Estratto del documento

La follia

Malattia mentale o diverso modo di vedere le cose

Programma

Introduzione

  • La follia nella letteratura
  • Italiano: Pirandello
  • “Il treno ha fischiato”
  • “Enrico IV”

Storie di follia

  • Filosofia: Nietzsche
  • “La gaia scienza”
  • Storia: Hitler
  • Arte: Van Gogh
  • “Corsia dell’ospedale di Arles”
  • Inglese: Virginia Woolf
  • “La signora Dalloway”

Il racconto della follia

  • Latino: Nerone dagli “Annales” di Tacito

Le cause della follia

  • Biologia: il sistema nervoso
  • Chimica: le ammine
  • Sostanze allucinogene

La follia per curare la follia

  • Fisica: elettroshock

Un modo diverso di vedere le cose

  • Astronomia: teoria dell’universo stazionario di Fred Hoyle
  • Matematica: geometrie non euclidee

Cristian Laurini

Classe V E

Liceo scientifico Federico II di Svevia, Melfi

La follia

Malattia mentale o diverso modo di vedere le cose

Introduzione

Il termine “follia”, come gran parte dei termini della lingua italiana, è di derivazione latina. La traduzione letterale di “follis” è “pallone”. L’idea è quindi quella di un qualcosa pieno esclusivamente di aria, proprio come si pensava fosse la testa di un folle.

Comunemente la follia è vista come un qualcosa fuori dalla norma. Il problema però rimane stabilire cosa sia la norma, altrimenti risulta difficile definire ciò che è anormale. Non per niente l’idea di folle è andata via via mutando nel corso dei secoli e cose che in passato potevano sembrare anormali, strane, folli, adesso ci appaiono come un qualcosa di straordinariamente ordinario.

E’ facile immaginare la follia come un qualcosa che sfugge al controllo della ragione.

Parlando di folle, è probabile che a qualcuno venga in mente la figura del degente in ospedale psichiatrico, affetto da schizofrenia, allucinazioni, legato ad un letto in una casa di cura, imbottito di psicofarmaci che chissà cosa potrebbe combinare se venisse lasciato in libertà.

Altri potrebbero, invece, semplicemente pensare a quella persona che, ogni volta, se ne viene fuori con una teoria assurda, o a quell’amico che la pensa in maniera così diversa da come la pensa lui.

Chissà da quanti Galileo Galilei si sarà sentito chiamare folle, solo perché ciò che diceva andava contro l’opinione comune. Noi invece oggi chiameremmo folle una persona che, risvegliata da un sonno lungo 500 anni, venisse a predicarci che la Terra è il centro dell’universo, proprio come si pensava prima delle scoperte dell’astronomo di Pisa.

Nella mia tesina parlerò, dunque, di due modi diversi di vedere la follia. Da questo il titolo: “la follia, malattia mentale o diverso modo di vedere le cose”.

La follia nella letteratura

Italiano

Pirandello

Vita

Luigi Pirandello nasce nell’odierna Agrigento nel 1867 da una famiglia di media borghesia. Dopo gli studi superiori si iscrive alla facoltà di lettere dell’università di Palermo, ma si trasferisce presto a Roma, e poi a Bonn, in Germania, dove si laurea con una tesi sull’etimologia del dialetto siciliano.

Tornato in Italia si sposò, per volere del padre, con Maria Antonietta Portulano, una donna che mostrerà in seguito segni di squilibrio mentale. E sarà proprio la condizione della moglie a indurre Pirandello ad interessarsi dei meccanismi che regolano la mente umana e portano allo squilibrio.

Stabilitosi a Roma, a seguito di un crollo finanziario dovuto all’allagamento di una miniera di zolfo di proprietà della famiglia, Pirandello iniziò ad insegnare all’istituto superiore di magistero e contemporaneamente ad impartire lezioni private, fin quando i proventi delle sue opere non gli garantirono una buona base economica.

Nel 1924 decide di aderire al Partito Nazional Fascista di Benito Mussolini, decisione per la quale venne criticato da molti intellettuali perché per alcuni era molto probabilmente solo un’adesione di comodo.

Nel 1934 riceve il premio Nobel per la letteratura prima di morire, due anni dopo, nel 1936 a Roma a causa di una polmonite.

Opere

Nel corso della sua vita, Pirandello sperimentò varie forme di scrittura.

