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Tesina: genio o follia?

La scelta di questo argomento dipende dal fatto che sono rimasta attratta da ciò che poteva nascondersi dietro l’aspetto del genio e dietro quello del folle. L’uomo è sempre stato affascinato da ciò che non conosce, dagli aspetti oscuri dell’esistenza, ha cercato di dare delle risposte, di scoprire, di fare luce e quindi di conoscere, allora mi sono chiesta chi è il folle? Chi è il genio? Tutti noi possediamo un pizzico di follia e di genialità; ma chi è al di là di quel confine tra “normalità” e follia, cosa vede? Cosa sente? Sia il genio che il folle hanno la capacità di vivere le cose in maniera diversa rispetto al resto delle persone considerate “normali”. Sbagliata a mio parere è la concezione di considerare il genio in chiave positiva e il folle in chiave negativa, infatti, il folle è colui che vive secondo le proprie regole, che non si lascia intrappolare dalle apparenze, dai giudizi, da una società che mette gli uomini l’uno contro l’altro; il genio, invece, è succube della società perché si adopera con fatica nel trovare le soluzioni per migliorarla.

Tra il genio e il folle vi è una sottile differenza che si potrebbe individuare nel fatto che il genio possiede l’innata abilità di presentarsi alla realtà in modo tale da farsi accettare in un primo momento, e ammirare per la sua visione della realtà, in un secondo. La figura che in sé detiene entrambi gli aspetti è quella di Adolf Hitler. Egli, uomo di grande intraprendenza e astuzia, si inserì nell’ambito della politica tedesca, in crisi per la disastrosa fine della Prima Guerra mondiale.

Nel 1919 Hitler dette vita ad un nuovo movimento politico denominato “nazionalsocialista”, che ben presto ottenne il consenso della maggioranza. L’abilità di Hitler inoltre lo portò ad occupare le maggiori cariche nella politica tedesca, tanto che alle elezioni del 1933 riuscì a rivestire il ruolo di presidente. Da quel momento ebbe inizio la politica del terrore.

L’ideologia nazista

L’idea cardine del nazismo consiste in una trasposizione sul piano sociale delle teorie darwiniane; come i darwinisti, infatti, essi credevano che gli esseri umani potessero essere classificati collettivamente in “razze”, ognuna delle quali possedeva caratteristiche specifiche trasmesse geneticamente. Queste qualità ereditarie riguardavano non solo l’aspetto esteriore e la struttura fisica, ma davano anche forma alla vita interiore e mentale, ai modi di pensare, alle abilità creative e organizzative, ai gusti e ai valori culturali, oltre che alla forza fisica e al coraggio.

I nazisti adottarono anche la visione del darwinismo sociale sulla teoria evolutiva della conquista del territorio necessario al mantenimento e al sostentamento della crescente popolazione. Inoltre, essi consideravano fondamentale la salvaguardia della purezza del proprio patrimonio genetico, in modo da preservare le caratteristiche “razziali” uniche delle quali la “Natura” li aveva dotati e che avrebbero permesso loro di prevalere nella lotta per la sopravvivenza.

Siccome ogni “razza”, nella visione nazista, cercava di crescere e svilupparsi, e siccome lo spazio sulla terra non è infinito, la lotta per la sopravvivenza finiva “naturalmente” per sfociare nel confronto militare e nella conquista violenta. Si venne così a creare l’idea di una razza superiore, la cosiddetta “razza ariana”, l’unica degna di vivere e governare anche per mezzo della violenza.

I Nazisti consideravano gli Ebrei una “razza” a sé. Ma pur considerando gli Ebrei i loro principali “nemici”, le teorie ideologiche della razza elaborate dal Nazismo presero di mira anche altri gruppi, destinandoli alla persecuzione, alla prigionia e alla distruzione totale, tra i quali gli zingari, i disabili, i Polacchi, i prigionieri di guerra sovietici, e gli Afro-Tedeschi.

I Nazisti consideravano nemici e/o minacce per la sicurezza anche i dissidenti politici, gli omosessuali e gli individui definiti asociali e in particolare, persone con handicap mentali o fisici, criminali abituali e recidivi, persone che avevano “comportamenti socialmente devianti” in quanto queste categorie si opponevano apertamente al regime nazista e avevano comportamenti che non rientravano nella percezione nazista della norma sociale.

I Nazisti cercarono di eliminare sia chi non si conformava alla loro visione, sia quelli che essi consideravano una minaccia per la purezza della razza. I Nazisti credevano che una razza superiore non avesse soltanto il diritto ma anche l’obbligo di sottomettere e persino sterminare quelle inferiori.

Mantenere la purezza genetica era importante, secondo Hitler e secondo altri, perché mischiare le varie etnie avrebbe alla fine portato alla bastardizzazione e alla degenerazione della razza, al punto da causare la perdita dei suoi caratteri unici e quindi anche della capacità di difendersi in modo efficace. L’acquisizione di nuove terre era dunque vitale, insisteva Hitler, per permettere l’espansione della popolazione.

La persecuzione degli ebrei

In un primo momento il tentativo di creare uno stato completamente “puro” portò a spingere gli ebrei all’emigrazione. L’espansione dello stato nazista cominciata con l’invasione della Cecoslovacchia che portò alla rapida acquisizione di una popolazione ebraica superiore a quella che si era riusciti a far emigrare mise in luce l’inefficacia di quel piano.

Lo scoppio della guerra chiuse poi definitivamente la via dell’emigrazione come soluzione al “problema ebraico”. Con l’invasione della Polonia il 1 settembre del 1939 iniziò una nuova fase della persecuzione razziale. Alla popolazione ebraica polacca fu quasi immediatamente imposto di indossare la stella gialla.

