Estratto del documento

Colonialismo e imperialismo

3^c Lucrezia Bernini

Colonialismo e imperialismo 1

Combustibili fossili

Futurismo (Tecnologia)

Nuova Zelanda (geografia)

Gabriele D’Annunzio (Pioggia nel pineto) (letteratura)

1^ guerra mondiale (storia)

Gandhi

Marcia del Commonwealth (inglese)

sale (italiano)

Vulcani (scienze)

Futurismo nell’arte

Dadaismo (francese)

Parlamento britannico e Regina Elisabetta II (inglese)

Futurismo nella musica

Luigi Russolo

Francesco Pratella

Si credeva ormai che nel 1850 il colonialismo fosse tramontato, anche perché molte colonie sud-americane erano ormai diventate indipendenti. Ma la popolazione in Europa aumentava e quindi ci fu una conseguente emigrazione, verso America, Africa, Asia e Australia. Occorreva che altri continenti diventassero nuovi mercati, perché nel 1873 ci fu un’altra crisi di sovrapproduzione.

2

Inoltre gli europei avevano la certezza di dover esportare la civiltà bianca.

Tutto questo intreccio di interessi sia economici che culturali, era una nuova forma di colonialismo che sfruttava economicamente una colonia e ne aveva anche il controllo territoriale, chiamato imperialismo.

L’unico paese che ancora non era stato sfruttato era l’Africa, tranne l’Algeria che era già una colonia francese. Così molti paesi europei vi si gettarono contemporaneamente e per non causare una guerra il cancelliere tedesco Bismark convocò la conferenza di Berlino, nel 1884-1885. Fu stabilita una regola: le colonie sarebbero appartenute a chi le avesse occupate e dominate per primo.

La conseguenza fu abbastanza logica: circa 6 nazioni mandarono in Africa eserciti armati fino ai denti, creandosi comunque degli stermini verso gli abitanti africani.

Prima guerra mondiale

I conflitti causati dalla corsa all’Africa e quindi dall’imperialismo, furono una delle concause che portarono alla prima guerra mondiale.

Le altre concause erano le vecchie alleanze e c’era quindi molta tensione in Europa.

Ma nel giugno del 1914 avvenne la causa che fece traboccare la goccia dal vaso: l’assassinio dell’erede al trono d’Austri, Francesco Ferdinando per mano di uno studente serbo affiliato alla mano nera (associazione terroristica serba).

L’imperatore Francesco Giuseppe dichiarò guerra a tutta la Serbia, perché avendo già perso molti familiari negli anni prima, non riuscì a ragionare lucidamente.

A fianco della Serbia arrivarono Russia, Francia, Gran Bretagna e a fianco dell’Austria arrivò la Germania. Per il momento l’Italia rimase neutrale a causa dei loro armamenti troppo inadeguati.

3

Così ufficialmente il 5 agosto 1914 iniziò la prima guerra mondiale, che tutti credevano fosse semplicemente una guerra lampo.

L’atto che da “guerra lampo” fece diventare questo conflitto una “guerra di trincea” fu proprio la guerra tra tedeschi e francesi sul fiume Marna, che durò 6 giorni. Con la battaglia di Verdun, diventò una “grande guerra”.

Finalmente nel maggio 1915 l’Italia entra in guerra a fianco degli alleati (Francia, Inghilterra, Serbia e Russia), stringendo un patto con Francia e Inghilterra, di modo che in caso di vittoria si sarebbe preso Trento e Trieste. Nel 1917 ci fu una grande disfatta dell’esercito italiano, a San Martino del Carso e Caporetto, perché il generale Cadorna non sapeva motivare i propri soldati e così fu sostituito dal generale Armando Diaz che riuscì a sollevare il morale dell’esercito.

Sempre nel 1917 la Russia si ritira dalla guerra perché era scoppiata una rivoluzione, che poi determinò l’arresto dello zar.

Ma al suo posto entrarono gli Stati Uniti, che dichiararono guerra alla Germania. Così americani, francesi e inglesi attaccarono la Germania, costringendola a liberare Francia e Belgio; ci fu anche la disfatta dell’Austria a Vittorio Veneto e il 4 novembre 1918 firmava l’armistizio con l’Italia e così anche l’11 novembre la Germania si arrese: la Prima guerra mondiale era finita.

Dopoguerra

Nel dopoguerra l’Italia vive la vittoria come una sconfitta, perché era di nuovo tornata la disoccupazione perché le fabbriche che si erano trasformate totalmente per indumenti e strumenti vari per i militari dovevano ritrasformarsi in aziende “comuni”.

Inoltre al tavolo delle trattative non si era fatta assegnare la Dalmazia e la città di Fiume. Un noto letterato italiano Gabriele D’Annunzio, iniziò a chiamare questa vittoria “vittoria mutilata”.

Niente di nuovo sul fronte occidentale

4

Niente di nuovo sul fronte occidentale è stato scritto da Erich Maria Remarque e fu pubblicato per la prima volta nel 1929, dall’Oscar Mondadori.

Il libro è un romanzo scritto in prima persona ed è ambientato durante la prima guerra mondiale, sul fronte occidentale ossia quello di Germania-Francia.

Parla di un ragazzo tedesco diciannovenne, Paul Baumer e dei suoi amici e compagni di scuola, che entusiasti delle idee patriottiche imposte dai loro professori decidono di diventare volontari.

Credono di vivere una bella avventura, ma arrivati sul fronte, dopo alcuni mesi di esercitazione, capiscono che non è così; e capiscono che la guerra è inutile.

