Kandinskij e il colore
Kandinskij aveva delle teorie sul colore, lui trova un legame tra un’opera d’arte e la dimensione spirituale. Diceva che il colore poteva avere due effetti sullo spettatore: un effetto fisico, superficiale e basato su sensazioni momentanee, un effetto psichico dovuto alla vibrazione spirituale attraverso cui il colore raggiunge l’anima.
L’effetto psichico del colore è determinato dalle qualità del colore: il suo odore, il sapore e il suono. Kandinskij spiegava questo tramite una metafora musicale, diceva che il colore è il tasto, l’occhio è il martelletto e l’anima è un pianoforte con molte corde.
Lui descrive i colori in base alle sensazioni e alle emozioni che suscitano nello spettatore, paragonandoli a strumenti musicali. Lui si occupa dei colori primari, secondari e del marrone, grigio e arancione.
Il significato dei colori secondo Kandinskij
- Giallo: è dotato di una follia vitale, prorompente, di un’irrazionalità cieca. Viene paragonato al suono della tromba, di una fanfara. Indica anche eccitazione quindi può essere accostato spesso al rosso ma si differenzia da quest’ultimo.
- Azzurro: è il blu che tende ai toni più chiari, è indifferente, distante, come un cielo artistico. Lo paragona al suono di un flauto.
- Rosso: è caldo, vitale, vivace, irrequieto ma diverso dal giallo perché non ha la sua superficialità. L’energia del rosso può essere canalizzata. Più è chiaro e tende al giallo, più ha vitalità e energia. Il rosso medio è profondo, il rosso scuro è più meditativo. Questo è paragonato al suono di una tuba.
- Arancione: esprime energia, movimento, e più è vicino alle tonalità del giallo, più è superficiale. Viene paragonato al suono di una campana o di un contralto.
- Verde: è assoluta mobilità in una assoluta quiete, fa annoiare, suggerisce opulenza, compiacimento, è una quiete appagata. Appena vira verso il giallo acquista energia, giocosità. Con il blu diventa pensieroso, attivo. Ha i toni ampi, caldi e semigravi del violino.
- Viola: come l’arancione, è instabile ed è molto difficile utilizzarlo nella fascia intermedia tra rosso e blu. Viene paragonato al corno inglese, alla zampogna, al fagotto.
- Blu: è il colore del cielo, è profondo. Quando è intenso suggerisce quiete, quando tende al nero è fortemente drammatico, quando tende ai toni più chiari le sue qualità sono simili a quelle dell’azzurro. Se viene mischiato con il giallo lo rende molto, ed è come se la follia del giallo divenisse “ipocondria”. Lo associa al suono del violoncello.
- Grigio: è l’equivalente del verde, ugualmente statico, indica quiete, ma mentre nel verde è presente l’energia del giallo, che lo fa variare verso tonalità più chiare o più fredde facendogli recuperare vibrazione, nel grigio c’è assoluta mancanza di movimento, che esso volga verso il bianco o il nero.
- Marrone: si ottiene mischiando il nero e il rosso, ma essendo l’energia di quest’ultimo fortemente sorvegliata, ne consegue che esso risulti ottuso, duro e poco dinamico.
- Bianco: è dato dalla somma convenzionale di tutti i colori dell’iride, ma è un mondo in cui tutti questi colori sono scomparsi, di fatto è un muro di silenzio assoluto, interiormente lo sentiamo come un non suono. Tuttavia è un silenzio di nascita, ricco di potenzialità. Viene definito la pausa tra una battuta e l’altra di un’esecuzione musicale, che annuncia ad altri suoni.
- Nero: è mancanza di luce, è un non colore, è spento come un rogo arso completamente. È un silenzio di morte. A differenza del bianco, fa risaltare qualsiasi colore. È la pausa finale di un’esecuzione musicale.
| Giallo | Follia vitale |
| Azzurro | Indifferente e distante |
| Rosso | Caldo, vitale, vivace e irrequieto |
| Arancione | Energia e movimento |
| Verde | Quiete, fa annoiare |
| Viola | Instabile |
| Blu | Profondo |
Il colore nei lager
I colori dell’olocausto erano il giallo, il rosso, il viola, il rosa, il verde, il marrone, il blu e il nero. Questi venivano usati per distinguere nei lager le varie categorie sociali ed etniche che il totalitarismo nazista e fascista voleva sterminare.
