Estratto del documento

“È Maya il velo dell’illusione, che ottenebra le pupille dei mortali e fa loro vedere un mondo di cui non si può dire né che esista né che non esista; il mondo, infatti, è simile al sogno, allo scintillio della luce solare sulla sabbia che il viaggiatore scambia da lontano per acqua, oppure ad una corda buttata per terra ch’egli prende per un serpente.”

Istituto Paritario Platone

(Da “Il mondo come volontà e rappresentazione” A/S 2008/2009)

A. Schopenhauer. Percorso interdisciplinare dell’alunna:

Stefania Carapezza

III Liceo Classico

Il velo di Maya

Schopenhauer

Le illusioni del periodo fascista

…tra realtà e apparenza… Oscar Wilde

Pirandello

Menandro

La forza di gravità

“Le metamorfosi” di Apuleio

Teoremi di un triangolo rettangolo

Il Velo di Maya

… tra realtà e apparenza …

  • Filosofia: Schopenhauer
  • Il mondo come volontà e rappresentazione
  • Italiano: Pirandello
  • Uno, nessuno e centomila
  • Greco: Menandro
  • L’agnizione nella commedia di Menandro
  • L’arbitrato
  • Latino: Apuleio
  • Le Metamorfosi
  • Storia: periodo del Fascismo
  • Inglese: Oscar Wilde
  • Ritratto di Dorian Gray
  • Fisica: forza di gravità
  • Matematica: teoremi di un triangolo rettangolo in trigonometria

Il problema di noi uomini non è il cervello, bensì i nostri sensi.

Se riuscissimo ad assecondarli meglio riusciremmo a vedere la realtà celata dietro l’apparenza.

A volte un’ombra

Arthur Schopenhauer

La vita

Nacque a Danzica nel 1788.

Dal 1814 al 1819 egli elaborò il suo più grande capolavoro, “Il mondo come volontà e rappresentazione”.

Intanto in quegli anni viaggia in Italia: è a Venezia, Bologna, Firenze, Napoli.

Si reca poi a Berlino e, ottenuta la libera docenza in quell’università dove allora trionfava Hegel, egli dovette constatare l’assoluto insuccesso del suo insegnamento.

Per distrarsi ritorna in Italia ma non desiste dalla sua opposizione all’idealismo trionfante e più particolarmente contro Hegel, Fichte e Schelling, che egli chiama “i tre ciarlatani”.

Morì nel 1860.

Il mondo come rappresentazione

“Il mondo è una mia rappresentazione: questa è una verità che vale in rapporto a ciascun essere vivente e conoscente (…)”

Schopenhauer ammette che il mondo è fenomeno.

La realtà è deformata dalle forme a priori:

  • Spazio → collega le rappresentazioni secondo una determinata posizione.
  • Tempo → collega le rappresentazioni secondo il nesso della successione.
  • Causalità → dà conto dell’“attività” che la materia compie secondo nessi di causa-effetto.

“Vetrucci sfaccettati”

Il Velo di Maya

La rappresentazione si identifica con il “VELO MAYA”, divinità buddista che si avvale del velo come strumento per mostrare come reali delle semplici illusioni.

Questo velo ingannevole quindi, ci fa apparire le cose come in sogno o come l’effetto di un’illusione ottica.

Si può evadere da questa dimensione illusoria per penetrare nella realtà solo squarciando il velo.

Il mondo come volontà

L’unica via per squarciare il velo e quindi, scoprire la realtà che si cela dietro questo, è il nostro corpo.

La corporeità è quindi il modo per andare al di là della rappresentazione e attingere l’essenza delle cose.

Schopenhauer considererà però il corpo, solo come un mezzo metafisico per pervenire alla realtà, percorrendo questa strada si individua una realtà sostanziale: la volontà di vivere, che ha un valore universale.

La volontà di vivere è una forza tragica apportatrice di dolore, è il fondamento del reale, la brama, il desiderio di esistere, la vera essenza delle cose.

Dolore, piacere, noia

Dolore

La volontà di vivere produce sofferenza, perché volere significa desiderare, cioè mancare di qualcosa.

Ciò produce dolore.

Piacere

È un intervallo in cui cessa il dolore.

Noia

Quando subentra rende la volontà insoddisfatta di ciò che ha ottenuto, facendo risorgere il desiderio “incattivito”.

L’iter salvifico

L’iter salvifico consta di tre momenti essenziali:

  • L’arte → è la conoscenza libera e disinteressata, che si rivolge alle idee ed ha un carattere contemplativo, la sua funzione però è temporanea e parziale, come un incantesimo.
  • La morale → che implica un impegno a favore del prossimo e che si concretizza in due virtù cardinali:
  • La giustizia: si riconosce con la giustizia nella persona altrui, un’essenza uguale alla nostra.
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