Michela Parisi III A
Il mistero oltre la ragione
Anno scolastico 2014/2015
Percorso d’esame di Michela Parisi III A
Scuola secondaria di I grado Giovi Piegolelle.
1 Michela Parisi III A
Mappa
........................................................pag.3
Introduzione ..................................................pag.4
Scienze - Il sistema nervoso........................................pag.6
Matematica - Renato Caccioppoli........................pag.15
Italiano - Luigi Pirandello......................................pag.19
Storia - La follia di Adolf Hitler...............................pag.29
Ed. fisica - Il doping................................................pag.40
Ed. civica - La legge Basaglia..................................pag.46
Geografia - La pena di morte nel mondo................pag.49
Tecnologia
Gli effetti della corrente elettrica sul
corpo umano........................................................pag.57
Inglese - The death penalty, Henry IV......................pag.63
Francese - Le racisme..............................................pag.67
Arte - Antonio Ligabue.............................................pag.72
Musica - Ti regalerò una rosa...................................pag.80
Religione - La follia dell’Isis.....................................pag.84
Conclusione ........................................................pag.87
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Introduzione
Follia: Grave infermità mentale, perdita della ragione.
Riflettere sulla follia vuol dire riflettere sulla nozione di identità, su come percepiamo le cose, su che cos’è la realtà. La follia non è solo disagio o malattia: con le sue categorie, ci interroga sulla nostra visione del mondo.
Negli ultimi due secoli è stata riconosciuta alla follia un duplice valore: da una parte, essa è l’“altro”, cioè un mondo profondamente diverso da quello dei “sani”; dall’altra parte, essa rivela qualcosa che è in tutti gli uomini.
Tradizionalmente, folle è colui che, per comportamenti e opinioni, si distacca da ciò che la norma definisce accettabile. Qui inizia il problema della definizione della pazzia: nei vari ambiti sociali e nei differenti contesti storici cambiano i parametri che dividono ciò che è normale da quello che è deviante.
Nella mia tesina ho deciso di affrontare il tema della follia non solo perché mi appassionano molto le “stranezze”, ma anche perché ero incuriosita nello scoprire i suoi vari volti e le sue tante maschere.
Mi spiego meglio: la follia, quindi, non è affrontata solo come parte dell’io umano o come caratteristica della personalità che ha creato grandi geni, ma ho deciso di mettere in risalto particolarmente l’aspetto sociale di questo tema, ovvero che il folle non è solo colui che non ha regole, ma anche la nostra società che permette di far esistere ancora il razzismo e la pena di morte. E questa non è follia?
Michela Parisi
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Scienze
Il sistema nervoso
Giocare, camminare, respirare, parlare, urlare, leggere, ridere, pensare, ricordare… sono alcune delle innumerevoli attività attraverso cui provvediamo alla nostra sopravvivenza e mediante le quali stabiliamo i nostri rapporti con l’ambiente esterno.
A permetterci di realizzare tutte queste attività, a coordinarle e a consentirne il corretto svolgimento è adibito il sistema nervoso. Esso riceve stimoli e informazioni, li memorizza e li elabora e coordina e controlla le funzioni vitali dell’organismo.
Per svolgere tutte queste attività il sistema nervoso si avvale di una particolare cellula, il neurone; esso è costituito infatti da un particolare tessuto, il tessuto nervoso, formato da speciali cellule, le cellule nervose o neuroni.
Il neurone è formato dal corpo cellulare, la cellula vera e propria che contiene il nucleo e gli altri organuli cellulari, e da un certo numero di prolungamenti. Il più lungo di questi è il neurite o assone, quelli più corti sono i dendriti.
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Il neurite è protetto da due guaine: una esterna di tessuto connettivo e l’altra, detta guaina di Schwann, formata da speciali cellule, le cellule di Schwann.
Talvolta è presente una terza guaina, la guaina mielinica, costituita da mielina, una sostanza grassa e biancastra prodotta dalle cellule di Schwann, interrotta a tratti in corrispondenza dei nodi di Ranvier.
