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Evita Perón

“Di questa donna si sa soltanto che il popolo la

chiamava con amore: Evita!”

It'es Russell-Moro

Classe 5A Erica

Pelucchini Rebecca

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Introduzione

Nella scelta dell’argomento di cui parlare mi sono concentrata sul Novecento, avventurandomi nella ricerca e nell’approfondimento di alcuni personaggi che oggi il mondo propone come icone.

In questa ricerca sono spiccate alla mia attenzione persone come Mandela, Che Guevara o Martin Luther King, ovvero tutti uomini che hanno combattuto attivamente per i diritti del loro popolo. Ma ciò che si può notare banalmente è che sono uomini, e riflettendoci tutta la storia del Novecento è piena di grandi uomini a cui un tributo sarebbe lecito, se non obbligatorio. Invece io vorrei soffermarmi su una donna, riconosciuta oggi come una madre da parte del popolo del suo tempo, un’icona oggi ed un genio politico del secolo scorso: Evita Perón.

La mia non vuole essere né una provocazione femminista né un’esaltazione all’icona latinoamericana, io vorrei solo sostenere l’idea che in un secolo dove le donne non erano abbastanza importanti per la società di qualsiasi paese, compresa l’Argentina, proprio una donna diventa simbolo nazionale e internazionale dei diritti del popolo.

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Sommario

  • Biografia......................................................................................................................... 3
  • Populismo Argentino: Juan Domingo Perón 1946- 1955..................................................5
  • La morte....................................................................................................................... 10
  • Evita Perón icona e simbolo della cultura argentina.....................................................10
  • Fonti.......................................................................................................................... 12

Biografia

Dal paesino alla capitale

Maria Eva Duarte nacque il 7 maggio 1919 in un paesino dell’Argentina rurale, Los Toldos, situato a circa 280 chilometri dalla capitale, Buenos Aires.

Ultima di cinque figli, non verrà mai riconosciuta dal padre, che pochi anni dopo la sua nascita abbandonò la famiglia. Gli anni di Los Toldos sono stati fondamentali per rafforzare il carattere di Evita: ai suoi coetanei era vietato giocare insieme a lei e gli abitanti del villaggio la criticavano sfacciatamente, discriminandola per la sua condizione di figlia illegittima. Per questo motivo la bambina era divisa tra la solidarietà verso la sua famiglia e la vergogna di appartenervi.

Quando le sue sorelle e suo fratello trovarono lavoro a Junín, Eva e la madre si trasferirono anche loro per cercare di migliorare la situazione economica della famiglia.

A Junín affiora la vocazione artistica di Eva: era la prima della classe in recitazione. Il suo idolo cinematografico era Norma Shearer, un’attrice di Hollywood. Giorno dopo giorno si convinceva che il suo destino era fare l’attrice: lo comunicò alla madre che, nonostante il carattere autoritario, non aveva principi rigidi e idee arretrate, e accettò il desiderio della bambina.

I suoi desideri di diventare attrice si realizzarono nel 1935 quando, trasferitasi a Buenos Aires, iniziò una carriera radiofonica e poi una carriera come attrice.

Buenos Aires fu per Evita il mezzo per realizzare le sue ambizioni, e per iniziare ad avvicinarsi allo stile di vita che da sempre aveva sognato.

La svolta di Evita

La vita di Evita cambiò radicalmente nel 1944 grazie alla raccolta fondi per i terremotati di San Juan, dove un comitato di artisti con l’aiuto dell’esercito si ritrovarono al Luna Park per aiutare il popolo argentino colpito dalla disgrazia.

A capo dell’esercito si trovava ormai il celebre ed illustre generale Perón. Colpito dalla bellezza, dal carattere e dalla personalità spiccata che dimostrava di avere la giovane ragazza, i due iniziarono a farsi vedere in pubblico e nel febbraio 1944 vivevano ufficialmente insieme.

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L’anno critico ma allo stesso tempo di svolta fu il 1945; anno in cui Perón deteneva tre cariche: aveva conservato quelle di Ministro del lavoro e della Guerra ed era diventato vicepresidente dell’Argentina.

Perón, essendo l’unico politico che si occupava dei lavoratori ed avendo adottato alcune misure per la loro tutela, si assicurò la fedeltà e la riconoscenza del popolo, e questo agli occhi dell’opposizione democratica e del settore militare rendeva Perón pericoloso.

Il 13 ottobre Perón venne arrestato e deportato per volontà dei generali delle forze armate, che al loro interno erano profondamente divise sulla gestione del potere.

Venne portato sull’isola deserta di Martín García nel mezzo del Río de la Plata. Nel giorno in cui arrivò sull’isola, Perón scrisse due lettere: una a Mercante, suo amico, ed una ad Evita. Nella prima scrive:

«...Abbiate cura di Evita. Ha i nervi a pezzi e la sua salute mi preoccupa. Non appena andrò in pensione ci sposeremo e ce ne andremo via...».

Il 16 ottobre fu internato all’ospedale militare di Buenos Aires per una malattia, vera o fittizia. Lo stesso giorno la CGT (Confederazione Generale del Lavoro) si riunì e proclamò uno sciopero di ventiquattr’ore per il 18 ottobre. Il popolo però, esausto, iniziò a non dare più ascolto nemmeno ai sindacati. Il 17 ottobre, senza che nessuno avesse dato l’ordine, non ci fu lo sciopero, ma la rivoluzione (chiamata la “marcia dei descamisados”).

I “descamisados” occuparono Plaza de Mayo esigendo la liberazione di Perón, e gli stessi generali che lo avevano arrestato furono costretti a richiamarlo al Governo. Quel 17 ottobre, “il giorno della lealtà”, sotto il cielo incandescente, gli uomini sudati si erano tolti le camicie, di conseguenza la parola dispregiativa “descamisados” (gli scamiciati), usata dal giornale “La Prensa”, divenne la parola che da allora in poi avrebbe designato il popolo peronista.

“La patria no es patrimonio de ninguna fuerza.
La patria es el pueblo y nada puede sobreponerse al pueblo sin que corran peligro la libertad y la justicia.
Las fuerzas armadas sirven a la patria sirviendo al pueblo.”

Eva Duarte Perón.

Il giornalista Héctor Daniel Vargas ha rivelato che Eva quel giorno era a Junín, nella casa della madre e tornò in città verso sera.

Dopo la liberazione, il 22 ottobre Perón si sposò con Evita a Junín. Inizia così la sua carriera politica, che farà di lei non solo la più amata first lady argentina ma anche e soprattutto “la señora del pueblo”.

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Populismo argentino: Juan Domingo Perón 1946-1955

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Sintesi

Introduzione Evita Peron, tesina

La seguente tesina di maturità tratta di Evita Peron. La tesina abbraccia anche i seguenti argomenti nella varie discipline scolastiche: biografia di Evita in Spagnolo; il musical EVita di Webber in Inglese; murales in ferro di Marmo in Arte; Turismo sociale in Diritto ed Economia Aziendale; Libri dedicati ad Evita in Letteratura Spagnola.

Collegamenti

Evita Peron, tesina

Spagnolo - biografia di Evita Inglese - il musical EVita di Webber Arte - murales in ferro di Marmo Diritto ed economia aziendale - Turismo sociale Letteratura Spagnola - Libri dedicati ad evita
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