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Liceo Classico, Linguistico e Coreutico Ruggero Settimo

Caltanissetta

L’Expo nella storia:

da “vetrina industriale” ad “agorà culturale”.

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Paola Sillitti

Classe: 5 FC

A.S. 2014/2015

Liceo Classico, Linguistico e Coreutico Ruggero Settimo

Caltanissetta

L’Expo nella storia:

da “vetrina industriale” ad “agorà culturale”.

Indice

Introduzione

Pag. 3

“The Great Exhibition”, Londra 1851.

Pag. 5

Expo 1855, Parigi.

Pag. 8

Expo 1942, Roma.

Pag. 11

Expo 1982, Knoxville

Pag. 14

Expo 2015, Milano.

Pag. 17

Greco e Latino: Il simposio.

Pag. 19

La “Cena Trimalchionis” di Petronio.

Pag. 22

Italiano: Verga, la povertà delle tavole dell’Italia post-unitaria. Pag. 24

Ed. Fisica: l’importanza dell’alimentazione per un corpo sano. Pag. 26

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L’Expo nella storia:

da “vetrina industriale” ad “agorà culturale”.

Bibliografia e sitografia

Pag. 29

Introduzione

L’Esposizione Universale è una manifestazione di natura non commerciale alla quale tutte le nazioni del mondo possono prendere parte confrontandosi e dialogando intorno ad un tema di forte attualità e di interesse universale.

Le prime edizioni, risalenti al XIX secolo, nascevano come occasione per esaltare e mettere in mostra i più ambiziosi traguardi raggiunti dall’uomo (scoperte scientifiche, innovazioni tecnologiche, movimenti artistici). Esse furono le prime “vetrine espositive” dei pneumatici Goodyear, della macchina da cucire Singer Automatica, delle lampadine di Edison, della televisione e di moltissimi altri oggetti utilizzati tutt’oggi. L’esposizione universale spesso

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da “vetrina industriale” ad “agorà culturale”.

fu anche l’occasione per la costruzione di opere architettoniche di grande rilevanza, basti pensare alla prima ruota panoramica della storia: la Ferris Wheel di Chicago, ma anche la Tour Eiffel di Parigi e l’Atomium di Bruxelles.

Nel tempo, l’Esposizione Universale ha variato in parte la propria natura spogliandosi del ruolo di “vetrina industriale” e attribuendo un’importanza sempre crescente al dialogo internazionale e alla sensibilizzazione riguardo temi di grande rilevanza e di interesse comune.

Oggi l’expo si svolge ogni cinque anni e i paesi che vi aderiscono si impegnano a realizzare un padiglione espositivo che, riprendendo il tema scelto, miri a valorizzare i propri prodotti, le tradizioni e le eccellenze scientifiche e culturali della nazione.

L’expo quindi risulta essere un momento di incontro tra nazioni in cui le singole culture locali si mescolano nel panorama globale dando vita ad un processo di “glocalizzazione”. Questo neologismo, introdotto dal sociologo Zygmunt Bauman, sta ad indicare, in ambito economico, l’adattamento delle specificità delle singole realtà territoriali in un contesto internazionale. Possiamo quindi definire l’expo come un’agorà moderna che

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L’Expo nella storia:

da “vetrina industriale” ad “agorà culturale”.

promuove e diffonde cultura attraverso l’incontro diretto tra le nazioni.

“The Great Exhibition”, Londra 1851

Inglese: The Victorian Age

La prima Esposizione Universale, nota come Grande Esposizione delle opere dell’Industria di tutte le Nazioni, ebbe luogo nel 1851 a Londra. Per l’occasione fu costruito un grande padiglione vetrato, il Crystal Palace, posto all’interno dell’Hyde Park londinese. Per la prima volta l’uomo sentì il bisogno di dar luogo ad un evento che vedesse riunite tutte le sue più importanti invenzioni tecnologiche. Un evento, dunque, che mescolasse le potenzialità di ogni nazione, non come mera esaltazione

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da “vetrina industriale” ad “agorà culturale”.

della ricchezza dei singoli stati, ma come celebrazione delle potenzialità dell’ingegno umano. All’esposizione presero parte numerosi esponenti della letteratura inglese dell’Età Vittoriana, tra cui Charles Dickens che nelle proprie opere criticherà aspramente le contraddittorie condizioni economico-sociali in cui versava l’Inghilterra del tempo.

