I.T.C. “Leonardo Da Vinci”
Tesina di Concetta Macchia
Classe V sez. B - Igea
Anno scolastico 2007/2008
Essere donna: tra storie, diritti e quotidianità
Premessa
Sono consapevole del fatto che fare una “dedica” in una semplice tesina per la maturità, è alquanto insolito, ma io sono del parere che il tema che ho scelto di trattare, pur essendo considerato da molti “scontato” e “ripetitivo”, è un argomento che in qualsiasi periodo della storia, che sia un passato, un presente o un futuro, resterà sempre attuale. Non ritengo che sia da considerarsi solo un argomento scolastico, ma al contrario, un tema di vita reale, vissuta e sacrificata, da donne che si sono battute per ottenere la loro indipendenza.
Perciò, ho deciso di dedicare la mia tesina, a due donne che sono immensamente uguali, ma allo stesso tempo molto diverse:
A te Mamma A te Zia
per la tua per la tua
fragilità e la tua dolcezza insormontabile forza
che ti rendono unica che ogni giorno
al mondo; mi regali;
La scelta tematica operata è stata condotta essenzialmente sulla base di inclinazioni personali, in quanto, da sempre, sono stata affascinata dal complesso mondo di “noi donne”. Pur essendo consapevole che la “questione femminile” è molto complessa e delicata, in quanto il suo portato ideologico, non si esaurisce in singole fasi della storia, ma ne costituisce un percorso ineliminabile, nei limiti delle mie competenze, farò del mio meglio per esporne gli aspetti fondamentali. 2
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Essere donna: tra storie, diritti e quotidianità
Sintesi strutturale
Ho scelto, di iniziare il mio percorso da una scrittrice dei giorni nostri, Oriana Fallaci. Per la verità, non è da molto tempo che mi sono avvicinata a questa scrittrice, ma un giorno comprai un suo libro “Lettera a un bambino mai nato”, e quando iniziai a leggerlo, rimasi colpita da alcune frasi, con le quali dava molta importanza alla donna, e alla sua condizione durante la maternità. Da qui, ho scelto di collegarmi al profilo femminile che emerge in Italia negli anni ’70 del XX secolo, in corrispondenza con la nascita e lo sviluppo del movimento femminista. Nello stesso periodo, anche negli USA ed in Inghilterra, si stava diffondendo il movimento suffragista, dove, alcune associazioni, iniziarono ad organizzare manifestazioni e proteste, al fine di rivendicare i propri diritti.
Successivamente, possiamo dire che in Italia, come in molte altre parti del mondo, le donne iniziarono ad ottenere i primi cambiamenti, soprattutto per quanto riguarda la concessione dei diritti fondamentali e la tutela in campo lavorativo e personale. Per quanto concerne il lavoro, ho scelto di analizzare dapprima le condizioni lavorative del passato, i vantaggi e gli svantaggi, per collegarmi poi, allo sviluppo dell’imprenditoria attuale ed ai finanziamenti che vengono concessi sull’intero territorio nazionale. Chiaramente ho cercato di fare un’analisi ed un approfondimento generale, sulla condizione delle donne nel mondo, su ciò che le accomuna, e ciò che le differenzia, dall’origine della subordinazione della donna, agli interventi di politica internazionale, grazie ai quali furono tenute le conferenze mondiali sulla condizione femminile. Inoltre, non poteva mancare, un accenno alla conferenza internazionale di Copenaghen, con la quale fu istituita la giornata internazionale delle donne, per commemorare il giorno in cui, delle operaie di un’industria tessile di New York, scioperarono come forma di protesta contro le terribili condizioni in cui si trovavano a lavorare. Ma fu proprio l’otto marzo che, i proprietari dell’azienda bloccarono le uscite della fabbrica impedendo alle operaie di uscire dalla stessa. Lo scoppio di un incendio ferì mortalmente molte di loro. Infine, ho fatto un breve approfondimento sulla statistica, ed in particolare sulla violenza e sui maltrattamenti dentro e fuori la famiglia. 3
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Essere donna: tra storie, diritti e quotidianità
Sommario
- 1. Oriana Fallaci pag. 4
- Il femminismo italiano negli anni ’70 – ’80 pag. 8
- 2. pag. 12
- 3. The Suffragist Movement
- I diritti delle donne pag. 14
- 4.