Ciascun neurite termina con delle ramificazioni nervose su ognuna delle quali si trova un rigonfiamento detto bottone sinaptico. I bottoni sinaptici consentono la trasmissione degli impulsi nervosi da un neurone all’altro o dai neuroni a particolari organi.
I neuroni hanno due caratteristiche fondamentali:
- L’eccitabilità è la capacità del neurone di eccitarsi ad un qualsiasi stimolo e di elaborare risposte adeguate allo stimolo ricevuto.
- La conducibilità è la capacità di condurre gli stimoli in arrivo o in partenza sotto forma di impulso elettrico.
L’impulso nervoso viaggia sempre in una sola direzione: dai dendriti al corpo cellulare, da questo al neurite e dal neurite ai dendriti di un altro neurone. Tale trasmissione avviene attraverso delle fessure di connessione dette sinapsi o fessure sinaptiche.
I neuroni non sono tutti uguali, ma differiscono per la forma del corpo cellulare, per il numero di dendriti e per la lunghezza del neurite. In base alla loro funzione possono essere ricondotti a tre tipi principali, sensitivi, di collegamento e motori.
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Il sistema nervoso si suddivide in tre parti:
Il sistema nervoso centrale
Il sistema nervoso centrale è formato dall’encefalo contenuto nella scatola cranica e dal midollo spinale contenuto nel canale vertebrale.
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Encefalo e midollo spinale sono protetti da tre membrane, dette meningi: la pia madre, a stretto contatto con il tessuto nervoso e ricca di vasi sanguigni, l’aracnoide, molto delicata e dall’aspetto di una ragnatela, e la dura madre, la più spessa e resistente, a contatto delle ossa della scatola cranica.
Tra l’aracnoide e la pia madre si trova il liquido cefalorachidiano, che protegge il tessuto nervoso attutendone eventuali urti e provvede a nutrirlo regolandone gli scambi con il sangue.
Sia l’encefalo sia il midollo spinale sono formati da un tessuto organizzato in due sostanze: la sostanza grigia, costituita dai corpi cellulari dei neuroni, e la sostanza bianca, costituita dai neuriti provvisti di guaina mielinica.
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- L’encefalo è formato dal cervello, dal cervelletto e dal midollo allungato.
Il cervello, la parte più voluminosa di tutto l’encefalo, è diviso da un solco in due parti uguali, dette emisferi cerebrali, che sono collegate fra loro da un fascio di fibre nervose, il corpo calloso.
La parte superficiale del cervello, detta corteccia cerebrale, è formata dalla sostanza grigia; la parte interna è formata dalla sostanza bianca.
La corteccia è suddivisa in varie zone, dette lobi cerebrali, ciascuna delle quali presiede a funzioni della vita.
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La parte interna del cervello è formata dalla sostanza bianca e contiene due importanti centri, il talamo e l’ipotalamo.
Il talamo elabora tutte le informazioni sensoriali (immagini, suoni, odori, gusti…) e presiede alla regolazione della temperatura corporea.
L’ipotalamo presiede e controlla gli stimoli che arrivano dal nostro corpo (la fame, la sete) e regola il comportamento istintivo.
- Il cervelletto, situato nella zona posteriore della scatola cranica, presenta anch’esso la sostanza grigia all’esterno e quella bianca all’interno; la sostanza grigia si ramifica in quella bianca proprio come i rami di un albero, l’albero della vita. Il suo compito è quello di coordinare l’azione delle aree motorie. È grazie ad esso che quando camminiamo non barcolliamo.
- Il midollo allungato, posto sotto il cervelletto, rappresenta il collegamento tra l’encefalo e il midollo spinale. Presenta la sostanza grigia all’interno e quella bianca all’esterno ed è adibito al controllo dei movimenti involontari delle nostre funzioni vitali, quali il battito cardiaco e i movimenti della respirazione polmonare.
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Il midollo spinale
Il midollo spinale è un cordone biancastro lungo circa 40 cm che percorre l’interno del canale vertebrale fino alla seconda vertebra lombare.
Come per il midollo allungato, nel midollo spinale la sostanza grigia si trova all’interno e la sostanza bianca è all’esterno. La sostanza grigia è disposta a forma di “H” e le sue estremità prendono il nome di corni posteriori (nervi sensitivi) e corni anteriori (nervi motori).
