Estratto del documento

Indice

Introduzione ................................................................................................................... 3

Giovanni Pascoli .......................................................................................................... 5

  • Vita e opere ....................................................................................................................... 5
  • La poetica del “Fanciullino” .............................................................................................. 7

Svevo ................................................................................................................................. 8

  • Vita e opere ..................................................................................................................... 8
  • La coscienza di Zeno e Il complesso di Edipo........................................................ 8

Apuleio .............................................................................................................................. 10

  • Le Metamorfosi: trama ..................................................................................................... 10
  • Il contenuto e il significato dell’opera ............................................................................ 10

Oscar Wilde .................................................................................................................... 12

  • Life and Work ..................................................................................................................... 12
  • Aestheticism ....................................................................................................................... 12
  • The Picture of Dorian Gray ............................................................................................... 13

Antisemitismo ................................................................................................... 14

  • La Shoah: uno sterminio programmato ......................................................................... 14
  • La tragica sorte degli ebrei italiani ................................................................................. 15

Stelle .................................................................................................................................. 16

  • Le caratteristiche delle stelle .......................................................................................... 16
  • L’evoluzione dei corpi celesti .......................................................................................... 16

Pianeti ............................................................................................................................... 18

  • Pianeti del Sistema Solare ............................................................................................... 18

Atletica 21

  • Corsa veloce - 21
  • Corsa ad ostacoli ............................................................................................................... 22
  • La staffetta - 22

Elettricità ..................................................... 23

Grandezze elettriche ..................................... 24

  • Circuiti elettrici ............................................... 24
  • Corrente continua o alternata ...................... 25

Freud ............................................................... 26

  • L’interpretazione dei sogni ........................... 26

Schopenhauer ........................................... 28

  • Il desiderio come dolore ................................ 28
  • Le vie di liberazione dal dolore .................... 29

Introduzione

Il corso della vita ci allontana da quel mondo di certezze e spensieratezza dei primi anni, che ognuno ha costruito in base ai propri sogni… il mio era fatto di principi e principesse, nani e gattini, topini che cucivano vestiti e oggetti inanimati che prendevano vita; era fatto di magia. In realtà sono cresciuta avvinghiata ai cartoni della Disney che hanno segnato con i loro insegnamenti la mia formazione; può sembrare assurdo, ma riescono davvero ad aprire quel mondo magnifico e indescrivibile che c’è nella mente di un fanciullo. Sono i ricordi che forse rendono ancora più forte questo legame, per alcuni è anche troppo, vista la mia età, ma in realtà io sono orgogliosa di riuscire in un certo modo ancora a regalarmi un sorriso ascoltando una colonna sonora o vedendo qualche scena del cartone che da piccola mi faceva impazzire.

È incredibile pensare come un unico uomo, partendo da un semplice topolino, sia riuscito a dilettare milioni di persone, sia riuscito a creare un mondo fantastico in cui potersi rifugiare, in cui poter sognare e alimentare i propri desideri; Walt Elias Disney è riuscito a rivoluzionare il mondo dei cartoni animati, partendo con “Biancaneve e i sette nani”, il primo lungometraggio sonoro e a colori. Walt è considerato una leggenda, un eroe del ventesimo secolo. La sua popolarità in tutto il mondo è basata sulle idee che il suo nome rappresenta: immaginazione, ottimismo e successo costruito da solo.

Walt Disney che agli occhi di noi bambini aveva quasi l’alone di un semidio creatore di avventure fantastiche e personaggi da sogno, ha avuto una vita avventurosa quasi quanto quella dei suoi personaggi.

Non è volato fino all’<Isola che non c’è>, ma ha falsificato il proprio passaporto per poter guidare da volontario le ambulanze durante la prima guerra mondiale. Non ha creato una carrozza da una zucca ma si è inventato Disneyland e Topolino. Non ha donato la sua voce per amore di un principe, ma ha venduto la propria auto per poter realizzare il primo cartone animato di Topolino con il sonoro. A differenza di quello che si potrebbe pensare osservando il suo modo di vedere nelle sue opere il mondo dorato dell’infanzia, i primi anni di vita di Walt sono stati caratterizzati dal duro lavoro nei campi e da punizioni con la cinghia. Bambi, ad esempio, rappresenterebbe un tentativo di tornare all’infanzia e, con l’incendio della foresta, il senso di disillusione verso un’epoca ormai perduta.

