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Esame di Stato 2013

Il fascino del mistero

Nicola Cassano 5L

Anno Scolastico 2012-2013

Liceo Scientifico Statale A. Scacchi

Indice

Premessa e introduzione 3

Letteratura italiana

Il Decadentismo e Pascoli (“Alexandros” e “L’assiuolo”) 4

Letteratura latina

Apuleio: “De Magia” e “L’asino d’oro” 5

Storia

Il lato esoterico del Nazismo 6

Filosofia

Freud e il mistero della psiche umana 8

Schopenhauer: il “Velo di Maya” 9

Inglese

Coleridge: “The rime of the Ancient Mariner” 10

Arte

La pittura metafisica e Savinio (“Annunciazione” e “Una strana famiglia”) 11

Premessa

Ciò che mi ha spinto a trattare il mistero come argomento per il mio percorso multidisciplinare è il particolare interesse che io nutro sin da sempre nei confronti di questa tematica, quindi di tutto ciò che è indecifrabile, oscuro, nascosto e irrazionale.

Infatti il mistero è qualcosa che oltrepassa i limiti della ragione umana ponendo l’uomo e la scienza nella condizione di non saper rispondere molte volte agli interrogativi che li si presentano.

Il difetto dell’uomo di non poter conoscere tutto, però, è allo stesso tempo il suo più grande privilegio, è ciò che lo spinge ad andare oltre.

Ed è proprio questo ultimo aspetto che conferisce fascino al mistero, ossia risvegliare nell’uomo la curiosità, il desiderio di scoprire, che supera il timore.

Introduzione

In questo mio percorso ho affrontato la tematica del mistero in tutte le sue sfaccettature collegando le diverse discipline d’esame in modo sintetico, passando da quelle classiche a quelle scientifiche.

Il mio lavoro è così strutturato:

Italiano: ho parlato del desiderio dell’ignoto nella corrente letteraria del Decadentismo, prestando particolare attenzione a due poesie di Pascoli.

Latino: ho parlato dei culti misterici e del ruolo centrale della magia in Apuleio, facendo riferimento alle sue opere più rappresentative.

Storia: ho parlato del Nazismo, in particolar modo del suo aspetto esoterico che molti tralasciano ma che in realtà ha una forte rilevanza.

Filosofia: ho parlato di come Freud interpreta la psiche umana e di Schopenhauer, il quale ritiene che il mondo sia ricoperto da un velo illusorio, il “Velo di Maya”, che però può essere squarciato.

Inglese: ho parlato della presenza di elementi soprannaturali nel poema di Coleridge, “The rime of the Ancient Mariner”.

Arte: ho parlato della pittura metafisica facendo riferimento a due dipinti di Alberto Savinio.

Letteratura italiana

Il Decadentismo e Pascoli (“Alexandros” e “L’assiuolo”)

Il Decadentismo si afferma in Europa a partire dalla Francia tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.

L’irrazionalismo sta alla base della visione del mondo decadente: l’artista ora ritiene che l’essenza del reale sia al di là delle cose, in una dimensione misteriosa ed enigmatica.

Il poeta diventa così un “veggente”, capace di vedere al di là del reale.

Il termine Decadentismo nacque in senso dispregiativo per indicare i poeti del declino, del disfacimento, della decadenza, che amavano la letteratura e l’arte dei periodi successivi a quelli di splendore: secondo loro, infatti, nei periodi di decadenza si raggiungevano livelli di raffinatezza e di sensibilità notevoli e superiori ai periodi precedenti.

I temi principali del Decadentismo sono:

  • La centralità del simbolo (Baudelaire sosteneva che la realtà è una “foresta di simboli”);
  • Il rifiuto della razionalità e della scienza;
  • Il rifiuto dell’oggettività;
  • La predilezione di tematiche quali la malattia e la morte (quindi ciò che è decadente anche in rapporto alla vita umana);
  • L’estetismo (molti scrittori si rifugiano nel culto della bellezza);
  • Il mito del superuomo e del santo.

Uno dei poeti italiani che meglio rappresentò questo fascino dell’ignoto fu sicuramente Giovanni Pascoli, in particolare con la poesia “Alexandros”.

Con essa riprende il sentimento decadente e il desiderio dell’ignoto attraverso la figura di Alessandro Magno, che ne è il protagonista.

