La Coca-Cola
Le origini della famosa bevanda nel mondo
In questa tesina parlerò di uno dei più importanti marchi del mondo, la “Coca-Cola”, un’azienda che ha alle spalle 125 anni di storia, ho voluto infatti spiegare come una semplice bibita analcolica è diventata non solo parte integrante della società moderna ma un vero e proprio simbolo della cultura popolare americana. Parlerò poi degli altri ingredienti caratterizzanti come gli additivi.
La curiosità è nata dopo aver visto un video riguardante la più classica delle bibite, “la Coca-Cola”, devo dire che mi sono meravigliato nello scoprire come fosse interessante la sua storia, e di come essa si sia sviluppata insieme agli avvenimenti storico-politici, sociali e culturali dell’America.
La nascita della bibita
La “Coca-Cola” fu inventata dal farmacista statunitense John Pemberton l’8 maggio 1886 ad Atlanta, inizialmente come rimedio per il mal di testa. In quel periodo le leggi federali sugli alimenti e i farmaci erano ancora lontane e non c’era limite per la vendita di questi prodotti che spesso contenevano alcool e droghe pesanti, come per esempio la nuova sostanza delle meraviglie che si era diffusa proprio in quel periodo: la cocaina.
Pemberton nelle sue creazioni utilizzava principalmente: cocaina, caffeina e alcool, la più famosa creazione fu “Pemberton’s French Wine Coca” (il vino francese di coca). Il prodotto ebbe subito successo, ma, pochi mesi dopo, ad Atlanta sfocia il proibizionismo e uno degli ingredienti fondamentali del “Vino Francese di Coca”, l’alcool, viene messo fuori legge.
All’alcool venne in seguito sostituito un estratto delle noci di cola, una pianta tropicale reputata non dannosa per la salute. Dall’uso combinato dei due ingredienti principali, la coca e la cola, la bibita acquisì il nome attuale. Quando anche la coca venne bandita, venne scartato l’alcaloide dagli estratti dalle foglie di coca, mentre la cola continuò a essere utilizzata. Pemberton decide di abbandonare il mercato dei farmaci per dedicarsi a quello delle bibite analcoliche.
In quel periodo ad Atlanta c’erano cinque prestigiosi bar, gli unici a poter vendere bibite e nei quali era possibile vendere anche 300 diversi tipi di bibite. Pemberton volle creare un prodotto da vendere proprio in questi bar.
Il suo obiettivo era quello di trasformare il “Pemberton’s French Wine Coca” in una bibita analcolica e rinfrescante in modo da sbaragliare la concorrenza e avere così l’egemonia del mercato. Ne nacque una bibita con un gusto particolarmente forte, dato che conteneva massicce dosi di cocaina e cola, fu quindi aggiunto dello zucchero e alcuni acidi e con il nome di “Coca-Cola” poté essere venduta nei bar.
I primi anni
Il primo anno per la “Coca-Cola” non fu positivo, vendette solo 95 litri. John Pemberton diventato cocainomane perse il suo fiuto in affari, fallì molte volte e non riuscendo a trovare un socio che potesse risollevare le sorti dell’azienda, oramai prossimo alla morte, decise di vendere l’attività.
Per 230 dollari vendette formula e diritti della Coca-Cola a Candler, uomo d’affari che aveva intuito il potenziale della bevanda e compreso l’importanza della pubblicità per diffonderla e per sbaragliare la concorrenza. La prima mossa di Candler fu rivedere la formula, facendone analizzare un campione scoprì che la bibita conteneva una dose preoccupante di cocaina.
A quel punto cercò un modo per rimuovere la cocaina dalla “Coca-Cola”, e per togliere il sapore medicinale aggiunse altro zucchero e caffeina.
Un’idea geniale
Frank Robinson, l’ex contabile di Pemberton, diventa responsabile della pubblicità per conto di Candler ed escogita una strategia per attirare i consumatori. Per la prima volta nella storia lancia una campagna promozionale.
Ottenendo nomi e indirizzi dei clienti migliori della più grande farmacia della città, spedì loro buoni per una consumazione gratuita di “Coca-Cola”: il successo fu immediato, d’altronde come si può resistere ad una bevuta gratis?
Grazie alla spinta di questa campagna promozionale la “Coca-Cola” diventa famosa in tutto il paese. L’America non può fare a meno della “Coca-Cola”. Sulle riviste e sui giornali iniziano ad apparire però i primi articoli di protesta di persone affette da dipendenza da “Coca-Cola” e da tutte quelle bibite che contenevano cocaina.
Candler oppresso dalla critica, nel 1906, torna in laboratorio e trova la soluzione per eliminare qualsiasi traccia di droga dalla bevanda, creando la “Coca-Cola Classic”. Questo portò ovviamente a un cambio della strategia pubblicitaria, la “Coca-Cola” non era più una bevanda dalle proprietà curative, ma una semplice bevanda rinfrescante.
La nuova “Coca-Cola” poté continuare la sua scalata verso la fama. Nel 1899, per la prima volta, la “Coca-Cola” viene imbottigliata in modo da renderne possibile la vendita, non solo spinata nei bar, ma anche negli alimentari e nelle drogherie.