Vorrei proprio per questo riuscire a dimostrare come oltre l’apparenza di una semplice storiella per bambini, vi siano tematiche molto più profonde che trovano collegamenti con gli argomenti studiati in quest’ultimo anno.

Iniziamo con l’analizzare la poetica del “fanciullino” di Giovanni Pascoli collegata all’eterna infantilità e giovinezza di “Peter Pan”, e il romanzo pedagogico italiano con “Pinocchio” di Collodi associato all’omonimo cartone; in latino, invece, ho pensato di affiancare il cartone animato La Bella e la Bestia a “Le Metamorfosi” di Apuleio; in storia ho voluto confrontare il personaggio di Frollo, de “Il gobbo di Notre Dame”, e il suo odio per gli zingari con Hitler e il suo disprezzo per chi non fosse, come lui, di razza ariana. Poi ho contrapposto alla filosofia di Freud, che interpreta la vita come sogno ingannevole, il sogno illusorio di “Alice nel paese delle meraviglie”, e alla filosofia di Schopenhauer, in cui il desiderio è dolore, i desideri della dolce “Cenerentola”; in inglese è stato immediato il collegamento tra l’estetismo di Oscar Wilde, che prediligeva l’eterna giovinezza, e la matrigna de “Biancaneve e i sette nani”. In geografia astronomica ho associato la teoria dei pianeti al cartone “Il pianeta del tesoro”, e le stelle al “Re Leone” in cui hanno una grande valenza mistica; in fisica, ripensando al cartone “Monster’s & Co” ho riflettuto sulle nostre fonti energetiche, e quindi sono giunta all’elettricità; infine in ed. fisica ho scelto di associare l’atletica con “Pippo campione olimpico”.

A tal proposito ricorderei una nota frase di Schopenhauer: “La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare”.

Il desiderio di essere sempre un fanciullo

Giovanni Pascoli

Vita e opere

Nel quadro del complesso percorso umano e artistico di Giovanni Pascoli la poetica del fanciullino assume un ruolo centrale. Nato a San Mauro di Romagna nel 1855 da una modesta famiglia, il poeta ebbe un’infanzia difficile, segnata dalle sventure. Perse il padre ad appena dodici anni, vittima di un brutale assassinio. Dopo la laurea nel 1882, intraprese la carriera di professore di greco e latino nei licei per poi approdare all’università dove insegnò filologia classica fino a ricoprire nel 1905 la cattedra bolognese di letteratura italiana che era stata di Giosuè Carducci.

Nel 1891 pubblica Myricae la prima raccolta delle sue poesie (una ventina in tutto) che rappresenta il superamento dei moduli poetici tradizionali.

Apparentemente legati alla dimensione veristica non ancora tramontata in quegli anni, i componimenti si ispirano alla vita campestre colta nei suoi aspetti più quotidiani e semplici. Il titolo è derivato da un verso virgiliano in cui si accenna alle tamerici, umili fiori di campo, proprio per sottolineare la scelta dei temi; ma il verismo è solo una nuda cornice. Gli umili oggetti della vita quotidiana si caricano di simboli e di significati e riflettono inquietudini, smarrimenti, un senso della vita tormentato e complesso. La rappresentazione è impressionistica nella scoperta di rapporti inediti fra le cose che si raccordano con il senso del vivere del poeta.

Alla base di questa nuova poesia vi è appunto uno scritto famoso - Il fanciullino (1897; 1902) – in cui Pascoli definisce la sua poetica.

Testo

È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, ma lacrime ancora e tripudi suoi. Noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena meraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello. Il quale tintinnio segreto noi non udiamo distinto nell’età giovanile, perché in quella occupati a litigare e perorare la causa della nostra vita, meno badiamo a quell’angolo d’anima d’onde esso risuona. […]

Egli è quello, dunque, che ha paura del buio, perché al buio vede o crede di vedere; quello che alla luce sogna o sembra sognare, ricordando cose non vedute mai; quello che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle: che popola l’ombra di fantasmi e il cielo di dei. Egli è quello che piange e ride senza perché, di cose che sfuggono ai nostri sensi e alla nostra ragione.