Alessandro, re dei macedoni, grande conquistatore e creatore di un grande impero in oriente, viene presentato come un eroe avventuroso e avido di conoscere nuovi mondi; egli, giunto sulla riva dell’oceano dopo aver conquistato l’India e non avendo più nulla da conquistare, si duole di non poter arrivare sull’unica terra che gli resta davanti: la luna.

L’eroe sente allora l’impotenza dell’uomo di fronte all’infinito e rimpiange il passato, il tempo in cui ancora poteva sognare nuove conquiste.

Dinnanzi ad Alessandro c’è ora l’ignoto, l’inconoscibile.

È questa la situazione emblematica della poesia pascoliana situata sul limite che separa realtà e mistero.

Altra poesia è “L’Assiuolo”, appartenente alla raccolta poetica Myricae.

L’inizio della poesia è, all’apparenza, quasi impressionistico: descrive, infatti, un’alba lunare, col cielo chiaro e limpido, e i suoni provenienti dal mare e dai cespugli (un’atmosfera, quindi, di estasi, in cui l’assiuolo emette il suo tipico verso).

Progressivamente, tuttavia, i contorni del paesaggio sfumano e si fa largo un’atmosfera di inquietudine: il verso dell’uccello, infatti, diventa sempre più angoscioso, trasformandosi da semplice voce dei campi in un singhiozzo e poi in un vero e proprio pianto di morte, in una sorta di climax.

La negatività, quindi, cresce ad ogni strofa e gli elementi positivi diminuiscono progressivamente.

In particolare, il suono dell’assiuolo fa emergere ricordi tristi e pensieri tormentati e permette di soffermare l’attenzione sul tema principale: l’angoscia della morte.

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Sintesi

Introduzione tesina sul fascino del mistero

Ciò che mi ha spinto a trattare il mistero come argomento per la mia tesina di maturità è il particolare interesse che io nutro sin da sempre nei confronti di questa tematica, quindi di tutto ciò che è indecifrabile, oscuro, nascosto e irrazionale. Infatti, il mistero è qualcosa che oltrepassa i limiti della ragione umana ponendo l’uomo e la scienza nella condizione di non saper rispondere molte volte agli interrogativi che gli si presentano. Il difetto dell’uomo di non poter conoscere tutto, però, è allo stesso tempo il suo più grande privilegio, è ciò che lo spinge ad andare oltre. Ed è proprio questo ultimo aspetto che conferisce fascino al mistero, ossia risvegliare nell’uomo la curiosità, il desiderio di scoprire, che supera il timore.

In questa mia tesina ho affrontato la tematica del mistero in tutte le sue sfaccettature collegando le diverse discipline d’esame in modo sintetico, passando da quelle classiche a quelle scientifiche. Il mio lavoro è così strutturato: ho parlato del desiderio dell’ignoto nella corrente letteraria del Decadentismo, prestando particolare attenzione a due poesie di Pascoli; ho descritto i culti misterici e il ruolo centrale della magia in Apuleio, facendo riferimento alle sue opere più rappresentative; in Storia ho affrontato il tema del Nazismo, in particolar modo del suo aspetto esoterico che molti tralasciano ma che in realtà ha una forte rilevanza; ho analizzato come Freud interpreta la psiche umana e di Schopenhauer, il quale ritiene che il mondo sia ricoperto da un velo illusorio, il “Velo di Maya”, che però può essere squarciato. In Inglese ho descritto la presenza di elementi soprannaturali nel poema di Coleridge, “The rime of the Ancient Mariner”, e infine in Storia dell’arte ho svolto un’analisi della pittura metafisica, facendo riferimento a due dipinti di Alberto Savinio.

Collegamenti

Tesina sul fascino del mistero

  • Italiano - Il Decadentismo e Pascoli (“Alexandros” e “L’assiuolo”).
  • Latino - Apuleio: “De Magia” e “L’asino d’oro”.
  • Storia - Il lato esoterico del Nazismo.
  • Filosofia - Freud e il mistero della psiche umana, Schopenhauer: il “Velo di Maya”.
  • Inglese - Coleridge: “The rime of the Ancient Mariner”.
  • Storia dell'arte - La pittura metafisica e Savinio (“Annunciazione” e “Una strana famiglia”).
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