Seguirono poi una serie di leggi che diedero il via a una vera e propria persecuzione. Tramite una lunga serie di leggi e circolari vennero, infatti, rapidamente ridotti gli ambiti nei quali gli ebrei potevano operare. Essi furono privati dell’accesso all’istruzione, furono impoveriti, venendo allontanati da molte professioni e dagli impieghi, venendo costretti a cedere le loro attività imprenditoriali a non-ebrei.

Vennero isolati dal resto della comunità con il divieto di detenere apparecchi radiofonici, di avere il proprio nome sull’elenco telefonico, di recarsi in località di villeggiatura, di partecipare ad associazioni culturali o sportive, o di frequentare biblioteche pubbliche.

A partire dal 1940 gli ebrei furono radunati e rinchiusi nei ghetti appositamente istituiti nelle città più importanti: ammassati in condizioni igieniche pessime, malnutriti e sfruttati come manodopera a bassissimo costo molti morirono di stenti.

Con il 1941 e l’invasione della Russia la politica antiebraica dei nazisti maturò una drammatica svolta. La conquista della Russia implicava l’acquisizione di una popolazione di circa 5 milioni di ebrei e questo portò a rinunciare definitivamente alla politica delle espulsioni in favore di una politica di eliminazione fisica degli ebrei.

Di questo furono incaricati delle unità speciali con la collaborazione di forze ausiliarie per eliminare gli ebrei e i nemici del Reich nei territori sottratti all’URSS. I massacri seguivano un copione predeterminato: in genere avvenivano lontano dai centri abitati presso cave o trincee abbandonate dove le vittime venivano trasportate con l’inganno.

Una volte giunte sul posto le vittime erano private dei loro beni, venivano poi fatte allineare lungo le fosse o fatte distendere sul fondo delle stesse, dopodiché venivano massacrate con le armi da fuoco. Alla fine dell’operazione i corpi si trovavano ordinatamente disposti nelle fosse pronte per essere ricoperte.

Si trattava di un sistema considerato poco efficace anche perché metteva a dura prova il morale delle truppe. Fu così che si elaborò un nuovo sistema per sterminare gli ebrei basato sull’utilizzo di camere a gas già sperimentate per l’eliminazione di quei cittadini del Reich considerati un peso per la società quali i malati di mente o gli handicappati, cosiddetta operazione eutanasia.

L’Aktion T4

Aktion T4 Programma nazista di eutanasia

eutanasia o l’ fu il nome dato al che sotto responsabilità medica prevedeva la soppressione di persone affette da malattie genetiche, inguaribili o da più o meno gravi malformazioni fisiche.

Verso la fine del 1938 la Cancelleria del Führer ricevette una richiesta da parte della famiglia di un bambino di nome Knauer affetto da gravi malformazioni fisiche e definito «idiota» affinché Hitler desse il suo assenso per un’«uccisione pietosa».

Hitler inviò il suo medico personale Brandt presso la clinica dell’Università di Lipsia per verificare con i medici che avevano in cura il bambino se realmente egli fosse un caso disperato e, in tal caso, autorizzarne l’uccisione che alla fine avvenne.

In seguito al «caso Knauer» Hitler autorizzò la creazione del Comitato del Reich per il rilevamento scientifico di malattie ereditarie e congenite gravi. Nell’agosto 1939 il Ministero degli Interni ordinò che i dottori e le ostetriche che lavoravano negli ospedali tedeschi riferissero tutti i casi di bambini nati con gravi malformazioni, ufficialmente per creare un «archivio scientifico», ma con il chiaro intento di operare le necessarie «uccisioni pietose».

Dovevano essere segnalati «tutti i bambini di età inferiore ai tre anni nei quali sia sospetta una delle seguenti gravi malattie ereditarie: idiozia e sindrome di Down, macrocefalia; idrocefalia; malformazioni di ogni genere specialmente agli arti; inoltre le paralisi, incluse le condizioni spastiche».

Le segnalazioni venivano valutate da una speciale commissione composta da tre membri che dovevano raggiungere il consenso unanime prima di procedere all’uccisione.

Nello svolgimento del programma Aktion T4 si utilizzarono numerosi metodi di dissimulazione; molti genitori, soprattutto dell’area cattolica, erano, per ovvi motivi, contrari.

I genitori venivano informati che i loro figli sarebbero stati portati in «sezioni speciali» di centri pediatrici dove avrebbero potuto ricevere migliori ed innovative cure. I bambini inviati presso questi centri venivano tenuti «in osservazione» per alcune settimane e poi uccisi con iniezioni letali; i certificati di morte riportavano come causa del decesso «polmonite».

Normalmente venivano effettuate autopsie ed erano asportate alcune parti del cervello a scopo di ricerca scientifica. Nel campo di chalmno costruito nel dicembre del 1941 venne inaugurato il nuovo sistema che costituiva la “soluzione finale del problema ebraico”; qui le vittime venivano asfissiate con il gas di scarico prodotto da camion speciali.

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Sintesi

Collegamenti interdisciplinari

  • Italiano: “Uno, nessuno, centomila”, Luigi Pirandello.
  • Matematica: John Nash.
  • Storia: Hitler - l'ideologia del regime nazista e le persecuzioni razziali.
  • Filosofia: Freud: la realtà dell'inconscio e gli studi sulla nevrosi.
  • Latino: Seneca - il “furor” inteso come manifestazione di follia in Fedra.
  • Educazione fisica: la follia dell'ambizione nello sport - il doping.
  • Pedagogia: Anna Freud e la nascita della psicoanalisi infantile.
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