[…] Egli rende tollerabile la felicità e la sventura, temperandole d’amaro e di dolce, e facendone due cose ugualmente soavi al ricordo. Egli è quello che nella gioia pazza pronunzia senza pensarci la parola grave che ci frena. Egli ci fa perdere il tempo, quando noi andiamo per i fatti nostri. Egli scopre nelle cose le somiglianze e relazioni più ingegnose. Egli adatta il nome della cosa più grande alla più piccola, e al contrario. Impicciolisce per poter vedere, ingrandisce per poter ammirare. […]

Breve analisi

Nel primo capitolo è espressa l’idea secondo cui la poesia è la prima forma di conoscenza e il primo linguaggio dell’umanità. Di rilievo è anche il rifiuto dell’età virile dell’uomo, vista come età impoetica, perché offuscata dall’eros e da tensioni conflittuali. Pascoli le oppone la fanciullezza, in cui l’individuo sa vedere, e la vecchiaia, quando sa dire.

Nel terzo capitolo è espressa l’immagine del fanciullino come “Adamo” che mette il nome a tutto ciò che vede e sente. Alla base stessa del decadentismo appartiene, infatti, l’idea che l’arte sia la forma, sostitutiva dell’esperienza religiosa: qui Pascoli prende come esempio il libro biblico della Genesi. A questa si accompagna l’altra, decisiva teorizzazione delle sovrumane qualità del poeta, benché mascherate da limitazioni infantili.

Lo stile rimane costantemente ricercato, solo in apparenza vicino all’espressione popolare, ma in realtà sintetico e analogico, tale da obbligare il lettore ad uno sforzo d’immedesimazione e quasi d’auscultazione interiore. Se invece si analizzano gli ultimi capitoli, si capisce che il fulcro del discorso di Pascoli è estetizzante: la poesia si giustifica sul solo piano estetico. Da ciò dipende il rifiuto del fanciullino di tutto ciò che è brutto, che equivale al cattivo. Da qui, in particolare proviene il rifiuto della funzione civile e ideologica del poeta-vate.

La poetica del “Fanciullino”

La poesia non è razionalità ma consiste in una disposizione – esemplificata nel fanciullino – legata allo stupore infantile, che rimane insita in noi anche quando dall’infanzia siamo lontani. Il poeta è un fanciullo che sovvertendo le norme della razionalità “rimpicciolisce per poter vedere, ingrandisce per poter ammirare … adatta il nome della cosa più grande alla più piccola e viceversa”. Nelle esperienze comuni riesce a isolare sensazioni e impressioni fuggevoli, le fissa con le parole riuscendo a illuminarle con la sua sensibilità ancora intatta e fresca.

Nelle cose si scoprono “le somiglianze e le relazioni più ingegnose”, e non è necessario che le cose siano insolite o grandiose: anche nelle cose quotidiane o familiari, “come la pimpinella sul greppo, dietro la casa, è il nuovo per chi sa vederlo. Il nuovo non si inventa: si scopre”. La poesia consiste nel trovare “nelle cose il loro sorriso e la loro lacrima; e ciò si fa da due occhi infantili che guardano semplicemente e serenamente”. Ogni oggetto, ogni cosa acquistano un nuovo significato alla luce di questa nuova poetica. Da ciò deriva anche il rifiuto di tanta poesia italiana che non è spontanea ma “sa di lucerna non di guazza e di erba fresca”. La poetica pascoliana rifiuta la tradizionale alleanza con la retorica da poco restaurata con Carducci, rifiuta la tradizione aulica. Il poeta è poeta – scrive Pascoli – non oratore e predicatore.

La scoperta dell’infanzia come candore e bontà, come nido non disfatto rappresenta - in una dimensione autobiografica - la famiglia prima dell’uccisione del padre, prima dell’intervento brutale degli uomini e della storia che disarticola quel legame naturale.

