Scuola Media Statale
A. Scriattoli
Esame di stato
Anno scolastico 2010-2011
A cura di Elisa Scirocchi
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L’Ermetismo
L’ermetismo fu uno dei molti movimenti letterari del Novecento. Si sviluppa in Italia negli anni Venti e Trenta. La poesia “ermetica” viene così chiamata dal critico letterario Francesco Flora per sottolineare che queste liriche sono scritte in un linguaggio oscuro, enigmatico e di non facile comprensione.
I poeti ermetici infatti, che vivono perlopiù nel ventennio fascista, rinunciano a trattare temi concreti, legati alla vita politica e sociale del loro tempo, scegliendo di dedicarsi alla “poesia pura” ossia una poesia che si esprime con termini essenziali.
Le caratteristiche principali della poesia ermetica sono:
- La visione negativa della vita, segnata dal senso di solitudine e di angoscia dell’uomo moderno, dovuta al periodo del ventennio fascista;
- L’idea che solo la poesia possa suggerire l’essenza segreta della realtà;
- La scelta di uno stile allusivo ed evocativo, ricco di metafore, sinestesie e ardite analogie;
- L’abbandono delle forme metriche tradizionali e la scelta del verso libero;
- Le liriche ermetiche esprimono spesso una situazione di indefinita attesa.
Giuseppe Ungaretti
Il poeta più rappresentativo di questa corrente fu sicuramente Giuseppe Ungaretti.
Altri grandi Autori influenzati dall’Ermetismo furono Eugenio Montale e Salvatore Quasimodo.
Fin dalla sua prima raccolta, Ungaretti sostiene l’importanza di una poesia lirica e di estrema essenzialità, basata sulla “parola pura”, ossia ai singoli termini, usati al massimo della loro potenza espressiva e capaci di esprimere significati universali:
- L’estrema brevità;
- La scelta del verso libero;
- L’assenza di punteggiatura e l’estrema semplificazione della sintassi, in modo da far risaltare le singole parole;
- L’uso di metafore e analogie;
- L’importanza attribuita al titolo, che è parte integrante della poesia stessa.
Il tema principale della poesia di Ungaretti è la guerra, in cui, di fronte al dolore e alla morte, il poeta riscopre il senso della fragilità della vita e il valore della solidarietà umana e della fratellanza, anche con il nemico. In questo modo, Ungaretti tocca tematiche universali, che riguardano tutti gli uomini.
Tra le poesie di Ungaretti studiate ho scelto le seguenti:
- Fratelli: Scritta nel 1916 in piena prima guerra mondiale. Durante una missione notturna un soldato nella notte avvicinandosi alla trincea nemica si rivolge a loro chiamandoli “fratelli”.
- Questa parola è una parola tremante, pronunciata con timore e trepidazione. La parola fratelli in questa situazione di guerra evoca e rappresenta il pieno desiderio di pace e fraternità. È il segno della ribellione del poeta contro l’assurdità della guerra.
- Mattina: Scritta nel 1917 è una poesia molto breve. Il soggetto per alcuni è la mattina per altri invece, è il poeta stesso soldato che assiste al sorgere del sole e si sente un tutt’uno con lo splendore e il calore dell’alba. In questa poesia si nota l’allitterazione della lettera M che dà l’idea di leggerezza e benessere, l’immensità appunto.
- Una colomba: Anche questa poesia è molto breve e la colomba ricorda la colomba di Noè che trasmette un messaggio di speranza e di pace che trasmette la colomba nel mezzo della guerra. Il verbo “ascolto” non comunica solo una sensazione uditiva ma ha anche un altro significato il desiderio forte di pace dopo le sciagure della guerra.
- La poesia è formata da un solo verso endecasillabo con l’allitterazione delle lettere A, O, L.
- Non gridate più: Scritta dopo l’esperienza della seconda guerra mondiale. Si rivolge a tutti gli uomini di non uccidere più. Il messaggio è evidente già dal primo verso. Questa poesia dà un senso di tristezza maggiore rispetto alle altre e propone anche una richiesta di cessare la guerra ma non viene ascoltata perché ci sono tutt’ora.
- Questa è una poesia di impegno e di protesta contro la follia della guerra. Allitterazione della S che dà sensazione di suono lieve come un sussurro ma ci sono anche suoni duri come la guerra.
Le racisme
Le racisme existe parce que l’homme a des préjugés.
Le raciste a peur de celui qui ne lui ressemble pas. Le raciste est agressif.
Il se croit meilleur, supérieur, que celui qui est différent de lui.
Il ne comprend pas que chaque être humain est unique.
Le racisme n’a aucune base scientifique. Il existe une seule race le genre humain.
Il faut d’abord apprendre à respecter. Avec la culture, on apprend qu’il existe d’autres peuples avec d’autres traditions. Pour combattre le racisme il faut apprendre à se connaitre, à se parler. L’école est fait pour apprendre que les hommes naissent et demeurent égaux.
Pour combattre le racisme nous pouvons intervenir sur les enfants. Parce qu’un enfant ne nait pas avec le racisme
Nelson Mandela
Nelson Mandela was born on July 18 in 1918.
When his father dead he was adopted.
He studied law and he became a lawyer.
He joined the Africa National Congress because he wanted to help black people to protest about their situation. The African National Congress asked him to lead a war
La genetica
Un monaco naturalista austriaco, Gregor Mendel, convinto che i caratteri non si trasmettono “a caso” dai genitori ai figli, Mendel compì i suoi esperimenti con preciso metodo scientifico, scegliendo in maniera opportuna il materiale da osservare: le piantine di pisello odoroso.
Mendel osservò attentamente i caratteri delle piantine e utilizzò linee pure. Lui scelse le varietà migliori e iniziò i suoi esperimenti di fecondazione incrociata che lo portarono alla scoperta delle leggi sull’ereditarietà dei caratteri.
Esso studiò che impollinando piante a fiori rossi con piante pure a fiori bianchi, Mendel osservò che i discendenti della prima generazione erano tutte piante a fiori rossi, come se il carattere “fiori bianchi” fosse scomparso. Chiamò dominante il carattere che si manifestava e recessivo il carattere che sembrava scomparso. Chiamò inoltre ibridi i discendenti di questa prima generazione che, dei due caratteri detti antagonisti, manifestavano solo il dominante, ma non erano più puri. Espose questa prima fase dei suoi esperimenti nella legge della dominanza.
Prima legge di Mendel
Da incroci tra individui differenti per una singola coppia di caratteri antagonisti nascono individui in cui compare soltanto uno dei due caratteri, quello dominante.
Lo scienziato continuò i suoi esperimenti sulle piantine ibride ottenute nella prima generazione, facendo autoimpollinare gli ibridi a fiori rossi. Egli osservò che i discendenti della seconda generazione non erano tutti uguali: alcune piante presentavano il carattere dominante e altre quello recessivo.
Mendel espose questi risultati nella legge della disgiunzione dei caratteri;
La seconda legge di Mendel
Nella discendenza degli ibridi ricompare il carattere recessivo e i due caratteri si presentano separati nel rapporto costante 3:1.
Lui continuò nei suoi esperimenti incrociando a questo punto piante che differivano contemporaneamente per due coppie di caratteri. Incrociò, con fecondazione artificiale, piselli con semi gialli e lisci e piselli con semi verdi e rugosi. Nella prima generazione ottenne ovviamente, tutte piante con semi gialli e lisci, i caratteri dominanti. Successivamente, per autoimpollinazione di questi ultimi individui, ottenne la seconda generazione, formata da quattro diversi tipi di piante in un rapporto ben preciso. Dedusse quindi che tutti i caratteri si trasmettono in maniera indipendente combinandosi in tutti i modi possibili, anche in modo diverso da quello dei genitori. Mendel espose questi risultati nella legge dell’indipendenza dei caratteri.
La terza legge di Mendel
Dall’incrocio di due individui che differiscono per due o più caratteri si ottengono individui nei quali i caratteri si trasmettono in modo indipendente l’uno dall’altro secondo la prima e la seconda legge, e quindi combinati in tutti i modi possibili.
Queste tre leggi vennero rivalutate dopo la scoperta dei cromosomi, quando si riuscì a darne una spiegazione scientifica e divennero la base della genetica, il ramo della biologia che studia l’ereditarietà dei caratteri.
Nel Novecento, grazie al microscopio elettronico, vengono individuati nel nucleo della cellula i cromosomi, bastoncelli responsabili della riproduzione della cellula e dei caratteri di ogni individuo. Il numero di cromosomi è costante e tipico per ogni specie ed è sempre pari in quanto i cromosomi sono organizzati in coppie.
Il meccanismo che regola e mantiene costante il patrimonio cromosomico delle cellule è regolato da due importanti fenomeni: la mitosi e la meiosi.
- La mitosi: è la riproduzione cellulare e consente a ogni nuova cellula di mantenere inalterato il suo patrimonio cromosomico.
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- Geografia: Asia e Giappone
- Letteratura: l'ermetismo (Giuseppe Ungaretti)
- Musica e Arte: l'Espressionismo
- Tecnologia: il carbone
- Narrativa: il bambino con il pigiama a righe
- Scienze: la genetica (DNA)
- Storia: la Seconda guerra mondiale
- Inglese: Nelson Mandela
- Francese: le racisme