Estratto del documento

Scuola sec. di 1° grado

“Ettore Pomarici Santomasi”

Gravina in Puglia

Esame di Stato di licenza media

Gli eventi mondiali dell’‘800

A

Classe 3 sez. E

Candidato:

Christian Calia A.S.

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Tra i tanti argomenti che ci hanno fornito i professori durante quest’anno scolastico, ho scelto di trattare quello che riguarda l’Imperialismo e il Colonialismo, poiché mi ha colpito moltissimo.

La colonizzazione europea ha avuto il suo massimo traguardo tra il XVI e il XX secolo. Pur riferendosi spesso a una presunta “missione civilizzatrice” nei confronti soprattutto delle zone sottosviluppate dell’Africa subsahariana, le potenze coloniali europee si dedicarono soprattutto allo sfruttamento delle risorse naturali del continente.

Infatti, ancora adesso, l’Africa ne risente di tutto ciò, quindi sta vivendo una profonda crisi di sottosviluppo. Perciò a geografia parlerò delle differenze tra sviluppo e sottosviluppo.

Inoltre, in Africa, a causa delle scarse presenze d’acqua, prevalgono molte malattie dovute dalla scarsa igiene, di cui ne parlerò a scienze.

Per quanto riguarda lo sport, mi occuperò degli atleti africani, infatti a riguardo si dice che, rispetto agli atleti bianchi, risultino, nella corsa, più veloci e abili.

La regione sud-africana è ricca di uranio ed è presente una centrale nucleare, quindi in tecnologia parlerò dei metodi di produzione di quest’ultima.

In questo continente vi sono diverse etnie, perciò diversi modi di vivere.

Ma contemporaneamente a tutti questi disordini causati dall’Imperialismo, a livello musicale, letterario e artistico nasce un vasto movimento culturale: il Romanticismo.

In italiano non potrei non parlare di Giacomo Leopardi, in arte de “Il Bacio” di Francesco Hayez, opera che rappresenta il romanticismo, e in musica di Giuseppe Verdi, uno dei più grandi compositori della storia della musica.

Anche in Inghilterra si sviluppa questo movimento, perciò in inglese parlerò di Lord Byron, un altro poeta romantico.

Uno dei promotori del romanticismo è sicuramente quel francesino di Jacques Prevert, con le sue poesie ricche d’amore.

In questo fantastico percorso interdisciplinare mi accompagnerà “Taz”, noto come “il diavoletto della Tasmania” che fa parte della famiglia dei personaggi dei Looney Tunes.

Italiano:

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& imperialismo

La colonizzazione europea ha avuto il suo massimo traguardo tra il XVI ed il XX secolo ed avvenne più con la forza che con la convinzione.

Pur riferendosi spesso a una presunta “missione civilizzatrice”, le potenze coloniali europee si dedicarono soprattutto allo sfruttamento delle risorse naturali del continente.

Colonialismo

&

imperialismo

1. L’Europa comincia a “diventare stretta” e tende nuovamente ad espandersi

Nella seconda metà del XIX secolo diversi fattori lasciavano pensare che il colonialismo fosse tramontato:

  • Le colonie inglesi del Nord-America erano indipendenti da più di un secolo;
  • Le colonie spagnole e portoghesi dell’America meridionale avevano ottenuto anch’esse l’indipendenza;
  • Nel corso del secolo la “tratta degli schiavi” era stata abolita, rendendo inutili le basi inglesi in Africa;
  • Le restanti colonie europee sembravano poco interessanti dal punto di vista economico.

Intanto, però, la popolazione in Europa aumentava e grandi masse prendevano la via dell’emigrazione inserendosi in America, in Asia, in Africa e in Australia.

Finanzieri e banchieri, a loro volta, in cerca di nuovi investimenti, avevano “piantato” grandi quantità di denaro nelle miniere e nelle piantagioni extra-europee. Di conseguenza, vollero sorvegliare i loro capitali da vicino.

Ma c’era ancora un altro motivo per guardare al di là dell’Europa. Infatti, fu così che avvenne una seconda crisi di sovrapproduzione, simile a quella del ’48, che aveva rovinato sia i lavoratori, sia gli imprenditori.

Quindi occorreva che gli altri continenti diventassero nuovi mercati.

2. I bianchi si convincono di avere una missione civilizzatrice

Gli europei erano spinti verso altri continenti dalla certezza di avere una responsabilità di portata storica: quella di esportare la civiltà bianca, che ritenevano “la migliore del mondo”.

Il geografo inglese David Livingstone, percorse l’Africa sud-orientale, mentre altri s’inoltrarono nelle foreste del Congo.

Imperialismo

Imperialismo: nuova forma di colonialismo che, per la prima

3. Il vecchio colonialismo si trasforma in imperialismo

volta, mirò sia al totale sfruttamento economico dei Paesi colonizzati sia al loro controllo territoriale.

Le classi dirigenti dell’Ottocento interpretarono questo intreccio di azioni terrene e di interessi culturali e religiosi, di buoni sentimenti e di abusi, in una sorta di imperialismo, che Napoleone chiamò “politica imperiale”.

Esso si concretizzò attraverso:

  • La conquista militare di vasti territori, sia africani sia asiatici, con lo scopo di occuparne il territorio e di fondarvi un impero;
  • La dominazione politica delle nuove colonie attraverso governatori e funzionari europei;
  • Un nuovo tipo di sfruttamento economico che aveva anche lo scopo di rivendere le materie prime, oltre che trarle dalle colonie, dopo averle ritrasformate in prodotti lavorati.

4. Le nazioni europee si spartiscono l’Africa

Mentre in Asia gli europei avevano già da tempo messo piede, l’Africa era un continente ancora “libero” e su di esso si gettarono tutte le nazioni imperialiste, con l’intento di occuparsi i territori.

Nel 1884-85 Bismarck convocò la Conferenza di Berlino, dove fu stabilito il principio secondo cui le future colonie sarebbero appartenute a chi le avesse occupate e soggiornate per primo.

Gli effetti furono tragici, infatti, la più crudele forma di conquista fu quella del Congo belga: gli abitanti erano soggetti al lavoro forzato di uomini, che la maggior parte era morta di fame.

Altrettanto criminoso fu il comportamento dei Tedeschi in Namibia, dove essi decisero di sterminare il popolo Herero per cedere il posto ai coloni bianchi.

Anche l’Italia occupò l’Etiopia, ma il suo primo intervento coloniale fu un disastro, perché l’esercito italiano era ancora impreparato.

5. Gli inglesi drogano la popolazione cinese

Tra le tante azioni che avvengono nel periodo dell’imperialismo, emerge il comportamento degli Inglesi.

Essi compravano argento in Cina, una nazione sottosviluppata, e cercavano un modo di non pagare in denaro.

Siccome nelle piantagioni inglesi in India producevano oppio, estratto dai papaveri, fu così che vennero indotti i mercanti cinesi a barattare l’oppio con l’argento.

Essi accettarono e ne diffusero quantità enormi tra la popolazione che, in pochi anni, ne incrementò il consumo a tal punto da ridursi in uno stato di totale dipendenza.

Nella prova di mettere fine a questo commercio, l’imperatore della Cina mandò le sue truppe a Canton, bloccando le navi commerciali inglesi ferme nel porto, ma la Gran Bretagna era pronta a reagire con la sua potente flotta da guerra sbaragliando le truppe cinesi.

Così scoppiò, tra il 1839 e il 1842, la guerra dell’oppio che finì con la sconfitta della Cina.

Così le vendite dell’oppio si moltiplicarono e quindi anche tutte le altre potenze europee individuarono nella Cina un territorio da sfruttare tutti i settori vitali della sua economia, senza neppure occuparla militarmente.

6. Nascono due nuove potenze imperialiste: USA e Giappone

Negli ultimi anni dell’Ottocento anche gli USA e il Giappone cominciarono a seguire una politica di tipo imperialista.

L’America conquistò le Isole Hawaii e le Isole Samoa, le Filippine e Cuba, lasciando alla Florida una grande autonomia amministrativa, ma esigendo in cambio il monopolio del commercio della canna da zucchero, che comprava a prezzi “ridotti al minimo” riducendo la popolazione in miseria.

Il Giappone, che nel 1868 aveva rovesciato il sistema di tipo feudale avviando una corsa forzata all’occidentalizzazione, diventò, intorno al 1900, una grande potenza industriale e conquistò la Manciuria e la Corea.

Questo fece del Giappone una potenza industriale in grado di competere per capacità produttiva e armamenti con l’Europa e gli Stati Uniti.

Terzo Mondo

Molte volte si usa la parola per indicare i Paesi sottosviluppati.

Questo termine fu usato per la prima volta nel 1952, per distinguere i Paesi d’Africa, Asia e America Latina da quelli industrializzati.

Sviluppo & sottosviluppo

Il divario tra persone “ricche” fra quelle povere tende ad aumentare.

Le statistiche sul PIL (Prodotto Interno Lordo) dei vari Paesi danno la misura della ricchezza disponibile, ma non la sua distribuzione: nei Paesi in via di sviluppo, gran parte della gente ha un basso consumo di beni e servizi, mentre vi è una piccola fascia di popolazione che ha livelli pari a quelli occidentali e i dirigenti vivono nel lusso.

Esistono, inoltre, forti ineguaglianze fra città e campagna; in India, ad esempio, le città provviste di servizi sono simili a isole in un oceano sperduto.

Altri indici rivelatori del livello di vita sono:

  • Il consumo di energia (America Settentrionale e Europa usano più della metà della produzione di energia rispetto all’Africa;
  • Centri indicatori culturali, per esempio il grado di alfabetizzazione, i libri stampati, i televisori o le automobili.

Ma spesso la valutazione dello sviluppo dipende dai criteri “Occidentali” che misurano i beni materiali a disposizione.

Un Paese non è sviluppato solo quando ha una forte produzione o un reddito pro capite elevato, ma quando ha soddisfacenti condizioni sociali, sanitarie, scolastiche, un ambiente vivibile, una capacità di organizzare il territorio con vie di comunicazione e altri servizi.

Alcuni Paesi che producono petrolio in cui il reddito è alto, anche se a vantaggio di pochi o è impiegato in spese militari, non ha ancora le condizioni generali di un Paese sviluppato.

Ad esempio la Cina è considerata un Paese povero, ma non sottosviluppato poiché ha aggiunto un certo livello soddisfacente delle esigenze essenziali e di controllo del territorio.

Per indicare le disuguaglianze del mondo complesso in cui viviamo ci sono varie terminologie:

  • Nord ricco: industrializzato e sfruttatore;
  • Sud povero e sfruttato.

Con questa definizione constatiamo che le regioni più sviluppate appartengono all’emisfero settentrionale, Russia compresa.

E’, però, una divisione di tipo economico più che geografico.

Nel “nord” appartengono anche l’Australia e tutti i Paesi che ne fanno parte: ad esempio l’Arabia Saudita, un Paese meno popolato ma molto ricco.

Inoltre vi è una divisione schematica per verificare gli squilibri:

  • Il Nord ha il 23% della popolazione e l’80% dei consumi mondiali;
  • Il Sud ha il 77% della popolazione e solo il 20% dei consumi.

In quest’ultimo ragioni storiche e politiche hanno prodotto una scarsa vita democratica ed enormi differenze sociali interne a ciascun stato.

Anche il Nord ha i suoi squilibri: le nazioni ricche hanno 250 milioni di poveri e un gran numero di disoccupati.

Quindi, possiamo dedurre che le cause interne del sottosviluppo sono:

  1. La mentalità contadina chiusa alle innovazioni;
  2. L’influsso di certe religioni;
  3. Le periodiche calamità naturali (inondazioni, siccità, animali nocivi);
  4. L’eccesso frazionamento delle proprietà contadine;
  5. La presenza di latifondi;
  6. La mancanza di infrastrutture;
  7. Carenti strutture sanitarie;
  8. Le guerre e lotte tribali;
  9. L’instabilità politica;
  10. Corruzione, sprechi e parassitismo.

Mentre la principale causa esterna del sottosviluppo è stata il colonialismo, che corrisponde al nostro neocolonialismo, unito allo scambio ineguale.

Moltissime colonie, infatti, pur raggiungendo l’indipendenza politica, sono rimaste economicamente dipendenti dai Paesi ricchi.

Il circolo vizioso del sottosviluppo

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Dal sottosviluppo si può uscire?

Per uscire dal sottosviluppo è necessario:

  1. Distribuire le risorse del pianeta in modo più equo fra tutti i suoi abitanti; l’esplosione demografica, quindi, non è la causa del sottosviluppo, ma sono le risorse a non essere distribuite in modo adeguato;
  2. Aumentare le risorse senza danneggiare l’ambiente e con la corretta applicazione delle tecniche;
  3. Ridurre o eliminare gli sprechi, ad esempio l’uso eccessivo delle armi (bombe o carri armati).

Quindi è possibile uscire dal sottosviluppo, anche se generato da un

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Sintesi
  • Italiano: Il Romanticismo & Giacomo Leopardi
  • Tecnologia: L'energia nucleare in Sudafrica
  • Scienze: Le malattie in Africa
  • Ed. Fisica: Gli atleti africani
  • Musica: Il Melodramma & Giuseppe Verdi
  • Arte: Francesco Hayez & "Il Bacio"
  • Francese: Jacques Prevert
  • Inglese: Lord Byron
  • Geografia: Sviluppo & Sottosviluppo
  • Storia: Colonialismo & Imperialismo
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