sarebbe poi diventata l’Ideologia del Nazismo. Egli considerava se stesso un teorico profondo e acuto, convinto di aver trovato la chiave per comprendere un mondo straordinariamente complesso.

Egli credeva che le caratteristiche fondamentali di un individuo, le sue attitudini, le abilità e i comportamenti fossero determinati dalla razza.

Nella visione di Hitler tutti i gruppi etnici, le razze o i popoli della terra (egli usava questi termini come sinonimi) possedevano tratti che venivano trasmessi immutabilmente di generazione in generazione.

Di conseguenza, nessun individuo poteva liberarsi delle caratteristiche innate della propria razza. Inoltre, tutta la storia umana poteva essere spiegata in termini di lotta tra razze diverse.

Nel formulare queste teorie, Hitler e i Nazisti trassero ispirazione dalle idee dei darwinisti sociali tedeschi della fine del diciannovesimo secolo.

Come i darwinisti, infatti, essi credevano che gli esseri umani, fin dal primo comparire della razza umana nella Preistoria, potessero essere classificati collettivamente in “razze”, ognuna delle quali possedeva caratteristiche specifiche trasmesse geneticamente.

Queste qualità ereditarie riguardavano non solo l’aspetto esteriore e la struttura fisica, ma davano anche forma alla vita interiore e mentale, ai modi di pensare, alle abilità creative e organizzative, ai gusti e ai valori culturali, oltre che alla forza fisica e al coraggio.

Per definire una razza, il darwinismo sociale fissava degli stereotipi, sia positivi che negativi, riguardanti le caratteristiche fisiche di un gruppo etnico, i suoi comportamenti e i suoi valori culturali.

Tali caratteristiche venivano considerate presumibilmente immutabili e profondamente radicate nel patrimonio biologico ereditario, anche questo immutabile e sostanzialmente immune sia ai cambiamenti dell’ambiente, che allo sviluppo intellettuale e alla socializzazione.

Per i Nazisti, l’assimilazione e il passaggio da una razza a un’altra, o a una cultura diversa, da parte dei suoi membri era impossibile perché i tratti ereditari originali non potevano sostanzialmente mutare: nella loro visione, quando due razze si mischiavano, quei tratti potevano solo degenerare.

I Nazisti credevano che una razza superiore non avesse soltanto il diritto ma anche l’obbligo di sottomettere e persino sterminare quelle inferiori. Essi, inoltre, credevano che questa lotta tra razze fosse coerente con le leggi di Natura.

I Nazisti sostennero quindi la visione di una razza germanica dominante che avrebbe reso sudditi e quindi governato gli altri popoli, in modo particolare gli Slavi e quelli che essi chiamavano gli Asiatici (con questo termine essi indicavano le popolazioni dell’Asia Centrale, allora sotto il controllo sovietico, e le popolazioni musulmane della regione caucasica), popolazioni le cui caratteristiche innate li rendevano inferiori.

Per ragioni propagandistiche, i Nazisti spesso definirono questa visione strategica usando termini che richiamavano l’idea di una crociata per salvare le civiltà occidentali dai cosiddetti barbari “orientali” o “asiatici”, e dagli Ebrei che erano colpevoli di organizzarli e guidarli.

Per Hitler e per gli altri dirigenti del movimento nazista, il valore ultimo di un essere umano non risiedeva nell’individualità, bensì nella sua appartenenza a una collettività che veniva definita dal punto di vista razziale e il cui obiettivo fondamentale era la sopravvivenza.

La maggior parte delle persone sarebbe d’accordo nel dire che ogni essere umano possiede un naturale istinto di sopravvivenza, ma Hitler arrivò fino a teorizzare l’esistenza di un istinto collettivo, basato sull’appartenenza a un gruppo, a un popolo, o a una razza (termini per lui, come già detto, intercambiabili).

Per i Nazisti, questo istinto collettivo implicava sempre la salvaguardia della purezza della “razza” e la lotta per la conquista del territorio a danno delle altre “razze”.

Mantenere la purezza genetica era importante, secondo Hitler e secondo altri, perché mischiare le varie etnie avrebbe alla fine portato alla degenerazione della razza, al punto da causare la perdita dei suoi caratteri unici e quindi anche della capacità di difendersi in modo efficace.

Se ciò fosse avvenuto, come risultato quella razza sarebbe stata condannata all’estinzione.

L’acquisizione di nuove terre era dunque vitale, insisteva Hitler, per permettere l’espansione della popolazione.

Senza la conquista di nuovi territori per sostenere l’aumento demografico, Hitler era convinto che una razza sarebbe giunta prima alla stagnazione e poi alla definitiva scomparsa.

I Nazisti postularono anche l’idea di una gerarchia “qualitativa” delle razze, che le rendeva diverse una dall’altra.

In particolare, Hitler credeva che i Tedeschi fossero membri di un gruppo di razze superiori che egli chiamò “Ariane”.

La razza “Ariana” germanica era poi dotata, secondo Hitler, di una superiorità biologica su tutte le altre razze, superiorità che destinava i Tedeschi a dominare un vasto impero nell’Europa Orientale.

I Tedeschi “ariani” dovevano espandersi e dominare. Questo era un processo che richiedeva l’eliminazione di tutte le minacce rappresentate dalle altre razze, e in particolar modo degli Ebrei; in caso contrario, i Tedeschi stessi sarebbero stati condannati all’estinzione.

Estetismo

L’idea della bellezza assoluta e perfetta ha dato anche origine ad un movimento artistico-letterario nato nella seconda metà dell’800 chiamato “Estetismo”.

Questo è un movimento che si sviluppa a partire dal Decadentismo. Trova il suo massimo splendore grazie alle opere di Gabriele d’Annunzio ed Oscar Wilde.

Il principio fondamentale dell’Estetismo “l’arte per il gusto dell’arte” consiste nel vedere l’Arte come rappresentazione di se stessa, possedente una vita indipendente proprio come il Pensiero.

Essa non ha alcun rapporto con l’epoca in cui si sviluppa, anzi è spesso contraria ad essa.

Altra dottrina molto importante per gli esteti è questa: “nel momento in cui l’Arte rinuncia alla fantasia per la realtà, rinuncia a se stessa”.

È la vita ad imitare l’Arte, e questo deriva dal fatto che il fine della vita è quello di trovare espressione nell’arte.

Anche la Natura stessa si modifica a immagine dell’Arte; gli unici effetti che essa può mostrarci sono quelli visibili grazie alla poesia o ai dipinti.

In questo consiste il fascino della Natura, ma anche la sua debolezza.

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 37
Apparire - Tesina per liceo scientifico Pag. 1 Apparire - Tesina per liceo scientifico Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apparire - Tesina per liceo scientifico Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apparire - Tesina per liceo scientifico Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apparire - Tesina per liceo scientifico Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apparire - Tesina per liceo scientifico Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apparire - Tesina per liceo scientifico Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apparire - Tesina per liceo scientifico Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 37.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apparire - Tesina per liceo scientifico Pag. 36
1 su 37
Sintesi
  • Italiano: G. D'Annunzio (Il piacere);
  • Filosofia: F. Nietzsche;
  • Storia: Nazismo e A. Hitler;
  • Storia dell'arte: G. Klimt (Il bacio);
  • Inglese: Oscar Wilde (The Picture of Dorian Grey);
  • Francese: Apollinaire (les Calligrammes);
  • Latino: Petronio (Satiricon);
  • Geografia generale: Venere.
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi