“Il piacere è l’unica cosa degna di essere vissuta:
Niente fa invecchiare quanto la felicità.”
Oscar Wilde
Il culto della bellezza
- Prefazione pag. 3
- Estetismo: Gabriele D’Annunzio, “Il piacere” pag. 4
- Oscar Wilde: The Picture of Dorian Gray pag. 6
- Ideologia nazista: la razza ariana pag. 8
- Thermaltourismus in Italien pag. 10
- Ideale neoclassico di bellezza: A. Canova pag. 12
- Bibliografia pag. 14
Il percorso che ho intenzione di intraprendere con questo lavoro non vuole
mettere in luce soltanto la bellezza in tutti i suoi aspetti positivi, ma anche
quella parte che ha dato vita alle conseguenze più tragiche dell’esistenza
dell’essere umano. Parlando del culto della bellezza intendo toccare 4
personalità molto forti che hanno profondamente influenzato, anche se in
modi molto diversi, la società del loro tempo.
Da Oscar Wilde, il dandy libero ed anticonformista, per la cui presentazione
non occorre altro che una delle sue famose espressioni: "I have not to declare
except my genius!", a Gabriele D’Annunzio, il cui egocentrismo si
manifesta soprattutto nel suo “vivere inimitabile”, nel suo superomismo che
mette in rilievo solo l’aspetto estetico del ben più complesso pensiero del
tedesco Nietzsche.
Purtroppo l’ambiguità della sua concezione ha dato sfogo alla cultura
nazista, che identifica il soggetto della liberazione con un’élite, o peggio
ancora con "la razza ariana". La curiosità mi ha spinto oltre, fino ai meandri
più oscuri della personalità più influente del nazionalsocialismo: Hitler, le
cui fattezze non saranno mai dimenticate dall’umanità, il cui fanatismo ha
prodotto solo violenza, intolleranza e ben 18 milioni di vittime.
In campo artistico invece ho voluto analizzare il concetto neoclassico di
bellezza ideale, teorizzato dal primo storico d’arte Winckelmann nel suo più
celebre libro “La storia dell’arte e dell’antichità”, aiutandomi con l’opera di
uno dei più importanti artisti italiani, Antonio Canova.
Infine ho analizzato il culto della bellezza attraverso una tendenza che si è
diffusa soltanto recentemente ed è in continua espansione: il turismo termale
in Italia. Ho analizzato perciò una delle strutture termali più famose
d’Italia, Abano Terme con uno degli Hotel legati a questa struttura.
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Con la definizione “Il culto della
bellezza” si va subito ad identificare un
movimento artistico ma soprattutto
letterario della seconda metà dell'800
che vede la bellezza come unico valore
in un mondo degradato, cioè l’Estetismo.
Estetismo
L'Estetismo è un movimento che si sviluppa a partire dal
Decadentismo. Questo movimento trova il suo massimo
splendore grazie alle opere di Gabriele d’Annunzio ed
Oscar Wilde. D’Annunzio è indotto a trasformare la vita
in opera d'arte (la cosiddetta vita inimitabile), dedicandosi al
culto della bellezza in assoluta libertà materiale e spirituale, in contrapposizione con la volgarità
del mondo borghese. In Inghilterra Oscar Wilde costruì un personaggio individualista nel Ritratto
di Dorian Gray (1891), in cui il protagonista, innamorato della propria eccezionale bellezza, tenta
di conservare per sempre la gioventù. In ambito poetico, il movimento trova dei precursori in
Baudelaire, Verlaine, Rimbaud e Mallarmé cioè i simbolisti. Il principio fondamentale
dell'Estetismo — l'arte per il gusto dell'arte — consiste nel vedere l'Arte come rappresentazione di
se stessa, avente una vita indipendente proprio come il Pensiero. È la vita ad imitare l'Arte, e
questo deriva dal fatto che il fine della vita è quello di trovare espressione nell’arte. Anche la
Natura stessa si modifica a immagine dell'Arte; gli unici effetti che essa può mostrarci sono quelli
visibili grazie alla poesia o ai dipinti. In questo consiste il fascino della Natura, ma anche la sua
debolezza. L'Estetismo presenta un continuo invito a godere della giovinezza fuggente, un
edonismo (il piacere individuale costituisce il bene più alto) nuovo. La figura dell'Esteta, è stata
consacrata da 2 opere:
- “Il piacere” di Gabriele d’Annunzio in Italia;
- “Il ritratto di Dorian Gray” di Oscar Wilde in Inghilterra.
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Gabriele d’Annunzio nasce a Pescara nel 1863 e muore a Brescia nel 1938. D'Annunzio è una
personalità di livello europeo nel panorama culturale del primo Novecento. Egli viene adottato da
un ricco zio. La sua formazione culturale inizia a Prato con gli studi liceali, seguita
dall’esperienza universitaria a Roma alla facoltà di lettere. Qui inizia la sua carriera da
giornalista e dopo essere stato collaboratore di alcuni periodici, diventa cronista della società
aristocratica. Il poeta vive una vita ricca di piaceri senza porsi la minima preoccupazione
economica. Egli si indebita ed è costretto a fuggire in Francia per scappare dai suoi creditori. A
Parigi D'Annunzio diventa in poco tempo una celebrità e quindi riesce a mantenere inalterato il
suo stile di vita.
D’Annunzio è allo stesso tempo esteta e decadente.
- È esteta perché cerca di trasferire il suo gusto estetizzante alla vita, coltivando l’eleganza
- e indulgendo al gesto clamoroso. Egli adora circondarsi di raffinate opere d’arte e conduce
- una vita dispendiosa che lo porta ad indebitarsi (vita inimitabile).
- È decadente perché rifiuta il metodo scientifico e razionale, afferma la superiorità
- dell’arte (infatti l’Estetismo deriva dal Decadentismo) e rivendica il privilegio dell’artista
- rispetto alle masse.
In d’Annunzio l’estetismo ed il decadentismo hanno in comune un aspetto molto importante: la
vita inimitabile che si trasforma in mito di massa (cioè il superuomo o poeta vate). La vita
inimitabile infatti è rappresentata dalla ricerca dei piaceri e della bellezza (Estetismo) mentre il
mito di massa è il poeta vate che ha il compito di indicare alla folla gli obiettivi da raggiungere
(Decadentismo).
- Italiano: Estetismo e il piacere di D'Annunzio
- Inglese: Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde
- Storia: L'ideologia nazista: la razza ariana
- Tedesco: Turismo termale in Italia
- Arte: Neoclassicismo e Amore e Psiche di A. Canova