- 5. La tutela della donna pag. 18
- L’imprenditoria femminile pag. 23
- 6.
- 7. Le donne nel mondo pag. 27
- 8. Le 8 mars: la journée internationale des femmes pag. 32
- 9. La statistica pag. 34
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Essere donna: tra storie, diritti e quotidianità Capitolo 1
Oriana Fallaci
1.1 Biografia
- Nata a Firenze, il 29 giugno del 1929.
- La prima di tre sorelle, è cresciuta in una famiglia con idee liberali. Il padre, un attivo antifascista coinvolse la figlia a soli dieci anni, nella resistenza, con compiti di vedetta, vivendo in prima persona i drammi della guerra di quel periodo.
- Nel 1943, all’età di soli 14 anni, ricevette un riconoscimento d’onore dall’esercito Italiano.
- Conseguiti gli studi classici, si iscrisse alla facoltà di medicina, che abbandonò poco dopo per dedicarsi agli studi di giornalismo alla Columbia College di Chicago dove ottenne la laurea di honoris causa in letteratura.
- Il 2 ottobre del 1968 alla vigilia dei Giochi Olimpici, durante una manifestazione di protesta degli studenti universitari, contro l’occupazione militare del Campus dell’UNAM, rimase ferita, e la polizia messicana senza scrupoli la spedì direttamente all’obitorio, ancora viva.
- Nel 1973 conobbe l’Alekos Panagulis, ne diventerà compagna di vita fino alla morte di lui, avvenuta in un apparente incidente stradale.
- Per tutti gli anni ’90 è vissuta a New York, che considerò la sua seconda patria assieme a Firenze, dove iniziò a scrivere un romanzo sulla sua vita.
- Con l’episodio dell’11 settembre, coglie l’occasione per inviare una lettera all’allora direttore del “Corriere della sera” Ferruccio de Bortoli, schierandosi contro tutti gli Italiani che espressero un sentimento di gioia per la caduta delle Torri Gemelle.
- Il tumore di cui si era ammalata nel 2001, le tolse la vita nel 2006 all’età di 77 anni. 5
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Essere donna: tra storie, diritti e quotidianità
1.2 Lei è Oriana
«Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difenderla… Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano»
La Fallaci, da sempre viene ricordata come una donna ed una professionista come poche. Spesso odiata da molti perché nelle sue interviste riusciva sempre a far dire cose che l’intervistato avrebbe celato, era invece amata da tanti per il suo coraggio sfrontato che incuteva timore anche agli uomini più burberi e potenti della terra. Ha iniziato la sua carriera di giornalista con un articolo di cronaca, ma le sue doti spiccate le valsero in fretta incarichi importanti.
Cresciuta in una famiglia che era contro la dittatura, ben presto si oppose al fascismo, fu la prima donna che si recò in qualità di corrispondente di guerra per L’Europeo in Vietnam, e seguì anche i conflitti tra India e Pakistan in Sud America e in Medio Oriente. È stata e sarà sempre un esempio per molte donne che hanno il timore di esprimere se stesse. Oriana invece no; in ogni singolo attimo della sua vita è stata sempre capace di rivolgersi agli altri con tono forte e deciso, tutelando la dignità di ogni donna e scontrandosi delle volte contro tutti coloro che lei riteneva dei “buoni a nulla”. Schierata da sempre contro Mussulmani e Messicani, non sapeva quali dei due odiasse di più. Le sue parole, spesso semplici e dirette, erano la dimostrazione che lei non temeva il giudizio di nessuno, nel 2002 in Italia si oppose all’autorizzazione della manifestazione organizzata dai noglobal a Firenze, per il timore che si potessero ripetere i fatti del G8 di Genova del 2001. Si dichiarò indignata contro la costruzione di una moschea a Colle Val d’Elsa dichiarando, di esser capace di farla saltare in aria con degli esplosivi, perché non voleva vedere un minareto nel paesaggio di Giotto, quando nei loro paesi non poteva neppure indossare una croce o portare una bibbia. Si schierò contro l’eutanasia ed espose la sua personale posizione sull’aborto, “a meno che di non essere violentata e messa incinta da un Osama Bin Landen”. Per lei i politici, o cosiddetti politici, non avevano molto valore, tant’è che alle elezioni politiche del 2006 affermò di non aver votato, definendo Prodi e Berlusconi come “due fottuti idioti”, definendo la gente che li aveva votati, senza un minimo di dignità. 6
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Essere donna: tra storie, diritti e quotidianità
Dopo aver espresso per tutta la vita opinioni anticlericali e dopo essersi dichiarata “atea-cristiana”, dichiarò pubblicamente la sua ammirazione verso Papa Benedetto XVI, con il quale ebbe un incontro privato. Oltre alla sua carriera, era molto legata alla famiglia, soprattutto alla madre ed al compagno, ai quali donava immenso amore e tenerezza. L’atteggiamento che ha sempre contraddistinto la Fallaci lo si evince in maniera esemplare in una sua dichiarazione, nella quale disse: “su ogni esperienza personale lascio brandelli d’anima e partecipo a ciò che vedo o sento come se riguardasse me personalmente e dovessi prendere una posizione (infatti ne prendo sempre una basata su una precisa scelta morale)” A partire da questo è da rilevare come la scrittura della Fallaci nasceva sempre da precise motivazioni di ordine etico e morale, il tutto filtrato da un tocco di scrittrice come poche il nostro paese può vantare. Secondo quanto da lei stessa riferito, “l’input” che in genere la conduce a prendere carta e penna è: “quello di raccontare una storia con un significato, una grande emozione, un’emozione psicologica, politica ed intellettuale.
1.3 Bibliografia
Come scrittrice con i suoi 12 libri ha venduto venti milioni di copie in tutto il mondo.
- I sette peccati di Hollywood;
- Il sesso inutile;
- Penelope alla guerra;
- Gli antipatici;
- Se il sole muore;
- Niente e così sia;
- Qual giorno sulla luna;
- Intervista con la storia;
- Lettera a un bambino mai nato;
- Un uomo;
- Insciallah;
- La rabbia e l’orgoglio;
- La forza della ragione.
“Lettera ad un bambino mai nato”
A chi non teme il dubbio,
a chi si chiede il perché
senza stancarsi e a costo
di soffrire o di morire.
A chi si pone il dilemma 7
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Essere donna: tra storie, diritti e quotidianità
Di dare vita o negarla.
Questo libro è dedicato
Da una donna
Per tutte le donne.
È il tragico monologo di una donna che aspetta un figlio e che si pone il dilemma se darlo alla luce oppure no. Una donna di cui non si conosce nulla, l’unico riconoscimento che ci viene dato per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavora. Nel monologo la donna si pone svariate domande: se basta volere un figlio per costringere alla vita quel figlio? Se è giusto sacrificare una vita già fatta ad una vita che ancora non è? Sette personaggi compaiono nel libro, anch’essi senza descrizione: il padre del bambino, l’amica femminista, il datore di lavoro, il medico ottuso, la dottoressa moderna, gli anziani genitori. Tutti testimoni ignari di quel rapporto impossibile, basato su un’altalena di amore ed odio, incertezze e paure. Infine lei, lancia la sfida al suo piccolo bambino: a lei il diritto di esistere senza lasciarsi condizionare da lui, a lui il diritto di decidere se vuole esistere o no. Il bambino decide, e non solo per se stesso. Il suo rifiuto per la vita, ora che sa quanto sia faticosa e difficile, coinvolge infatti la madre. Infine è l’allucinante colpo di scena che spiazza, e il verdetto con cui si conferma che alla fine è sempre lei a pagare. Il bambino non nascerà mai.
Più che del tema dell’aborto, secondo molti tratta quello della gravidanza. Le gioie e i dolori che la circondano. Il travaglio, i dubbi, l’accettazione o la ribellione che ne possono derivare. La Fallaci racconta il dramma di una donna, che ha dovuto affrontare prima il problema della gravidanza in una società conformista, e poi quello della perdita del figlio. Le reazioni opposte di una donna, tutto l’amore e tutto l’odio, il desiderio di avere un bambino che si sente proprio e l’ostilità verso questa vita che cresce dentro e che si sente estranea, ha raccontato della vita e della morte. Un libro complesso che tocca molte questioni. Un libro attuale, nonostante siano trascorsi più di 30 anni dalla sua pubblicazione, perché la vita e la morte sono temi sempre ricorrenti. Alcune frasi che mi hanno particolarmente colpito riguardano la considerazione che l’uomo fin dal principio ha avuto della donna, come ad esempio: “Lo so: il nostro è un mondo fabbricato dagli uomini per gli uomini, la loro dittatura è così antica che si estende perfino al linguaggio. Si dice uomo per dire uomo e donna, si dice bambino per dire bambino e bambina, si dice figlio per dire figlio e figlia. Nelle leggende che gli uomini hanno inventato per spiegare la vita, la prima creatura non è una donna: è un uomo chiamato Adamo. Eva arriva dopo, per divertirlo e combinare guai”. Per me questa frase è molto significativa, fa comprendere il vero valore che è stato dato alla donna, fin dall’inizio della creazione del mondo.
Capitolo 2
8
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Essere donna: tra storie, diritti e quotidianità
Il femminismo italiano negli anni ’70 – ’80
Il femminismo, è stato ed è tuttora un movimento di donne che si propongono di ottenere un’equiparazione all’uomo.
Esso oltre ad essere stato un movimento strettamente politico, è soprattutto la manifestazione delle rivendicazioni, da parte della donna, della possibilità di autodefinirsi, con il suo particolare modo di essere, di esprimersi, di comunicare: nel lavoro, nelle opere, nella partecipazione attiva e responsabile alla vita sociale e nella vita privata. La donna di questi anni si trasforma, diventa più sicura di se stessa, di ciò che vuole e di ciò che non vuole, manifesta tutte le sue scelte e le sue decisioni, senza mai rinnegare se stessa, anche a costo di rischiare la propria vita.
In Italia il movimento si diffuse dapprima a Milano e a Roma, per diffondersi in breve tempo nel resto del paese.
L’ispirazione giungeva da ampie manifestazioni di neofemministe che negli Stati Uniti d’America condussero azioni attivissime e mai violente. In Italia si costituì in gruppi diversi, portavoce di una particolare concezione dell’emancipazione femminile.
Le protagoniste erano donne di varia estrazione sociale, soprattutto appartenenti alla piccola e media borghesia, tra le quali: intellettuali, professioniste, tutte donne con un bagaglio di cultura alle spalle. Coinvolge ragazze e donne tra i diciotto e i trenta anni: madri, mogli, studentesse etc.
La riflessione sul tema della liberazione dall’oppressione di una società maschilista non si esplicava solamente in assemblee e manifestazioni, ma anche in pratiche di organizzazione originali, che valorizzavano la fondamentale autonomia e vivacità interiore della donna: riunioni, gruppi di autocoscienza, cortei per l’8 marzo, picchettaggi di sale cinematografiche che proiettavano film pornografici.
Non si può pertanto non riconoscere alle neofemministe italiane il merito di aver avuto il coraggio, la forza e la capacità di esternare un lato di determinazione, ponendo la società contemporanea di fronte alla specificità della questione femminile, avviando un dibattito serrato sui temi fino ad allora considerati “tabù”, della corporeità e della fisiologia femminile, con particolare riferimento al problema della contraccezione, dell’aborto, delle mestruazioni, della gravidanza, del parto ed infine della maternità. 9
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Essere donna: tra storie, diritti e quotidianità
Queste donne hanno compreso l’importanza di ciò che stavano compiendo, e pertanto la loro lotta per una maggiore libertà non poteva essere tacitata, ma al contrario esse hanno esternato la loro carica rivoluzionaria, minacciando gli equilibri politici ed i compromessi storici.
Queste caratteristiche del femminismo dei primi anni ’70 emersero in maniera molto evidente nel manifesto del movimento femminista del luglio 1970, pubblicato sul giornale propagandistico “Rivolta Femminile” (autrice Carla Lonzi):
1. “La donna non va definita in rapporto all’uomo. Su questa coscienza si fondano tanto la nostra lotta quanto la nostra libertà. L’uomo non è il modello a cui adeguare il processo di scoperta di sé da parte della donna. La donna è altro rispetto all’uomo. L’uomo è altro rispetto alla donna.”
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