La Coca-Cola viene venduta
Nel 1924 Robert Woodruff (figlio del finanziere Ernest Woodruff) acquista la “Coca-Cola” da Candler. Robert è molto interessato alla gestione della azienda e si interessa a ogni aspetto, dalla produzione al marketing, finalmente la “Coca-Cola” è pronta per nuovi successi.
La Coca-Cola durante la crisi del 1929
La ripresa e lo sviluppo dell’industria militare permise agli USA di uscire dalla depressione, iniziata nel 1929, tuttavia, la “Coca-Cola” fu messa a dura prova a causa del razionamento dello zucchero.
Robert Woodruff decide così di recarsi a Washington, per convincere il governo che la “Coca-Cola” essendo la bibita rinfrescante più famosa d’America non solo è un simbolo nazionale, ma una necessità per i soldati al fronte.
Incredibilmente Woodruff riesce a convincere il governo, non solo a dargli tutto lo zucchero di cui ha bisogno, ma addirittura a diventare il fornitore ufficiale dell’esercito americano.
All’inizio degli anni cinquanta la “Coca-Cola” è praticamente invincibile, diventata un simbolo americano, è presente in tutto il mondo con vendite annue pari a quasi un miliardo di dollari.
Robert Woodruff ormai vecchio e non più in grado di reggere l’azienda, passa la mano al giovane ed intraprendente Roberto Goizueta che diventa l’amministratore delegato della “Coca-Cola”, come prima operazione per rilanciare il marchio e il prodotto pensa e realizza l’impensabile: modifica la storica formula della “Coca-Cola” per reintrodurla sul mercato come “New Coke”.
Il 23 aprile 1985 viene lanciata sul mercato la nuova formula. Nonostante ci si affanni a proclamare la “New Coke” come un prodotto nuovo ed innovativo è subito chiaro a tutti i consumatori che il gusto scontenta tutti.
Gli americani si sentono privati di uno dei simboli americani più conosciuti al mondo, in pochi giorni alla “Coca-Cola Company” arrivano migliaia di telefonate da consumatori adirati che minacciano azioni e rappresaglie contro l’azienda.
La soluzione è solo una: tornare indietro. Viene reintrodotta la vecchia e amata formula della “Coca-Cola” che da allora è la “Coca-Cola Classic” e con la vecchia formula magicamente tornano a volare le vendite e l’azioni.
Si dice che lo storico fiasco della “New Coke” sia stata una enorme e programmata manovra di marketing per preparare il ritorno alla vecchia formula e rilanciare pomposamente un prodotto oramai visto come vecchio.
Gli ingredienti
Cosa c’è nella “Coca-Cola”? Ebbene questo è un segreto. Solo alcune persone hanno avuto il permesso di partecipare alla preparazione della formula della Coca-Cola. Non sanno però cosa siano veramente queste sostanze, specialmente l’ingrediente più segreto, il 7X.
Si dice che i sette ingredienti X siano:
- Alcol;
- Olio essenziale di arancia;
- Olio essenziale di limone;
- Olio essenziale di noce moscata;
- Olio essenziale di coriandolo;
- Olio essenziale di neroli;
- Olio essenziale di cannella.
Come mai la Coca-Cola ha questa fama da oltre un secolo?
Certamente ha un gusto unico, è dolce quanto basta e frizzante e ben si accompagna a particolari piatti, come la pizza, ad esempio.
Ma negli anni si è assistito a tutto un fiorire di teorie secondo cui la Coca-Cola avrebbe effetti benefici per trattare alcuni piccoli disturbi. Ad esempio, qualcuno giura che bere un po’ di Coca-Cola aiuti a combattere le nausee in gravidanza; qualcun altro che la Coca-Cola è un ottimo digestivo.
Ma meglio non esagerare. La Coca-Cola infatti resta una bevanda ricca di zuccheri e con un certo quantitativo di caffeina. Quindi meglio farla bere con moderazione ai bambini e soprattutto limitarne il consumo alle occasioni particolari (feste o cene in pizzeria) per evitare che diventi un’abitudine.
La ristorazione rapida
Le origini: i fast food
Introduzione Coca Cola tesina
In questa tesina parlerò di uno dei più importanti marchi del mondo, la “Coca-Cola”, un’azienda che ha alle spalle 125 anni di storia, ho voluto infatti spiegare come una semplice bibita analcolica è diventata non solo parte integrante della società moderna, ma un vero e proprio simbolo della cultura popolare americana. Parlerò poi degli altri ingredienti caratterizzanti come gli additivi. La curiosità è nata dopo aver visto un video riguardante la più classica delle bibite, “la Coca-Cola”, devo dire che mi sono meravigliato nello scoprire come fosse interessante la sua storia, e di come essa si sia sviluppata insieme agli avvenimenti storico-politici, sociali e culturali dell’America.
La tesina di maturità permette anche di creare dei collegamenti interdisciplinari.
Collegamenti
Coca Cola tesina
- Storia: La nascita della bibita e la crisi del 1929.
- LOGSR: La Ristorazione Rapida.
- Alimentazione: Gli additivi.
- Legislazione: L'etichettatura degli alimenti.
- Inglese: The Bar.
- Francese: La Restauration Rapide en France.