a.s. 201../201..
Istituto d’istruzione superiore "Arcangelo Ghisleri"
Cremona
Sezione associata I.T.C. Ghisleri
Classe Quinta B - indirizzo Relazioni Internazionali per il Marketing
Tesina multidisciplinare
La globalizzazione
Il significato di un mondo globalizzato
di Nome Cognome
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Percorso
Introduzione La globalizzazione: significato di un mondo globalizzato.
Storia La storia della globalizzazione: dalla scoperta dell’America ad oggi.
Inglese I fattori chiave del processo di globalizzazione.
Relazioni Internazionali La nascita e le funzioni dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.
Diritto Il principio della sovranità degli stati-nazione all’interno del fenomeno della globalizzazione.
Economia Aziendale Il provvedimento decisivo per il settore bancario: la legge del 30 luglio 1990 n. 218, conosciuta come Legge Amato.
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Indice
Introduzione La globalizzazione p. 4
Storia La storia della globalizzazione p. 5
Inglese The process of globalisation p. 9
Relazioni Internazionali L’Organizzazione Mondiale del Commercio p. 12
Diritto La sovranità degli stati-nazione p. 15
Economia Aziendale La Legge Amato p. 18
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Introduzione
Nel linguaggio comune parlare di globalizzazione è diventato di moda, ma il termine risulta impreciso poiché i suoi significati possono essere molteplici, così come complesse possono essere le risposte che a questo fenomeno si ricollegano.
L’osservazione dei fatti da essa prodotta se da una parte fa sperare in una nuova epoca di ricchezza, benessere, prosperità e pace, dall’altra accentua le realtà distorte e i danni provocati da questo meccanismo, quali l’aumento della disoccupazione, una crescita differenziata tra gli Stati con comportamenti economici diversi tra i più ricchi e i più poveri.
Perciò ho deciso di analizzare, in diversi ambiti, il significato di un mondo globalizzato, ponendolo come protagonista della mia tesina.
Storia
La storia della globalizzazione
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Con la scoperta dell’America è cominciata la globalizzazione, cioè l’unificazione sociale ed economica del nostro pianeta, ma la scoperta del Nuovo Mondo fu solo il primo passo. Con l’ascesa dell’Inghilterra di Elisabetta la Grande grazie al commercio triangolare, chiamato così a causa del percorso che le navi inglesi compievano (Inghilterra - Africa del nord - America - Inghilterra) molto simile a un triangolo, iniziò una nuova fase della storia che portò alla guerra sul mare anglo-spagnola il cui momento culminante fu lo scontro nella Manica fra l’Invencibile Armada e la flotta inglese (da cui quest’ultima uscì vittoriosa). Da quel momento l’Inghilterra diventa una potenza navale, la cui espansione sarà contrastata solo alla fine dell’Ottocento quando il Kaiser di Germania Guglielmo II cercò di rivaleggiare con la Gran Bretagna impostando un programma riguardante l’armamento navale composto di corazzate. Non è un caso perciò che proprio in Inghilterra avvenne la prima rivoluzione industriale, resa possibile grazie all’abbondanza di materie prime, quali il carbone e la lana, dalle innovazioni tecniche, dall’abbondanza di forza lavoro salariata disponibile e dal fatto che i capitali accumulati in agricoltura furono dirottati verso la nascente industria. Il secondo più importante episodio della globalizzazione è riconducibile al capitalismo industriale, fenomeno per il quale si produce molto e in modo conveniente. Da questo derivò l’ascesa industriale della Gran Bretagna e la sua conquista dei mercati mondiali. Nella prima metà del 1800, oltre all’Inghilterra, che era al primo posto, si trovano in buona posizione anche la Francia e il Belgio, a differenza della Germania che cominciò il suo take off rapidissimo nella seconda metà dello stesso secolo, grazie all’intreccio di scienza e tecnica. L’Italia inizia la sua industrializzazione verso gli anni ’80. Entrando nello specifico del modo di produzione capitalistico si può osservare che il capitalismo manifatturiero, tipico del ’600 e ’700, produceva in modo manifatturiero su scala ristretta mentre il capitalismo industriale utilizzava macchine complesse, ad
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esempio a vapore, che producevano a ciclo continuo su larga scala, si avvaleva della divisione del lavoro e si proiettava su un mercato allargato in cui cambiava il sistema di riferimento fondamentale, non più il settore primario ma quello secondario. Inoltre, in questo tipo di produzione, si tracciavano gli imprenditori che investivano il loro capitale diventando proprietari dei mezzi di produzione, ossia delle macchine, assai costose, con le quali venivano prodotte merci grazie ai salariati, cioè a coloro che vendevano la propria forza lavoro in cambio di uno stipendio. Dal 1700 si produceva, dunque, in forma allargata. Le industrie trainanti erano quella tessile, perché si aveva bisogno di macchine non troppo raffinate, di materie prime e di lana, di cui l’Inghilterra abbondava, e di una rete di trasporti per poter commerciare; l’industria tessile favoriva lo sviluppo di quella meccanica, chimica ed estrattiva. La Gran Bretagna, ricca di carbone, era il luogo "naturale" di tale sviluppo: dotata anche di un buon sistema di canali e di vie di comunicazione, procedeva alla macadamizzazione delle vie, simile all’asfaltatura moderna, costruiva ferrovie, produceva e usava energia su vasta scala, e per questo dominava non a caso la scena del primo Ottocento. Nell’ultimo decennio del secolo XIX e nel primo del XX lo sviluppo industriale delineato raggiunse la sua piena maturità, tanto che si può parlare di una seconda rivoluzione industriale. Le sue caratteristiche furono sinteticamente queste: lo sviluppo industriale fu sostenuto da invenzioni scientifiche e tecnologiche che permisero un migliore sfruttamento delle materie prime; nel campo della metallurgia furono approntati metodi nuovi per la lavorazione dell’acciaio; nuove fonti di energia, petrolio ed elettricità, vennero poi ad aggiungersi al carbone che aveva costituito, fino agli anni ’70 del XIX secolo, l’unica fonte di energia capace di azionare le macchine industriali. Il progresso industriale ebbe effetti diretti sull’agricoltura che venne meccanizzata, tanto che le nazioni più progredite furono quelle che riuscirono a dirottare mano d’opera dall’agricoltura all’industria, elevando però le rese. In concomitanza con il nuovo sviluppo industriale si ebbe quello del capitale finanziario, che non si limitò a convogliare il risparmio verso l’industria, il commercio, i trasporti, ma giunse a conquistare un ruolo decisivo nel fondare industrie e nell’imprimere direzione a esse. I capitali eccedenti vennero anche investiti all’estero, sia attraverso il finanziamento d’importanti opere, sia attraverso
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l’esportazione di grosse masse di capitali in paesi economicamente sotto sviluppati, sotto forma di prestito o di investimento produttivo. Tutto ciò giovò all’unificazione mondiale del mercato e portò a una sempre più stretta interdipendenza fra le singole economie nazionali. Non a caso gli USA furono, grazie all’insieme di condizioni favorevoli che li riguardarono, la vera nuova grande potenza in ascesa del capitalismo mondiale. Per capire quello che avviene realmente a fine Ottocento occorre però introdurre qualche considerazione sul fenomeno del colonialismo e imperialismo.
Nel XVI secolo aveva avuto inizio, in America, da parte della Spagna e del Portogallo, quello che fu definito "primo colonialismo". Il "Nuovo Mondo" e le popolazioni che lo abitavano erano viste come occasione di puro sfruttamento, rapina di prodotti primi e preziosi, con alcune differenze: mentre l’impero portoghese non ebbe mai, ad eccezione del Brasile, carattere di stabile occupazione, quello spagnolo costituì un impero territoriale vastissimo che dal Nord del Messico giungeva fino in Argentina e in Cile. A quelli spagnoli e portoghesi si accompagnarono poi gli insediamenti coloniali di Olanda, Francia e Inghilterra; occorre però dire che la loro fisionomia rimase abbastanza limitata politicamente fino alla prima metà dell’Ottocento, quando gli stati europei diedero una maggiore stabilità politica alla loro penetrazione economica.
Collegamenti
Globalizzazione, tesina
- Storia - La storia della globalizzazione
- Inglese - The process of globalisation
- Relazioni internazionali - World Trade Organization
- Diritto - Sovranità degli Stati-nazione
- Economia aziendale - Legge Amato 1990