Tra le varie forme utilizzate da Pirandello, quella meno conosciuta è la poesia.

Contrariamente a quello che si pensa, infatti, anche Pirandello provò a scrivere in versi. La sua poesia però è priva di innovazioni e caratteristiche originali rispetto a quella degli autori precedenti.

Tra le opere in prosa, le novelle rappresentano il laboratorio di scrittura, per Pirandello. Come Verga, infatti, anche Pirandello utilizzava le novelle per creare i prototipi dei personaggi e delle storie che avrebbe poi utilizzato per i suoi romanzi e per le sue opere teatrali. Tutte le sue novelle, sono raccolte da lui stesso nell’opera “Novelle per un anno”. L’intento di Pirandello era quello di scrivere 365 novelle, una per ogni giorno dell’anno, ma dovette fermarsi a 225. Tra le più importanti possiamo ricordare titoli come “Ciàula scopre la luna”, “il treno ha fischiato”, “la giara”, “la patente”, “la signora Frola e il signor Ponza, suo genero” e “così è (se vi pare)”, che diverranno poi opere teatrali, e che ispirerà l’opera.

Per quanto riguarda i romanzi, Pirandello ne scrisse in tutto sette, dei quali due in particolare vanno ricordati. Il primo è “il fu Mattia Pascal”, pubblicato nel 1904, grazie al quale Pirandello riuscì a lasciarsi alle spalle i suoi problemi economici.

L’altro, l’ultimo dei sette, è “Uno, Nessuno e Centomila”, che sintetizza tutte le caratteristiche del pensiero pirandelliano sulla frantumazione dell’Io e della vita.

Infine, le opere teatrali, rappresentano il capolavoro di Pirandello. Grazie al teatro Pirandello è divenuto uno dei più importanti scrittori europei dei suoi anni. Tra le tante caratteristiche del suo teatro, una è stata quella che gli ha permesso di acquistare maggiore fama: il cosiddetto “meta teatro” o teatro nel teatro. Le opere teatrali più importanti, tra tutte quelle scritte da Pirandello, sono “Sei personaggi in cerca d’autore”, il dramma più famoso e rappresentato, che con “questa sera si recita a soggetto” e “ciascuno a suo modo” forma la trilogia del teatro nel teatro, i già citati “la patente”, “la giara”, “così è (se vi pare)”, “il giuoco delle parti”, e infine l’opera “Sei personaggi in cerca d’autore”, per la quale i personaggi di “Sei personaggi in cerca d’autore” facevano le prove nella rappresentazione, e infine “Enrico IV”.

Pirandello e la follia

Per quanto riguarda il tema della follia, sono molte le opere di Pirandello che avrei potuto prendere in considerazione. Tra le tante ne ho scelte due. La prima è una novella dal titolo “il treno ha fischiato”, la seconda è l’opera teatrale “Enrico IV”.

Il treno ha fischiato

“il treno ha fischiato”

Nella novella scritta nel 1914, Pirandello sviluppa principalmente due temi: il contrasto tra apparenza e realtà e la (presunta) pazzia del protagonista.

La novella, narrata dal vicino di casa del protagonista Belluca, si apre quando i fatti sono già avvenuti. Belluca, un uomo vittima di una condizione familiare e professionale disumana è ricoverato in un ospedale psichiatrico e ritenuto da tutti folle a seguito di uno scatto di nervi avvenuto in ufficio il giorno prima contro il suo datore di lavoro.

Il racconto è quindi invertito. Non si va dalla normalità alla follia, ma, partendo dalla follia si risale alle cause che l’hanno generata. Naturalmente la causa principale era il tenore di vita di Belluca, ma la goccia che aveva fatto traboccare il vaso era stato il fischio di un treno che Belluca sente durante una notte di lavoro.

L’effetto che il fischio del treno ha sul protagonista è quello di risvegliarlo da un lungo sonno. Belluca, infatti, aveva sempre subito in silenzio le angherie dei suoi colleghi di lavoro, e nessuno avrebbe mai immaginato una reazione del genere col proprio capo. Per questo viene ritenuto folle.

