Estratto del documento

Indice

Introduzione............................................................................................................... 1

Capitolo 1: Gabriele D’Annunzio..................................................................................... 2

1.1 Inquadramento storico e le istituzioni culturali....................................................... 2

1.2 L’intellettuale D’Annunzio...................................................................................... 3

1.3 Gli esordi................................................................................................................ 4

1.4 L’estetismo e la sua crisi....................................................................................... 4

1.5 Il superomismo....................................................................................................... 5

1.6 Le Laudi................................................................................................................. 6

1.7 Il periodo “notturno”.............................................................................................. 6

1.8 La natura onnivora................................................................................................ 7

Capitolo II: La II Rivoluzione Industriale.......................................................................... 7

2.1 Innovazioni ed aziende della seconda Rivoluzione Industriale.............................. 7

2.2 Petrolio ed elettricità............................................................................................. 9

2.3 La concentrazione industriale.............................................................................. 10

2.4 La nascita della moderna società di massa......................................................... 12

Capitolo 3: Il sistema bancario..................................................................................... 13

3.1 Definizione e caratteri generali........................................................................... 13

3.2 Legge bancaria del 1936..................................................................................... 15

3.3 Testo Unico Bancario........................................................................................... 15

Capitolo 4: Il Bilancio d’esercizio.................................................................................. 16

4.1 Definizione e caratteri generali........................................................................... 16

4.2 Le componenti del bilancio d’esercizio civilistico................................................. 18

Bibliografia e sitografia................................................................................................. 19

Introduzione

Gabriele D’Annunzio

Testo Unico Bancario II Rivoluzione

Società di massa (TUB)

Il

Riforma

Sistema

del

Bancario

1936 Industriale

Il Bilancio

Il percorso che ho elaborato nasce dalla curiosità di voler approfondire l’evoluzione industriale ed economica, che nel corso del Novecento ha determinato la nascita e l’affermazione di grandi istituti di credito divenuti ormai indispensabili per garantire lo sviluppo delle imprese e, più in generale, del sistema economico.

A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, infatti, si assiste ad un radicale cambiamento della struttura economica e sociale, secondo la quale tutto ruota intorno al profitto, compresa l’arte e la letteratura, che diventano merce secondo le rigide leggi del mercato.

In questo nuovo contesto, caratterizzato dalla seconda Rivoluzione industriale, assume un’importanza crescente la banca, custode della nuova ricchezza generata dal forte sviluppo economico e le cui attività speculative senza controllo hanno costretto le autorità pubbliche a procedere ad una rigida regolamentazione dell’istituto stesso.

Capitolo 1: Gabriele D’Annunzio

1.1 Inquadramento storico e le istituzioni culturali

Nella seconda metà dell’Ottocento l’orientamento culturale prevalente in Europa è rappresentato dal Positivismo, che si basa sul culto della scienza e della tecnica e sulla fede assoluta nel progresso.

Poiché il metodo della scienza è l’unico che possa condurre alla vera conoscenza, ogni aspetto dell’esistenza deve essere sottoposto all’indagine di tipo scientifico, compresi i comportamenti dell’uomo e i prodotti artistici.

Non tutti gli intellettuali abbracciano questo tipo di approccio alla realtà e alcuni mantengono un atteggiamento di pura curiosità conoscitiva, senza emettere un giudizio definitivo sul processo di modernizzazione in atto.

Schematizzando, si possono individuare tre tipi di atteggiamenti degli intellettuali di fronte alla modernizzazione economica e sociale:

  • Un atteggiamento apologetico, che inneggia ad essa come realizzazione del progresso;
  • Un atteggiamento di rifiuto romantico, in nome dei valori del passato;
  • Un atteggiamento di curiosità conoscitiva, che non esalta e non condanna, ma indaga i cambiamenti in modo distaccato, senza slanci verso il futuro né ripiegamenti nostalgici verso il passato.

Nel contempo, con l’unificazione e l’aumento del livello generale di istruzione la dimensione del mercato editoriale diventa nazionale.

Si moltiplicano le pubblicazioni e si diffondono su vasta scala anche i giornali, i periodici e le riviste.

Alla scuola viene affidato il compito di fornire un bagaglio culturale minimo, ma anche quello di fornire una coscienza nazionale comune.

Anche il teatro assume in questo periodo un ruolo decisivo dal punto di vista culturale, perché rappresenta il luogo in cui si dibattono i valori etici e civili della borghesia.

Inoltre, con la fine del processo risorgimentale viene meno il ruolo centrale dell’intellettuale come guida morale, culturale e civile e l’impegno politico si riduce progressivamente.

Per potersi mantenere, poeti e scrittori sono costretti a cercare un impiego pubblico o a collaborare con i giornali e le case editrici.

Di fronte ad una società basata sull’interesse economico e sulla mediocrità borghese, alcuni intellettuali reagiscono con un atteggiamento di rifiuto e di insofferenza (ad esempio, gli scapigliati), altri cercano di assecondare le leggi del mercato e i gusti del pubblico in vista del successo e del guadagno (ad esempio, Gabriele D’Annunzio).

1.2 L’intellettuale D’Annunzio

Gabriele D’Annunzio attraversò oltre un cinquantennio di cultura italiana, influenzandola profondamente con una produzione letteraria abbondante e attinente ai generi più disparati.

La vita di D’Annunzio può essere considerata una delle sue opere più interessanti: secondo i princìpi dell’estetismo bisognava fare della vita un’ “opera d’arte”, e D’Annunzio fu costantemente teso al conseguimento di questo obiettivo.

Un influsso altrettanto significativo esercitò sulla politica, orientando l’opinione pubblica su posizioni interventiste allo scoppio del primo conflitto mondiale ed elaborando ideologie che il fascismo fece proprie.