Nei lager i prigionieri erano classificati attraverso dei triangoli di stoffa colorata e venivano cuciti sui vestiti. Il colore qualificava, negando l’identità ed il percorso esistenziale della persona, la tipologia dei deportati.
Il rosso identificava i prigionieri politici e gli oppositori del regime, il verde veniva attribuito ai criminali, il nero erano gli asociali, il blu gli immigrati, il viola identificava i testimoni di Geova, il marrone era per gli zingari e il rosa per gli omosessuali.
La stella gialla, composta da due triangoli contrapposti, indicava gli ebrei. In questo caso il triangolo sottostante era sempre giallo, mentre quello superiore poteva essere anche di un altro colore corrispondente alla classificazione precedentemente elencata.
Venivano usati anche altri simboli. Un piccolo cerchio nero circondato da un altro cerchio contrassegnava le persone assegnate ai battaglioni penali, mentre se il cerchio era rosso indicava un prigioniero che era sospettato di fuga.
Si usavano delle lettere, inserite all’interno dei triangoli, che indicavano il paese di origine: B per Belga, F per Francese, I per Italiano, N per Olandese, P per Polacco, S per Spagnolo, T per Cieco e U per Ungherese.
Inoltre le persone avevano tatuato un numero sul braccio che serviva ad identificarli l’uno dall’altro.
| Prigionieri politici | Criminali | Immigrati | Testimoni di Geova | Omosessuali | Asociali | Zingari | Paese di origine (es. Polacco) |
| Normale | Prigioniero di battaglione penale | Ebreo |
Sintesi additiva e sottrattiva
Le due forme basilari di mescolanza dei colori sono chiamate sintesi additiva e sintesi sottrattiva.
Sintesi additiva
Tutti i colori possono essere ottenuti partendo da tre fasci luminosi dei cosiddetti colori primari: rosso, verde e blu. Questo procedimento, che parte dal buio e somma le luci, si chiama “sintesi additiva” dei colori.
L’unione dei tre colori primari dà il bianco; quando i colori primari vengono uniti a due a due si ottengono invece i cosiddetti colori complementari. Ciascun colore primario ha quindi il suo complementare che è creato dalla somma degli altri due primari.
I risultati della sovrapposizione sono:
- Verde + Blu + Rosso = Bianco
- Blu + Rosso = Magenta (complementare del Verde)
- Rosso + Verde = Giallo (complementare del Blu)
- Verde + Blu = Ciano (complementare del Rosso)
Sintesi sottrattiva
Nella sintesi sottrattiva invece l’esperimento consiste nel sovrapporre tre filtri colorati di color magenta, giallo e ciano, i complementari dei primari, facendoli attraversare da un fascio di luce bianca.
Sommando i tre colori si ottiene il nero, sommando a due a due i colori complementari si ottengono i colori primari.
I risultati della sovrapposizione sono:
- Giallo + Ciano + Magenta = Nero
- Magenta + Giallo = Rosso
- Giallo + Ciano = Verde
- Ciano + Magenta = Blu
Il colore nella fisica
Prisma di Newton
La fisica studia il colore come fenomeno derivante dalla scomposizione della luce, ne misura le lunghezze d’onda e lo classifica. Già Leonardo Da Vinci aveva intuito che il colore deriva dalla luce.
Nel 1666 Isaac Newton dimostrò in modo scientifico l’intuizione leonardesca, facendo passare attraverso un prisma di cristallo un raggio di luce bianca. Questo raggio viene deviato dando origine a una successione di raggi luminosi colorati che corrispondono a diverse frequenze elettromagnetiche.
Il raggio di luce bianca rifratto assume i colori dello spettro solare, i colori dell’arcobaleno, in una sequenza nella quale i colori corrispondenti alle onde corte subiscono una deviazione maggiore rispetto a quelli corrispondenti alle onde lunghe.
Lunghezza d’onda
La lunghezza d’onda si misura in nanometri. I colori dello spettro sono disposti, partendo dalla lunghezza d’onda minore fino a quella maggiore, nella seguente successione: viola, indaco, blu, verde, giallo, arancio e rosso.
In realtà la suddivisione dei sette colori dello spettro non è netta, ma presenta una serie di sfumature tra un colore e l’altro. Le lunghezze d’onda che l’occhio umano può percepire sono molto limitate.
Le onde elettromagnetiche aventi lunghezza d’onda maggiore a quelle dello spettro del visibile, sono catalogate come: infrarossi, microonde e onde radio.