Il sistema nervoso periferico
Il sistema nervoso periferico è costituito dalla rete di nervi che parte dal cervello e dal midollo spinale e collega i vari organi al sistema nervoso centrale.
I nervi sono fasci di fibre nervose protetti da tessuto connettivo. Le fibre nervose possono essere motorie se trasportano gli impulsi ai muscoli, sensoriali se trasportano gli impulsi provenienti dagli organi di senso e miste se trasportano sia impulsi motori sia sensoriali.
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Ci sono 43 paia di nervi: 12 paia di nervi cranici e 31 paia di nervi spinali.
I nervi si intrecciano, infatti una lesione nell’emisfero destro del cervello causerebbe una paralisi nella parte sinistra del nostro corpo; fa eccezione il nervo ottico.
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Renato Caccioppoli
Renato Caccioppoli, uno dei più prestigiosi e “matti” matematici del Novecento, legato in un modo o nell’altro alle figure politiche di Bakunin, Hitler e Mussolini.
Nasce a Napoli il 20 gennaio 1904 da Giuseppe, un noto chirurgo napoletano, e da Sofia. Sofia fu la figlia del fondatore russo dell’anarchismo Michail Bakunin, autore di Stato e anarchia, il quale soggiornò per diversi anni a Napoli.
La madre Sofia insieme alla sorella Maria furono brillanti docenti presso l’ateneo fridericiano.
Trascorse la sua infanzia presso le zie ad Avella (provincia di Avellino). Consegue il diploma all’istituto Tecnico e la maturità classica, si iscrive prima alla Facoltà di Ingegneria, ma poi passa a Matematica.
Si laurea a soli 21 anni e lavora come assistente di Mauro Picone, che lo indirizza verso gli studi dell’analisi matematica.
Vestito sempre con lo stesso impermeabile sporco e sgualcito, sole o pioggia, con una gallina al guinzaglio passeggiava per la Riviera di Chiaia negli anni Trenta.
Così, a modo suo, protestava contro il regime fascista ed i suoi divieti più “stravaganti”, come quello di passeggiare con i cani di piccola taglia per “salvaguardia della virilità”.
Renato Caccioppoli, simpatizzante comunista dichiarato, fu arrestato diverse volte, dapprima per accattonaggio (si era messo in mente di sperimentare la vita del barbone), e successivamente per attività sovversiva.
Pronunciò un discorso contro Hitler e Mussolini, quando quest’ultimo era in visita a Napoli, e fece suonare la Marsigliese in un locale napoletano davanti agli agenti dell’OVRA (polizia segreta dell’Italia fascista).
Scarcerato grazie alla zia Maria Bakunina, uno stimato chimico, che lo fece passare per matto.
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I suoi allievi della Federico II raccontano molte storie a suo proposito e dicono che fu un docente severissimo: agli studenti particolarmente ignoranti ripeteva: “Lei prenderà la laurea quando io sarò eletto Presidente della Repubblica e il mio assistente (che era un prete) sarà eletto Papa”....
Bocciò uno studente al quale fu posto il solo compito di disegnare una retta; bocciò uno studente al quale fu posto il solo compito di disegnare una retta (immaginate ora se all’università o all’esame di stato, preparato dal ministero, vi chiedano di disegnare una retta, sembra troppo stupida la cosa e invece...): lo studente disegnò una linea dritta, ma Caccioppoli non era soddisfatto.
Allora lo studente disegnò la retta lunga quanto la lavagna, e non era ancora soddisfatto; allora lo studente prolungò la retta sul muro ed arrivò fino alla porta dell’aula... e anche qui non andava bene...
Fu bocciato perché non sapeva che per rappresentare graficamente una retta bisogna disegnare un segmento tratteggiando gli estremi. Era un professore troppo pignolo.
Per bocciare gli studenti poneva sempre la stessa domanda, cioè quanto vale la derivata di eπ, e si divertiva ad ascoltare tutte le assurdità che uscivano dalla bocca degli studenti, poiché questi non riflettevano sul fatto che la derivata di una costante è uguale a 0.
Gli eroi erano quelli che riuscivano a prendere appena un 20, forse un 24. La maggior parte invece cambiava il corso per sostenere gli esami da un professore più buono, cioè un qualsiasi non-Caccioppoli.
Negli ultimi anni della sua vita fu lasciato dalla moglie e divenne anche un alcolizzato. Già, era un tipo enigmatico, così quando fu trovato nel ’59 morto a casa sua con una pallottola in testa, pochi si meravigliarono: si trattò della sua ultima e definitiva bizzarria.
Progettò la metropolitana di Napoli.
La sua prima pubblicazione è del 1926. In questa Caccioppoli prese a ricercare una generalizzazione del teorema di Riesz sulla rappresentazione dei funzionali lineari tramite il prolungamento dell’insieme di definizione iniziale.
Nello stesso anno Caccioppoli si occupò dell’estensione dei funzionali lineari dall’insieme delle funzioni continue a quello delle funzioni di Baire, anticipando così un caso particolare del teorema di Hahn-Banach.
Questo metodo “del prolungamento” fu ripreso successivamente da Caccioppoli, ed è uno dei fili conduttori rintracciabili nella sua opera.
Nel 1927 Caccioppoli pubblicò un fondamentale articolo sull’integrazione in spazi nk-dimensionali di Rn, dove intendeva stabilire:
... i principi di una teoria della misura delle superfici piane e curve, e più generalmente delle varietà a due o più dimensioni immerse in uno spazio lineare.
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La teoria più accreditata, in materia di misura, era in quel momento quella proposta da Lebesgue. Il matematico napoletano prese le mosse dal metodo di Lebesgue, considerando dapprima il caso piano: una superficie poliedrica descritta parametricamente da una coppia di funzioni X = f(x, y) e Y = g(x, y) su un dominio D.
La proiezione della superficie su D è una “rete di triangoli” e considerando il minimo limite della variazione totale della coppia (f,g) si può definire una misura di S.
Caccioppoli non seguì Lebesgue oltre questo punto, cioè nel passaggio al caso in cui S fosse una superficie curva, ponendosi il problema:
... di costruire, per la superficie più generale, una successione di superfici poliedriche di approssimazione, le cui aree ne tendano all’area (finita o infinita).
Caccioppoli definì allora l’area di una superficie curva come l’integrale di Stieltjes dell’elemento d’area costruito con gli elementi d’area della proiezione della superficie S sui piani coordinati.
Non dimostrò immediatamente, comunque, l’equivalenza della sua definizione a quella di Lebesgue, e questo portò negli anni successivi a qualche polemica con altri matematici. Lavori di Young di qualche anno posteriori tendevano a negare la generalità di questa equivalenza.
Dal 1930 Caccioppoli si era dedicato allo studio delle equazioni differenziali, fornendo teoremi di esistenza per problemi lineari e non lineari.
L’idea originale di Caccioppoli fu quella di utilizzare un approccio topologico-funzionale allo studio delle equazioni differenziali.
Nel caso lineare, egli considera una trasformazione lineare definita sui vettori di uno spazio lineare (nel quale la soluzione va ricercata) che li trasformi in vettori di un secondo spazio lineare, nel quale sono assegnati i dati.
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Luigi Pirandello
La vita
Luigi Pirandello nacque a Girgenti, l’odierna Agrigento, il 28 giugno del 1867.
Dopo aver frequentato l’università a Palermo e a Roma, si laureò in Lettere all’università di Bonn, in Germania.
La casa
Trasferitosi a Roma, visse della propria attività di insegnamento (al magistero) e di scrittore, affrontando non poche difficoltà familiari: un fallimento economico e, come conseguenza, la grave malattia mentale
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Storia - La follia di Adolf Hitler
- Ed. civica - La legge Basaglia.
- Ed. fisica - Il doping.
- Geografia - La pena di morte nel mondo.
- Tecnologia - Gli effetti della corrente elettrica sul corpo umano.
- Inglese - The death penalty, Henry IV (collegato all'opera di Pirandello).
- Francese - Le racisme.
- Arte - Antonio Ligabue.
- Musica - "Ti regalerò una rosa" di Simone Cristicchi.
- Religione - La follia dell'Isis.