Da sogno a realtà
ITCG Compagnoni
Anno 2013/2014
5N Mercurio
Osnato Martina 1
Indice
Motivazioni della scelta
p. 3
Mappa concettuale
p. 4
Italiano, Il sogno del prigioniero
p. 5
Economia aziendale, Il sistema fiduciario
p. 9
Inglese, Martin Luther King
p. 13 2
Diritto, Gli otto obiettivi del Millennio
p. 15 Informatica, Il sogno di Jobs e
l’innovazione di Apple p. 18
Bibliografia e sitografia
p. 22
Motivazione della scelta
Un giorno su internet ho visto una foto raffigurante una scritta su un muro, la quale citava:
“Voglio un mondo all’altezza dei sogni che ho.”
In un mondo di crisi economica che non ci permette più di sognare, noi ragazzi siamo portati a credere in un futuro “contro di noi”. La crescente disoccupazione, genitori che si suicidano perché non riescono a pagare le tasse, social network popolati da accuse e offese, l’inquinamento e i disboscamenti sempre più frequenti. È questo il nostro mondo, un mondo triste che non lascia speranze a chi vuole sognare.
Ma non tutto è perduto. 3
Esistono enti, associazioni e persone pronte a tutto per aiutare il prossimo e per dare una mano al nostro pianeta, come associazioni che soddisfano i desideri dei bambini malati di cancro, medici senza frontiere, o ancora, organizzazioni contro il divario tra il sud e il nord del mondo e banche che concedono fidi per le nuove imprese (start up) e per le nuove famiglie.
Ho scelto questo argomento in quanto mi rappresenta, essendo una sognatrice. Per me la speranza è l’ultima a morire e spero in un futuro rigoglioso e felice, confidando nell’intelligenza e nella solidarietà delle persone. 4
Mappa concettuale
Inglese
“I Have a Dream”
Economia
Informatica Aziendale
Il sistema innovativo del Mac
Il sistema fiduciario delle banche
Da sogno a realtà
Diritto Italiano
Gli obiettivi 8
Eugenio
del Millennio 5
Montale
Italiano
Il sogno del prigioniero di Eugenio Montale
Albe e notti qui variano per pochi segni.
Tardo di mente, piagato dal pungente giaciglio mi sono fuso
Il zigzag degli storni sui battifredi col volo della tarma che la mia suola
nei giorni di battaglia, mie sole ali, sfarina sull’impiantito,
un filo d’aria polare,
l’occhio del capoguardia dello coi kimoni cangianti delle luci
spioncino, scironate all’aurora dai torrioni,
crac di noci schiacciate, un oleoso ho annusato nel vento il bruciaticcio
sfrigolio dalle cave, girarrosti dei buccellati dai forni,
veri o supposti - ma la paglia è oro, mi son guardato attorno, ho
la lanterna vinosa è focolare suscitato
se dormendo mi credo ai tuoi piedi. iridi su orizzonti di ragnateli
e petali sui tralicci delle inferriate,
La purga dura da sempre, senza un mi sono alzato, sono ricaduto
perché. nel fondo dove il secolo e il minuto -
Dicono che chi abiura e sottoscrive
può salvarsi da questo sterminio
d’oche; e i colpi si ripetono ed i passi,
che chi obiurga se stesso, ma è ancora ignoro se sarò al festino
tradisce farcitore o farcito. L’attesa è lunga,
e vende carne d’altri, afferra il
mestolo il mio sogno di te non è finito.
anzi che terminare nel paté
destinato agl’Iddii pestilenziali. 7
Interpretazione
Questo componimento fa parte della raccolta “La Bufera e altro” di Eugenio Montale, pubblicata nel 1956. Anche in questi versi troviamo fortemente espresso il pessimismo montaliano nei confronti della condizione umana (il male di vivere). La poesia descrive lo stato d’animo di un perseguitato politico nei campi di concentramento staliniani; l’autore stesso però vuole rimandare riferimenti non solo ai campi di sterminio nazisti, ma anche alla condizione storica dell’uomo nella società di massa. Qui Montale, identificandosi nel prigioniero, esprime la propria estraneità al mondo, il senso della propria disarmonia con la realtà, come una forma di prigionia e di impotenza, e da tale condizione fa nascere la poesia-sogno. La condizione di prigionia e di oppressione si riferisce a tutta l’umanità, che vive intrappolata tra le trame della società moderna. L’uomo è conscio, come il prigioniero della poesia, che l’unico modo per sopravvivere a questa reclusione è la denuncia, sacrificare la vita di qualcun altro per avere salva la propria. Il protagonista dei versi non sa ancora come si comporterà, e forse neanche Montale stesso, se seguirà la sua morale o se si farà travolgere dal richiamo che la vita, con le sue attrattive, ancora esercita nei suoi confronti. Gli unici momenti di speranza e accennata positività che interrompono questo flusso negativo avvengono durante il riposo notturno, quando il prigioniero può finalmente sognare la donna amata (vv. 10). Si evince quindi l’idea della figura femminile come figura salvatrice, che riconnette il poeta al mondo e lo guida nella vita.
Il poeta ci presenta la storia di un prigioniero in un luogo in cui ci sono poche differenze tra la notte ed il giorno. Dalla prigione il poeta può vedere soltanto il zig-zag degli stormi o l’occhio della guardia quando si affaccia allo spioncino. Non c’è scampo per lui, solo le ali degli uccelli che vede volare gli appaiono come l’unica via di salvezza. Dice che la paglia sarebbe oro, la piccola lanterna vinosa sarebbe un focolare se solo riuscisse a dormire. Una speranza introdotta da un “ma”.
Successivamente fa riferimento ad una “purga” e alla possibilità di salvarsi da questo sterminio di oche. La parola “oche” indica lo stato animalesco in cui sono costretti a vivere i prigionieri: ci si può salvare solo tradendo gli altri. Così facendo si finirebbe con l’avere il mestolo in mano anziché trovarsi nel paté destinato agli dei (Idii). 9
Nella terza parte ritorna la descrizione del prigioniero, che dice di essere tardo di mente. La prigionia lo sta facendo impazzire. Parla di come il suo giaciglio gli abbia procurato delle ferite, mentre si immedesima nel volo di una tarma, descrivendo le sensazioni che immagina di provare durante il volo. I suoi sensi sono stimolati dalla luce proveniente dai torrioni vicini che gli sembrano dei kimoni colorati e dal vento che trasporta a sé l’odore bruciacchiato dei buccellati (dolci tipici lucchesi) appena cotti nei forni.
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Introduzione da sogno a realtà, tesina
La seguente tesina di maturità istituto tecnico commerciale tratta dei sogni. Un giorno su internet ho visto una foto raffigurante una scritta su un muro, la quale citava: “Voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho”. In un mondo di crisi economica che non ci permette più di sognare, noi ragazzi siamo portati a credere in un futuro “contro di noi”. La crescente disoccupazione, genitori che si suicidano perché non riescono a pagare le tasse, social network popolati da accuse e offese, l’inquinamento e i disboscamenti sempre più frequenti. È questo il nostro mondo, un mondo triste che non lascia speranze a chi vuole sognare. Ma non tutto è perduto. Esistono enti, associazioni e persone pronte a tutto per aiutare il prossimo e per dare una mano al nostro pianeta, come associazioni che soddisfano i desideri dei bambini malati di cancro, medici senza frontiere, o ancora, organizzazioni contro il divario tra il sud e il nord del mondo e banche che concedono fidi per le nuove imprese (start up) e per le nuove famiglie. Ho scelto questo argomento per la mia tesina in quanto mi rappresenta, essendo una sognatrice. Per me la speranza è l’ultima a morire e spero in un futuro rigoglioso e felice, confidando nell'intelligenza e nella solidarietà delle persone.
Collegamenti
Da sogno a realtà, tesina
- Italiano - Il sogno del prigioniero, Eugenio Montale
- Economia aziendale - I fidi bancari
- Inglese - Martin Luther King
- Diritto - Gli 8 obiettivi del millennio e Art. Cost 2, 9, 32
- Informatica - Apple e Steve Jobs