La percezione del colore
La percezione del colore ha origine dalla luce bianca. Essa colpisce le superfici degli oggetti, che hanno la proprietà di riflettere tutta o in parte la luce che ricevono.
Più precisamente, la superficie di un oggetto trattiene alcune frequenze luminose e ne riflette altre. Sono queste ultime a determinare il suo colore, ad esempio, una superficie appare gialla perché riflette solo le lunghezze d’onda medie e lunghe che corrispondono al colore giallo (fig.1).
Una superficie appare invece bianca quando riflette tutte le radiazioni che riceve (fig.2), e nera quando le assorbe tutte (Fig.3).
La luce riflessa dalle superfici raggiunge la retina, sulla quale sono disposti recettori sensibili a tre diverse lunghezze d’onda.
Secondo la teoria del fisico inglese Thomas Young, i recettori reagiscono alla lunghezza d’onda dei colori blu-viola, a quella dei verdi e a quella dei rossi.
Le diverse onde luminose stimolano quindi i recettori disposti sulla retina che inviano gli impulsi al cervello, dove, attraverso complesse operazioni di rielaborazione, vengono tradotti in colore. Si può dire quindi che è il nostro sistema percettivo a creare il colore.
Fig.1
Fig.2
Fig.3
La teoria strutturale del colore
Il cerchio di Itten
Il cerchio cromatico è costruito partendo dalla terna dei colori primari pittorici, ciano, magenta e giallo, che sono posti nel triangolo centrale.
Nei triangoli che formano l’esagono all’interno dell’anello sono collocati invece i tre colori secondari o derivati, mentre i dodici settori dell’anello esterno ospitano i primari alternati ai secondari e ai terziari.
I colori terziari si ottengono mescolando un colore primario con il secondario adiacente. Le dodici tinte si susseguono sull’anello esterno del cerchio nell’ordine di colori dello spettro solare e sono equidistanti tra loro.
Si potrebbe realizzare un cerchio cromatico con un numero infinito di colori, ma ciò risulterebbe inutile.
La sfera di Itten
La sfera di Itten è la raffigurazione tridimensionale dei colori più semplice e nota.
Mentre nel centro cromatico sono rappresentate in una figura piana le possibili mescolanze di colori puri, primari, secondari e terziari, nella sfera cromatica si possono rinvenire tutte le possibili mescolanze di colori, anche quelle con il bianco e il nero.
Per comodità la sfera è stata suddivisa in settori tramite 6 paralleli e 2 meridiani, come se fosse un mappamondo, anche se le suddivisioni potrebbero essere infinite, come il cerchio cromatico.
I due poli della sfera sono uno bianco e uno nero, e costituiscono l’estremità dell’asse neutro dei grigi, mentre la fascia a livello dell’equatore è costituita dai 12 colori di massima saturazione, come quelli del cerchio cromatico.
Proseguendo verso il nero, i colori disposti sull’equatore diventano sempre più cupi e sporchi, mentre proseguendo verso il bianco diventano sempre più chiari e pallidi, finché non si annullano, rispettivamente nel nero e nel bianco.
Al centro della sfera, tra le due polarità, si trova il grigio medio neutro. La sfera, sezionata orizzontalmente, mostra le tonalità dei vari colori mescolate
Introduzione tesina sul colore
Questa tesina prende in analisi il colore, effettuando vari collegamenti con le materie scolastiche. Tesina maturità argomenti: in Storia dell'arte Kandinskij e il colore, Storia i colori nei lager, in Fotografia la sintesi additiva e la sintesi sottrattiva, il colore nella fisica, il prisma di Newton, la lunghezza d'onda, la percezione del colore, in Educazione visiva il cerchio di Itten, la sfera di Itten, in Chimica gli indicatori, in Italiano Rosso Malpelo e in Economia la pubblicità.
Collegamenti
Tesina sul colore
- Storia dell'arte - Kandinskij e il colore.
- Storia - I colori nei lager.
- Fotografia - Sintesi additiva e sintesi sottrattiva.
- Fisica - Il colore in Fisica, il prisma di Newton, la lunghezza d'onda, la percezione del colore.
- Educazione visiva - Il cerchio di Itten, la sfera di Itten.
- Chimica - Gli indicatori.
- Italiano - Rosso Malpelo.
- Economia - La pubblicità.