La sua personalità “eccezionale”, caratterizzata da atteggiamenti esibizionistici, volutamente scandalosi e sprezzanti verso la “massa”, colpì inoltre l’attenzione dei contemporanei tanto da alimentare un vero e proprio fenomeno di costume (il cosiddetto “dannunzianesimo).

1.3 Gli esordi

Nato nel 1863 a Pescara da famiglia borghese, studiò in una delle scuole più aristocratiche dell’Italia del tempo, il collegio Cicognini di Prato.

Precocissimo, esordì nel 1879, sedicenne, sulla scena letteraria con raccolte di liriche che riprendono la Terra metrica barbara e il vitalismo “pagano” di Carducci.

La raccolta di novelle vergine Vita dei campi (1882) è invece ispirata alla di Verga, ma sia la tecnica narrativa, tutt’altro che impersonale, sia la rappresentazione della realtà rurale come luogo degli istinti primordiali appaiono lontanissime dal Verismo.

Raggiunta la licenza liceale, a diciotto anni, si trasferì a Roma per frequentare l’università.

In realtà abbandonò presto gli studi, preferendo vivere tra salotti mondani e redazioni di giornali.

Per alcuni anni, infatti, esercitò la professione di giornalista, collaborando con vari giornali, soprattutto “La Tribuna” di Roma, con articoli di cronaca mondana ma anche di letteratura, arte, costume.

Nello stesso tempo acquistò subito notorietà in campo letterario, sia attraverso una copiosa produzione di versi e di opere narrative, che spesso suscitavano scandalo per i contenuti erotici, sia attraverso una vita altrettanto scandalosa, per i princìpi morali dell’epoca, fatta di continue avventure galanti, lusso, duelli.

Sono gli anni in cui D’Annunzio si crea la maschera dell’esteta, dell’individuo superiore, dalla squisita sensibilità, che rifiuta inorridito la mediocrità borghese, rifugiandosi in un mondo di pura arte, e che disprezza la morale corrente.

1.4 L’estetismo e la sua crisi

La concezione positivistica della realtà, basata sulla fiducia assoluta nelle potenzialità conoscitive della scienza e nel progresso, viene sostituita a partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento da un irrazionalismo misticheggiante che secondo la mentalità decadente considera il reale come una rete fittissima di analogie e corrispondenze misteriose, che non possono essere colte attraverso la ragione, ma soltanto dall’intuizione umana.

Ispirandosi all’esperienza poetica di Baudelaire, gli intellettuali decadenti si concentrano sulla dimensione dell’inconscio umano, nella quale si realizza una perfetta identità tra il soggetto e il mondo esterno.

Anche D’Annunzio subisce l’influenza decadente, in quanto le liriche dannunziane degli anni Ottanta mostrano una tendenza estetizzante nella quale si coglie l’influsso dei poeti decadenti francesi ed inglesi.

In questa fase il poeta concepisce l’arte come valore supremo cui devono essere subordinati tutti gli altri valori, ivi compresi quelli morali.

Questa concezione si traduce nella ricerca di squisiti artifici formali e nella preferenza accordata alla letteratura, piuttosto che alla vita reale, come fonte d’ispirazione.

L’estetismo dannunziano entra in crisi verso la fine degli anni Ottanta, quando lo scrittore avverte che l’isolamento dell’artista in un mondo in rapida evoluzione finisce per diventare impotenza: l’esteta, infatti, non ha la forza di opporsi realmente alla borghesia in ascesa, che a fine secolo si avvia sulla strada dell’industrialismo, del capitalismo monopolistico, dell’imperialismo aggressivo, colonialista e militarista.

Tale crisi si riflette nel romanzo Il piacere (1889), il cui protagonista Andrea Sperelli, raffinato cultore del bello, va incontro ad una dura sconfitta esistenziale.

L’opera si concentra sui processi interiori del protagonista, configurandosi come un romanzo psicologico, ed è percorsa da una sottile trama di allusioni simboliche.

Andrea, il quale non è che un “doppio” di D’Annunzio stesso, è un giovane aristocratico, artista proveniente da una famiglia di artisti.

Il principio “fare la propria vita, come si fa un’opera d’arte”, in un uomo dalla volontà debolissima quale è Andrea, diviene una forza distruttrice, che lo priva di ogni energia morale e creativa, lo svuota e lo isterilisce.

1.5 Il superomismo

La lettura di Nietzsche (1892) imprime una svolta in senso vitalistico, eroico e aggressivo al pensiero dannunziano.

Il motivo del superuomo è infatti interpretato dallo scrittore nel senso del diritto di pochi esseri eccezionali a dominare le masse, ponendosi al di sopra di ogni legge morale.

A livello politico, l’artista-superuomo assume una funzione di “vate”, attribuendosi il compito di strappare la nazione alla sua mediocrità e di avviarla verso un futuro imperialista e colonialista.

Come nel caso dell’estetismo, anche il superomismo rappresenta una reazione all’emarginazione dell’intellettuale nella società moderna: se l’esteta si isola sdegnosamente dalla realtà, il superuomo cerca di dominarla in nome di una superiorità fondata comunque sul culto del bello.

Il superomismo caratterizza i quattro romanzi pubblicati tra il 1894 e il 1910: Il Trionfo della morte, Le vergini delle rocce, il fuoco e Forse che sì forse che no.

Si tratta però di un superomismo problematico, accompagnato da tensioni di segno opposto:

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Sintesi
  • Italiano - L'intellettuale Gabriele D'Annunzio
  • Storia - La Seconda Rivoluzione Industriale e la società di massa
  • Economia - Sistema bancario e bilancio d'esercizio
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