Estratto del documento

“Per non dimenticare”

Gabriele Canepa, VaE

L'Aktion T4 e la strage nazista

Queste parole nascondono un terrificante segreto, un aberrante crimine perpetrato nel cuore stesso della Germania, contro i più indifesi e infelici tra gli uomini.

Aktion T4 fu il nome dato al programma nazista di eutanasia che, sotto responsabilità medica, prevedeva la soppressione di persone affette da malattie genetiche, inguaribili, o affette da malformazioni fisiche.

Origini

All'inizio del XX secolo in molte nazioni, tra cui USA, Inghilterra e Germania, si discuteva di “Eugenetica”, una disciplina volta a migliorare la specie umana attraverso la selezione di caratteri genetici ritenuti positivi (“Eugenetica positiva”) e l'eliminazione di quelli negativi (“Eugenetica negativa”).

Tali concetti erano già stati espressi nell'antica Grecia da Platone, nel Medioevo Cristiano, nel Rinascimento, in cui si sostenne l'opportunità di combinare i matrimoni e controllare la vita sessuale dei cittadini, e a cavallo tra Settecento e Ottocento con la cosiddetta “Frenologia”, una disciplina scientifica che sosteneva di riuscire a individuare dalla forma del cranio di un individuo le sue tendenze psicologiche, individuando ed eliminando così in primis criminali ed elementi socialmente pericolosi.

Lo sviluppo finale delle teorie eugenetiche nel Novecento avvenne in conseguenza al cosiddetto “Darwinismo Sociale”.

Charles Darwin, biologo e naturalista britannico, dimostrò, grazie ai suoi viaggi in Sud America e Oceania, che l'evoluzione degli organismi viventi non era causata dall'adattamento all'ambiente, come sosteneva Lamarck, e nemmeno da un atto di creazione divina (“Creazionismo”).

L'evoluzione degli organismi, secondo Darwin, deriva dalla progressiva diminuzione dei mezzi di sussistenza che determina la lotta per la sopravvivenza. Da questa lotta, a cui è impossibile sottrarsi, emergono gli organismi più dotati a discapito di quelli meno efficienti, che scompaiono così per selezione naturale, sostituiti dalla formazione di una nuova specie, quella che nei piani nazisti era la “Razza Ariana” (cioè nobile).

Negli anni Sessanta dell'Ottocento l'eugenetica venne portata alla luce da Francis Galton, cugino di Charles Darwin, che teorizzò il miglioramento progressivo della razza secondo criteri analoghi a quelli dell'evoluzione biologica. Sosteneva necessario un intervento delle istituzioni per questo fine, mediante l'incrocio selettivo degli adatti.

Galton ideò anche il termine eugenetica, traendolo dal greco classico (eugenetes, composto da eu = bene, buono e genos = razza, ovvero buona razza).

Specialmente in Inghilterra e in Germania, questa teoria ebbe grande successo, grazie anche alla forte impostazione positivista della scienza e all'ideale imperante di progresso della civiltà.

Il filosofo positivista Herbert Spencer, inoltre, prese a prestito i concetti chiave dell'evoluzione darwiniana e lo applicò alle scienze sociali, sostenendo l'opportunità e la necessità delle differenze sociali allo scopo di assecondare il naturale processo di selezione dei più adatti.

All'inizio del XX secolo, secondo l'influenza di tali biologi e filosofi, si affermò l'idea secondo cui i più deboli nella scala sociale dovevano soccombere per selezione naturale, lasciando spazio allo sviluppo e al consolidamento della razza pura e positiva.

Sviluppo in Germania

In Germania la discussione si appoggiava sui concetti di “razzismo scientifico” ed “igiene razziale”, secondo i quali il “Volk”, cioè la comunità popolare, inteso come insieme di individui legati da caratteristiche razziali e culturali, avrebbe dovuto migliorarsi come collettività anche a discapito dei diritti dell'individuo.

Nel 1895 Alfred Just, precursore dell'eugenetica tedesca, influenzato dalle teorie di Spencer e Galton, scrisse il saggio “Il diritto alla morte”, in cui sostenne il diritto dello Stato ad imporre la morte agli individui “deboli” per salvaguardare la purezza del Volk.

Ma fu agli inizi degli anni '20 che il movimento eugenetico tedesco sviluppò un'ala radicale guidata da Alfred Hoche e Karl Binding, che nel loro “Il permesso di annientare vite indegne di vita” sostennero il diritto dello Stato all'uccisione di

«persone mentalmente morte»

e

«gusci vuoti di esseri umani»

Lo stato di prostrazione in cui si trovava la Germania alla fine della Prima Guerra Mondiale rese la popolazione particolarmente recettiva a questo tipo di idee.

Robert Jay Lifton, studioso del fenomeno medico nazista, affermò:

«Il ragionamento era che i giovani morivano in guerra, causando una perdita per il Volk dei migliori geni disponibili.

I geni di coloro che non combattevano, che erano i peggiori, potevano quindi proliferare liberamente, accelerando la degenerazione biologica e culturale»

La Grande Depressione del '29 incrementò ulteriormente l'adesione a queste idee radicali in quanto gli istituti medici e psichiatrici si trovavano in gravi difficoltà, con situazioni di sovraffollamento e di degrado nel trattamento dei pazienti.

La visione di Hitler

L'idea di attuare una politica di igiene razziale rappresentò un elemento centrale nell'ideologia hitleriana sin dagli inizi.

Adolf Hitler provò per tutta la vita una forte repulsione per l'handicap mentale e la deformità fisica, attratto com'era dai canoni di bellezza e purezza che gli derivavano dal suo reputarsi artista.

Nelle sue discussioni con Bouhler e Hammlers, a capo rispettivamente della cancelleria privata del Fuhrer e di quella del Reich, Hitler era solito definire i disabili come

«Coloro che si insudiciano di continuo»

e

«che mettono i loro stessi escrementi in bocca»

Nel “Mein Kampf” (“La mia battaglia”), libro in cui espose l'ideologia nazionalsocialista, Hitler definì chiaramente le sue idee nel campo dell'**eugenetica**, illustrando come una nazione moderna dovrebbe gestire tale problema:

«Chi non è sano e degno di corpo e spirito, non ha diritto di perpetuare le sue sofferenze nel corpo del suo bambino.

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Sintesi

Materie e argomenti

  • Scienze: Darwinismo, Eugenetica
  • Filosofia: Positivismo (Spencer) e il Superuomo nietzschiano
  • Storia: Nazismo e Aktion T4
  • Latino: Tacito e il "De Germania"
  • Arte: L'arte di regime
  • Italiano: Montale ("La primavera hitleriana")
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