La casa come “nido” raccolto, chiuso, segreto ricorre spesso nella poesia pascoliana. La poesia inoltre sul piano psicologico-sociale è consolatrice, contribuisce alla comunione fra gli uomini e ad abolire la lotta fra le classi e la guerra fra gli uomini. Meno evidenti di quelli di D’Annunzio i rapporti di Pascoli col decadentismo sono più profondi, soprattutto per la concezione quasi mistica della poesia come scoperta diretta e più piena della verità delle cose, e la sua influenza sulla poesia italiana più duratura e pregnante.

Svevo

Vita e opere

Italo Svevo (pseudonimo di Ettore Schmitz) nasce a Trieste nel 1861 da una famiglia di origine ebraica. A causa del fallimento dell’industria del padre lavora per 18 anni nella Banca di Vienna.

Una vita

Nel 1892 pubblica seguito nel 1898 da Senilità. Ambedue i romanzi non riscuotono successo anche perché rappresentano una novità e una rottura con il romanzo ottocentesco. Scoraggiato dall’insuccesso delle sue opere Svevo decide di smettere con la letteratura ma l’incontro con Joyce lo incoraggia a proseguire nella carriera letteraria. Tra il 1908 e il 1910 Svevo si accosta alle teorie di Freud ma non crede nell’efficacia della terapia psicanalitica anche perché il cognato, preso in cura dallo stesso Freud, era stato giudicato inguaribile.

Le nuove teorie costituivano per lui lo strumento adatto per studiare l’introspezione psicologica. La coscienza di Zeno è il terzo romanzo di Italo Svevo e quello destinato a dargli fama internazionale soprattutto grazie all’accoglienza favorevole di Eugenio Montale e di scrittori e intellettuali stranieri, in primo luogo di James Joyce.

La coscienza di Zeno e Il complesso di Edipo

Originale l’impianto narrativo del romanzo. Si tratta di un diario che il protagonista scrive a richiesta del suo medico annotando e analizzando le sue reazioni di fronte agli avvenimenti fondamentali della vita. Il testo si presenta con una prima cornice esterna nella prefazione dello psicanalista, il dottor S. che ha invitato il paziente a scrivere le sue memorie e una seconda cornice più interna nel discorso con Zeno che commenta le vicende della sua vita. Svevo utilizza la tecnica della psicanalisi di Sigmund Freud per la confessione autobiografica. Una voce in prima persona dunque, e non più un narratore estraneo ed esterno, com’era tipico del romanzo ottocentesco. Il romanzo non segue una scansione cronologica ma tematica. Il tempo appare sdoppiato: da un lato, il presente in cui Zeno vive e racconta; dall’altro, il passato che egli ricorda e che riporta alla luce. Ecco perché i capitoli non sono ordinati cronologicamente, bensì per tematiche.

Zeno Cosini, è un malato immaginario, un nevrotico, un inetto incapace di portare a termine i suoi propositi. In questo contesto si colloca il discorso edipico.

Anteprima
Vedrai una selezione di 7 pagine su 29
Disney - Tesina Pag. 1 Disney - Tesina Pag. 2
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disney - Tesina Pag. 6
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disney - Tesina Pag. 11
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disney - Tesina Pag. 16
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disney - Tesina Pag. 21
Anteprima di 7 pagg. su 29.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Disney - Tesina Pag. 26
1 su 29
Sintesi

Introduzione Disney - Tesina

Ho deciso di svolgere la mia tesina sulla Disney. Il corso della vita ci allontana da quel mondo di certezze e spensieratezza dei primi anni, che ognuno ha costruito in base ai propri sogni, il mio era fatto di principi e principesse, nani e gattini, topini che cucivano vestiti e oggetti inanimati che prendevano vita; era fatto di magia. In realtà sono cresciuta avvinghiata ai cartoni della Disney che hanno segnato con i loro insegnamenti la mia formazione; può sembrare assurdo, ma riescono davvero ad aprire quel mondo magnifico e indescrivibile che c’è nella mente di un fanciullo. Sono i ricordi che forse rendono ancora più forte questo legame, per alcuni è anche troppo, vista la mia età, ma in realtà io sono orgogliosa di riuscire in un certo modo ancora a regalarmi un sorriso ascoltando una colonna sonora o vedendo qualche scena del cartone che da piccola mi faceva impazzire.

