Le diverse realtà
La maschera
Marta Menichetti
5 A.
Esami di stato
Anno scolastico 2011/2012
Liceo Scientifico IISS “Caravaggio”
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Le diverse realtà - la maschera
Luigi Pirandello nacque nel 1867 vicino Girgenti (oggi chiamata Agrigento), da una famiglia di agiata condizione borghese. Dopo il liceo si iscrisse all’Università di Palermo, in seguito alla facoltà di Lettere dell’Università di Roma dove ebbe un contrasto con un professore. Dopo l’accaduto si trasferì all’Università di Bonn dove si laureò nel 1891 in Filologia romanza.
L’autore incentra la sua vita e la sua abilità principalmente nel teatro, anche se non manca nello scrivere poesie, novelle e romanzi.
Un romanzo particolare è “Uno, nessuno e centomila”, centrato perlopiù su una crisi d’identità individuale. L’opera si basa sulla presa di coscienza, del protagonista Vitangelo Moscarda, dei suoi difetti fisici e caratteriali messi in evidenza dalla moglie nelle prime pagine del libro. Questi difetti da lui mai notati nel corso della sua vita, creano una prigione delle “forme” dove l’uomo riconosce che, l’immagine che si è creato di sé, non corrisponde a quella che gli altri hanno di lui. Per questo motivo il protagonista pensando inizialmente di essere “uno”, scopre di essere “centomila”, notando l’esistenza di vari “Moscarda” e quindi di essere “nessuno”. Questo pensiero fa scattare in Moscarda una serie di incertezze e determina così una crisi sconvolgente, un senso angoscioso di assoluta solitudine.
La narrazione è retrospettiva da parte del protagonista, in uno stato caotico e informale di un ininterrotto monologo. La voce narrante si abbandona completamente ad un disordinato argomentare, riflettere, divagare che dissolve la narrazione dei fatti. Infatti per la prima metà del libro vi è un susseguirsi di lamenti ossessivi del protagonista, monologante sui temi dell’identità fittizia e dell’inconsistenza della persona, chiamando sempre in causa l’interlocutore immaginario. Nella seconda parte del romanzo, l’intreccio comincia a dipanarsi, ma con scarsi risultati. L’organicità del racconto, la concatenazione logica e coerente delle cause e degli effetti fallisce: i gesti inconsulti del protagonista non hanno un filo logico, ne hanno solo all’interno della sua follia, così come il gesto dell’amica della moglie che spara a Vitangelo, resta immotivato, gratuito e inspiegabile.
La “forma”, impostata da Pirandello, è quello del cupo usuraio, il quale viveva da sempre in una beata incoscienza, continuando a vivere la sua vita come un inetto perdigiorno che non è mai riuscito a concludere nulla, approfittando del benessere assicuratogli dalle ricchezze del padre. Nel corso del romanzo, si rende conto che deve eliminare quelle immagini che gli altri si sono creati di
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lui, attraverso una serie di vere e proprie pazzie. La “pazzia”, secondo la concezione di Pirandello, è l’unico modo con cui gli eroi delle sue opere possono liberarsi dalle catene delle “forme”, delle convenzioni e delle istituzioni sociali che imprigionano la vita nel suo fluire. Per prima cosa Moscarda vuole abbattere la figura di usuraio con accanita determinazione, rilevando il suo conflitto con il padre, che appare come antagonista da eliminare. Vitangelo vuole semplicemente eliminare la sua identità, senza sentire il bisogno di costruirne un’altra, poiché ha la coscienza di non essere “nessuno” e di esistere solo nella visione degli altri. Cominciano così una serie di pazzie che vengono frenate da un sacerdote. Il protagonista infine dona tutti i suoi averi per fondare un ospizio di mendicità in cui egli stesso viene ricoverato. Continuando a combattere con la società, cercando di scontare una pena che non sarebbe dovuta essere attribuita a lui, accettando l’ennesima immagine a lui associata (quella dell’adultero), in esse cerca di trovare una via di guarigione. Accetta con benevolenza, al contrario di prima, di alienarsi da se stesso, rifiutando ogni identità personale, persino il suo nome ma identificandosi con tutte le cose: alberi, nuvole, vento, in una totale estraniazione dalla società e dalla prigionia delle “forme” che essa impone.
Appunto con una soluzione assolutamente pirandelliana: appoggio alla pazzia.
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La propaganda è l’attività di disseminazione di idee e informazioni con lo scopo di indurre a specifiche attitudini e azioni; il conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche di persuasione per raggiungere specifici obiettivi atti a beneficiare coloro che organizzano il processo.
La propaganda fascista già molto attiva durante il ventennio, risultò di grande importanza nei primi anni della seconda guerra mondiale. In Italia, in particolare fu combattuta anche attraverso la diffusione di cartoline e manifesti, mezzi psicologici messi in campo come armi non meno importanti di quelle militari.
Le popolazioni furono investite da una emissione continua di messaggi dove prevaleva il tema all’adesione fascista, per manipolare e indurre la popolazione italiana a supportare l’ideologia del Duce.
Per questo la propaganda era indispensabile, e si avvaleva anche di milizie che avrebbero cancellato ogni opposizione al fascismo, ma soprattutto di organizzazioni del consenso.
Organizzazione del consenso
- Nasce il primo ente radiofonico: l’Eiar, gestito e controllato dal partito fascista, il quale si assicurava la trasmissione dei discorsi di Mussolini nelle case e nelle piazze, attraverso degli altoparlanti.
- Nasce l’istituto Luce (L’Unione Cinematografica Luce Educativa) con sede a Roma. Il venne istituito da Benito Mussolini con qualità di Ente morale di diritto pubblico. Nel luglio 1925 la Presidenza del Consiglio dei ministri dirama una circolare ai ministri degli Interni, della Pubblica Istruzione, dell’Economia e delle Colonie invitandoli a servirsi esclusivamente
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dell’organizzazione tecnica del Luce a scopi educativi e propagandistici.
- Italiano: Pirandello, "Uno, nessuno e centomila"
- Filosofia: Schopenhauer, "Mondo come volontà e rappresentazione"
- Storia: La propaganda fascista
- Storia dell'arte: Le diverse avanguardie come si distaccano dalla società
- Letteratura inglese: Oscar Wilde, "The picture of Dorian Gray"