L’unico a capire che Belluca non è assolutamente diventato folle è il narratore della storia che, esprimendo il pensiero dell’autore, spiega che il fischio del treno è solo un modo per uscire dalla quotidianità. Il protagonista di questa novella, a differenza di altri personaggi pirandelliani, non cerca di crearsi una nuova identità come Mattia Pascal, o di ribellarsi alla società come Vitangelo Moscarda, ma ritorna al suo solito ritmo di vita, con l’unica differenza che ogni tanto si concede un viaggio con la mente. Per Pirandello, infatti, l’immaginazione è una delle due vie di fuga dalle trappole della vita. Grazie all’immaginazione Belluca riesce a sostenere la sua vita reale prendendosi delle pause in mondi immaginari.

La presunta follia del protagonista è un esempio di come il concetto di follia sia assolutamente relativo. Uno scatto di nervi, nelle condizioni di Belluca, sarebbe del tutto normale se non fosse che, da anni, subiva in silenzio i soprusi del suo capo e dei suoi colleghi. Probabilmente uno scatto del genere, fatto da una persona con un carattere diverso da quello del protagonista, sarebbe stato considerato come del tutto normale. Ma proprio perché non ci si aspetterebbe da un tipo come Belluca uno scatto del genere, l’unica conclusione che la gente riesce a trarre è che sia diventato folle di colpo. Questa novella rappresenta un esempio del concetto del relativismo, tanto trattato dallo stesso Pirandello. Se come già detto, il concetto di normalità può variare a seconda del periodo storico, è chiaro che può variare anche a seconda della persona che viene presa in considerazione.

Enrico IV

“Enrico IV”

L’opera teatrale scritta nel 1921, uno dei capolavori del teatro pirandelliano, è a tutti gli effetti uno studio sul tema della follia e dello stretto rapporto tra uomo e personaggio.

La storia inizia con una festa in maschera alla quale partecipa il protagonista del racconto, un giovane nobile del primo ‘900, nelle vesti dell’imperatore tedesco Enrico IV. Durante la mascherata il giovane viene disarcionato da cavallo dal suo rivale in amore Belcredi e, battuta la testa, si risveglia convinto di essere realmente l’imperatore dal quale era travestito.

Dopo dodici anni di completa follia durante i quali i suoi servitori sono stati costretti a servirlo e trattarlo come un vero imperatore.

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Sintesi

Introduzione tesina follia

Questa tesina prende in esame il tema della follia. Il termine “follia”, come gran parte dei termini della lingua italiana, è di derivazione latina. La traduzione letterale di “follis” è “pallone”. L’idea è quindi quella di un qualcosa pieno esclusivamente di aria, proprio come si pensava fosse la testa di un folle.

Comunemente la follia è vista come un qualcosa fuori dalla norma. Il problema però rimane stabilire cosa sia la norma, altrimenti risulta difficile definire ciò che è anormale. Non per niente l’idea di folle è andata via via mutando nel corso dei secoli e cose che in passato potevano sembrare anormali, strane, folli, adesso ci appaiono come un qualcosa di straordinariamente ordinario. È facile immaginare la follia come un qualcosa che sfugge al controllo della ragione. Parlando di folle, è probabile che a qualcuno venga in mente la figura del degente in ospedale psichiatrico, affetto da schizofrenia, allucinazioni, legato ad un letto in una casa di cura, imbottito di psicofarmaci che chissà cosa potrebbe combinare se venisse lasciato in libertà. Altri potrebbero, invece, semplicemente pensare a quella persona che, ogni volta, se ne viene fuori con una teoria assurda, o a quell’amico che la pensa in maniera così diversa da come la pensa lui. Chissà da quanti Galileo Galilei si sarà sentito chiamare folle, solo perché ciò che diceva andava contro l’opinione comune. Noi invece oggi chiameremmo folle una persona che, risvegliata da un sonno lungo 500 anni, venisse a predicarci che la Terra è il centro dell’universo, proprio come si pensava prima delle scoperte dell’astronomo di Pisa. Nella mia tesina di maturità parlerò, dunque, di due modi diversi di vedere la follia. Da questo il titolo: “la follia, malattia mentale o diverso modo di vedere le cose”.

Collegamenti

Tesina follia

  • Italiano: Pirandello.
  • Filosofia: Nietzsche.
  • Storia: Hitler.
  • Arte: Van Gogh.
  • Inglese: Virginia Woolf.
  • Latino: Nerone dagli “Annales” di Tacito.
  • Biologia: Il sistema nervoso.
  • Chimica: Le ammine.
  • Fisica: L’elettroshock.
  • Geografia astronomica: Teoria dell’universo stazionario di Fred Hoyle.
  • Matematica: Geometrie non euclidee.
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