The Great Exhibition was the first International Exhibition of the story. It took place in Hyde Park, London in 1851. It was housed at the Crystal Palace, a particular building of glass and iron.

The theme of the exhibition was “Works of Industry of all Nations”. It was attended by a lot of notable figures as

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da “vetrina industriale” ad “agorà culturale”.

Charles Dickens, Charlotte Brontë, Lewis Carroll, George Elliot and Alfred Tennyson.

It was the Victorian Age, called in this way because of the name of the queen, Victoria, who reigned between 1837 and 1901.

The Victorian age was a puritan period based on prudery and characterized by ambivalence:

On the one hand, it’s remembered as one of the most flourishing periods for England because of the triumph of industry, scientific research and the conquest of several territories in Australia, New Zealand, Canada, India and Africa. And right in this period, Queen Victoria, also called the Empress of India, carried out some important social reforms to improve workers’ conditions, as the Trade Unions Act that legalized workers associations. Rich women started teaching and playing the piano and the reading public increased.

On the other hand, a large part of the population was poor and lived in inhumane conditions. Industrial workers were underpaid and children were exploited. For this reason, the workhouses were born. They were places where people worked in exchange of accommodation and very little food.

The contradictions of this period and workers’ bad conditions were denounced by the artists and the writers of

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da “vetrina industriale” ad “agorà culturale”.

that time, as Charles Dickens in his best-known work “Oliver Twist” did.

Expo 1855, Parigi

Filosofia: Karl Marx, la disumanizzazione dell’operaio

In seguito alla Great Exhibition britannica, che aveva riscosso enorme successo, Napoleone III decise che nel 1855 Parigi avrebbe ospitato la seconda Esposizione Universale della storia. L’Esposizione Universale parigina si proponeva di essere ancor più maestosa della precedente e doveva avere luogo in un palazzo situato in fondo agli Champs-Élysées che superasse in grandezza e modernità il Crystal Palace al quale tutto il mondo aveva guardato con stupore. I progetti prevedevano un’enorme struttura in vetro e ferro, ma al momento della

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da “vetrina industriale” ad “agorà culturale”.

realizzazione molte parti del palazzo furono sostituite da alti muri di pietra. A lavori ultimati, il palazzo deluse le aspettative e fu aspramente criticato: agli albori del secolo successivo verrà demolito per lasciare spazio ad una nuova struttura che ospiterà un’altra Esposizione Universale parigina. Nonostante il suo scarso successo, il “palazzo dell’industria” costò la vita a 6 operai e altri 594 rimasero feriti.

Questo accadeva a soli 7 anni dalla pubblicazione del “Manifesto del partito comunista” (1848) in cui Karl Marx e Friedrich Engels avevano fortemente denunciato lo sfruttamento del proletariato da parte della borghesia, descrivendolo come “dispotismo gretto, odioso e amaro”.

Così Marx ed Engels descrivevano la condizione degli operai:

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Sintesi

Percorso interdisciplinare

  • Inglese: The great exhibition, Londra, 1851 - The Victorian Age
  • Filosofia: Expo 1855, Parigi - la disumanizzazione dell'operaio secondo il filosofo Karl Marx
  • Storia: Expo 1942, Roma - la costruzione del quartiere E.U.R.
  • Fisica: Expo 1982, Knoxville - l'alternatore
  • Greco: Expo 2015, Milano - il simposio
  • Latino: Expo 2015, Milano - il convivio descritto nella "cena Trimalchionis" di Petronio
  • Italiano: Expo 2015, Milano - la descrizione delle tavole dell'Italia meridionale in Giovanni Verga
  • Educazione fisica: Expo 2015, Milano - l'importanza della buona alimentazione per un corpo sano
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