È incredibile pensare come un unico uomo, partendo da un semplice topolino, sia riuscito a dilettare milioni di persone, sia riuscito a creare un mondo fantastico in cui potersi rifugiare, in cui poter sognare e alimentare i propri desideri; Walt Elias Disney è riuscito a rivoluzionare il mondo dei cartoni animati, partendo con “Biancaneve e i sette nani”, il primo lungometraggio sonoro e a colori. Walt è considerato una leggenda, un eroe del ventesimo secolo. La sua popolarità in tutto il mondo è basata sulle idee che il suo nome rappresenta: immaginazione, ottimismo e successo costruito da solo. Walt Disney che agli occhi di noi bambini aveva quasi l'alone di un semidio creatore di avventure fantastiche e personaggi da sogno, ha avuto una vita avventurosa quasi quanto quella dei suoi personaggi.

Non è volato fino all'"Isola che non c’è", ma ha falsificato il proprio passaporto per poter guidare da volontario le ambulanze durante la prima guerra mondiale. Non ha creato una carrozza da una zucca ma si è inventato Disneyland e Topolino. Non ha donato la sua voce per amore di un principe, ma ha venduto la propria auto per poter realizzare il primo cartone animato di Topolino con il sonoro. A differenza di quello che si potrebbe pensare osservando il suo modo di vedere nelle sue opere il mondo dorato dell'infanzia, i primi anni di vita di Walt sono stati caratterizzati dal duro lavoro nei campi e da punizioni con la cinghia. Bambi, ad esempio, rappresenterebbe un tentativo di tornare all'infanzia e, con l'incendio della foresta, il senso di disillusione verso un'epoca ormai perduta.

Vorrei proprio per questo riuscire a dimostrare nella mia tesina di maturità come oltre l’apparenza di una semplice storiella per bambini, vi siano tematiche molto più profonde che trovano collegamenti con gli argomenti studiati in quest’ultimo anno. Iniziamo con l’analizzare la poetica del “fanciullino” di Giovanni Pascoli collegata all’eterna infantilità e giovinezza di “Peter Pan”, e il romanzo pedagogico italiano con “Pinocchio” di Collodi associato all’omonimo cartone; in latino, invece, ho pensato di affiancare il cartone animato La Bella e la Bestia a “Le Metamorfosi” di Apuleio; in storia ho voluto confrontare il personaggio di Frollo, de “Il gobbo di Notre Dame”, e il suo odio per gli zingari con Hitler e il suo disprezzo per chi non fosse, come lui, di razza ariana. Poi ho contrapposto alla filosofia di Freud, che interpreta la vita come sogno ingannevole, il sogno illusorio di “Alice nel paese delle meraviglie”, e alla filosofia di Schopenhauer, in cui il desiderio è dolore, i desideri della dolce “Cenerentola”; in inglese è stato immediato il collegamento tra l’estetismo di Oscar Wilde, che prediligeva l’eterna giovinezza, e la matrigna de “Biancaneve e i sette nani”. In geografia astronomica ho associato la teoria dei pianeti al cartone “Il pianeta del tesoro”, e le stelle al “Re Leone” in cui hanno una grande valenza mistica; in fisica, ripensando al cartone “Monster’s& Co” ho riflettuto sulle nostre fonti energetiche, e quindi sono giunta all’elettricità; infine in ed. fisica ho scelto di associare l’atletica con “Pippo campione olimpico”.

A tal proposito ricorderei una nota frase di Schopenhauer: “La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare”.

Collegamenti

Disney - Tesina

  • Italiano - Il complesso di Edipo in Svevo, la poetica del fanciullino in Pascoli.
  • Storia - L'antisemitismo.
  • Inglese - Oscar Wilde e l'estetismo.
  • Latino - Le metamorfosi di Apuleio.
  • Filosofia - I sogni in Freud, il dolore in Schopenhauer.
  • Fisica - L'elettricità.
  • Educazione fisica - L'atletica.
  • Geografia astronomica - Le stelle e i pianeti.
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi