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Satyricon
Wright e
l’architettura
Lo spettro
visibile e le
onde
elettromagnetiche
organica
La casa
sulla
cascata
Dimenticarlo: si va in scena!
Con pazienza, si attende che i parenti si liberino dalla calca e, una volta accertatisi che tutta la platea si sia seduta, solo a quel punto, si possono fare le condoglianze: in questa maniera tutti ti possono vedere.
Si prendono le mani del sofferente, si appoggiano le proprie sulle sue braccia, si sussurra qualcosa all’orecchio, una frase sicura, detta con autorevolezza, per esempio:
«Nei prossimi giorni, quando ci sarà il vuoto, sappi che puoi contare sempre su di me!»
Il pubblico si chiederà: «Ma che sta ricenn Jep Gambardella?»
È permesso raccogliersi in un angolo da soli, come…a meditare sul proprio dolore.
A questo punto, però, è richiesta un’ulteriore abilità: il luogo scelto deve essere allo stesso tempo isolato, ma ben visibile al pubblico.
Il vortice della mondanità
Quando sono arrivato a Roma, a 26 anni, sono precipitato abbastanza presto, quasi senza rendermene conto, in quello che si potrebbe definire
«il vortice della mondanità».
Ma io non volevo essere semplicemente un mondano.
Volevo diventare il Re dei mondani, e ci sono riuscito…
Io non volevo solo partecipare alle feste, volevo avere il potere di farle fallire…
La sensibilità
A questa domanda, da ragazzi, i miei amici davano sempre la stessa risposta: «La fessa!»
Io, invece, rispondevo: «L’odore delle case dei vecchi».
La domanda era: «Che cosa ti piace di più, veramente, nella vita?»
Ero destinato alla sensibilità. Ero destinato a diventare uno scrittore.
Ero destinato a diventare Jep Gambardella…
La scoperta
La più consistente scoperta che ho fatto, pochi giorni dopo aver compiuto 65 anni, è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare.
Però, c’è stata la vita, nascosta sotto il bla, bla, bla, bla, bla. È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore: il silenzio e il sentimento, l’emozione e la paura.