Personaggi principali

Paul Baumer è il protagonista ossia colui che racconta la storia.

Anche lui muore, ma solo alla fine, in un giorno molto silenzioso, così tranquillo che il rapporto del comando tedesco annunciava: niente di nuovo sul fronte occidentale.

I personaggi secondari sono i suoi compagni di scuola: Alberto Kropp, Müller, Leer, Tjaden, Haje, Westhus, Keemmerik.

Valutazione e pagine scelte

Le pagine che mi hanno colpito di più sono quelle dove il protagonista torna a casa per diciassette giorni e vede tutto in maniera diversa, vorrebbe non essere più tornato, perché piano piano che passano i giorni la mamma e la sorella sono sempre più tristi e capisce che non sarebbe dovuto tornare a casa sia per questo motivo sia perché si sente diverso in mezzo a tutte quelle cose familiari, non riesce a tornare al passato e con la mente torna sempre al pensiero della guerra, di cosa stessero facendo i suoi compagni ora in trincea.

Inizia già a capire da ora che le immagini della guerra non lo lasceranno mai e gli “rimarranno attaccate per sempre”.

Questo libro mi ha colpito molto sin dall’inizio perché già nella prima pagina c’è una frase, che mi ha colpito e fatto pensare:

5

Questo libro non vuole essere né un atto di accusa né una confessione. Esso non è che il tentativo di raffigurare una generazione la quale, anche se sfuggì alle granate, venne distrutta dalla guerra.

Quindi non posso dire altro che è l’ideale per capire la guerra non solo dal punto di vista storico dei libri, ma anche dal punto di vista psicologico di un soldato che vive la guerra in prima persona.

Futurismo

Il futurismo portò alla prima guerra mondiale e ispirò anche le idee fasciste, perché proclamava la guerra, disprezzava i valori tradizionali, insomma aveva delle idee innovative.

È un movimento artistico culturale nato in Italia, o meglio per mano di un italiano, Filippo Tommaso Marinetti, che sul giornale francese “Le Figaro” aveva pubblicato il “Manifesto del Futurismo”, dove erano elencati i principi ispiratori del futurismo.

I futuristi, appunto, rifiutavano i valori tradizionali, i sentimenti, l’analisi interiore e il silenzio ed avevano fede nel progresso tecnologico, esaltavano la velocità, la violenza, il chiasso e concepivano la guerra come “sola igiene del mondo” (questa affermazione portò alla prima guerra mondiale).

Naturalmente per interpretare tutte questi fanatismi e ideologie i futuristi non usavano sintassi tradizionali, ma “parole in libertà” ossia delle libere associazioni delle parole, così come nascevano.

6

Oltre a Marinetti i rappresentanti del futurismo letterario furono Aldo Palazzeschi, Corrado Govoni, Ardengo Soffici.

Manifesto del futurismo

  • 1. Noi vogliamo cantare l’amore del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.
  • 2. Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
  • 3. La letteratura esaltò fino a oggi, l’immobilità pensosa, l’estasi e il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo e il pugno.
  • 4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità.
  • 5. Noi vogliamo inneggiare all’uomo che tiene il volante, la cui asta ideale attraversa la Terra, lanciata a corsa, essa pure, sul circuito della sua orbita.
  • 6. Bisogna che il poeta si prodighi con ardore, sfarzo e munificenza, per aumentare l’entusiastico fervore degli elementi primordiali.
  • 7. Non v’è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia carattere aggressivo può essere un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle a prostrarsi davanti all’uomo.
  • 8. Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli!... perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’impossibile? Il Tempo e lo Spazio morirono ieri. Noi viviamo già nell’assoluto, poiché abbiamo già creata l’eterna velocità onnipresente.
  • 9. Noi vogliamo glorificare la guerra-sola igiene del mondo-il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei liberatori, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.
  • 10. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie di ogni specie e combattere contro il moralismo. Il femminismo e contro ogni viltà opportunistica.
Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 29
Colonialismo e imperialismo, tesina Pag. 1 Colonialismo e imperialismo, tesina Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Colonialismo e imperialismo, tesina Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Colonialismo e imperialismo, tesina Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Colonialismo e imperialismo, tesina Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Colonialismo e imperialismo, tesina Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Colonialismo e imperialismo, tesina Pag. 26
1 su 29
Sintesi

Introduzione Colonialismo e imperialismo, tesina

Questa tesina di terza media descrive il colonialismo e permette dei collegamenti con le seguenti materie e argomenti: in Storia Colonialismo e Imperialismo, Prima guerra mondiale, in Italiano la relazione Niente di nuovo sul fronte occidentale, futurismo, Gabriele D'Annunzio, Gandhi e la marcia del sale, in Arte il futurismo, in Musica il Futurismo, Francesco Balilla Pratella e Luigi Russolo, in Francese il dadaismo, in Geografia la Nuova Zelanda, in Scienze i vulcani, in Tecnologia i combustibili fossili, i carboni, in Inglese The Commonwealth and the British Parliament.

Tesina sul colonialismo, collegamento

  • Storia - Colonialismo e Imperialismo, Prima guerra mondiale.
  • Italiano - la relazione niente di nuovo sul fronte occidentale, futurismo, Gabriele D'Annunzio, Gandhi e la marcia del sale.
  • Arte - Futurismo.
  • Musica - Futurismo, Francesco Balilla Pratella e Luigi Russolo.
  • Francese - Dadaismo.
  • Geografia - La Nuova Zelanda.
  • Scienze - Vulcani.
  • Tecnologia - Combustibili fossili, carboni.
  • Inglese - The Commonwealth and the British Parliament.
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi