Dedica
Agli
Abitanti dello spazio in generale
è dedicata quest’opera
da un umile nativo di Flatlandia
nella speranza che,
come egli fu iniziato ai misteri
delle tre dimensioni
avendone sino allora conosciute
Soltanto due
così i cittadini di quella regione celestiale
possano puntare ancora più in alto
verso i segreti delle
Quattro, cinque o addirittura sei dimensioni
contribuendo in tal modo
alla crescita dell’immaginazione
e all’eventuale sviluppo
della modestia, la virtù più rara e inestimabile
tra le razze superiori
dell’umanità solida
Bibliografia
Flatlandia, un romanzo a più dimensioni – Edwin A. Abbott
Gödel, Escher e Bach: un’Eterna Ghirlanda Brillante – Douglas R. Hofstadter
Il mondo messo a fuoco – Achille Varzi
Divina Commedia, Paradiso, Canti III, XXVIII, XXXIII – Dante Alighieri
Da Hard Times: Coketown – Charles Dickens
The ultimate book of optical illusions – Seckel
URL: www.divinacommedia.weebly.com
www.dadarivista.com/Singoli-articoli/2012-utopia/p6.pdf
www.matematicamente.it/tesine/F.Zanichelli-Dante_matematica.pdf
Vari su: geometrie non euclidee, società vittoriana
Libri di testo: Arte, Inglese, Matematica
Videogiochi
Monument Valley – Introduzione
“Immaginate un vasto foglio di carta sul quale Linee rette, Triangoli, Quadrati,
Pentagoni, Esagoni e altre figure geometriche, anziché rimanere fermi al proprio posto,
si muovano liberamente, sulla superficie o dentro di essa, ma senza la facoltà di
sollevarsi né di scendere al di sotto del suo livello, proprio come ombre, benché rigide e
dotate di contorni luminosi, e avrete un’idea abbastanza precisa del mio paese e dei
miei compatrioti.”
Non ci sono parole migliori di quelle di un autoctono per descrivere il mondo di cui mi
appresto a fornire un’analisi.
Il Quadrato introduce così il suo mondo al lettore, all’inizio dell’opera: attribuisce alla
sua terra il nome di Flatlandia, non perché venga chiamata così dai suoi compatrioti,
ma per renderne più chiara la natura a chi si avvicina per la prima volta al mondo a due
dimensioni.
Effettivamente, “Terra piatta” è un epiteto azzeccato.
Flatlandia è un breve romanzo scritto nel 1882 dal teologo britannico Edwin Abbott, che
nella sua opera più celebre finge di trascrivere il racconto di un abitante di questo
strano mondo: A. Square, un Quadrato, il protagonista di un lungo e tortuoso viaggio
che lo condurrà ad una più ampia conoscenza dimensionale.
È un’opera bizzarra, paradossale, ironica, che nella sua stranezza insegna ad aprire gli
occhi e a guardare oltre una realtà fatta di convenzioni e pregiudizi.
Alla luce di ciò, ho deciso di fornire un’analisi del romanzo su tre livelli, dei quali il primo
è l’interpretazione che ne viene data universalmente, mentre gli altri due sono stati
sviluppati interamente da me:
- Geometrie vittoriane, dal momento che la società del Piano è stata da sempre
- vista come una satira della società dell’epoca;
- Dante al quadrato, in cui presento un parallelismo tra il viaggio dantesco e
- quello del Quadrato;
- Tuberi non euclidei, nel quale ho studiato le conseguenze sui meccanismi
- sociali nell’ipotesi che il mondo piatto fosse avvolto intorno alla superficie di un
- solido.
Il romanzo
L’opera si divide in due sezioni.
Nella prima, il Quadrato racconta minuziosamente il mondo del Piano, con tutti i suoi
meccanismi, usi e costumi.
In particolare, la società flatlandese si riassume in tre caratteristiche:
- Regolare: la società tutta si fonda su un singolo principio, la regolarità, ossia
- l’uguaglianza di lati e angoli. A Flatlandia non c’è posto per le figure irregolari.
- Una malformazione di questo tipo è vista alla stregua di una maledizione, di un
- crimine in potenza che impone la punizione del malcapitato, poiché si crede che
- un irregolare sia inevitabilmente destinato ad una vita di crimine e malaffare.
- Nell’emarginazione degli irregolari e del diverso è condensata tutta l’ipocrisia e la
- struttura puramente convenzionale della società di Flatlandia.
- Rigida: il mondo bidimensionale è rigidamente classista. Ciò comporta una
- organizzazione della struttura sociale non dissimile da quella della fabbrica
- taylorista, con un’oligarchia al governo e un complessivo assorbimento dei
- singoli individui nella piramide gerarchica sociale. L’ordine diventa dogma e non
- c’è spazio per fermenti e mobilitazioni di alcun tipo.
- Ripiegata su se stessa: la paralisi si concretizza nell’idea che il mondo
- flatlandese ha di sé. L’autore non descrive una società idealizzata, utopica e
- perfetta, al contrario rappresenta un sistema statico e paralizzato nelle sue
- convinzioni, con tutti i suoi limiti: perciò gli abitanti sono tutti vittime degli stessi
- pregiudizi dimensionali che impediscono di guardare oltre la realtà e al di fuori
- del proprio paradigma di pensiero.
Nella seconda parte il Quadrato è protagonista di un viaggio attraverso altri mondi, in
cui nasce quella più ampia conoscenza dimensionale che voglio riproporre con la mia
analisi.
Dapprima il quadrilatero irrompe a Linealandia, il mondo a una dimensione, i cui abitanti
sono segmenti di una singola linea retta.
Il punto di svolta nella vita del protagonista poligonale è tuttavia l’incontro con una figura
a tre dimensioni, una Sfera, che con fatica convince il Quadrato della sua ristrettezza di
vedute. Il solido tenta in tutti modi di spingere il protagonista oltre la sua realtà,
utilizzando ragionamenti logici e quel “Verso l’alto, ma non verso Nord” che
incorpora lo slancio razionale verso ciò che c’è al di là ed è diventato per questo il
sottotitolo della mia trattazione.
Dopo aver fatto esperienza delle tre dimensioni, il Quadrato è infine accompagnato in
sogno dalla Sfera verso Puntolandia, l’Abisso Senza Dimensione, luogo abitato da un
Punto che non può concepire altro all’infuori di sé: qui i pregiudizi dimensionali
diventano dogma.
Il romanzo si conclude con il tentativo del Quadrato di diffondere la Verità delle tre
dimensioni, ma senza successo.
Flatlandia non è pronta ad una tale rivelazione: l’ordine e l’immutabilità vincono ancora
una volta e per il Quadrato si aprono le porte della prigione.
Estratti significativi
Da
Flatlandia
Indice di Flatlandia
Parte prima. Questo mondo
I. Sulla natura di Flatlandia
II. Sul clima e le case di Flatlandia
III. Riguardo agli abitanti di Flatlandia
IV. Riguardo alle donne
V. Sui nostri sistemi per riconoscerci a vicenda
VI. Sul riconoscimento a vista
VII. Riguardo alle figure irregolari
VIII. Sull’antica pratica della pittura
IX. Sulla legge del colore universale
X. Sulla repressione della rivolta cromatica
XI. Riguardo ai nostri sacerdoti
XII. Sulla dottrina dei nostri sacerdoti
Parte seconda. Altri mondi
XIII. Come ebbi una visione di Linealandia
XIV. Come tentai invano di spiegare la natura di Flatlandia
XV. Riguardo a un forestiero venuto da Spaziolandia
XVI. Come il forestiero si sforzò invano di rivelarmi a parole i misteri di
Spaziolandia
XVII. Come la Sfera, avendo provato inutilmente con le parole, passò ai fatti
XVIII. Come giunsi a Spaziolandia e ciò che vidi
XIX. Come, per quanti altri misteri di Spaziolandia mi mostrasse la Sfera, io
desiderassi conoscerne ancora, e quali furono le conseguenze
XX. Come la Sfera mi stimolò ad avere una visione
XXI. Come cercai di insegnare a mio nipote la teoria delle tre dimensioni, e
con quale esito
XXII. Come in seguito tentai di diffondere la teoria delle tre dimensioni con
altri metodi, e quale fu il risultato
Dal testo:
“Chiamo il nostro mondo Flatlandia, non perché sia questo il nome in uso presso di noi,
ma per rendere più chiara la sua natura a voi, felici Lettori, che godete del privilegio di
vivere nello Spazio. Immaginate un vasto foglio di carta sul quale Linee rette, Triangoli,
Quadrati, Pentagoni, Esagoni e altre figure geometriche, anziché rimanere fermi al
proprio posto, si muovano liberamente sulla superficie o dentro di essa, ma senza la
facoltà di sollevarsi né di scendere al di sotto del suo livello, proprio come ombre,
benchè rigide e dotate di contorni luminosi, e avrete un’idea abbastanza precisa del mio
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